SECTIONING DEATH – Pt. 1

Pubblicato il 24/05/2009

CHE COS’è SECTIONING DEATH?

A cura di Luca Pessina

Eccoci qui a presentarvi una nuova rubrica! Avrete notato che Metalitalia.com è da sempre molto attenta agli sviluppi della scena death metal, underground e non. SECTIONING DEATH nasce proprio per approfondire ulteriormente la conoscenza di quello che a oggi, senza timore di smentite, è il sotto-genere metal più vitale, cangiante e produttivo. Con SECTIONING DEATH cercheremo di intervistare tutte quelle band emergenti o ancora "di nicchia" che non sempre, per motivi di tempo e spazio, riusciamo a trattare nella nostra sezione interviste. Di volta in volta, dunque, raggrupperemo una manciata di chiacchierate con gruppi che si muovono nell’underground e ve le sottoporremo in questo spazio, sperando che possiate trovarle di vostro interesse e che possano aiutarvi ad accrescere la vostra cultura in questo campo. Per questa prima puntata, abbiamo selezionato tre formazioni molto diverse fra loro, che appunto palesano la grande varietà della scena death metal di oggi: i danesi Exmortem, tornati sul mercato con uno degli album più decadenti degli ultimi mesi, i Torture Killer, che, nonostante la separazione da Chris Barnes, si sono di recente riconfermati i re del groove, e gli One Man Army And The Undead Quartet, la death’n’roll band capitanata dall’ex The Crown Johan Lindstrand. Buona lettura!

N.B. Tutte le interviste saranno sempre disponibili anche nel nostro archivio interviste.

EXMORTEM – PRESENZE MALEVOLE

A cura di Luca Pessina

Quando il death metal torna a essere qualcosa di realmente oscuro e “difficile”. Gli Exmortem del nuovo “Funeral Phantoms” rivisitano il genere cercando di rimanere ben lontani da qualsiasi, anche minima, concessione all’orecchiabilità e all’imediatezza, prendendo come primissimi punti di riferimento realtà come Morbid Angel, Immolation e primi Entombed, ovvero gli indiscussi maestri del death metal più cupo, decadente e spigoloso. Una proposta che i nostri hanno curato nei minimi dettagli, facendosi carico anche della produzione e della (splendida) veste grafica. Ne abbiamo parlato con il chitarrista Martin Thim, il leader di questi temibili death metallers danesi...

CIÒ CHE PIÙ MI HA COLPITO DELL’ALBUM ALL’INIZIO È STATA LA PRODUZIONE: MOLTO POTENTE, MA CRUDA E RUVIDA. DIREI CHE È PERFETTA PER LA VOSTRA PROPOSTA ATTUALE…
“Sono d’accordo con te, nel complesso questa è la miglior produzione della nostra carriera, tuttavia ha un tocco crudo e sporco che la rende unica. Troppe band oggi puntano su suoni freddi e sterili, mentre noi abbiamo optato per qualcosa che aiutasse l’atmosfera oscura del materiale a emergere. Crediamo di aver raggiunto l’obiettivo, siamo molto soddisfatti. Abbiamo registrato tutto da soli in diversi studi, ma sapevamo che cosa volevamo ottenere, quindi, anche se il processo è stato un po’ lungo, il risultato finale ci appaga pienamente. Non va infine sottovalutato l’aiuto di Mr. Bredahl in sede di mixaggio”.

A LIVELLO STILISTICO, VOLENDO SEMPLIFICARE UN PO’ LE COSE, DIREI CHE OGGI VI TROVATE IN UN IPOTETICO PUNTO DI INCONTRO FRA I MORBID ANGEL E GLI ENTOMBED DI “CLANDESTINE”. HO MOLTO GRADITO QUESTO CAMBIO DI DIREZIONE. AVETE DELIBERATAMENTE OPTATO PER UN SOUND PIÙ LENTO E CUPO?
“Dopo aver pubblicato il nostro ultimo album, ho sentito parecchio l’esigenza di fare qualcosa di diverso. Intendiamoci, ci siamo sempre evoluti di album in album, ma questa volta volevo fare qualcosa di più. Questa è anche la ragione per cui abbiamo impiegato tre anni per registrare un nuovo lavoro: abbiamo speso del tempo a pensare al nostro futuro e a come far crescere la band. Per anni abbiamo lavorato cercando di creare della musica il più veloce e aggressiva possibile, ma ora il nostro obiettivo principale è quello di trovare il giusto feeling e la giusta atmosfera attraverso la varietà e delle buone canzoni. Abbiamo sempre voluto che la nostra proposta avesse un feeling oscuro, ma ora penso che quest’ultimo sia assai più presente e originale che in passato. Comunque, ti ringrazio molto… essere paragonati a Morbid Angel ed Entombed è un grande onore!”.

C’È CHI DICE CHE NELLA MUSICA SIA GIÀ STATO DETTO E FATTO TUTTO… TU COSA NE PENSI?
“Personalmente, continuo a trovare della musica con un sapore differente e che in qualche modo suona personale, ma, ovviamente, è difficile scovare qualcosa di assolutamente originale… ci sono troppe band che semplicemente non vanno da nessuna parte. Non voglio fare nomi, ma nella scena death metal, ad esempio, ci sono dei gruppi che si limitano a pubblicare la stessa roba all’infinito. È una cosa che non riesco a comprendere. Comunque, certe band lo fanno alla grande… e io sono il primo a non desiderare che un gruppo come i Dismember non cambi di una virgola (ride, ndR)!. Il nostro nuovo album di certo non è rivoluzionario, ma almeno cerchiamo di fare qualcosa di personale e di offrire della buona musica. Per quest’ultima ci sarà sempre posto a questo mondo”.

COME GUARDI ALLA VOSTRA EVOLUZIONE MUSICALE DAGLI ESORDI A OGGI?
“La vedo molto naturale e spontanea. Abbiamo sempre composto la musica che sentivamo fosse la più giusta per noi, senza seguire alcuna moda. A volte penso che certe cose potevano essere fatte in maniera diversa, ma, alla fine, questi sono discorsi che hanno sempre poco senso… l’importante è imparare dai propri errori e da quanto fatto in passato. Sono la mente di questa band da 13 anni e sono molto soddisfatto di come il tutto si è evoluto”.

PENSI CHE I TUOI GUSTI MUSICALI STIANO DIVENTANDO PIÙ AMPI CON IL PASSARE DEL TEMPO? CHE TIPO DI ASCOLTATORE SEI?
“Assolutamente, se penso ai primi anni Novanta, all’epoca probabilmente giuravo che avrei avuto i capelli lunghi e avrei indossato giacche di pelle per tutta la vita, limitandomi poi ad ascoltare solo death e black metal. Per fortuna, le cose non sono andate in quella maniera e, di conseguenza, sono anche riuscito a evolvere la band. Continuo ad ascoltare principalmente metal – solo la roba più oscura, però, odio goth, power et similia – ma ho una grande collezione di elettronica e di altri generi musicali. Fra i miei ascolti ci sono, ad esempio, Aphex Twin, The Knife, Sort Sol, Depeche Mode, GGFH, Radiohead e 16 Horsepower, giusto per menzionare i primi che mi vengono in mente. Senza dubbio, il miglior concerto che ho visto quest’anno è stato quello dei Portishead a Copenhagen, assolutamente grandioso. Mi è piaciuto il fatto che non ci fosse solo la band sul palco con i loro strumenti… mi piacerebbe che anche gli show degli Exmortem diventassero un’esperienza globale”.

HAI ACCENNATO AL FATTO CHE SEI LA MENTE DIETRO GLI EXMORTEM: QUINDI SEI SOLITO COMPORRE TUTTA LA MUSICA DA SOLO?
“In passato, sì, ma ora posso contare anche su Andreas, che è nella band da qualche tempo e il cui stile completa perfettamente il mio. Per il nuovo album, il songwriting si è avvicinato di molto a un lavoro di squadra e sono convinto che in questo senso il meglio debba ancora venire. Abbiamo lavorato spesso in sala prove e il risultato finale suona fresco anche per questo motivo”.

HO APPREZZATO MOLTO ANCHE L’ARTWORK DI “FUNERAL PHANTOMS”, DAVVERO ORIGINALE…
“sono il responsabile anche di tutta la grafica e del layout del disco! È fantastico essere riuscito a curare in prima persona musica, testi e veste grafica! Mentre stavo lavorando ai testi, ho iniziato a pensare all’artwork e a prendere appunti su come volevo sviluppare la parte visiva del disco. Alla fine, sono riuscito a creare questa sorta di concept anti-umano, che ben si sposa con il titolo dell’album e con i testi. Per creare questi ‘fantasmi’ non ho avuto a disposizione un grande budget, ma credo che il risultato finale sia davvero valido, soprattutto per quanto riguarda il ‘General’ e il ‘Pest Doctor’. In futuro credo che ne realizzeremo degli altri… ci sarà un’intera famiglia di fantasmi”.

HAI ACCENNATO AI TESTI, DIREI QUINDI DI AFFRONTARE L’ARGOMENTO. DI CHE COSA PARLANO?

“Così come la musica, i testi sono molto importanti per la nostra band. Quelli del nuovo album non compongono un concept, tuttavia hanno il medesimo feeling e sono in qualche modo collegati fra loro. Sono molto negativi e non lasciano molta speranza per il futuro di questo pianeta, ma traggo ispirazione esclusivamente da ciò che accade nel mondo e descrivo questi eventi con parole mie, con riferimenti ad altri fatti storici. Ad esempio, il brano ‘Funeral Phantom’ è stato ispirato da un servizio TV sugli squadroni della morte serbi, ma non puoi leggere un riferimento diretto a questi ultimi nel testo. Ho rielaborato tutto con parole mie”.

COME AVETE INTENZIONE DI MUOVERVI SUL FRONTE CONCERTI?
“C’è qualcosa di confermato, ma vogliamo suonare più spesso in Europa. Nei primi mesi del nuovo anno terremo svariati show in Danimarca, soprattutto nei weekend. Abbiamo una scenografia completamente nuova, direttamente collegata a quella del disco, e stiamo cercando di svilupparla sempre di più. Per ora i responsi sono stati strabilianti”.

LA SCENA METAL DANESE PARE DAVVERO IN SALUTE. TU CHE COSA NE PENSI? QUALCUNO DI VOI È COINVOLTO IN ALTRI PROGETTI?
“Rispetto a qualche anno fa è sicuramente molto più in salute. Non sono del tutto entusiasta della musica di parecchie delle nostre band, ma tutte stanno facendo un buon lavoro e soprattutto sono molto professionali, cosa senz’altro ammirevole. Sono contento che la nostra scena sia forte ora, stiamo aprendo numerose porte. Inoltre, uno dei nostri punti di forza è la varietà: pensa a band come Exmortem, Illdisposed, Panzerchrist, Hatesphere, Dawn Of Demise, The Burning e Raunchy… tutte suonano qualcosa di diverso. La migliore band danese, comunque, per me restano gli Invocator… i loro primi album sono dei classici. Per quanto riguarda gli altri progetti, Simon e Kim fanno parte degli Horned Almighty, mentre Morten suona negli Spectral Mortuary e nei Black Dimentia. Io e Andreas invece ci stiamo concentrando solo sugli Exmortem in questo momento”.

QUALI OBIETTIVI HAI FISSATO PER IL FUTURO DEGLI EXMORTEM?
“Ho un’idea molto chiara di come si debba muovere la band oggi, ma, al tempo stesso, non ho ancora pensato ad alcun obiettivo in particolare. Vogliamo prima di tutto scrivere album sempre migliori, ma non mi dispiacerebbe tenere qualche bel concerto con delle band di spessore e far conoscere la nostra musica a più persone. Va però anche considerato che non siamo più dei ragazzini e che non mi ci vedo a passare buona parte dell’anno in tour. Preferisco concentrarmi sulla scrittura di nuovo materiale”.

BENE, SIAMO IN CHIUSURA… SE VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA, QUESTO È IL TUO MOMENTO!
“Anche se non suoniamo live molto spesso, continuiamo a sperare di poter imbarcarci almeno in in tour europeo e di suonare per tanta nuova gente. Nel frattempo, date uno sguardo ai nuovi fantasmi che verranno pubblicati prossimamente e dite ai vostri amici di ascoltare gli Exmortem”.

TORTURE KILLER – GROOVY ART

A cura di Luca Pessina

Ancora una volta, Metalitalia.com ci tiene a sottoporre alla vostra attenzione i Torture Killer, band che è assolutamente un sinonimo di qualità in campo groovy death metal. Mentre Obituary e Six Feet Under arrancano e rilasciano album pessimi o appena discreti, questi finlandesi devono ancora sbagliare un colpo. Vero, se non ci fossero stati i due suddetti colossi, sicuramente i Torture Killer oggi non esisterebbero, ma negare l’evidenza – ovvero che "For Maggots To Devour", "Swarm!" (al quale partecipò lo stesso Chris Barnes) e il nuovo "Sewers" siano degli ottimi lavori nel loro genere – solo perchè il gruppo è poco personale, sarebbe altamente stupido e controproducente, a maggior ragione se siete fra coloro che nel death metal cercano soprattutto groove e materiale su cui fare headbanging. Spazio quindi alle parole del chitarrista Jari Laine, probabilmente uno dei musicisti più umili dell’universo…

SONO PASSATI TRE ANNI DA QUANDO CI ERAVAMO TROVATI PER PARLARE DI "SWARM!". CHE COSA È SUCCESSO ALLA BAND IN TUTTO QUESTO TEMPO?
"C’è davvero tanto da raccontare! Allora, dopo la pubblicazione del disco, abbiamo fatto tantissima promozione sulla stampa, che ha visto anche voi ragazzi darci una mano… grazie ancora per quello! Poi abbiamo semplicemente aspettato che qualcosa si muovesse per la band. Intendiamoci, avendo Chris in formazione, sapevamo sin dall’inizio che sarebbe stato difficile riuscire a concretizzare qualcosa, visti i suoi impegni. Ci abbiamo provato e abbiamo aspettato, ma poi ci siamo stancati della situazione. Non ci sentivamo più come una vera band, non ci stavamo divertendo più e così abbiamo contattato sia Chris che la Metal Blade e abbiamo scelto di prendere strade separate, per il nostro bene di gruppo. Non abbiamo litigato, nè c’è stato alcun tipo di tensione… siamo profondamente grati a Chris, con noi è stato davvero bravissimo. Lo ripeto, ci abbiamo provato, ma la cosa non ha funzionato. Così abbiamo trascorso l’intero 2008 a riorganizzarci e a completare i testi dei nuovi brani, la cui musica era già stata registrata sul finire del 2007. Verso la fine del 2008 Sallinen ha finalmente registrato le parti vocali e ora eccoci qui…".

"SWARM!" MI ERA PIACIUTO MOLTO. TU COME GUARDI A QUEL DISCO, ORA CHE SONO TRASCORSI ALCUNI ANNI?
"Penso che come album sia OK. Le canzoni sono buone e alcune rientrano senz’altro fra le nostre migliori di sempre, ma nessuno di noi è particolarmente contento della nostra performance in esse. Le tracce base erano orribili, ma Chris assieme a Erik Rutan è riuscito a fare un gran lavoro in studio, riuscendo a salvare il materiale. L’album suona in quel modo grazie ai loro sforzi in sede di regia. Personalmente, preferisco suoni più sporchi, ma, considerando quello che gli avevamo sottoposto, credo che il risultato finale sia comunque OK… come dicevo, amo molto alcuni di quei brani".

CHE COSA HA FATTO "SWARM!" PER VOI DA UN PUNTO DI VISTA COMMERCIALE? SIETE RIUSCITI A INGRANDIRE IL VOSTRO SEGUITO AVENDO CHRIS BARNES IN FORMAZIONE E USCENDO PER METAL BLADE RECORDS?
"Sì, sicuramente quei due fattori hanno fatto sì che parecchia gente si interessasse a noi. Considerando inoltre il fatto che non siamo andati in tour, sono molto soddisfatto delle vendite. Però è stato un vero peccato non essere riusciti a tenere neanche uno show con quella lineup… sarebbe stato davvero qualcosa di speciale!".

LA VOSTRA NUOVA LABEL, LA DYNAMIC ARTS, HA UNA SCUDERIA MOLTO VARIA. NON SIETE PREOCCUPATI DI RITROVARVI COME DEI PESCI FUOR D’ACQUA?
"Vero, il roster è assai eclettico, ma godiamo di tantissima attenzione da parte loro e ci stanno trattando bene. Per ora hanno pubblicato l’album e stanno facendo un buon lavoro… noi faremo del nostro meglio per rendere loro la vita ancora più facile".

PARLIAMO ALLORA DI "SEWERS": QUALI OBIETTIVI AVETE VOLUTO RAGGIUNGERE CON QUESTO ALBUM?
"Il disco è piuttosto vecchio. Devi considerare che trascorse circa un anno tra il completamento di ‘Swarm!’ e la sua pubblicazione, quindi quando quest’ultimo arrivò nei negozi noi eravamo già da tempo al lavoro su nuovo materiale. Siamo incappati in un paio di momenti di crisi, con scarsa ispirazione… in ogni caso, il materiale di ‘Sewers’ era già quasi pronto a fine 2007. Poi nel 2008 abbiamo rifinito tutto. I nostri obiettivi? Scrivere canzoni che ci soddisfassero e ci divertissero".

OGNI BAND È SOLITA AFFERMARE CHE IL SUO NUOVO LAVORO È IL MIGLIORE DELLA DISCOGRAFIA. IN CHE COSA DUNQUE "SEWERS" È MIGLIORE DEI VOSTRI PRIMI DUE ALBUM SECONDO TE?
"A dire il vero, mi sa che io sono l’eccezione che conferma la regola! Non so davvero se questo è il nostro miglior album. Per quanto riguarda la nostra performance strumentale, lo è senza dubbio, e penso anche che contenga un paio di ottimi brani, ma questo è davvero il nostro album migliore? Non lo so… credo che abbiamo fatto un buon lavoro, ma penso anche che sotto certi aspetti dobbiamo assolutamente migliorare in futuro. Il sound nel complesso è più vicino ai miei gusti, tuttavia non abbiamo ancora raggiunto lo standard che ho in mente. Non posso neppure dire se Sallinen è meglio di Barnes… sono due cantanti diversi ed entrambi sono protagonisti di ottimi momenti nei rispettivi album".

ADORO I PASSAGGI MELODICI DI "I BATHE IN THEIR BLOOD", PENSO CHE QUELLA SIA LA MIGLIOR TRACCIA DEL DISCO, MI RICORDA LA VECCHIA "FOREVER DEAD". TROVO ASSAI INTERESSANTI I VOSTRI ESPERIMENTI CON LA MELODIA… PENSATE DI DAR LORO PIÙ SPAZIO IN FUTURO? O MAGARI HAI IN MENTE DI FONDARE UN PROGETTO PARALLELO PER DEDICARTI A QUELLE SONORITÀ?
""Grazie per i complimenti… anche a me piace quella canzone. Penso che sia stata una buona decisione quella di provare simili esperimenti già su ‘Swarm!’, non sei il primo che mi dice che li ha apprezzati. Penso però che per ottenere il meglio da questi ultimi, dovremmo utilizzarli con parsimonia. Siamo ancora una death metal band e, prima di ogni altra cosa, siamo qui per i riff heavy. Tuttavia, quei passaggi melodici rendono alcuni pezzi e l’intero album maggiormente dinamici. Al momento, sono felice di avere i Torture Killer e non ho il desiderio di avviare altri gruppi: ho qualche riff e qualche melodia sul mio hard-drive che mi piacerebbe usare altrove, ma non è ancora giunto il momento".

CHE COSA VI ASPETTATE DA "SEWERS"? QUANDO POTRETE DEFINIRE IL DISCO UN SUCCESSO?
"Credo che nessuno di noi abbia delle vere e proprie aspettative nei riguardi del disco. Onestamente, penso che il nostro picco commerciale sia già stato raggiunto e che d’ora in avanti non potremo che peggiorare da quel punto di vista. In generale, penso che le recensioni che riceviamo siano quelle che meritiamo… alcune sono molto positive, altre no, ma questo è ciò che facciamo… se poi la gente ci apprezza, allora tanto meglio. Qualsiasi altra cosa che arriva aldilà di questo, è un bonus. La band è solo un hobby per noi. Un hobby piuttosto serio, ma sempre un hobby. È qualcosa che facciamo per divertirci… se inizi a preoccuparti troppo di questo o quello, finisci per alienarti e perderti tutti gli aspetti positivi".

ORA CHE "SEWERS" È STATO PUBBLICATO, CHE COSA AVETE INTENZIONE DI FARE?
"Saremo a breve in tour in Europa per poco più di due settimane assieme a Demonical e Facebreaker. Poi terremo qualche concerto in patria e prenderemo parte a dei festival".

E PER QUANTO RIGUARDA I PROGETTI A LUNGO TERMINE?
"Sono abbastanza soddisfatto di dove siamo ora. Spero che avremo modo di pubblicare altri albuum e di tenere qualche altro bel concerto. Personalmente, spero di riuscire a migliorare il songwriting e di dare alle stampe un disco davvero valido un giorno…".

LASCIAMI DIRE PERÒ CHE I VOSTRI ALBUM LETTERALMENTE DISTRUGGONO QUALSIASI COSA PRODOTTA DAI SIX FEET UNDER NEGLI ULTIMI 7/8 ANNI. AL VOSTRO POSTO, IO SAREI STANCO DI CERTI PARAGONI…
"Grazie, sono molto onorato! Personalmente ritengo che i primi tre album dei Six Feet Under siano dei classici nel nostro tipo di death metal e che tutt’ora abbiano qualcosa da dire. Magari gli ultimi dischi non sono tanto validi, ma in ognuno di essi posso trovarci dei pezzi molto groovy ed heavy che mi piacciono. In generale, la band mi piace ancora tantissimo. Per quanto riguarda i paragoni, la cosa non mi disturba… siamo nati come tributo a loro e agli Obituary e, in parte, lo siamo ancora. Sarei stupido a negare l’evidenza".

OK, TI RINGRAZIO PER L’INTERVISTA, JARI…
"Grazie infinite a te per l’intervista e per il supporto… apprezzo molto il fatto che ci stiate aiutando ancora! Cheers brothers!".

ONE MAN ARMY AND THE UNDEAD QUARTET – SPACCAOSSA SVEDESI

A cura di Luca Filisetti

Giunti al terzo lavoro in studio, gli One Man Army And The Undead Quartet sembrano avere trovato la quadratura del cerchio, miscelando insieme il groove del loro esordio con l’impatto del secondo lavoro. I ragazzi arrivano a questa maturazione dopo una lunga serie di concerti che probabilmente hanno contribuito a creare un’amalgama maggiore tra i vari membri del progetto. "Grim Tales" quindi può essere considerato un album senza dubbio piacevole, che mantiene le proprie promesse e ci riconsegna una band che, pur sapendo che non entrerà mai nell’olimpo della musica estrema, riesce a divertirsi e a divertire. Come sempre il nostro interlocutore sarà Johan Lindstrand, ex voce dei The Crown, al quale cediamo subito la parola.


INIZIAMO PARLANDO DI "GRIM TALES": COME DESCRIVERESTI I CONTENUTI MUSICALI DEL LAVORO?

“E’ sicuramente una continuazione di quanto fatto sui nostri precedenti lavori, come una combinazione di ‘Killing Machine’ e di ‘Error In Evolution’. Il tutto però filtrato sotto un’ottica maggiormente brutale. Non ci sono parti vocali pulite, solo pura aggressione death metal. Credo che alla gente piacciano i differenti elementi che abbiamo messo nell’album. Rendono l’ascolto più interessante".

CREDIAMO ANCHE NOI CHE IL NUOVO ALBUM SIA UN MIX TRA IL GROOVE DEL VOSTRO DEBUT E L’IMPATTO DEL SECONDO LAVORO: E’ STATA UNA SCELTA RAGIONATA LA VOSTRA?
"No, non lo è stata. Sapevamo fin dall’inizio di voler fare un album più diretto, senza troppi esperimenti. Tanta aggressività e zero compromessi".

DI COSA TRATTANO I TESTI?
"Il titolo è di per sé esplicativo ed è un buon indicatore delle liriche delle canzoni. Dieci storie macabre. I testi trattano di fatti che possono accadere nella realtà mixati come sempre con le mie fantasie. Puoi trovare episodi che vanno dalla storia del crimine svedese fino alle guerre sparse per il mondo, ma sempre con quel tocco personale che li rende speciali ai miei occhi".

COME SONO ANDATE LE REGISTRAZIONI?
"Abbiamo registrato nei Black Lounge Studios con il producer Jonas Kjellgren, già al lavoro con gli Scar Symmetry ed i Sonic Syndicate. Il tutto ci ha tenuti impegnati per circa cinque settimane".

E PER QUANTO CONCERNE IL SONGWRITING? CI SONO STATI DEI CAMBIAMENTI NEL MODO IN CUI COMPONETE?
"No, direi di no. L’album è frutto della collaborazione tra me e Mikael, con l’unica differenza che rispetto al passato abbiamo lavorato di più insieme. Ad esempio abbiamo scritto a quattro mani ‘Cursed With A Knife’, il che è una gran cosa, in quanto in precedenza lavoravamo separatamente. Siamo riusciti a portare nuovi elementi nel nostro sound e probabilmente non sarebbe potuto succedere se avessimo utilizzato il vecchio metodo".

HAI DEI BRANI PREFERITI NEL NUOVO ALBUM?
"Mi fanno impazzire soprattutto ‘Bastards Of Monstrosity’ e ‘Bonebreaker Propaganda’, in quanto in quei brani succede un po’ di tutto. Ottimo riffing e grande groove. Non puoi prevedere cosa succederà nel prosieguo delle canzoni e questa è una cosa che mi esalta".

AVETE FIRMATO UN CONTRATTO EUROPEO CON LA MASSACRE: COME MAI QUESTA SCELTA?
"Semplicemente la Nuclear Blast ci ha detto che non potevano promuovere ‘Grim Tales’ come avrebbero voluto, anche se pensavano che questo fosse il nostro miglior album. E’ un periodo duro per il business. Però ci hanno aiutato a pubblicare l’album tramite la Massacre e questa è stata una cosa che abbiamo apprezzato. Oltretutto la situazione si è evoluta in maniera positiva per la band, infatti ora siamo una priorità, cosa che con la Nuclear Blast non poteva avere luogo. La situazione però non è prevedibile, in quanto la Nuclear ha dato la licenza alla Massacre solo per questo album: in futuro vedremo cosa accadrà".

AVETE DA POCO TERMINATO UN TOUR EUROPEO CON UNLEASHED E KRISIUN: COME E’ ANDATA? E COSA PENSI DI QUESTI GRUPPI?
"E’ stato un grande tour con delle grandi band. Probabilmente il migliore al quale abbiamo mai preso parte, principalmente perché le band hanno legato molto e ci siamo davvero divertiti. Speriamo di ripetere l’esperienza in futuro".

COM’E’ IL VOSTRO RAPPORTO CON IL PUBBLICO?
"Cerco di stare il più possibile vicino al pubblico ed ai fan, sono convinto che ci debba essere un qualche tipo di connessione tra noi e loro. Mi auguro che il pubblico senta il groove e provi piacere nell’ascoltare la nostra musica, perché in fondo si tratta solo di quello, di divertimento. E poi se riusciremo a trasmettere questo feeling alla maggior parte dei metallari là fuori diventeremo una band molto ricca (ride, ndR)".

LE NUOVE TECNOLOGIE STANNO CAMBIANDO RADICALMENTE IL MERCATO MUSICALE: CHE OPINIONE HAI IN MERITO?
"Ne penso bene e male allo stesso tempo. Bene perché la tua musica può raggiungere praticamente chiunque abbia un computer. Male perché nessuno comprerà i tuoi album. La gente preferisce scaricare la musica piuttosto che comprarla e facendo questo si manda in rovina il music business. Certamente non tutti tengono questo comportamento, ma sono sempre troppi per poter far sì che le etichette e le band sopravvivano. Con questo non sto incolpando nessuno, è un circolo vizioso del quale anche io faccio parte, in quanto a volte ho fatto ricorso al download".

STATE GIA’ LAVORANDO A DEL NUOVO MATERIALE?
"Ho già iniziato a comporre nuova musica che mi sembra molto buona. E’ dura dirti ora come sarà, ma di sicuro uscirà della roba groovy (ride, ndR). Se potessi decidere io direi che il nuovo album verrà registrato nei primi mesi del 2010".

GRAZIE PER L’INTERVISTA, LO SPAZIO FINALE E’ PER TE…
"Grazie a te ed in bocca al lupo per la vostra webzine. Ai lettori dico di ascoltarci se vogliono della musica da headbanging. Non se ne pentiranno".

3 commenti
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