Speciale a cura di Alessandro Corno
Tornati nel 2010 con l’ottimo “The Frozen Tears Of Angels” e successivamente con il relativo tour, i nostri Rhapsody Of Fire non intendono prendere pause e si preparano a pubblicare a tempo di record un altro album nuovo fiammante intitolato “From Chaos To Eternity”. Il disco, annunciato come la conclusione della saga fantasy iniziata con il primo album “Legendary Tales”, ha l’importante compito di chiudere degnamente una prima lunga fase della carriera di una delle symphonic power metal band più amate al mondo. Abbiamo avuto il piacere di ascoltare in anteprima il lavoro e quelle che seguono sono le nostre prime impressioni circa i nuovi brani. Lo stesso chitarrista e compositore Luca Turilli ha aggiunto per voi il suo personale commento ad ogni traccia. Buona lettura e appuntamento alla recensione per un giudizio finale.

02. From Chaos To Eternity
03. Tempesta Di Fuoco
04. Ghosts Of Forgotten Worlds
05. Anima Perduta
06. Aeons Of Raging Darkness
07. I Belong To The Stars
08. Tornado
09. Heroes Of The Waterfalls’ Kingdom
I. Lo Spirito Della Foresta
II. Realm Of Sacred Waterfalls
III. Thanor’s Awakening
IV. Northern Skies Enflamed
V. The Splendour Of Angels’ Glory (A Final Revelation)
Durata: 57:34
Data di pubblicazione: 20 giugno 2011
Casa discografica: Nuclear Blast Records
Sito: www.rhapsodyoffire.com
AD INFINITUM (1:29)
“From Chaos To Eternity” non poteva che iniziare con una breve drammatica intro sinfonica, corale e in parte narrata da Christopher Lee. Questa volta è presente però anche un veloce riff di chitarra. Da subito evidente il sound pomposo, pieno e potente curato come da abitudine da due vere garanzie come Sacha Paeth e Miro.
Luca Turilli: “Questa volta volevamo una intro diversa, qualcosa che contenesse anche una chitarra aggressiva e potente. Per la prima volta una nostra intro parte con un riff di chitarra sotto alla narrazione di Christopher Lee. Volevamo proprio un’associazione tra l’aggressività della chitarra e la maestosità dei cori”.
FROM CHAOS TO ETERNITY (5:45)
La prima vera traccia dell’album è come di consueto una delle più efficaci di tutto il lavoro, anche se evidenziamo un approccio più vario nella struttura a tratti progheggiante, ricca di virtuosismi, cambi di tempo e umore. Il cantato è epico ed impetuoso sulle parti più tirate e più basso e soffuso sui rallentamenti. Efficace, dinamico e non scontato il ritornellone epico e corale con cui culmina il brano. Buona anche la parte strumentale a centro canzone, con le solite evoluzioni chitarristiche di un sempre più convincente Luca Turilli in duello con la tastiera di Alex Staropoli. Proprio la varietà del pezzo lo rende meno canonico e più longevo di altre opener degli ultimi album targati Rhapsody. Buon Inizio.
Luca Turilli: “Con questo pezzo vogliamo presentare subito un Fabio inedito con un binomio, soprattutto sul pre-chorus, tra un cantato quasi ‘alla Metallica’ e la sua voce normale. Poi questo ritornello orchestrale che sulle note più alte ricorda un po’i vecchi Crimson Glory. Infine il mio assolo, particolarissimo e influenzato dalla musica etnica, con il quale ho voluto proseguire sulla strada intrapresa con ‘The Frozen Tears Of Angels'”.
TEMPESTA DI FUOCO (4:46)
Il brano si apre con scale neoclassiche di chitarra prima di lancarsi in veloci cavalcate epic power. Riff serrati e parecchie parti in doppia cassa vengono spezzati dagli epici stacchi dei bridge che precedono i ritornelli. I chorus stessi sono piuttosto ariosi, ancora una volta vari, composti da una prima parte più veloce e classicamente power e una seconda più lenta e distensiva. Particolarità vera del pezzo: il cantato in italiano ottimamente interpretato da un Fabio in grande forma.
Luca Turilli: “Una canzone che è una vera rarità, perchè finora avevamo usato il cantato in italiano solo su pezzi lenti mentre qui lo proponiamo su un pezzo power speed. A me piace molto scrivere testi in Italiano, perchè mi permette di esprimermi meglio rispetto all’inglese, per il quale ci affidiamo al controllo di una partner esterna e dunque è meno spontaneo. La intro di chitarra in sweep è basata su un concerto di Beethoven: “Sonata per pianoforte n 1 Opera 2, quarto movimento”. Volevamo prendere qualche spunto dalla musica classica e lo abbiamo fatto su questo brano e sulla suite conclusiva ‘Heroes Of The Waterfalls’ Kingdom'”.
GHOST OF FORGOTTEN WORLDS (5:31)
Pezzo dal mood drammatico, piuttosto articolato e meno diretto dei due precedenti che cresce dopo più ascolti. La struttura alterna infatti strofe atmosferiche, con arpeggi che accompagnano un cantato delicato che cresce via via di intensità fino a ottime melodie arabeggianti che sfociano ritornelli dai riff più tirati e aggressivi. Qui il taglio dei chorus è sempre epico e rafforzato da cori imponenti ma molto meno cantabile rispetto ai due pezzi precedenti. Parte centrale strumentale ricca di velocissimi e ottimamente eseguiti scambi solisti tra chitarre e tastiera.
Luca Turilli: “Una delle mie preferite sia per la presenza di alcuni elementi prog che per l’interpretazione di Fabio che in alcuni punti della strofa mi ricorda Geoff Tate. La ritmica ha un taglio molto anni ottanta alla Judas Priest che per il nostro stile è un po’ qualcosa di nuovo. Troviamo inoltre questi elementi arabeschi che vengono ripresi anche dal mio primo assolo a cui segue la sfida tra le tastiere di Alex e la chitarra di Tom Hess”.
ANIMA PERDUTA (4:45)
Lento che da strofe dai toni malinconici accompagnate da clavicembalo e flauto evolve in ritornelli dagli imponenti cori che crescono di tonalità e potenza. Torna automaticamente alla mente “Lamento Eroico” ma, sebbene anche qui troviamo il cantato pieno e più tendente al lirico di un Fabio eccezionale, la linea vocale non è altrettanto efficace. Anche dopo più ascolti il pezzo fatica a convincere e lascia un senso di incompiuto.
Luca Turilli: “Questo e ‘Aeons Of Raging Darkness’ sono gli unici due pezzi a non essere stati composti di recente. ‘Anima Perduta’ è una canzone che già avevamo scritto tempo fa e che abbiamo riadattato. Musicalmente è ispirata al film horror italiano ‘Quella Villa Accanto Al Cimitero’ di Lucio Fulci e la melodia della strofa ricorda proprio l’atmosfera particolare di quel film. Dal punto di vista dei testi invece è stata ispirata da una famosa foto di fantasmi che ho visto in TV. Ricordo un’immagine molto particolare di una bambina morta nell’incendio di una casa… intrappolata nel bianco e nero delle macerie. Abbiamo dunque espresso le sofferenze di questa anima in pena”.
AEONS OF RAGING DARKNESS (5:41)
Così come fatto con “Reign Of Terror” presente su “The Frozen Tears Of Angels”, con “Aeons Of Raging Dakness” i Rhapsody Of Fire giocano la carta del brano dai aggressivo e con cantato in growl/scream. Ritmiche forsennate, accelerazioni in blast beat, strofe in latino, ritornello che potrebbe ricordare gli Ensiferum del periodo ‘Iron’ e Fabio alle prese con un’alternanza tra voce pulita e sporca sono elementi che ormai la band padroneggia con una buona dimestichezza.
Luca Turilli: “Anche ‘Aeons Of Raging Darkness’ era stata scritta in precedenza e assieme a ‘Reign Of Terror’ presente su ‘The Frozen Tears Of Angels’ sarebbe dovuta finire su ‘Rhapsody In Black’. Il cantato di Fabio in growl dimostra quanto lui sia eclettico. Il mio assolo su questo brano è molto particolare, dal momento che presenta delle scale che non avevo mai usato prima e segue la strada che ho intrapreso da che ho creato il mio corso online ‘Neoclassical Revelation’. Il mio obiettivo è creare degli assoli che sono quasi delle canzoni strumentali a sè stanti con influenze da Marty Friedman a Jason Becker”.
I BELONG TO THE STARS (4:52)
Mid tempo molto melodico giocato sull’alternanza tra strofe più pacate, ancora una volta con un retrogusto malinconico e bridge corali che crescono di intensità fino al refrain. Sebbene il ritornello non colpisca particolarmente, l’austero e solenne coro in latino nel quale sfocia segna il vero punto a favore del brano. Altro pezzo vario e tutt’altro che scontato che guadagna con gli ascolti.
Luca Turilli: “Una canzone con qualche novità rispetto al nostro stile. Contiene elementi hard rock più orecchiabili con influenze neoclassichè ma ad ogni modo dal sound potente e con un volume altissimo del riff di chitarra. Qui troviamo il secondo assolo di Tom Hess, che ci fa capire il suo stile ipertecnico e diverso dal mio, e un bellissimo solo di tastiere di Alex”.
TORNADO (4:55)
Il classico bel brano symphonic power metal alla Rhapsody, con veloci ritmiche in doppia cassa e ritornellone arioso, melodico e cantabilissimo. Degli inserti di voci in scream soprattutto sulla strofa contribuiscono a rendere il pezzo meno canonico di quanto lo sarebbe stato senza questi elementi.
Luca Turilli: “Il classico pezzo con ritornello epico che i nostri fan amano sentire quando suoniamo dal vivo. È lo stile con cui siamo nati. Una canzone che esprime la rabbia della terra con questi uragani che sono rapportati anche ai sentimenti e alle emozioni umane, alla bestia che c’è in noi“.
HEROES OF THE WATERFALLS’ KINGDOM (19:38)
I. Lo Spirito Della Foresta
II. Realm Of Sacred Waterfalls
III. Thanor’s Awakening
IV. Northern Skies Enflamed
V. The Splendour Of Angels’ Glory (A Final Revelation)
L’epica suite conclusiva di “From Chaos To Eternity” inizia con la narrazione di Christopher Lee che introduce un lento folkloristico e medievaleggiante. Il cantato in italiano e una bella linea vocale sono i punti di forza di un brano stilisticamente simile a ‘Danza Di Fuoco E Ghiaccio'”
Il tono del pezzo vira poi decisamente verso un impetuoso up tempo symphonic power fatto da una strofa con linea vocale molto semplice e lineare in netta contrapposizione con un primo ritornello epicissimo e carico di cori imponenti. Entra dunque una breve parte in mid tempo cantata in italiano a cui segue un maestoso bridge corale che ci porta ad un secondo veloce ritornello molto diretto e di presa. Il pezzo si snoda poi in una parte centrale ricca un tantino prolissa di narrazioni, soli, scale, stacchi e accelerazioni in cui trova spazio anche una fase più aggressiva con cantato in scream. La reprise della seconda accoppiata bridge-ritornello chiude questa parte del brano.
Drammatici cori operistici e sinfonie degne di una colonna sonora cinematografica accompagnano la narrazione delle ultime eroiche fasi della saga. Finale dal taglio sempre molto cinematografico con narrazione supportata da melodie ora più distese, quasi “celestiali”, perfettamente in linea con una classica chiusura di un’epica saga fantasy.
Luca Turilli: “La suite finale che doveva contenere tutti gli elementi degli album passati. Troviamo quindi all’inizio il folk con cantato in italiano, il ritornellone epico anch’esso ispirato da ‘Sonata per pianoforte n 1 Opera 2, quarto movimento’ di Beethoven e il gran finale. Per noi è stato molto triste chiudere questa saga dopo quattordici anni… non so quante volte ho pianto ascoltando le ultime parole di Christopher Lee presenti a fine pezzo”.
