SECTIONING DEATH – Pt. 5

Pubblicato il 19/08/2010

RISE FROM THE TOMB…

A cura di Luca Pessina

Chi non muore si rivede! Ci è voluto un po’ più di tempo del previsto, ma un nuovo appuntamento con Sectioning Death, la rubrica underground death metal di Metalitalia.com, è ora finalmente pronto. Dopo aver dedicato buona parte della “puntata” precedente al sottobosco italiano, questa volta torniamo all’estero: in Inghilterra e in Svezia, per la precisione. Sulle nostre pagine diamo infatti il benvenuto ai giovani Dyscarnate – terzetto britannico che si sta dando un gran da fare e che probabilmente alcuni di voi riusciranno a vedere dal vivo nel loro imminente tour europeo con i Cephalic Carnage – e agli svedesi Aeon e Trident. Entrambe queste band ostentano un’attitudine 100% satanica, tuttavia rimangono alfiere di sound piuttosto diversi tra loro: più quadrati e prettamente death metal i primi, velenosi e oscuri, con tanto di strizzate d’occhio alla scena black, i secondi. Insomma, ancora una volta un cocktail di stili diversi, pur rientrando questi ultimi sempre sotto la grande ala del death metal. Buona lettura ora… e keep the horns rising!

N.B. Tutte le interviste saranno sempre disponibili anche nel nostro archivio interviste.

DYSCARNATE – IN BATTLE THERE IS NO LAW!

A cura di Luca Pessina

Gli Annotations Of An Autopsy non sono la sola giovane death metal band degna di interesse a provenire dall’Inghilterra (per fortuna, diranno i più maligni). Dal sud dell’Inghilterra ecco infatti arrivare i Dyscarnate, agguerrito terzetto artefice di un death metal molto groovy, condito da una leggera spolverata di grindcore alla Napalm Death. "Enduring The Massacre", il suo debut album, è stato rilasciato da poco dalla Siege Of Amida Records e da allora la band non si è fermata un attimo, supportando prima i connazionali Ingested in un tour britannico e poi assicurandosi lo slot di apertura dell’imminente tour europeo dei Cephalic Carnage. Ambiziosi, tuttavia con i piedi per terra, i Dyscarnate sembrano avere tutte le carte in regola per diventare ben presto un nome su cui contare nel panorama death metal europeo. Abbiamo cercato di conoscerli meglio contattando il loro batterista, il simpatico Matt Unsworth.

CIAO TOM, PER PRIMA COSA DIREI CHE SIA IL CASO DI INTRODURRE BREVEMENTE LA BAND AI NOSTRI LETTORI!
"Ci siamo formati nel 2006 nel Sussex, in Inghilterra. Dopo aver trascorso un po’ di tempo a decidere su che sound imbastire e a sistemare la lineup, siamo entrati in studio per registrare un EP autoprodotto intitolato ‘Annihilate To Liberate’. poco dopo abbiamo firmato per la Siege Of Amida Records, la quale ha di recente pubblicato il nostro debut album".

SU "ENDURING THE MASSACRE" SIETE RIUSCITI A MESCOLARE TECNICA E GROOVE IN MANIERA CONVINCENTE. È STATO DIFFICILE TROVARE QUESTO COMPROMESSO?
"Diciamo che, pur essendo notevolmente influenzati da death metal band moderne come Skinless, Dying Fetus, Origin e Misery Index, amiamo mantenere un feeling old school, legato a gruppi come Deicide e Napalm Death. Il nostro processo di scrittura richiede parecchio tempo: siamo soliti curare tutto nei minimi dettagli e spendiamo tanto tempo in fase di pre-produzione, in modo da avere un’idea di come i brani suonino ancor prima di suonarli live per la prima volta. Questo ci da anche modo di analizzare il materiale dal punto di vista di semplici ascoltatori, cosa che ci permette di assicurarci che ogni aspetto di una canzone soddisfi tutti i membri della band prima di entrare in studio per registrarla".

OGNI ASPETTO DELL’ALBUM APPARE MOLTO PROFESSIONALE: DALLA PRODUZIONE ALL’ARTWORK. PRESUMO SIATE SODDISFATTI…
"Assolutamente… recarsi nei Foel studios per registrare è stata una scelta azzeccata: ha dato al CD un suono molto organico, che era proprio ciò che stavamo cercando. Chris, il produttore, e Colin, il grafico, hanno contribuito tantissimo alla riuscita di questo nostro primo lavoro: hanno lavorato sodo per assicurarsi che fossimo soddisfatti al 100% del loro operato e si sono sempre dimostrati sulla nostra stessa lunghezza d’onda! L’unica complicazione è sorta in fase di mixaggio: eravamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia e l’ultimo giorno ci è toccato lavorare dalle 11 del mattino alle 4 del giorno dopo per non sforare il budget. Inoltre è stato difficoltoso reclutare la gente per urlare il coro di ‘Judecca’, ma un po’ di alcol in corpo ha aiutato il processo!".

GIUDICANDO DAI TITOLI DEI BRANI, "ENDURING THE MASSACRE" DA L’IMPRESSIONE DI ESSERE UN CONCEPT ALBUM… È COSÌ?
"Io ed Henry siamo soliti scrivere del lato oscuro dell’umanità e del mondo, perchè, alla fine, si tratta di cose che viviamo sulla nostra pelle ogni giorno. Il titolo ‘Enduring The Massacre’ riassume molto bene le tematiche del disco. Quella canzone in particolare parla dell’umanità che contagia il pianeta con la sua corruzione, un male che mette in difficoltà Atlante, il quale poi diventa troppo debole per reggere il peso del mondo. Ci sono molti riferimenti storici e biblici nei nostri testi: il brano ‘The Vitruvian Plan’, ad esempio, parla della ricerca dell’uomo anatomicamente perfetto nella Germania nazista".

NUOVE INTERESSANTI DEATH METAL BAND CONTINUANO A EMERGERE E, IN GENERALE, LA SCENA APPARE DECISAMENTE IN SALUTE. TUTTAVIA MOLTI FAN CONTINUANO A SUPPORTARE SOLO I VECCHI NOMI. COSA PENSI CHE SIA NECESSARIO AFFINCHÈ UNA REALTÀ EMERGENTE RIESCA A RAGGIUNGERE I LIVELLI DI POPOLARITÀ DEI GRANDI GRUPPI DEGLI ANNI ’90?
"Penso che il modo più semplice per ottenere ciò sia l’apertura mentale non solo dei fan, ma anche dei nomi grossi, che dovrebbero portare in tour formazioni più giovani, in modo da farle conoscere e aiutarle a crescere. Per fortuna questa è una cosa che vari grandi gruppi stanno già facendo, tuttavia nella scena continua a esserci una certa divisione tra vecchi e nuovi fan e ciò, per quanto mi riguarda, è una cosa che danneggia tutti. La comunità dovrebbe essere più coesa, soprattutto perchè siamo un fenomeno underground e per emergere o sopravvivere possiamo contare solo sulle nostre forze. In ogni caso, il fatto che nuove band più che interessanti continuino a spuntare di giorno in giorno è una cosa che stupisce anche me… basta ascoltare gente come i Defeated Sanity o i nostri amici Introrectalgestation, ad esempio. Dopo vent’anni di death e grind esistono ancora gruppi che desiderano andare oltre i limiti".

SE DOVESSI DESCRIVERE L’ESSENZA DEL DEATH METAL IN POCHE PAROLE, COSA DIRESTI?
"Musica cruda, primordiale che induce all’headbanging!".

AL GIORNO D’OGGI IL DEATH METAL PUÒ ESSERE ANCHE UN BUSINESS. VOI COME SIETE SOLITI GESTIRE QUESTO LATO DELLA BAND?
"Per ora ce la prendiamo comoda, non abbiamo grandi obiettivi. Ci auto-gestiamo e troviamo che questo metodo al momento sia il più semplice per un gruppo come il nostro. Comunichiamo direttamente con i promoter e le booking agency e sappiamo come gestire queste situazioni. In futuro magari ci rivolgeremo a un manager, ma dovrà essere quello giusto. La cosa che più mi infastidisce è vedere cosiddetti promoter che pretendono che siano le band a fare il loro mestiere. Per fortuna però ci sono anche persone che organizzano concerti in maniera seria e che sanno come fare promozione, offrendo ai gruppi il rispetto che si meritano".

UNA CURIOSITÀ: NEL GUARDARE LE VOSTRE FOTO-SESSION, MI SONO ACCORTO CHE SINO A POCO TEMPO FA AVEVATE TUTTI I CAPELLI LUNGHI, MENTRE OGGI LI AVETE TAGLIATI. CHE È SUCCESSO? AVETE PERSO UNA SCOMMESSA?
"Tutti noi abbiamo avuto i capelli lunghi per anni, poi io ho deciso di tagliarli perchè continuavano a finirmi davanti agli occhi o in bocca mentre suonavo. Certo, avrei potuto farmi una coda, ma a questo punto che senso avrebbe avuto continuare a tenerli lunghi? Così ho optato per tagliarli e devo ammettere che sono molto contento di questa mia decisione! Tom ed Henry hanno deciso di tagliare i loro poco dopo… sono entrambi giardinieri e avere i capelli lunghi mentre si maneggia una motosega non è una cosa particolarmente comoda (ride, ndR)!".

PER CONCLUDERE, QUALI SONO I PIANI PER IL FUTURO DEI DYSCARNATE?
"Ci stiamo preparando per il ‘Initiation Of The Misled’ tour con Cephalic Carnage, Psycroptic, Ion Dissonance e Hour Of Penance: è il nsotro primo tour europeo e non vediamo l’ora di partire, anche perchè adoriamo tutte le band del bill! Stiamo inoltre già fissando delle date per l’anno prossimo, molte di esse da headliner, e lavorando a un nuovo album che vedrà la luce sempre nel 2011!".

AEON – IN SATAN WE TRUST

A cura di Luca Pessina

Senza dubbio, la satanic death metal band per eccellenza sono i Deicide, tuttavia in Europa i colossi floridiani stanno trovando dei validi eredi. Stiamo parlando degli svedesi Aeon, che con un approccio lirico molto simile a quello di Glen Benton e compagni e con un death metal che, col passare degli anni, si fa sempre più furioso anzichè accessibile, stanno ottenendo sempre più consensi tra i fan più oltranzisti e legati alla vecchia scuola. Il nuovo album della band, "Path Of Fire", è di recente arrivato nei negozi tramite Metal Blade Records e il chitarrista Daniel Dlimi è stato tanto gentile dal presentarcelo nella chiacchierata che segue…

LA PRIMA E, PER ORA, ULTIMA VOLTA CHE HO VISTO GLI AEON IN CONCERTO È STATA LO SCORSO ANNO CON GLI HATE ETERNAL A LONDRA. CHE COSA RICORDI DI QUEL TOUR?
"Sicuramente i problemi con il tour bus! Continuavano ad avere problemi tecnici e alla fine siamo arrivati a cambiarne ben quattro in 23 date di tour! A parte questo, si è trattato di un tour molto soddisfacente, assieme a band di alto livello. Siamo andati d’accordo con tutti e ci siamo divertiti parecchio".

AVETE DA POCO PUBBLICATO UN NUOVO ALBUM, "PATH OF FIRE". A LEGGERE I TITOLI DEI BRANI, PARE CHE NON ABBIATE AFFATTO MUTATO IL VOSTRO APPROCCIO LIRICO RISPETTO AL PASSATO.
"No, infatti. Continuiamo per lo più a seguire il nostro concept anti-cristiano e satanico. In molti ci criticano per questo, dicono che siamo infantili e cose del genere, ma in realtà tutto viene trattato in maniera molto sarcastica. Non cerchiamo di apparire ‘true’ o ‘evil’, come molti immaginano. Odiamo la religione e ci facciamo delle grandi risate in faccia ai credenti".

MOLTE BAND SI AMMORBIDISCONO CON IL PASSARE DEGLI ANNI, OPPURE PROVANO SOLUZIONI DIVERSE. GLI AEON SEMBRANO INVECE ANDARE AVANTI PER LA LORO STRADA FATTA DI BRUTALITÀ DEATH METAL. CHE COSA VI SPINGE CONTINUAMENTE IN QUESTA DIREZIONE?

"Suoniamo semplicemente la musica che amiamo ascoltare. Non sentiamo il bisogno di cambiare perchè siamo perfettamente felici nel fare questo. E non penso nemmeno che i nostri fan desiderino vederci cambiare. Il nostro obiettivo è soltanto quello di realizzare album che siano più brutali e più curati dei precedenti, in modo da dare al nostro seguito una dose di death metal che possa essere ricordata".

QUESTA VOLTA ANCHE IL SUONO È PIÙ RUVIDO DEL SOLITO…
"Sì, la produzione è senz’altro più cruda. Erik Rutan ha un modo di mixare piuttosto diverso da quello di Dan Swanö, il quale si occupò del mixaggio di ‘Rise to Dominate’. Personalmente trovo entrambi i lavori ottimi, anche se molto diversi fra loro".

ALCUNI DEI NUOVI BRANI SUONANO MOLTO DIRETTI… LI AVETE COMPOSTI PENSANDO NELLO SPECIFICO ALLA DIMENSIONE LIVE?
"A volte ci rendiamo conto che un pezzo potrà suonare bene in concerto, ma non componiamo materiale pensando costantemente a quello. Anzi, io sono sempre dell’idea che se un brano suona bene su disco, lo farà anche live, quindi non mi preoccupo minimamente. Comunque, per ora un pezzo come ‘Forgiveness Denied’ sta già diventando un nostro cavallo di battaglia negli show. Si tratta dell’unica canzone del nuovo album che abbiamo avuto modo di proporre in concerto prima che il disco venisse pubblicato".

DALLA PUBBLICAZIONE DEL VOSTRO EP D’ESORDIO, AVETE SEMPRE RILASCIATO QUALCOSA DI NUOVO OGNI TRE ANNI CIRCA. LO FATE APPOSTA O SI TRATTA SOLTANTO DI UNA COINCIDENZA?
"A dire il vero, trascorsero addirittura quattro anni tra il debut EP e il primo full-length. Ci trovavamo in una situazione pessima quando abbiamo registrato ‘Bleeding The False’. Utilizzammo uno studio nel quale lavorava il nostro bassista dell’epoca, ma siccome non avevamo soldi da spendere, fummo costretti a registrare di notte o nei momenti in cui non vi era nessun’altro nello studio. Inoltre, incappammo in una serie di inconvenienti tecnici e, alla fine, trascorse quasi due anni tra le registrazioni e il mastering. A parte questo, abbiamo sempre cercato di confezionare un nuovo album ogni due anni, ma non sempre i nostri tempi coincidono con quelli delle case discografiche, quindi, anche se abbiamo tutto pronto, a volte ci tocca aspettare un po’ per vedere del nuovo materiale pubblicato".

SE DOVESSI PARAGONARE GLI AEON DEL 2010 A QUELLI DEL 1999, QUALI DIFFERENZE RINTRACCERESTI?
"Oggi abbiamo la stessa attitudine e le stesse ambizioni di allora. Vogliamo comporre il miglior death metal possibile, avere l’opportunità di pubblicare album e di andare in tour. Ovviamente oggi siamo musicisti più esperti, ma è una cosa normale, dopo tutti questi anni di suonare insieme".

HO NOTATO CHE AVETE CAMBIATO BASSISTA PIÙ VOLTE NEL CORSO DEGLI ANNI. COME MAI? È COSÌ DIFFICILE TROVARE UN BASSISTA DEATH METAL IN SVEZIA?
"Il nostro primo bassista voleva sempre muoversi in una direzione totalmente diversa da quella di noi quattro. Era davvero difficile lavorare con lui, pensava sempre di avere ragione. Alla fine abbiamo dovuto allontanarlo, altrimenti ci sarebbe toccato sciogliere la band. Poi abbiamo avuto Max, che è un grande bassista e un bravissimo ragazzo. Purtroppo però la vita in tour non faceva per lui. Ha partecipato al nostro tour con Hate Eternal e Misery Index, e on stage dava il meglio, tuttavia era insofferente a tutto il contorno… non gli piaceva stare on the road. Dopo di lui abbiamo reclutato Victor, ma ben presto quest’ultimo si è reso conto di essere troppo impegnato su altri fronti, e così abbiamo deciso di separarci. Ora stiamo collaborando con Marcus e per ora le cose stanno andando bene, ha già tenuto dei concerti con noi ed è diventato membro della band a tutti gli effetti".

CHE COSA STAI ASCOLTANDO ULTIMAMENTE? QUALI SONO I TUOI ALBUM PREFERITI DEL MOMENTO?
"Questa è la mia playlist attuale: Jorn Lande – ‘Lonely And The Brave’, Cannibal Corpse – ‘Evisceration Plague’, Katatonia – ‘The Longest Year’, Godhate – ‘Equal In The Eyes of Death’, Soreption – ‘Deterioration of Mind’".

BENE, È TUTTO! ANCORA GRAZIE PER L’INTERVISTA!

"Grazie a voi! Ricordatevi, se vi piace un album, fate sempre in modo di acquistarlo. Ci vediamo on the road!".

TRIDENT – ANIME NERE

A cura di Luca Pessina

La scena death-black svedese è dura a morire. Le mode vanno e vengono, ma certi musicisti continuano imperterriti per la loro strada, sia rilasciando album sotto vecchi monicker, sia fondando nuovi progetti votati al sound degli anni d’oro di questo sound. L’ultimo di questi in ordine di tempo ad aver fatto la sua comparsa nella scena è quello dei Trident, formazione in cui militano ex e attuali membri di Dissection, Necrophobic e Grief Of Emerald. "Wold Destruction" è il titolo del loro album di debutto, il quale è stato pubblicato poco tempo fa dalla connazionale Regain Records. I fan delle band succitate sapranno già cosa aspettarsi, mentre, per i novizi, è qui intervenuto a far luce (per modo di dire!) il bassista Alex Friberg!

 
I TRIDENT SONO UNA SORTA DI "ALL STAR BAND" DELLA SCENA DEATH-BLACK METAL SVEDESE. COME È NATA L’IDEA DI FONDARE LA BAND?
"Non ci definirei una ‘all star’ band. Semplicemente, quando io e Johan abbiamo avviato il progetto nel 2007, abbiamo cercato persone che potessero suonare bene il tipo di metal che avevamo in mente e che condividessero la nostra attitudine. Ad esempio, abbiamo reclutato Tobias dei Necrophobic esclusivamente per le sue doti, non per il suo passato".

PERCHÈ AVETE DECISO DI CHIAMARVI TRIDENT? CHE COSA SIGNIFICA QUESTA PAROLA PER VOI?
"Trident significa forza. Il tridente è un simbolo molto potente ed è l’arma di Lucifero. Sta a significare che questa band fa sul serio, abbiamo a cuore ciò che facciamo e siamo qui per restare".

IL VOSTRO SOUND È INDUBBIAMENTE SVEDESE: IL VOSTRO BACKGROUND È NOTO E "WORLD DESTRUCTION" METTE IN MOSTRA TUTTI GLI ELEMENTI CHE HANNO RESO POPOLARE LA SCENA DEATH-BLACK SVEDESE NEGLI ANNI ’90. SECONDO TE CHE COSA DIFFERENZIA I TRIDENT DA GRUPPI COME NECROPHOBIC, DISSECTION O NAGLFAR?
"Credo che, nonostante le nostre radici siano in quel sound, il nostro stile sia più moderno e forse più tecnico rispetto a quello delle band che hai citato. Tuttavia, non mancano elementi old school, quindi questa miscela ci rende piuttosto personali, a mio avviso".

QUAL È L’ASPETTO DI "WORLD DESTRUCTION" DEL QUALE SEI PIÙ ORGOGLIOSO?
"Il disco nella sua interezza!".

L’ALBUM APPARE DECISAMENTE SATANICO NEI SUOI TESTI E NELLE ATMOSFERE. QUANTO È IMPORTANTE QUESTO TIPO DI APPROCCIO PER I TRIDENT?
"Stai parlando del nostro stile di vita, non solo dell’album. Tutti noi abbiamo deciso di imboccare il sentiero della mano sinistra e per noi scrivere di ciò è la cosa più naturale al mondo. Ci teniamo a ostentare questa forza che viene dentro di noi: non seguiamo alcuna legge imposta dai cristiani e abbiamo i nostri personali valori e standard morali".

TORNANDO ALLA MUSICA E ALLE ATTIVITÀ DELLA BAND, PENSATE DI RIPROPORRE "WORLD DESTRUCTION" IN TOUR PRIMA O POI?
"Sì, ci è arrivata qualche offerta, ma stiamo ancora valutando. Potete comunque aspettarvi dei grandi show: la forza del tridente vi investirà".

DI RECENTE I NECROPHOBIC SI SONO ESIBITI IN EUROPA ASSIEME A GRUPPI COME THE BLACK DAHLIA MURDER E CARNIFEX… UN BILL PIUTTOSTO INSOLITO. PENSATE ANCHE VOI DI IMBARCARVI IN UN TOUR DEL GENERE?
"Tutti hanno pensato che quel bill fosse bizzarro, ma abbiamo deciso di provare… non si sa mai! Ora come Necrophobic sappiamo che quel tour non era adatto a noi e probabilmente eviteremo di ripetere esperienze simili in futuro. Con i Trident cercheremo ovviamente di raggiungere quante più persone possibile, ma cercheremo di dividere il palco con gruppi un po’ più simili al nostro e che magari ammiriamo. Vedi Marduk, Mayhem, Entombed, Morbid Angel, Immortal, ecc. Per il momento non ci saranno tour da headliner".
 
AVETE GIÀ DEL MATERIALE PRONTO PER IL VOSTRO PROSSIMO ALBUM?
"Johan scrive continuamente nuovi brani e posso dirti che parte del prossimo album è già pronto. Per ora però non voglio svelare nulla a riguardo".

QUAL È L’ULTIMO ALBUM CHE HAI COMPRATO E QUAL È L’ALBUM CHE TI HA DEFINITIVAMENTE FATTO INNAMORARE DEL METAL?
"L’ultimo album che ho comprato è ‘Lawless Darkness’ dei Watain, mentre il disco metal più importante della mia vita è senz’altro ‘Powerslave’ degli Iron Maiden. Dopo aver ascoltato quel disco ho deciso di lasciarmi crescere i capelli e di acquistare un basso".

SIAMO ALLA FINE… UN ULTIMO MESSAGGIO PER I NOSTRI LETTORI?

"Grazie per questa intervista. Per ulteriori informazioni, visitate www.trident666.com, www.myspace.com/tridentofficial o scrivete a trident@live.se. Up the Trident! 666".

4 commenti
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