SECRET SPHERE – Il nuovo “The Nature Of Time” traccia per traccia!

Pubblicato il 04/05/2017

SECRET SPHERE – “THE NATURE OF TIME” TRACCIA PER TRACCIA

Articolo a cura di Elio Ferrara

Tracklist:
01 Intermission (1:39)
02 The Calling (5:14)
03 Love (4:13)
04 Courage (5:39)
05 Kindness (5:14)
06 Honesty (5:12)
07 Faith (4:49)
08 Reliance (6:05)
09 Commitment (3:33)
10 The Awakening (8:57)
11 The New Beginning (5:17)

Durata complessiva: 55 minuti

Data di pubblicazione: 2 giugno 2017
Link sito ufficiale: www.secretsphere.org
Link facebook ufficiale: www.facebook.com/secretsphere
Etichetta: Frontiers records

I Secret Sphere celebrano quest’anno vent’anni di carriera e lo fanno presentando un nuovo album, che segue “Portrait Of A Dying Heart” del 2012, un disco che aveva visto l’inserimento in line-up dello straordinario singer Michele Luppi, confermatissimo nonostante i suoi impegni con gli Whitesnake e dopo, altresì, la ri-registrazione di “A Time Never Come” ed il live album “One Night In Tokyo”. Il nuovo disco, intitolato “The Nature Of Time” è un concept album, nel quale i brani sono tra loro tutti collegati, sia a livello musicale che narrativo. La pubblicazione del disco è prevista per il prossimo 2 giugno: tuttavia, Metalitalia.com ha avuto modo di ascoltarlo in anteprima, per cui vi offriamo una descrizione traccia per traccia del lavoro, rimandando poi ovviamente ogni nostro giudizio e la critica vera e propria in sede di recensione.

INTERMISSION

La tipica intro strumentale: atmosfere soffuse, sulle quali s’inseriscono dolci note di pianoforte. Una caratteristica di questo concept album è che al termine di ogni brano vi sono alcuni secondi con effetti sonori, note o voci, che anticipano e fungono da raccordo con il brano seguente e così avviene già a partire da questa prima traccia

THE CALLING

Inizio con accordi di piano e assoli di chitarra elettrica, quindi il brano entra nel vivo. Si tratta di un bel metal melodico, dove il cantato è vivace ma rallenta per un attimo nel bridge prima di lasciare il passo ad un ritornello accattivante. Delle orchestrazioni fanno da intermezzo prima che parta una nuova sezione di strofa-bridge-ritornello, quindi tocca ad Aldo Lonobile che inserisce un assolo di chitarra carico di feeling. Il brano cresce poi ulteriormente e diventa sempre più maestoso con più linee vocali che si sovrappongono, per poi sfociare nuovamente nel ritornello, accompagnato però stavolta appunto da cori e seconde voci.

LOVE

Un tappeto di tastiere introduce questo bel brano melodico, molto raffinato, che propone ben presto un bellissimo ritornello. Una fantastica interpretazione da parte di Michele Luppi, che impreziosisce ulteriormente la canzone con la sua splendida voce. Anche stavolta, come nel precedente brano, la voce solista viene poi ad un certo punto accompagnata da cori e seconde voci. Dopo un altro splendido assolo di Lonobile, ritorna il refrain, mentre il finale si fa più dolce, con un arpeggiato e la voce quasi malinconica.

COURAGE

L’avvio è subito deciso e le sonorità sono più dure: dopo le strofe, tuttavia, le melodie tornano protagoniste, per quanto il ritornello punti su ritmi veloci e una voce di Luppi un po’ più ‘cattiva’. Un breve intermezzo con mini moog e archi apre ancora una volta la strada alle strofe seguite dal chorus, per poi lasciare spazio ad una sezione strumentale con diversi assoli di chitarre e tastiere. Rientra quindi il cantato, che va immancabilmente a chiudere riproponendo il ritornello.

KINDNESS

Un dolce arpeggio di chitarra viene accompagnato da un’elettrica carica di feeling. Entra poi la voce che va arricchire un bel giro armonico: il brano man mano cresce e viene dato spazio ad un refrain dalle squisite melodie. Luppi riprende poi sovrapponendo diverse linee vocali: il risultato è veramente delizioso e molto accattivante, così quando viene riproposto il ritornello l’effetto è ancora più particolare. Lonobile sfoggia l’ennesimo raffinato assolo prima che il brano vada a concludersi ancora una volta con il motivo principale.

HONESTY

Un riff secco dà avvio a questo brano, prima che s’inseriscano gli altri strumenti, dando vita ad un vivace hard rock, dove Luppi parte come di consueto con una voce che esalta le melodie, ma successivamente opta, stavolta con maggiore decisione, per un’interpretazione più cattiva: anzi, un nuovo riff segna uno stacco netto sul quale s’inseriscono prima voci funky/hard rock, sulle quali Luppi gioca anche un po’, poi parte un nuovo riffing sempre dalle sonorità hard rock con conseguente assolo. Una nuova sezione di strofa-bridge-ritornello lascia nuovamente spazio ad un riff duro, stavolta però accompagnato in sottofondo da imponenti orchestrazioni. Sicuramente questo è uno dei brani che ci ha incuriosito ed intrigato di più.

FAITH

Tastiere in evidenza suonano un tema, accompagnate dalle chitarre e da orchestrazioni: uno stacco deciso molto duro, nel quale s’inserisce anche il cantato, che vira poi verso un ritornello come sempre molto melodico ma al contempo pure alquanto vivace. Questo ritmo brioso viene mantenuto nel prosieguo del brano per qualche istante, ma poi si opta per un passaggio un po’ più lento solo con voce e tastiere. Ritorna il chorus, ma come in precedenza con altri brani, stavolta viene proposto con più linee vocali che si sovrappongono. Dopo una nuova strofa, interpretata da Luppi in maniera ariosa ed emozionante, brevi assoli di chitarra si alternano con il ritornello, sempre più maestoso.

RELIANCE

La partenza del brano fa subito pensare ad un metal prog molto tecnico: in realtà, quando entra il cantato si va su un approccio più melodico. I ritmi rimangono comunque molto veloci, prima che dei cori introducano il bellissimo ritornello, più lento ma come sempre molto accattivante. Il brano rimane comunque alquanto cangiante, perchè si susseguono diversi brevi passaggi, prima con orchestrazioni, poi con un intermezzo duro, poi ancora con strofe e ritornello. La canzone cambia ancora prima che parta un nuovo emozionante assolo di chitarra, al termine del quale viene inserito un raccordo per andare a riprendere il ritornello, per poi concludere riproponendo il riffing che si trovava in apertura al brano.

COMMITMENT

Si tratta di un brano interamente strumentale, nel quale la band fa sfoggio della propria anima più squisitamente metal prog, presentando una varietà tematica notevole e dando prova di un’indiscutibile bravura esecutiva.

THE AWAKENING

Stavolta l’avvio del brano è affidato unicamente alle orchestrazioni: solo circa dopo un minuto e mezzo entrano le chitarre e gli altri strumenti, che si lanciano in uno scatenato power/prog dai ritmi veloci, nel quale s’inserisce a breve anche il cantato, che conduce verso un ritornello imponente, quasi anthemico. Il pezzo poi rallenta un attimo, per poi ripartire potente e riportare nuovamente al refrain, dopo del quale inizia una lunga parte strumentale, in cui i musicisti si scatenano con vari assoli. Il brano prosegue con un intermezzo un po’ cupo, poi la voce diventa ariosa e un nuovo giro di chitarra apre ancora una volta al ritornello, per poi chiudere in maniera più aggressiva (salvo, ovviamente, i soliti effetti sonori, come alla fine di ogni traccia, a cui abbiamo sopra fatto cenno). A conti fatti si tratta del brano più lungo, dato che sfiora i nove minuti di durata.

THE NEW BEGINNING

Atmosfere soffuse e delicate note di piano vengono poi raggiunte da una dolce chitarra elettrica, quindi entra la voce, molto armoniosa, così come il ritornello, dove il cantato si fa potente e melodico. Dopo un paio di giri, la performance vocale è arricchita da bei ritmi e orchestrazioni, poi c’è una breve pausa e si ritrovano insieme un sovrapporsi di voci, orchestrazioni e assoli di chitarra. Un finale dunque davvero maestoso, dove poi tutto s’interrompe di colpo, quasi all’improvviso.

 

PRODUZIONE: Nel complesso molto valida ed in grado di esaltare le migliori qualità della band. Soltanto con riguardo alle parti più dure, ci saremmo aspettati forse un approccio un po’ diverso, dato che di questi tempi magari si opta di solito per sonorità un po’ più aggressive e d’impatto. Ad ogni modo, non va neppure trascurato come tutto vada naturalmente contestualizzato all’interno del concept e di quelle che sono le sonorità della band in generale.

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