ROADRUNNER UNITED: 25 anni di heavy metal!

Pubblicato il 21/10/2005

57 ARTISTI, 45 BANDS, 19 BRANI, 4 CAPITANI IN 1 ALBUM!

AAVV - The All Star Session
Al venticinquesimo compleanno della RoadRunner Records, per festeggiare le celebrazioni, una simpaticissima iniziativa, destinata tanto a incensare l’operato della famosissima etichetta quanto a deliziare il palato di fan e collezionisti di ogni sorta. Il banchetto allestito infatti è di proporzioni enormi, e soprattutto è adatto a soddisfare davvero tutti i gusti: dai militanti vegan/vegetariani (Daryl Palumbo, Tim Williams), ai divoratori onnivori (Howard Jones, Dino Cazares), ai vampiri che si nutrono solo di sangue (Dani Filth, King Diamond). Organizzatori del banchetto, alcuni dei portabandiera più importanti della nota etichetta discografica, ovvero la promessa Matt Heafy (Trivium), il bestseller e funambolo Joey Jordison, il risorto Robb Flynn e l’ex di turno Dino Cazares: ognuno sorretto da una variegata squadra di elementi, pescata dal roster in un totale impressionante di cinquantacinque artisti. Diciotto le portate: dà il via capitano Flynn, che propone la song più mainstream e più allineata al trend metalcore che sta spopolando tutt’ora. “The Dagger” sembra scritta su misura per un Howard Jones che la strapazza a suo piacimento, stampandoci il logo KsE con estrema facilità, confermando lo stato di grazia del musicista. Sempre coinvolgente, non si discosta troppo da quelli che sono i binari della sua produzione storica, servendo a Corey Taylor una “The Rich Man” forse troppo stile Machine Head, e a Tim Williams una melodica ma ben riuscita traccia nu metal (“Army Of The Sun”). Flynn supera però se stesso creando per il leggendario Max Cavalera la immensa “Indipendent-Voice Of The Voiceless”, gioiello thrash hardcore che riporta Max a livelli impensabili, con un break hardcore cantato in spagnolo che scasserà definitivamente le casse provate della vostra carretta. Palla allo sbarbato più arrogante e promettente del globo, che in barba ai detrattori fa il suo dovere anche sta volta: Matt Heafy dei Trivium sarà un nome che sentiremo a lungo, ho idea, visto che la sua firma è in calce a quattro discrete tracce: “Blood And Flames” con l’ex KsE Jesse Leach è sicuramente la più inutile, troppo lenta e buttata lì. La track con Dani Filth non brilla certo per originalità né per spirito, ma rappresenta il singer al 100%, come la simpatica “I Don’t Wanna Be”, punk rock song affidata all’ex Misfits Michale Graves (ma l’avrà scritta davvero Heafy?). Sorprendentemente coinvolgente è invece “In The Fire”, con quel pazzo di King Diamond che dipinge scenari horrorifici coi suoi falsetti caratteristici (quasi grotteschi), il pezzo è davvero d’atmosfera e si dimostra sicuramente una delle headliner del dischetto in questione. Mister Jordison, oramai un’icona, non deve essersi messo troppo d’impegno per le composizini di Kyle Thomas (Exhorder) e Glenn Benton (Deicide), o forse l’alchimia non è scattata come avrebbe dovuto, i due pezzi sono semplicemente delle filler. Simpatica “No Way Out” con lo sfortunato Daryl Palumbo, sempre talentuoso, il meglio salta fuori con l’apocalittica “Enemy Of The State”, feat. Pete Steele, e con “Tired n’ Lonely”, firmata da un Keith Caputo in grandissimo spolvero. Come ultimo capitano c’è il simpatico e sempre più sferico Dino Cazares: “The All Star Session” è sicuramente una bella occasione per tornare alla ribalta, dopo progetti sgangherati mai venuti alla luce e silenzi troppo prolungati. Ebbene, Cazares non delude e, forte dell’apporto di mostri come Dez Fafara e Mark Hunter, dimostra di saper spaccare ossa quanto di saper scrivere ottime song melodiche e bei pezzi contaminati e moderni (rispettivamente “The End” e “No Mas Control”)… certo è difficile sbagliare con singer tanto carismatici, ma Dino si prende una bella rivincita. Ciliegina sulla torta, l’atmosferica “Roads”, sussurrata da Mikael Akerfeldt (Opeth) e Josh Silver (Type o Negative). Polpettone totale? Forse, il progetto risulta però davvero originale e godibile, e riesce a rappresentare appieno venticinque anni di una etichetta che nel bene e nel male ha segnato (almeno in parte) l’evoluzione della musica estrema e del rock, scovando una miriade di talenti in maniera incessante. Un DVD con la lavorazione delle session impreziosisce il contenuto dell’opera, di certo non indispensabile ma di alto valore all’interno del genere, considerato che si tratta interamente di inediti è una bella e simpatica chicca. Cento di questi anni!

PARLA IL CAPITANO ROBERT FLYNN DEI MACHINE HEAD

MACHINE HEAD – Die Hard

Intervista a cura di Maurizio “MoRRiZz” Borghi

Robert Flynn è sempre stato un artista testardo e consapevoledelle proprie scelte, siano esse favorevoli o meno alla sua carrieramusicale. Dopo gli anni bui, contrassegnati dalle sperimentazioni nondel tutto riuscite, dalle sconfitte di mercato e personali (la suafaida con il producer-guru Ross Robinson e con gli Slayer lo hanno piùvolte messo in crisi dal punto di vista umano e artistico), fino allaperdita del contratto con la etichetta che li ha lanciati, il singer siè rialzato ogni volta con la medesima ostinazione fino ad arrivare allaresurrezione, partita da un discreto disco live, da unritorno alle sonorità ai Machine Head più consone (nell’ultimo “ThroughThe Ashes Of The Empire”) e sottolineata nel successivo prolungatotour, dove il gruppo ha riconquistato appieno il pubblico, raccogliendoallori soprattutto nel vecchio continente, con al culmine le trionfaliapparizioni al Download Festival nel 2004 e al Wacken Open Air questaestate (addirittura da headliner). Come ultima soddisfazione l’onore diessere scelto come uno dei principali compositori per il progettocelebrativo alla Roadrunner Records “Roadrunner United : The All StarSessions”. Di questo abbiamo parlato recentemente, ripercorrendo lastoria dell’etichetta e parlando dei gusti personali e dei progettifuturi coi Machine Head…

CIAO ROBERT E’ UN GRAN PIACERE SENTIRTI, TUTTO OK?
“Alla grande grazie!”.

PARTIAMO SUBITO CON QUALCHE DOMANDINA, ALLORA. SEI STATO SELEZIONATOPER IL RUOLO DI “CAPITANO” PER IL TRIBUTE ALBUM ALLA ROADRUNNERRECORDS, COME TI SEI SENTITO AD ESSERE STATO SCELTO PER UN RUOLOCOSI’ IMPORTANTE?
“Lo considero un grandissimo onore. Ero in un periodo di riposo,successivo al grande tour che ha seguito ‘Through The Ashes…’, che ciha impegnato per ventidue mesi consecutivi sui palchi di mezzo mondo, eho deciso di accogliere immediatamente questa proposta perché lo trovodavvero un progetto originale”.

RACCONTACI ALLORA QUAL E’ IL CONCEPT E QUALI SONO LE REGOLE CHE TI HANNO DATO…
“Il progetto è un tributo alla label, senza un particolare conceptlirico o musicale, abbiamo avuto carta bianca su quello. Prevedequattro capitani: ogni capitano seleziona una band composta da elementidi diversi gruppi della label, o che ne hanno fatto parte in passato, emette un cantante differente per ogni canzone, con la regola che nondeve esserci più di un elemento per band in ogni song! Ho composto lamusica e ho potuto suggerire le linee vocali e le lyrics, diciamo peròche è stato un bel lavoro di gruppo, davvero divertente”.

HAI SCELTO PERSONALMENTE I RAGAZZI DELLA TUA SQUADRA?
“Certamente. Le chitarre sono principalmente mie come alcune backingvocals, mentre potete ascoltare in ogni pezzo il grande Chris (OldeWolbers, Fear Factory), alle chitarre Jordan Whelan degli StillRemains, una giovane promessa, e Andols Herrick, l’ex batterista deiChimaira, che ha fatto un gran bel lavoro dietro le pelli”.

SEI STATO TU QUINDI IL COMPOSITORE PRINCIPALE?
“In verità mi ha dato una mano Dave (Mc Clain, il batterista deiMachine Head, ndR), che da ottimo songwriter mi ha permesso di buttargiù meglio le song, anche se non è nei credits”.

LO STILE DELLE COMPOSIZIONI PENSI POSSA ESSERE UNA ANTICIPAZIONE DELLA DIREZIONE FUTURA DEI MACHINE HEAD?

“Mmmh… non saprei davvero. Non so se queste possano essere delle songdei Machine Head, certo alcune composizioni, tra le quali The Daggercon Howard dei Killswitch Engage si avvicinano molto al nostro stile,com’è naturale che sia. Essendo però io solo un quarto dei Machine Heade considerando quello che abbiamo in mente per il prossimo album, nonpenso queste song si possano considerare una anticipazione”.

HAI INCONTRATO I MEMBRI IN STUDIO FISICAMENTE O AVETE REGISTRATO SEPARATAMENTE I VARI PEZZI?
“Ho prodotto tutte le tracce ma sarebbe stato impossibile stare nellastessa stanza tutti assieme, così c’era un viavai continuo dagli studidi registrazione, arrivava qualcuno e registrava qualcosa, poi lasciavail posto ad altri… E’ stato registrato separatamente anche perché èuna grossa impresa riunire un così grande numero di artisti sempreimpegnati a livello mondiale, così dopo aver mandato loro delle demoabbiamo registrato al volo in maniera spezzettata. Christian è statospettacolare per esempio, aveva un’idea per un riff e cinque secondidopo la stavamo regitrando…”.

DA FAN, QUAL E’ IL GRUPPO CHE HAI AMATO MAGGIORMENTE NEL ROSTER DELLA ROADRUNNER?
“Ce ne sono davvero troppe, non posso sceglierne una, adoro iKillswitch, amo Max Cavalera e i suoi Soulfly e Sepultura, mipiacciono moltissimo gli Slipknot, devo menzionare anche i Vision OfDisorder, davvero avanti ai tempi, poi ci sono i Chimaira… è davveroun gran roster con un sacco di ottime band”.

A TUO PARERE INVECE QUALI SONO GLI ALBUM PIU’ SIGNIFICATIVI CHE LA LABEL HA PUBBLICATO NEI SUOI VENTICINQUE ANNI DI STORIA?
“Personalmente non posso che ricordare il periodo quando i Machine Headstavano registrando il debutto ‘Burn My Eyes’, e nel frattempo uscirono‘Chaos AD’ dei Sepultura e il progetto Nailbomb, due vere pietremiliari che hanno consacrato gli autori quanto la label. I Sepulturasono la ragione per cui volevamo essere su Roadrunner Records. Ora ilfatto di avere Max che canta su una mia composizione è unasoddisfazione inimmaginabile, oltre che una strana sensazione, pensache prima di scoprire i Sepultura non conoscevo nemmeno la Roadrunnercome etichetta. Tornando ai giorni nostri, quando iniziai a comporre lecanzoni non avevo ancora una idea precisa di chi ci avrebbe cantatosopra, sapevo quali erano le possibilità così iniziai a scrivereorientandomi verso quelle che sarebbero state le mie opzioni migliori.Non sentivo Max cantare su un pezzo old school thrash stile ‘Chaos AD’da davvero troppo tempo e così l’ho concepita su misura per luisperando di avere l’onore di averlo con me, non dico di nonapprezzare i suoi lavori più recenti ma il periodo dove l’ho adoratomaggiormente è stato tra ‘Arise’ e ‘Chaos’, e gliel’ho servita senzapensarci due volte. Un altro pezzo di cui sono fiero è quello con CoreyTaylor, sebbene molto vicino allo stile Machine Head la suainterpretazione davvero emotiva l’ha reso un pezzo eccellente… anchelui è uno dei miei artisti preferiti e il debutto Slipknot ha segnatoquesti ultimi anni. Sicuramente il singer a mia disposizione è stato ilpunto focale su cui si è evoluta ogni singola song, e penso di essermiaggiudicato sicuramente i migliori”.

PARLANDO DEL PASSATO, HO LETTO CHE ANCHE IL VOSTRO VECCHIOCHITARRISTA LOGAN MADER HA PARTECIPATO, SEPPURE IN MANIERA MINORE, ALPROGETTO. SIETE ANCORA IN CONTATTO?
“L’ultima volta gli ho parlato quando abbiamo suonato a Los Angeles,non ci sono rancori particolari, adesso si è dedicato quasi totalmentealla produzione ed infatti ha contribuito in quel senso anche a questoprogetto. Semplicemente a volte le persone prendono strade diverse”.

RITIENI CHE LA ROADRUNNER, VISTA DA MOLTI COME UNA ETICHETTA MAINSTREAM E MODAIOLA, SIA PIU’ “TRENDSETTER” O “TREND-FOLLOWER”?

“Assolutamente una trendsetter, non c’era assolutamente nessuno come iSepultura prima che loro venissero alla luce, stessa cosa per gliSlipknot…”.

…A DIRE IL VERO GLI ESORDI DEI SEPULTURA ERANO ABBASTANZA VICINIAI BEN PIU’ FAMOSI SLAYER SE VOGLIAMO… COSA PENSI INVECE DI QUESTOMETALCORE CHE HA INVASO LA SCENA ULTIMAMENTE? SEGUI IL MOVIMENTO?
“Riguardo ai Seps è ovvio come l’evoluzione definitiva l’abbiano avutain un secondo momento, e l’etichetta si è dimostrata eccellente nel farmaturare il nuovo corso e l’evoluzione della band, non penso che dopo‘Arise’ possano essere accostati agli Slayer. Poi non ci sono solo iSepultura, gente come Obituary e Deicide dove la mettiamo? Parlando dimetalcore devo proprio dirlo: mi sono abbastanza stufato (ride, ndR)!Qui in America sta uscendo davvero troppa roba simile e poco originale,tutti parlano di quanto sono pesanti, tutti sono ‘heavier thaneverything else’… quando uscirono i Killswitch Engage fu una novità,era aria fresca, quattro anni dopo siamo già al punto di saturazione, èsolo essere heavy fine a se stesso, e non è buono perché non c’èpassione dietro a questa premeditazione”.

IN PASSATO HAI PARTECIPATO AL TRIBUTO AI BLACK SABBATH “NATIVITY INBLACK PART 2”, ORA SEI
“… (silenzio abissale, ndR) … ehm, non penso di possedere alcuntribute album, ma mi piacerebbe avere un album tributo ai Machine Head(risate grasse. ndR)!”.

MI RICORDO IN UN VECCHIO EPISODIO DI HEADBANGERS BALL DEDICATO AIMACHINE HEAD DOVE NEL BACKSTAGE ASCOLTAVI L’ESORDIO DEI KORN,CONSIGLIANDOLO A TUTTA L’AUDIENCE… A TUTTI E’ ORA NOTO IL SUCCESSODELLA BAND DI BAKERSFIELD. ATTUALMENTE VUOI CONSIGLIARCI QUACHE BANDSOTTOVALUTATA, SENZA CONTRATTO MA ASSOLUTAMENTE DA SCOPRIRE?
“Mmmmh… new band……. (Robert Flynn è decisamente una sagoma, ndR)c’è un gruppo che ha esordito qualche tempo fa, si chiamano Himsa ehanno un album che uscirà a breve e che mi ha impressionato davvero. E’una sorta di metalcore ma sono molto più originali delle cose che sisentono oggigiorno, procuratevi ‘Courting Tragedy and Disaster’ eil loro prossimo lavoro, non ve ne pentirete”.

PUOI DARCI INVECE UNA ANTICIPAZIONE DEL NUOVO DVD DEI MACHINE HEAD, “ELEGIES”?

“Ho visto l’opera completa l’altra sera, dall’inizio alla fine, e sonodavvero fottutamente soddisfatto, è un DVD che prende la concorrenza acalci in culo! Il mio DVD preferito di tutti i tempi è ‘Disasterpieces’degli Slipknot, ‘Elegies’ è al secondo posto, è il secondo migliorehome video mai pubblicato, sono contento che siamo al numero due! Aottobre sarà pubblicato, poi ci concederemo un po’ a noi stessi primadi entrare in studio a marzo e concludere le registrazione entrol’estate prossima, così da passare tutta la stagione estiva in giro perfestival europei e americani, non vedo l’ora di ripetere la magnificaesperienza di Waken o del Download Festival… mentre anovembre/dicembre torneremo a farvi visita in Europa con un tour daheadliner!”.

OTTIMO, VUOI AGGIUNGERE QUALCHE PAROLA PER I LETTORI E I FAN ITALIANI?
“Drink a lot of beer, maaan!”.

IL MINISITO CON IPOD IN PALIO!

La Roadrunner Records ha anche aperto un minisito dedicato all’uscita di: Roadrunner United The All-Star Sessions.

Oltre a news, informazioni, biografie, materiale da scaricare, avretela possibilità di misurare le vostre conoscenze in ambito metal evincere 4 I-Pod targati Roadrunner!

FOTO: TUTTA LA BANDA!

FOTO: I CAPITANI

PROSSIMI CONCERTI

1 commento
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