SAWTHIS: “Youniverse” traccia per traccia!

Pubblicato il 11/09/2013

A cura di Claudio Giuliani

Li avevamo lasciati nel 2010 con “Egod”, secondo album della loro carriera, positivamente recensito sulle nostre pagine. Quel lavoro, meritevole della vostra attenzione e di quella degli amanti del thrash metal dalle sonorità moderne e melodiche, era il germe di “Youniverse”, fiore sbocciato nella discografia dei Sawthis. Concept album incentrato sulla tematica del disturbo di personalità multiple, “Youniverse” è soprattutto un ottimo lavoro, pieno di canzoni ben costruite, ottimamente arrangiate e che scomoda nomi grossi della scena per fare paragoni. Le tante esperienze in tour accumulate negli anni scorsi hanno giovato al quintetto (che ha cambiato un chitarrista), ora più maturo e pronto a lanciare sul mercato tramite la Bakerteam Records un album che non ha nulla da invidiare alle release più blasonate, italiane e non. Fra le band nostrane che si stanno mettendo in luce da anni toccherà annoverare quindi con molta probabilità, se il lavoro in questione avrà successo, anche i Sawthis. “Youniverse” è stato prodotto ancora una volta da Paolo Ojetti (Infernal Poetry) e dai Sawthis stessi e che annovera come ospite d’eccezione Rob Cavestany dei Death Angel su una canzone. Noi l’abbiamo ascoltato in anteprima e con questo traccia per traccia vogliamo stuzzicare il vostro palato musicale.

sawthis-youniverse-2013
SAWTHIS
Alessandro Falà – vocals
Adriano Quaranta – guitars
Janos Murri – guitars
Gaetano Ettorre – bass
Michele Melchiorre – drums

YOUNIVERSE
Data d’uscita: 30 Settembre 2013
Etichetta: Bakerteam Records
Sito ufficiale: http://www.sawthis.it/
MySpace: https://myspace.com/sawthismusic
Twitter: https://twitter.com/sawthismusic
Facebook: https://www.facebook.com/sawthis

01. THE LOGICAL COLORS (03:39)
Michele: “Appositamente composta per essere l’opener di ‘Youniverse’, introduce il concept dell’album (il disturbo da personalità multiple), spingendo subito sull’acceleratore. Strutturalmente, si sviluppa in due parti ben distinte che costituiscono una sfida alla versatilità della matrice Sawthis. In questa traccia ci sono tutte le nostre peculiarità: rabbia, violenza, sudore e passione. In un solo aggettivo: sanguigna”.

Una rapida rullata di batteria seguita da un riff introduce il brano d’apertura, ovviamente diretto. Le chitarre disegnano i contorni della struttura ritmica con riff che variano, si fermano e si allungano, sono rudi a tratti e melodici in altri, quando subentra il ritornello, talmente catchy che non potrete fare a meno di ascoltarlo almeno tre volte al giorno, una volta assimilato. Ottimo il lavoro di batteria che nella parte iniziale, quella furiosa, dispensa blast-beat a profusione mentre, nella seconda, quando oramai i connotati stilistici sono impregnati di calma e melodia, sorregge il ritmo con estrema varietà. Brano super.

02 THE WAKING UP (03:34)
Michele: “Fieramente ‘in your face’ e continuamente alla ricerca di feeling e groove. ‘The Waking Up’ è un mid-tempo ossessivo e martellante. Una canzone atipica, per noi, perché priva di ogni ‘patinatura’: nessuna armonia, nessuna melodia, nessun arrangiamento, niente di niente! Solo e unicamente molesti, grassi, sporchi riff vomitati a flusso continuo“.

Basteranno i primi quindici secondi del brano in questione a farvi capire che ci troviamo ad ascoltare un pezzo carico di groove, dominato da riff lunghi, chitarre che fischiano e voce dai toni molto duri. La batteria dispensa dosi di doppia cassa che appesantiscono il brano, e di parecchio. Un solo di chitarra nel finale arrangia sulla debordante batteria prima che torni il motivo forte della traccia dove ruba la scena la voce, che scandisce violentemente “Wake Up And Go! – Wake Up And Go!”. Altra composizione super (e due).

03. THE VOICE FALLS ON ME (03:00)
Michele: “Entrati definitivamente nel climax di ‘Youniverse’, ‘The Voice Falls On Me’ si dispiega mescolandone tutti gli elementi in un percorso sonoro fatto di intelaiature ritmiche e aperture armoniche estremamente eleganti. Un contrasto che le dona una singolare vitalità, senza comprometterne la fluidità“.

Anche qui ci troviamo ad apprezzare una composizione basata principalmente su un’alternanza di groove e melodia, che non sfocia mai nella brutalità e nella velocità del primo pezzo dell’album in questione. Il ritornello, dominato dalla voce pulita, marca i miglioramenti a livello vocale, dove si percepisce la maggiore sicurezza su queste tonalità. Eccezionale anche l’assolo di chitarra di metà brano, veramente ispirato. Altro pezzo pregevole.

04. THE DISTURBED (02:53)
Michele: “‘The Disturbed’ cannibalizza quanto ascoltato fin’ora nel suo contorto vortice: un calderone abrasivo in cui tutto è solo intuibile. Ogni partitura è solo un input, una porzione del tutto in un puzzle di cui, fino all’ultimo pezzo, non si sa nulla. Qui non c’è alcuna ricerca di equilibrio: dinamica ed heavy nello stesso tempo, se ne frega del filo e del rasoio”.

Il ritmo è più aggressivo fin dall’inizio. La batteria si riprende la scena con continui e vorticosi intrecci con la chitarra che, al solito, disegna trame intricate e solide fra loro come una doppia elica di DNA. Il dominio delle linee vocali morbide che caratterizza la parte centrale del brano è spezzato dal solo di chitarra che reca la firma di Rob Cavestany di fama Death Angel che, ovviamente, non delude le aspettative.

05. THE CROWDED ROOM (03:35)
Michele: “La traccia ampiamente più eclettica dell’album e unica nella nostra discografia perché, per la prima volta, presenta un ritornello ‘allegro’ (termine comunque da prendere con le pinze). La sua fluidità è un nostro orgoglio, tanti sono gli elementi, ritmici e armonici, che sintetizza. Un brano veramente completo”.

Dopo quattro brani abbiamo perfettamente recepito le fondamenta che sorreggono la casa “Youniverse”. Il riffage molto vario che segue i dettami del thrash moderno, alternanza di ripartenze a parti più lunghe e circolari su cui la contrapposizione stilistica vocale è impreziosita da arrangiamenti melodici di chitarra. “The Crowded Room” risponde ai canoni appena descritti non segnalandosi per menzioni particolari.

06. THE INDELEBLE (04:08)
Michele: “Groove! La partitura percussiva che introduce questo brano ne condiziona la fruizione, in tutto il suo sviluppo, costituendo la base ritmica del ritornello. La canzone di ‘Youniverse’ più vicina al suo predecessore ‘Egod’ per come vengono trattati gli spunti melodici e pseudo-arabeggianti che le donano una profondità, uno spessore e una rarefazione molto particolari. L’assolo centrale è un viaggio che illumina i meandri della mente: un universo intimo, indefinibile ma pur sempre familiare (cui quest’album vuole essere un tributo)”.

Torna l’aggressività del thrash puro su questo brano. Siamo a metà disco ed è la batteria a scandire con le sue percussioni e i suoi pattern l’alternanza fra brutalità e melodia che i Sawthis coniugano e collegano magistralmente nella loro musica. “The Indeleble” è perfetto esempio, scritto in maniera scolastica, della scuola svedese del genere.

07. THE IMPURE SOUL (03:33)
Michele: “Magmatica, oscura ma ariosa al tempo stesso, si basa su pochissimi elementi che si susseguono in modo progressivo e sempre diverso. Come il volto di un figlio che non somiglia né al padre, né alla madre ma a entrambi, ‘The Impure Soul’ ha un carattere sempre riconoscibile ma mai identico. Mescolate rabbia, malinconia e speranza, premete ‘play’ e chiudete gli occhi”.

Altro brano dominato dal groove e dalle chitarre che alternano continui stop-and-go a sequenze più lunghe, quando le sei corde passano appunto in secondo piano per lasciare la scena a melodie e armonie, specie vocali. Interessanti anche i pattern di batteria che scandiscono questi stacchi, tecnicismi che cattureranno la vostra attenzione al pari del solo di chitarra di metà brano.

08. THE SPOTLIGHT (03:44)
Michele: “Un refrain che parte ‘sussurrato’ per poi esplodere circondato da obesi riff thrash. Un continuo flashback. Armonie epiche, urla di disperazione, dolore e… vittoria. Una traccia che emula una lotta, dura, ma che libera dalle catene e ha l’orgoglio di una resurrezione”.

Canzone imperniata su un mastodontico riff che sposta il tempo del brano su coordinate up-tempo, trascinandosi vorticosamente il resto della sezione ritmica, per un sicuro headbanging. Su questo asse portante, “The Spotlight” ammorbidisce il sapore con gli oramai soliti cori melodici, i quali subito dopo scompaiono, per il retrogusto duro del brano, scandito da un altro bel riff si cui si staglia il rabbioso cantato. È una delle tracce che rimangono più impresse a fine ascolto.

09. THE MAD (03:26)
Michele: “Nervosamente statica, trattiene e libera esplosività senza controllo. Il ritornello è un’oasi armonica in un contesto sonoro che ha tutti i tratti di un atteggiamento nevrotico. Una delle tracce più sperimentali di ‘Youniverse’ e di cui abbiamo volutamente evidenziato le sfumature camaleontiche”.

Uno slogan filtrato che da lontano pian piano si avvicina per essere urlato a squarciagola caratterizza l’avvio di “The Mad”, altro solito brano carico di adrenalina che trasmette, grazie al solido costrutto ritmico, una pressione sempre crescente. In attesa della calma placida del ritornello che puntualmente arriva, i Sawthis impreziosiscono il tutto con dei bridge, dei collegamenti fra i vari pezzi, veramente indovinati. Altra song che finisce sul taccuino delle migliori di “Youniverse”.

10. THE SWITCH (03:23)
Michele: “Cosa ci rende endemicamente asociali, sociopatici, disadattati? L’essere diversi da…? Il non essere conformi? Veramente se non piaci, non ti piaci? In un’epoca in cui il vero conformismo è l’anticonformismo l’unica risposta è: ‘io sono io”! Nell’essere unici (croce e delizia) non c’è scelta: solo consapevolezza. Questa canzone è un piccolo suggerimento: un bel ‘boom!’, un refrain ‘stonato’ et voilà: ecco una voce fuori dal coro!”.

Un insolito arpeggio di chitarra apre il pezzo, con il coro “Switch on – Switch off the light” che arriva in tutta la sua potenza prima che arrivi un tetragono riff a scandire i tempi del brano. A questo punto quando avrete realizzato che l’inconscio ha già dato il là all’headbanging da un po’, vi concentrerete sulle soluzioni stilistiche adottate per rendere “The Switch” una delle top song qui presenti, ovvero arrangiamenti di chitarra a fare da base per il coro, una presenza minore proprio delle sei corde in altre parti e una tendenza a scrivere riff leggermente più lenti, ma molto più pesanti, estremamente marcata. Altra hit del disco.

11. THE WALKING (04:09)
Michele: “Una cruda e serrata partitura techno-thrash traccia il suo percorso imponderabile, come un serpente che striscia sulla sabbia. Un riffing ritmico ma fluido, simile a un battito cardiaco accelerato, si libera in uno shaker di note ascensionali nella linea vocale del refrain che, a sprazzi, ha un feeling ‘quasi’ hard rock. Il tutto all’interno di un loop strutturale che rende ossessivo il brano fino alla sua epica chiusura”.

Il brano più à la In Flames, uno dei riferimenti musicali degli abruzzesi, è quello che chiude i quasi quaranta minuti di “Youniverse”. Tetragono al solito nella sezione ritmica, con un’andatura a tratti incalzante, il cantante è il protagonista con la sua voce che adopera in un tono meno brutale ma sempre molto duro. Pezzo molto verboso, “The Walking” è anche uno dei più lunghi, uno dei pochi a superare i quattro minuti. Il coro centrale, immancabile perno dei brani del quintetto, è uno di quelli più melodici e più lunghi. In generale “The Walking” assume proprio i connotati di brano-saluto, chiudendo l’ascolto lasciando l’ennesimo ghigno di soddisfazione sul nostro volto.

SAWTHIS - band - 2013

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.