A cura di Maurizio “MorrizZ” Borghi
Tour report e foto di Stefano “Vlad” Ghersi
Gallery di Matt Veitch
Parte due della nostra rubrica “Road Dog”, dove sveliamo i retroscena della vita on the road senza alcun filtro, passandovi direttamente le parole di chi quelle esperienze le ha vissute sulla pelle! Tutti hanno assistito a molti concerti, qualcuno è riuscito a spiare cosa accade nel backstage e pochissimi sono riusciti ad entrare sul tour bus di una band… non siete curiosi?
Dopo l’overdose death metal del primo episodio, dove vi abbiamo svelato l’altra faccia del tour europeo di Cattle Decapitation, Suffocation e Blood Red Throne, si cambia totalmente, si vola addirittura sino in Australia e Nuova Zelanda, per un tour diary che coinvolge due pesi massimi del metalcore: Parkway Drive e I Killed The Prom Queen. I primi non avrebbero bisogno di presentazioni, ma vi rinfreschiamo la memoria: attivi dal 2002, quattro album alle spalle tra cui il recente “Atlas”, tutti decorati con vendite da oro e platino, in patria sono “Bigger Than Jesus”… leggerete il perché. Gli I Killed The Prom Queen invece sono tra i precursori del metal australiano, i due soli album in studio li hanno resi noti in tutto il mondo e in formazione hanno Jj Peters, leader dei party hip hop hardcorer Deez Nuts, e Jona Weinhofen, fino a qualche giorno fa chitarrista dei Bring Me The Horizon.
Il punto di vista è quello di Stefano Vlad Ghersi, nelle sue stesse parole “Cantante nei The Doomsayer, Digital Marketing Coordinator per Monster Energy, Co-Fondatore di Pr Lodge Music & Events Promotion Agency, Life lover”. Proprio lui ci narrerà di queste 9 date dall’altra parte del mondo, dall’occhio inedito del ‘merch guy’ degli IKTPQ, in un viaggio affascinante, estenuante ed esotico sotto il sole cocente, all’insegna di metalcore e… party hard!
“Atlas” Australian Tour 2012
PARKWAY DRIVE, I KILLED THE PROM QUEEN, NORTHLANE, SURVIVAL
12/12/2012 Auckland, Logan Campbell Cntr
13/12/2012 High School, Byron Bay
14/12/2012 Riverstage, Brisbane
15/12/2012 Hordern Pavilion, Sydney
16/12/2012 UC Refectory, Canberra
17/12/2012 Panthers, Newcastle
19/12/2012 Challenge Stadium, Perth
20/12/2012 Thebarton Theatre, Adelaide
22/12/2012 Festival Hall, Melbourne
L’Atlas Tour era, senza ombra di dubbio, l’evento più atteso dell’anno per i kids australiani, sia per il fatto che promuoveva l’uscita del nuovo album dei Parkway Drive ma soprattutto perché, dopo otto anni, la band di Byron Bay avrebbe diviso il palco con l’altra gloria del metalcore australiano, gli I Killed The Prom Queen.
La mia avventura Down Under inizia il 10 dicembre dopo 29 ore di volo via Milano, Londra, Singapore con arrivo a Melbourne. Il mio compito per il tour è vendere un trailer di merchandise, qualche migliaia tra tees, longsleeves, canotte e mosh shorts marchiati I Killed The Prom Queen. Per i primi due giorni la nostra routine è fatta principalmente di prove agli Aesthetic Studios di Melbourne, logistica, un giretto da Afends per fare scorta di vestiti per il tour, un altro da Monster Energy per recuperare gli stage scrims e un po’ di energy drink in vista delle lunghe trasferte in van e ore di sonno a caso per recuperare dal jetlag devastante che ha colpito me e Jona (Weinhofen, chitarrista della band e fino a pochi giorni fa dei BMTH), gli unici due volati in Australia dall’Europa.
Il tour inizia ufficialmente la mattina del 12 dicembre con il volo direzione Auckland, Nuova Zelanda, per il day one del tour al Logan Campbell Centre in compagnia ovviamente dei Parkway Drive e due band di apertura locali. Dopo un rapido check in in hotel seguito da un burrito in compagnia di alcuni membri degli hardcorer locali Antagonist A.D., il promoter ci ha portato a visitare il vulcano che sovrasta la città, il Mount Eden, luogo ideale per la foto di inizio tour, prima di dare l’inizio alle danze con un concerto in un palazzetto stipato da oltre 3500 persone! Busy times per me e Chobe, il merch guy dei Parkway noto protagonista del primo DVD della band, cosa che si rivelerà la costante del tour vista l’incredibile invasione di pubblico che vedremo nelle date a seguire.
Il Day Two inizia con il botto, per chi non lo sapesse infatti la Nuova Zelanda è il paese dove è stato girato il Signore degli Anelli di Peter Jackson e la cosa è decisamente considerata motivo di vanto nazionale, tant’è che addirittura la compagnia aerea Air New Zealand promuove da anni la cosa con tanto di aerei brandizzati ed ora addirittura un video che illustra le regole di sicurezza del volo in versione Tolkien… Vi lascio immaginare la nostra reazione alla vista di Bilbo Baggins che ci spiegava come allacciare le cinture e Gandalf che veniva invitato a spegnere la pipa! Detto questo si vola a Brisbane, Australia e da lì van fino a Byron Bay, paradiso del surf e città natale dei Parkway Drive. Descrivere a parole il concerto nella palestra della High School dove la band faceva le lezioni di educazione fisica è davvero molto difficile, mai visto nulla di simile in vita mia… La venue di Byron è di gran lunga la più piccola del tour, appena mille persone di capacity, ma è ormai tappa fissa della band proprio per i motivi sopra citati. Ora immaginatevi no barriers, concerto sold out, mille persone inclusi famigliari, amici, membri della sicurezza, band e pure il preside della scuola che moshano come delle furie con tanto di stagedives con tavole da body surf. Il caos più totale ed assoluto, in sintesi il ritorno in Australia non poteva iniziare in maniera migliore. Load out e si riparte subito in direzione Brisbane dove ci aspettano per un after show al X & Y dove Jj, Sean, il nostro tecnico delle chitarre Lewis, il tour manager Jamie, il fratello di Jona Alex e il sottoscritto tengono alto l’onore del team in una battaglia improvvisata a colpi di Monster Jagerbombs!
La terza giornata dell’Atlas Tour inizia con una passeggiata in centro, shopping e taglio di capelli da Culture Kings (una catena di street & style shops che supporta la band) prima di dirigerci verso il Riverstage, arena all’aperto dove solitamente suonano gruppetti tipo Foo Fighters e Coldplay, che nell’arco della serata verrà letteralmente invasa da oltre 8000 fan in delirio per Parkway, Prom e i due openers del leg australiano del tour, gli hardcorer Survival (con ex membri dei 50 Lions) e i tech metaller Northlane. Ricordo ancora quella volta nel 2008 quando con la mia ex band avevamo aperto per gli Acacia Strain in una data a Torino e Vincent mi aveva raccontato com’era andato il loro tour con i Parkway nel dicembre 2007, ricordo perfettamente le sue parole: “Dude, Parkway in Australia is bigger than Jesus Christ!” …questo era quattro anni fa, immaginate ora! Vedere band di questo genere che riempiono arene con un pubblico che va dai dodici ai trentacinque anni mi ha davvero impressionato! Detto questo, neanche il tempo di tirare il fiato ed eccoci di nuovo in viaggio, dodici ore di van direzione Sydney.
Una delle costanti di questo tour saranno i paesaggi incredibili che attraverseremo nei nostri trasferimenti in van. Di fatto la band è molto nota in Australia e quindi molti spostamenti sono stati affrontati in aereo, ma nel corso di quelli in furgone abbiamo veramente potuto ammirare a pieno la bellezza di questo paese: distese infinite ricche di vegetazione sempre diversa, e poi gli immancabili canguri che sembrano sempre pronti ad attraversarti la strada in corsa! Il viaggio verso Sydney è stato davvero unico da questo punto di vista e il tutto è stato reso ancora più speciale da un JJ in forma incredibile, che regalava battute a ripetizione che hanno rischiato di farci uscire di strada almeno un paio di volte. Giunti in città ed effettuato il check-in in hotel siamo andati a Bondi Beach per un giro in spiaggia, prima di dirigerci all’Hordern Pavillion, teatro di un’altra data con migliaia di kids in delirio a pochi passi dallo stadio dove giocava il Sydney, cosa palesata dai cori su Del Piero che si sentivano durante il check dei Parkway Drive. Al termine dello show tutti al Trash per il dj set di Jona, anche qui il team di bevitori non ha voluto sfigurare… risultato: tre ore di sonno e viaggio in hangover per Canberra per il quinto giorno di un tour che ha già tutti i connotati dell’esperienza della vita.
Canberra e New Castle, a differenza di tutte le altre città da dove siamo passati, non sono solitamente tappe fisse per tour di questo tipo, quindi non si sapeva bene che cosa aspettarsi. Il dubbio è durato ben poco in ogni caso, visto che migliaia di ragazzi attendevano l’apertura porte sin dalla mattina in entrambe le date. Highlight della due giorni il kid all’UC Refectory di Canberra che, dopo essersi arrampicato fino in cima all’impianto a bordo palco, ha prima esaltato il pubblico, per poi lanciarsi in un backflip privo di logica che gli è costato la frattura di una caviglia. Il giorno dopo, dopo una mattinata spesa tra palestra ed un giro turistico di Sydney con tanto di foto in compagnia di un coro di bambini vestiti da Babbo Natale in costume da bagno, il tour si è spostato al Panthers di New Castle, ennesimo bagno di folla, con il primo tour prank visto che i Parkway hanno cambiato il nome dei Prom in IKTPQ and Friends in giro per tutto il locale e addirittura sui pass giornalieri per gli ospiti, oltre ad aver fatto installare una palla da discoteca nel nostro camerino!
Al termine della data via di corsa per tornare ancora una volta a Sydney dove poche ore dopo ci aspettava il volo in direzione Perth. Il primo giorno libero del tour se n’è andato tra un volo di quasi sei ore con aggiunta di cambio di fuso orario, un pomeriggio speso a fare cliff jumping a Blackwall Reach con alcune amiche della band e la serata all’ Hipp-e dove abbiamo festeggiato il mio compleanno con la solita grande performance dietro al bancone.
Il Day Seven è volato tra una session in palestra e i preparativi per il concerto della sera al Challenge Stadium, venue gigantesca letteralmente presa d’assalto da migliaia di persone che attendevano da tempo il ritorno di Parkway e Prom. La mia giornata è stata, se possibile, ancora più speciale di quella degli altri perché all’ultimo brano del set degli I Killed The Prom Queen sono stato invitato sul palco a cantare una parte di “Sharks In Your Mouth” come mi era già capitato la scorsa estate nel corso del tour europeo della band. Inutile dire che la cosa era inattesa ed è stata assolutamente esaltante, complice anche il fatto che oltre seimila persone riempivano l’arena in quel momento. Ciliegina sulla torta, dato il fatto che Perth è ora la città in cui vive Michael Crafter, ex frontman dei Prom Queen e ora main man dei moshcorer Confession, che era anche presente a bordo palco durante il set della band, molti dalle retrovie mi hanno preso proprio per il sopracitato con tanto di richiesta di foto e autografi e domande sulla sua/mia apparizione al Grande Fratello Australiano nel 2009! Terminato il set tutti all’aftershow all’Amplifier, tappa conclusiva prima del volo per Adelaide dove arriveremo solo noi, Survival e Parkway Drive visto che i Northlane hanno sbagliato aeroporto e si sono ritrovati costretti ad annullare la loro partecipazione alla data.
Il concerto al The Barthon Theatre era molto sentito da parte dei ragazzi perché Adelaide è di fatto la città natale della band, e quindi gran parte di famigliari e amici sono venuti ad assistere allo show, come sempre sold out ed assolutamente letale, come dimostrano alcuni kids arrivati al merch con la faccia coperta di sangue causa mosh pit troppo vivace. Dopo una notte spesa tutti a casa delle proprie famiglie seguito da un pranzo epico a casa Peters, dove tra un vegan treat e un giro nel magazzino della One Love Apparel (la marca personale di JJ) ci siamo preparati al grande viaggio che ci aspettava, tutti in van direzione Cleland Natural Park per una visita guidata regalata al sottoscritto per farmi vedere da vicino koala, canguri e altre innumerevoli specie animali, tra cui il mitico emu, costantemente incazzato con il mondo! Terminata la visita siamo partiti per l’ultimo grande trasferimento del tour, dodici ore abbondanti di furgone in direzione Melbourne, con passaggio nel tunnel dove sin dai primi concerti della band tutti i presenti sul furgone devono urlare “SLAYEEERR!” (vi lascio immaginare le scene!).
Dopo un viaggio durato più del previsto e qualche ora di sonno, eccoci arrivati alla data finale del tour alla Festival Hall di Melbourne, ultimo bagno di folla seguito da dj set al Bang! e poi è già tempo di abbracci e malinconia… il tutto ovviamente affogato in una piscina di gin tonic! Inutile evidenziare il successo incredibile di questo tour, capace di attirare migliaia di persone nonostante sonorità ben lontane da quelle che si vedono da queste parti in locali di quelle dimensioni. Spero che questo diario e queste foto vi abbiano potuto far rivivere almeno una parte delle emozioni incredibili che ho vissuto in queste due settimane, ora è tempo si saltare sul volo e tornare a casa, just in time for xmas!
Per concludere, una gallery firmata da Matt Veitch www.facebook/veitchphoto:












