RHAPSODY OF FIRE: il nuovo ‘The Frozen Tears Of Angels’ traccia per traccia!

Pubblicato il 22/04/2010

“THE FROZEN TEARS OF ANGELS” TRACCIA PER TRACCIA

Track by track a cura di Matteo Cereda

Versione italiana dei commenti di Luca Turilli e Alex Staropoli a cura di Alessandro Corno

 
Sono passati ben quattro anni da “Triumph Or Agony”, l’ultimo disco targato Rhapsody Of Fire. Un lungo stop dovuto a mai specificati problemi con la Magic Circle Music di Joey DeMaio che ha costretto la band a rimanere forzatamente fuori dalle scene fino ad oggi. Il tempo di tornare a pubblicare dischi ed esibirsi dal vivo è finalmente arrivato e Luca Turilli, Alex Staropoli, Fabio Lione e compagni sono ora pronti al rientro in corsa con un album nuovo di zecca intitolato “The Frozen Tears Of Angels”. In uscita a fine aprile, il disco è arrivato negli stereo di Metalitalia.com anticipatamente e in esclusiva italiana per quanto riguarda il web. A voi dunque le nostre prime impressioni in un articolo che vi presenta tutto il lavoro traccia per traccia. E non solo, perchè Metalitalia.com ha il piacere di pubblicare in anteprima assoluta la versione italiana dei commenti ad ogni traccia da parte di Luca Turilli e Alex Staropoli che saranno presenti in lingua inglese sull’edizione limitata del disco!!!

 

 

01. Dark Frozen World
02. Sea Of Fate
03. Crystal Moonlight
04. Reign Of Terror
05. Danza Di Fuoco E Ghiaccio
06. Raging Starfire
07. Lost In Cold Dreams
08. On The Way To Ainor
09. The Frozen Tears Of Angels

Durata: 53:03
 
Prodotto da Luca Turilli e Alex Staropoli
Registrato ai Gate Studio di Wolfsburg, Germania, tra Settembre e Ottobre 2009
Missato da Sascha Paeth, masterizzato da Miro
Testi e narrazioni a cura di Luca Turilli
Intermezzi classci e arrangiamenti orchestrali di base a cura di Luca Turilli e Alex Staropoli
Arrangiamenti orchestrali a cura di Alex Staropoli
Concept della copertina a cura di Luca Turilli e Alex Staropoli
Copertina realizzata da Felipe Machado Franco
Data di pubblicazione: 30 aprile 2010

Etichetta: Nuclear Blast Records

 

 

01. DARK FROZEN WORLD  (02:13)

METALITALIA.COM: consueta introduzione sinfonica di musica classica con la presenza di cori operistici che crea la giusta suspance per lanciare la prima vera canzone del disco, evocando suggestioni cinematografiche grazie anche alla narrazione di Christopher Lee.

LUCA TURILLI: "Volevamo che questa intro fosse il glorioso benvenuto nel mondo dei Rhapsody Of Fire dopo qualche anno di assenza, la miglior intro da noi mai scritta. Ancora una volta grazie mille a Christopher Lee per il grande regalo che ci ha fatto, narrando le parole profetiche con la sua oscura e maestosa voce. Ci fa realmente provare e respirare la misteriosa atmosfera che circonda l’ultima rivelazione degli angeli e la minaccia infernale per tutto il mondo conosciuto. L’opener di questo album è stata scritta per suonare come una grande colonna sonora di un film, contenente quegli effetti “cinematografici” che io e Alex amiamo molto. Credo che alla fine siamo riusciti ad ottenere quello che volevamo. Posso già immaginare l’adrenalina pura che noi e voi fan proveremo quando daremo il via ai nostri concerti con questa grandiosa intro!"

ALEX STAROPOLI: "Questa è la prima intro che componiamo servendoci anche di effetti ottenuti tramite Sound Design (Il Sound Design può essere definito come la "manipolazione di elementi audio per ottenere un determinato effetto") che donano al suono una grande profondità e fanno respirare la giusta atmosfera che volevamo come background della incredibile voce di Christopher Lee. Abbiamo usato tutta la banda per enfatizzare l’importanza e la potenza che questa intro merita. L’aggiunta di cori operistici e orchestrazioni da colonna sonora cinematografica sono elementi essenziali che introducono l’ascoltatore nel nostro mondo. Abbiamo posto particolare attenzione alle dinamiche delle parti orchestrali e utilizzato meno compressione nel mix. Il risultato è migliore e più naturale. È di sicuro una delle mie intro preferite".

 

02. SEA OF FATE  (04:47)

METALITALIA.COM: il primo vero pezzo del disco è anche già stato edito come singolo e permette ai Rhapsody Of Fire di scattare dai blocchi di partenza con il piglio giusto. Si tratta di una power metal song sinfonica in linea con lo stile tipico dei brani d’apertura marchiati Rhapsody. L’attacco di Holzwarth alla batteria però sorprende tutti con un controtempo progressivo, poi la canzoniesi sviluppa in maniera più lineare con accelerazioni in doppia cassa e l’ottima apertura del ritornello in cui il singer Fabio Lione tesse una linea vocale epica, imponente ed articolata ma allo stesso tempo fruibile sin dal primo ascolto. Bello anche il break centrale con grandi assoli di Turilli e Staropoli.

LUCA TURILLI: "è la traccia perfetta con cui iniziare un album! È inoltre il primo pezzo che io e Alex componiamo in collaborazione con Fabio. Trovo la strofa molto interessante come ritmiche. Il riff che sostiene la linea vocale crea la giusta tensione che viene poi spezzata dalla linea di basso sul ritornello, nel quale Fabio canta una melodia anthemica da lui stesso composta e che è il suo grande contributo a questo brano. La parte solista presenta una sfida molto tecnica tra chitarre, tastiere e il basso di Patrice. L’idea è nata dal nostro desiderio di presentarci e il dirvi "Siamo tornati, più forti che mai!"

ALEX STAROPOLI: "Questo pezzo molto catchy gira sempre nella mia mente… anche perché abbiamo dovuto sentirlo mille volte per via delle riprese del video! Qui le parti di chitarra sono eccellenti, molto presenti e con un gran tiro. Il mio primo solo di tastiera dell’album è su questo brano e volevo che fosse molto melodico. L’orchestrazione sull’ultimo ritornello crea un’apertura e ogni volta che la sento, mi fa venire la pelle d’oca. È di sicuro un brano che suonerà ancorpiù maestoso dal vivo".

03. CRYSTAL MOONLIGHT  (04:25)

METALITALIA.COM: Un’altra power metal song dalle forti tinte sinfoniche in cui gli ottimi arrangiamenti barocchi e neoclassici la fanno da padrone. Il pezzo è caratterizzato da una struttura canonica che, lanciato da un bridge spezzato niente male, culmina con un refrain in grado di sprigionare il proprio potenziale solo dopo qualche ascolto. Il ritornello con botta e risposta tra coro e Lione infatti, dapprima sembra un tantino scontato, ma successivamente acquista valore e vi ritroverete a canticchiarlo senza accorgervene. L’aspettiamo dal vivo.

LUCA TURILLI: "Questo pezzo si apre con una parte di chitarra più tradizionale. Non ricordo seriamente l’ultima volta che ho scritto una parte di chitarra così. Adoro l’impatto della sezione che precede la strofa, basata sugli accenti di chitarra arricchiti armonicamente con il suono moderno delle tastiere. Un’altra parte che mi piace molto è il pre-chorus dal sound "progressive", dove le melodie della voce e i testi in italiano creano un’atmosfera rarefatta e suggestiva. L’assolo di chitarra è uno dei miei preferiti per via delle scale differenti e a volte esotiche che ho iniziato ad introdurre nel mio stile. Per questo disco ho composto i soli in un modo del tutto nuovo. Ho dato ad essi più importanza, componendoli come se fossero "una canzone nella canzone". Con l’aiuto del mio partner Tom Hess ho creato il mio corso online "Neoclassical Revelation" (www.neoclassicalrevelation.com). Questo mi ha indotto a dare più peso agli assoli. Ho inoltre deciso di trascrivere centinaia di esercizi e schemi per i miei studenti. Sono gli stessi che ho usato agli inizi per diventare un musicista maturo e conosciuto e che mi hanno permesso di suonare la chitarra, anche dopo essermi dedicato per anni unicamente alla composizione. Il nuovo e i futuri album dei Rhapsody Of Fire trarranno sicuramente beneficio da questo nuovo e unico stimolo!"

ALEX STAROPOLI: "Mi piace molto il riff iniziale di chitarra, è una cosa che ho sempre voluto sentire da Luca e finalmente eccola qui! Chitarre elettriche che, combinate con suoni di tastiera gotici, creano atmosfere oscure e profonde. È da ascoltare ad alto volume ed apprezzare le numerose parti che portano all’entusiasmante ritornello. Fabio ha dato una prova eccezionale, sia in inglese che in italiano. E di nuovo, alzare il volume… è un sound fantastico. Secondo me in questa canzone, cosiccome nelle altre, i grandiosi assoli di chitarra sono tra i migliori che Luca abbia mai composto".

04. REIGN OF TERROR  (06:52)

METALITALIA.COM: “Reign Of Terror” non è solo la canzone più estrema del disco ma è anche la più dura e camaleontica traccia che i Rhapsody abbiano mai scritto nel corso della loro carriera. L’attacco è subito veloce e aggressivo e già fa presagire ad un pezzo martellante ma il successivo stacco con blast beat, screaming vocals e arrangiamenti sinfonici horrorifici lascia letteralmente spiazzati. La canzone prosegue con atmosfere quanto mai oscure e ritmi indiavolati con linee vocali divise tra un Lione costantemente in bilico tra scream e cantato aggressivo. Essenziale l’apporto dei cori, fondamentali nell’aumentare l’enfasi del brano e centrali nella costruzione di uno dei ritornelli più potenti, "carichi" e altisonanti mai composti dalla band. Particolare e ispirata, una delle canzoni migliori del disco.

LUCA TURILLI: "Per questo album io e Alex volevamo comporre un pezzo che suonasse estremo e aggressivo come altri che avevamo già scritto, con l’aggiunta però di qualche elemento "mistico" che si adattasse perfettamente ad uno dei vecchi capolavori horror di Dario Argento. Il guitar work qui è terrificante e molto impegnativo dal punto di vista tecnico. Ricordo quanta fatica ho fatto a registrare alcune parti ma l’ottimo risultato finale dimostra che quel giorno il quasi dolore fisico e la faccia pallida dell’ingegnere che ha osato registrarmi, ne sono valsi la pena, ha ha ha! Secondo me l’aspetto migliore di questo brano è il contrasto tra la positività dei testi, basati su idee di amore e rispetto, e il metal estremo che rappresenta la furia degli angeli contro quelle visioni crudeli di forze maligne che tormentano costantemente la nostra dimensione. Non vi immaginate nemmeno i brividi che provo quando ascolto il pre-chorus con la prestazione straordinaria di Fabio (non ci sono effetti sulla voce!) e la sua rabbia nell’urlare parole positive. Pura adrenalina e un contrasto mai sentito prima. È come se tutte le vittime di arroganza, crudeltà, abuso e violenza urlassero la loro rabbia contro il male cosmico primordiale. Fantastico… e questo è solo l’inizio!"

ALEX STAROPOLI: "E’ uno dei miei pezzi preferiti di tutto l’album. La breve introduzione vi prepara a quello che arriva successivamente, che è estremamente potente e mistico. Le chitarre secondo me sono eccezionali e il cantato di Fabio ha fatto rimanere a bocca aperta molte persone. Il contrasto e l’accostamento tra cori operistici, epici e il cantato estremo di Fabio sono così profondi e drammatici. Il ritornello è un vero inno horror che ascolto sempre ad alto volume in macchina, spaccandomi le orecchie. In questo pezzo, come anche in altri, ho usato dei synth per arricchire alcune parti e per rendere il sound più moderno, una cosa che Luca mi ha chiesto spesso di fare".

05. DANZA DI FUOCO E GHIACCIO  (06:25)

METALITALIA.COM: dopo un episodio pesante e tenebroso come la precedente “Reign Of Terror”, “Danza Di Fuoco E Ghiaccio” è la canzone ideale per tirare il fiato e rilassarsi un po’. Le tinte acustiche, le melodie danzerecce e medioevali con flauti in primo piano portano il brano in una direzione folk. La canzone è cantata interamente in italiano da un Fabio Lione che mostra con brillanti risultati l’ennesima faccia della sua voce, grazie ad un interpretazione "cantautorale". Segnaliamo un ritornello molto immediato che non potrete far a meno di cantare durante i prossimi concerti. Meno convincente invece e un tantino ripetitiva la parte epica e corale con cui si chiude il brano.

LUCA TURILLI: "Mi piace scrivere testi in italiano, è molto naturale e mi offre la possibilità di rappresentare alcune emozioni in un modo unico. Fabio li canta in maniera grandiosa, riuscendo ad esprimere più emozione rispetto a quando canta in inglese. Questo è il motivo per cui da qualche album abbiamo iniziato ad includere più parti cantate nella nostra bella e poetica lingua. Questo brano non è un’eccezione e gli strumenti rinascimentali presenti nella prima parte, combinati con il dolce cantato di Fabio, danno un risultato magnifico. La parola "fantasy" si adatta perfettamente al mix di elementi e differenti "movimenti" presenti nel pezzo, che può essere visto come un viaggio tra le verdi vallate del mondo conosciuto. L’assolo di chitarra è molto originale e sia io che Alex possiamo dirvi che non è qualcosa che sentite molto spesso in questo genere di musica. In particolare, questa è la prima canzone sulla quale suono il solo con il pulito e definirei il risultato come più che interessante. Il finale è altisonante e medievaleggiante con cori epici dal sound potente ed evocativo".

ALEX STAROPOLI: "L’inizio è fantastico, con Mr. Lee e mio fratello che suona il flauto dolce barocco. La magia di questa intro mi ricorda i panorami del film “Il Signore Degli Anelli”, mi fa sognare quei fantastici paesaggi. Non abbiamo utilizzato il riverbero nelle parti acustiche al fine di mettere in risalto gli strumenti acustici, proprio come se fossero in primo piano, vicini all’ascoltatore. Il cantato in italiano di Fabio è un’altra conferma della sua capacità di cantare su stili e umori differenti. Il pezzo ha preso vita quando abbiamo iniziato a registrare strumenti come il liuto e il flauto dolce barocco. Nel brano potete anche ascoltare l’assolo di chitarra più "fuori contesto" che io abbia mai sentito in vita mia… ma lo adoro! Ha, ha, ha!"

06. RAGING STARFIRE  (04:56)

METALITALIA.COM: si riparte con una canzone più canonica e dalle forti tinte power metal. Riconducibile al periodo “Power Of The Dragon Flame”, è dotata di una struttura semplice ed efficace che risalta i tipici arrangiamenti barocchi con clavicembali in primo piano, impostati su ritmiche sostenute. Il brano sembra scivolare via senza infamia né lode, ma l’ottima linea vocale, ariosa ed imponente del ritornello, unita ad un grande assolo firmato Turilli, fanno guadagnare punti preziosi ad un pezzo nel complesso gradevole.

LUCA TURILLI: "Uno dei brani migliori dell’album, mi piace tantissimo! Chitarre armonizate, inni corali ed epici accompagnati da doppia cassa, clavicembalo e archi ad enfatizzare l’atmosfera barocca del bridge e un grande ritornello che esprime l’emozione di un volo in cieli vergini, in cui Fabio riesce a dipingere fantastici panorami grazie alla sua voce alta e potente, che mi ricorda i momenti migliori di una band fondamentale come gli Helloween e il suo cantante Michael Kiske. Bellissima la parte solista con uno dei migliori soli da me mai composti per la mia band. Mi piace molto anche il solo di Alex, specialmente alla fine dove i cori epici entrano per la terza volta nel corso della canzone. Il suo assolo, basato su note velocissime, è suonato sotto i cori, dando un eccitante effetto "fast-n-furious". Cerco sempre di evitare di sentire il suo solo mentre guido, perché mi ritrovo ad accelerare senza rendermene conto. Quel solo è veramente una cosa da evitare in questi casi, ma lo si può gustare in tutti gli altri momenti! Ha, ha, ha!"

ALEX STAROPOLI: "Di nuovo un superlativo riff introduttivo. Adoro il modo in cui questo brano alterna parti che appaiono più leggere del solito ad altre che escono ed "esplodono" dinamicamente. Ha un grandioso guitar solo, molto tecnico e ipnotico, sebbene facile da ascoltare. Il mio assolo di tastiera è un po’ malinconico all’inizio, poi diventa veloce sui cori e sul cantato di Fabio. Mi piace molto la parte barocca con i cori di Fabio e il clavicembalo che preparano per i ritornelli finali. Immagino il grande effetto che farà quando la suoneremo dal vivo. Eccezionale il drumming di Alex Holzwarth, mi lascia sempre senza parole in ogni singola canzone".

07. LOST IN COLD DREAMS   (05:12)

METALITALIA.COM: i Rhapsody Of Fire tirano nuovamente il fiato con una ballata epica e maestosa in cui gli arrangiamenti sinfonici la fanno da padrone. Il brano si sviluppa con un inizio rilassato e minimale cui segue la splendida apertura del ritornello. Proprio quest’ultimo, grazie alla sue linea vocale molto epica, si rivelerà il punto di forza della canzone, una sorta di inno dai risvolti epici.

LUCA TURILLI: "Sicuramente una delle migliori ballate da noi composte. Quello che mi piace del pezzo è l’"esplosione" del ritornello, molto romantico ma allo stesso tempo barocco come nella tradizione di alcuni vecchi album di Yngwie che per noi suonano ancora come "vecchi classici". La struttura di questo brano è qualcosa che si trova raramente nella nostra musica. I due ritornelli che portano all’assolo e il finale malinconico danno un tocco particolare, perché l’assenza della reprise del ritornello nella parte conclusiva, invoglia a riascoltare il pezzo, dal momento che quella melodia così piacevole non viene ripetuta un numero sufficiente di volte. È un effetto veramente ottimo".

ALEX STAROPOLI: "Uno dei miei pezzi preferiti di sempre. La combinazione tra chitarra acustica, effetti dal sound glaciale e sound design è senza dubbio fantastica. Mi ricorda i Crimson Glory (una delle più grandi band mai esistite) che sapevano come dipingere stupendi paesaggi musicali. In studio Fabio era ben conscio del fatto che dovesse cantare in modo così profondo ed emozionale. Il ritornello mi induce a cantarlo ogni volta che lo ascolto. Il solo è così melodico e potente, sono felice che Luca abbia raggiunto un simile livello tecnico. La fine del pezzo mi invoglia a riascoltarlo daccapo, ogni volta".

 

08. ON THE WAY TO AINOR  (06:58)

METALITALIA.COM: introdotta da un’apertura riflessiva, la canzone si sviluppa presto su ritmiche terremotanti, diventando una delle tracce più potenti dell’album. La struttura del pezzo non è propriamente lineare e contiene anche elementi progressivi. Piace il dualismo canoro di Lione che interpreta sia la parte lenta iniziale che quella più tirata con grande enfasi, mentre sul ritornello entra un coro gigantesco a calcare una linea di facile presa ideale per le prestazioni dal vivo. Da sottolineare anche l’assolo di basso firmato Patrice Guers e il prezioso apporto vocale fornito a centro brano dal soprano Bridget Fogle che aumenta le suggestioni operistiche e cinematografiche del pezzo.

LUCA TURILLI: "Potenza, potenza, potenza! Questo è uno dei pezzi più potenti da noi composti. Il riff di chitarra e il modo in cui il nostro valoroso batterista Alex Holzwarth distrugge il suo drumkit con la sua energia, dovrebbero essere apprezzati ad alto volume. La lenta introduzione iniziale è un momento di "relax" ma la tensione torna a scuotere il terreno appena il riff portante della strofa inizia a martellare le orecchie dell’ascoltatore. Il "lamento" della linea vocale è di rara bellezza e Fabio ancora una volta mostra tutto il suo talento e le sue abilità raggiungendo una profondità emozionale che io trovo unica. Il ritornello esplode con quello che probabilmente è uno dei cori più epici e maestosi da noi composti. È un vero inno e immagino quando lo canteremo con i nostri fan sui palchi di tutto il mondo. L’assolo di chitarra è molto melodico e anche qui ho aggiunto delle chitarre armonizzate, una cosa che mi piace parecchio fare. Non è un segreto che tra le mie influenze ci sia una band fondamentale come i Cacophony (Jason Becker/Marty Friedman), un gruppo in cui gli arrangiamenti delle chitarre erano sempre grandiosi e che è stato fondamentale per pa mia crescita come chitarrista".

ALEX STAROPOLI: "l’inizio è come uno schiaffo in faccia. Mi piace parecchio quando Fabio canta in modo dolce accompagnato da piano e flauto dolce barocco, creando una parentesi melodica prima di una parte molto intensa come in questo brano. Ho creato molti momenti dinamici con gli arrangiamenti e ne è valsa la pena. Adoro i fluidi corni francesi e i violini in sottofondo alla voce di Fabio sulla strofa, la rendono ancorpiù evocativa e intensa. Mi fa venire la pelle d’oca ad ogni ascolto. Quando entra il ritornello è ancora la musica epica e orchestrale a dominare e catturare l’attenzione dell’ascoltatore. Grandioso l’assolo di basso di Patrice Guers che introduce la parte di soprano la quale potrebbe benissimo stare in un film horror di Dario Argento. La prima parte dell’assolo di chitarra è accompagnata da un organo e ancora una volta troviamo la stupenda voce lirica del soprano Bridget Fogle. La seconda parte del solo invece è più tecnica. Non mi stancano mai i virtuosismi di chitarra. Fantastico il finale con più voci, cori epici e orchestra".

 

09. THE FROZEN TEARS OF ANGELS  (11:15)

METALITALIA.COM: come da tradizione i Rhapsody chiudono con il pezzo più lungo e articolato del disco; la titletrack viene introdotta da una parte recitata di Susannah Yorck e una parte sinfonica molto suggestiva. Il pezzo poggia su lidi power progressive in cui i continui cambi di tempo e d’atmosfera uniti ad una serie di sali e scendi emotivi, aggiungono tratti progressivi alla consueta base power metal. A tenere insieme la moltitudine di riff e variazioni ci pensa poi un ritornello veramente spettacolare, contraddistinto da una linea vocale avvincente e non banale. Gli arrangiamenti sinfonici sono ancora più imponenti e donano alla canzone un’atmosfera unica che raggiungerà l’apice nella bellissima reprise finale del ritornello, qui ulteriormente impreziosito da inserti corali. La canzone è ricca di parti cantate in italiano in cui Lione si cimenta in linee a tratti cantautorali diverse da ciò che siamo abituati ad aspettarci dai Rhapsody, mentre nel break centrale Turilli e Staropoli si affrontano in un duello all’ultima nota con i rispettivi strumenti. Indubbiamente serviranno ulteriori ascolti per cogliere tutti i particolari, ma se le orecchie non ci ingannano siamo al cospetto dell’apice compositivo del disco. 

LUCA TURILLI: "A causa dei testi che avevo scritto per questa parte della saga, il pezzo avrebbe dovuto avere il sound più "freddo" e "ghiacciato" senza alcun compromesso. Al fine di ottenere questo risultato, io e Alex abbiamo deciso di arricchirlo dall’inizio alla fine di suoni freddi. Credo che l’obiettivo sia stato pienamente raggiunto. L’introduzione orchestrale e cinematografica ricorda le più belle ambientazioni alla "Il Signore Degli Anelli" (per noi è ancora la migliore rappresentazione cinematografica di un mondo fantasy) con la malinconica narrazione di Susannah Yorck (l’attrice con una spettacolare voce che fece la parte della madre di Christopher Reeves nei primi film di Superman), crea nel migliore dei modi un’atmosfera drammatica. La chitarra elettrica entra con tutta la sua potenza e le sue selvagge armonie che sottolineano efficacemente la paura e le sensazioni di Iras e degli altri personaggi principali di questo capitolo della saga. Ci avvicina alla scoperta di un oscuro segreto per millenni celato dalle terre ghiacciate ai confini del mondo conosciuto. La strofa è stata completamente ispirata dai Crimson Glory e, come tutto il resto dell’album, è dedicata al nostro amico Midnight (R.I.P.). È stato un onore per me e Alex cercare di ricreare la stessa magica atmosfera che ci permette di considerare "Trascendence" un capolavoro della musica! Adoro il bridge in cui Fabio, di nuovo con cantato in italiano, mi ricorda alcuni grandi vecchi pezzi di musica italiana e il famoso cantante Albano Carrisi, alias Al Bano. Il ritornello si basa su un’altra bella melodia, un altro inno ascoltando il quale immagino di volare tra i miei amati angeli mentre i miei occhi e il mio cuore vengono incantati da montagne innevate e paesaggi ghiacciati, e ringrazio di poter assistere ad un altro miracolo di Madre Natura. Un primo e più romantico assolo introduce l’ultima sfida tecnica tra chitarra e tastiera, arricchendo la parte centrale del brano (di nuovo invito tutti coloro che volessero imparare a suonare gli assoli del nuovo album e tutti quelli più vecchi dei Rhapsody, a raggiungermi su www.neoclassicalrevelation.com e sfruttare questa unica ed esclusiva opportunità)".

ALEX STAROPOLI: "Uno dei miei pezzi preferiti dell’intero disco. Non ho parole per descrivere l’intro ma vi dico che se vi sono piaciute la musica e le atmosfere dei film "Il Signore Degli Anelli", amerete allo stesso modo anche questa parte. È presente anche una fantastica narrazione di Susannah Yorck. Da brividi. Il modo in cui questa parte è legata alla successiva, in cui i cori operistici e le orchestrazioni partono ritmicamente e poi all’improvviso si fanno dinamici, è secondo me spettacolare e introduce uno dei migliori guitar work di sempre. Mi sono sempre piaciute le armonizzazioni di chitarra e qui sono arrangiate veramente alla grande. Adoro il momento in cui queste chitarre sfumano ed entra la chitarra acustica. Fabio, dopo aver sentito gli effetti cinematografici, il vento e le chitarre acustiche, ha avuto l’ispirazione per cantare con un preciso stile e umore. Dopo, in fase di post produzione, ho aggiunto degli archi per sottolineare l’intensità e la profondità della voce. Il ritornello… che posso dire?… Semplicemente mi fa venire voglia di ascoltare questo pezzo per il resto della mia vita… e credetemi, non dico cose del genere molto spesso. Il solo di chitarra è molto melodico, mantiene il morale alto, come volare sopra paesaggi sterminati, e poi vira verso shredding e sweeping più selvaggi, finché non introduce quello che secondo me è uno dei miei migliori assoli… hey, ma è sempre troppo corto!! Ha, ha… ma va bene così, visto che sono sempre impaziente di sentire di nuovo l’ultimo ritornello… e dunque la fine di questo magico disco".

 

 

METALITALIA.COM: La prima impressione che ci ha lasciato questo nuovo album è  dunque positiva, ma potremo esprimere un giudizio finale e considerazioni più approfondite in sede di recensione con quelche altro ascolto alle spalle.

 

 

 

 

18 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.