SECTIONING DEATH – Pt. 8

Pubblicato il 05/04/2011

DEATH STRIKES BACK!

A cura di Luca Pessina

Siamo molto felici di essere riusciti a confezionare un nuovo appuntamento con Sectioning Death in tempi relativamente brevi! Del resto, le uscite non mancano e anche questa volta è stata nostra premura mettere assieme un trio di band abbastanza variegato, che va dagli italiani Warmblood – realtà sulla carta giovane, ma con anni di militanza nell’underground – agli ungheresi Depths Of Depravity, interessantissima formazione che rilegge il death metal sound statunitense con un piglio piuttosto tecnico e imprevedibile. Infine, spazio anche ai Defiled, storica band giapponese (sono attivi sin dal 1992) da poco tornata sul mercato con il valido "In Crisis". Come al solito, buona lettura e appuntamento tra qualche tempo. Sectioning Death ha in programma qualcosa di davvero speciale per il 2011, quindi tenete d’occhio queste pagine!

N.B. Tutte le interviste saranno sempre disponibili anche nel nostro archivio interviste.

DEPTHS OF DEPRAVITY – CLASSE UNGHERESE

A cura di Claudio Luciani

I Depths Of Depravity vengono dall’Ungheria e riescono ad arrivare alle nostre orecchie nonostante la loro nazione non offra un supporto tecnicamente adeguato per le varie scene musicali, in particolare quella death metal. Si tratta di un gruppo che ha volto il suo sguardo all’evoluzione, facendo della complessità la sua principale arma vessatrice, memori della lezione dei Suffocation e Cryptopsy; tuttavia, dopo un primo album all’insegna della tradizione, ed un secondo forse troppo sbilanciato sull’aspetto strutturale dei pezzi, riescono ad offrirci un terzo lavoro assai bilanciato in tutti gli aspetti che rendono appetibile un disco death metal: songwriting, suoni devastanti e assalto frontale ben diretto. Cari appassionati (e non), avete l’obbligo morale di seguire questa intervista e di procurarvi "Inspirritation"!



PARLATECI DELLA BAND: QUANDO E’ NATA? COME VI SIETE CONOSCIUTI? 

"Abbiamo iniziato nel 1996 con un diverso monicker. La formazione era composta da Peter Jakab (voce), Laszlo Spirk (chitarra) e Zsolt Menyhart (basso). Dopo pochi mesi abbiamo deciso di cooperare con un altra band locale, di nome Zombie Holocause. I loro batterista (Sagi Hubert) e chitarrista (Valentin Noszov) si unirono a noi in cambio di Peter (il nostro cantante), perché all’epoca gli ZH erano senza cantante. Questa formazione ha funzionato fino settembre 1998: registrammo un EP ma con questa formazione avevamo opportunità limitate, così abbiamo deciso di tornare alla formazione originale. All’inizio del 2000 David Gregus entrò nella band come batterista e iniziammo ad usare ‘Depths of Depravity’. Poiché nel periodo precedente avevamo registrato le parti di chitarra per un intero album, ci fu solo il bisogno di comporre e registrare le ritmiche per quello che è stato il nostro primo album ‘Into the Decay’, del 2002. Nelle settimane successive abbiamo fatto anche qualche data in giro e, soprattutto, molte prove, con il risultato del nostro secondo album ‘Insensible Extinct Mechanical World’ del 2006. Durante gli anni abbiamo avuto un altro cambio di formazione: Csaba Gurdon al posto di Zsolt al basso nel 2007. Infine, nel 2010 abbiamo registrato ‘Inspirritation’, il nostro ultimo album". 

 

PRESENTATE I VOSTRI ALBUM AI NOSTRI LETTORI ED INVOGLIATELI AD ASCOLTARLI! 

"2002: ‘Into the decay’ è stato autopubblicato e poi ripubblicato come contenuto bonus del nostro secondo album. Abbiamo scritto questo disco interamente a casa mia, cosa che ha coinvolto tutti i membri nella scrittura delle canzoni. Si sente ancora molto pesantemente l’influenza dei Suffocation. Oggi, se mi capita di ascoltare quel disco, mi interrogo sempre sul modo in cui scrivevo le canzoni all’epoca. 

2006: ‘Insensible Extinct Mechanical World’ – Terranis Productions. Con quest’album siamo migliorati molto, sotto tutti gli aspetti. Questo album ha rappresentato per noi una grande sfida poiché, essendo un concept, abbiamo dovuto comporre la musica conformandoci a testi già scritti. Ci abbiamo lavorato molto. Le canzoni sono molto particolari, avendoci noi inserito aspetti innovativi (per il nostro sound) come chitarre acustiche, armonie dissonanti e cambi di tempo insoliti. Gran parte della musica è nata in casa mia, con un maggior coinvolgimento degli altri ragazzi. L’unico limite che quest’album comporta è che, durante i concerti, non possiamo muoverci quanto vorremmo, poiché l’estrema complessità della musica ci impone di essere continuamente concentrati su di essa. Quest’album ci ha portato un po’ di stima in giro e aperto qualche porta… 

2010: ‘Inspirritation’ – Terranis Productions/Sevared Records. Prendendo spunto dalle esperienze precedenti, abbiamo provato a scrivere canzoni più agili da suonare, evitando però di limitarci a due accordi. Questa volta abbiamo scritto le canzoni in sala prove. Il tempo trascorso da questa pubblicazione non è molto ma abbiamo imparato già diverse cose: speriamo che ci sia un prossimo album dove poter avvantaggiarci di questo".LA VOSTRA NAZIONE NON E’ 

 

MOLTO FAMOSA PER LA SUA COMUNITA’ METAL. POTRESTE DESCRIVERCI LA SCENA UNGHERESE E, IN PARTICOLARE, LA SCENA DEATH? CI CONSIGLIERESTE QUALCHE NOME INTERESSANTE? 

"La scena metal è piccola ma esiste: qualche gruppo è decisamente noto in tutta Europa ma, onestamente, si tratta di musica che non m’interessa (ogni riferimento agli Ektomorf è puro caso, ndR). La scena death è anche più piccola: si fondano molti gruppi, ma si pubblicano pochi album. Noi siamo tra i pochi che hanno più di un LP! Un’altra grande band ungherese sono i Gutted: hanno appena pubblicato il loro terzo disco ed è buono, vale l’acquisto (tenete a mente!, ndR)". 

 

IL NOME DELLA BAND E’ LO STESSO DI UNA CANZONE DI "PIERCED FROM WITHIN" DEI SUFFOCATION: SONO PER VOI PIU’ DI UNA SEMPLICE ISPIRAZIONE? 

"Quando nel 2000 abbiamo cambiato il nostro nome in DOD, i Suffocation mi piacevano molto. Ovviamente mi piacciono ancora e possiamo dirci molto fortunati ad aver condiviso con loro un palco a Budapest. ‘Pierced From Within’ è per me il loro migliore disco al punto che, come detto, il nostro primo album risente molto della sua influenza. Quando siamo entrati per la prima volta in studio ce lo siamo portati dietro, dicendo che volevamo lo stesso suono!". 

 

IL VOSTRO ULTIMO ALBUM, "INSPIRRITATION", CI HA FATTO VENIRE IN MENTE I CEPHALIC CARNAGE, SPECIALMENTE PER L’APPROCCIO AUDACE AL SONGWRITING: POTREMMO DIRE CHE SI TRATTA DI UN GRUPPO CHE APPREZZATE? 

"Come detto prima i Suffocation sono stati una grande influenza per me, cui poi si sono aggiunti Cryptopsy e, appunto, Cephalic Carnage. Il primo album dei CC mi ha semplicemente impressionato: milioni di idee, cambi tra i riff, che puoi percepire come una sorta di caos, mentre le canzoni si dirigono verso una totale anarchia. Non sono riuscito ancora a togliere ‘Lucid Interval’ dal mio lettore CD perché quell’album non mi ha mai annoiato; stessa cosa accade coi Cryptopsy. Questi tre gruppi sono l’influenza più evidente per la nostra musica. Nei Cryptopsy ho sempre sentito un feeling jazz, specialmente in ‘And Then You’ll Beg’. Ci sono un sacco di persone cui non piace ‘Whisper supremacy’ a causa di Mike DiSalvo, ma secondo me era Lord Warm a non aggiungere alcun extra agli album in cui è presente, mentre Mike rendeva le parti vocali più aggressive. Mentre ‘None so Vile’ è un capolavoro di un gruppo death metal, ‘WS’ e ‘ATYB’ sono dischi più complessi, tali da ispirare – spero – l’intera scena death metal". 

 

LE VOSTRE CANZONI SONO TUTTE COMPLESSE E BEN STRUTTURATE: COME AVVIENE IL PROCESSO DI SCRITTURA DEI PEZZI? 

"Estremamente lento. Come dicevo, negli ultimi anni abbiamo scritto le nostre canzoni in sala prove. Le idee vengono, in qualche modo, e noi scriviamo ‘a parti’, che noi mettiamo insieme e, quando abbiamo abbastanza idee, la canzone è pronta. Per ‘Inspirritation’ avevamo pochi riff provenienti dalla scrittura dell’album precedente, ma alla fine non hanno trovato posto sul disco. Diciamo si formano in noi pezzetti di canzone finché non siamo in grado di adoperarli per scrivere un pezzo intero: perché è un processo così lento? Non ne ho idea. Per quest’album pensavamo che non sarebbe mai stato pronto: il suo titolo iniziale era ‘Inspiration Lost’…". 

 

QUALI SONO, SECONDO VOI, I PIU’ EVIDENTI SEGNALI DI EVOLUZIONE DAGLI ALBUM PRECEDENTI A QUEST’ULTIMO? 

"Le strutture sono diventate più dirette. Quest’album è stato scritto in sala prove (eddaje, ndR). Tutti noi assieme abbiamo contribuito a scriverlo, aggiungendo ognuno qualcosa, così abbiamo potuto creare qualcosa dal feeling ‘live’: queste canzoni risultano più potenti quando le suoniamo dal vivo. Ogni canzone, infine, ha una sua personalità, delle sue caratteristiche precise: non sai mai cosa succederà negli istanti successivi". 

 

POSSIAMO IMMAGINARE CHE SIATE FAN DELL’HEAVY METAL MOLTO APPASSIONATI: QUALI SONO I GRUPPI CHE VI PIACCIONO DI PIU’? QUALI INVECE I GRUPPI CHE ASCOLTATE DI PIU’ IN QUESTO PERIODO? 

"E’ impossibile fare una lista di tutti i gruppi che ascoltiamo. Negli anni ci siamo evoluti dall’ascoltare ‘solo’ death metal: per quanto mi riguarda, mi piace anche musica jazz/fusion e, generalmente, qualsiasi cosa sia jazz. Oggi come oggi sto ascoltando ‘Jupiter’ degli Atheist, e lo trovo molto bello". 

 

IL DEATH METAL E’ UN GENERE MUSICALE OSTILE E OFFRE POCHE SODDISFAZIONI ECONOMICHE: POTETE DIRCI SE RIUSCITE A VIVERE DELLA VOSTRA MUSICA OPPURE AVETE DEI LAVORI? E, SE SI’, QUALI? 

"Non riusciamo a vivere con quello che guadagnamo dalla musica, così ognuno di noi ha lavoro: manager della qualità, ingegnere elettrico, ecc.". 

 

CHE TIPO DI RAPPORTI INTRATTENETE COL VOSTRO PUBBLICO? VI PIACE TENERE CONTATTI CON I FAN VIA INTERNET, ECC.? 

"Non abbiamo un gruppo di fan molto grande. Di sicuro ce ne sono un po’ che incontriamo sempre alle esibizioni dal vivo ed alcuni di loro sono diventati nostri buoni amici. Per essere onesti, non siamo quel tipo di gruppo egoista che si comporta da stele affermate. Sulla nostra pagina MySpace pubblichiamo notizie solo ogni sei mesi, ma comunque non sono molti i gruppi che scrivono di continuo sui blog, ecc. Io, specialmente, non seguo nessuna band ora come ora: è sufficiente che sappia quando pubblicherà il prossimo album. Qualcuno ha scritto che siamo usciti dalla tana per pubblicare un disco dopo quattro anni… adesso ci ritorniamo per i prossimi quattro-cinque anni…". 

 

AVETE INTENZIONE DI FARE UN TOUR PER PROMUOVERE IL VOSTRO ULTIMO DISCO? VERRETE IN ITALIA? 

"Se ci saranno dei tour, saranno solo entro l’Ungheria, al momento non riesco a vedere opportunità tali da fare un tour internazionale. Non siamo mai stati a suonare in Italia, qualche volta ci piacerebbe venire. 

 

SPERIAMO DI VEDERVI PRESTO DAL VIVO, PER VEDERE COME I VOSTRI PEZZI FUNZIONANO. PRIMA DI FINIRE, VOLETE FARE UN SALUTO AI NOSTRI LETTORI? GRAZIE! 

"Grazie per l’opportunità, speriamo di non venire solo per una vacanza ma per suonare dal vivo!".

DEFILED – TRADIZIONE E FOLLIA

A cura di Luca Pessina


Chi non muore si rivede! Abbiamo proprio pensato questo quando ci è stata recapitata la copia promozionale di "In Crisis", nuova fatica dei Defiled! Dopo ben otto anni dall’ultimo "Divination" non speravamo ormai più di ascoltare qualcosa di nuovo dal gruppo giapponese, invece Yusuke Sumita e soci, grazie al supporto della Season Of Mist, ce l’hanno finalmente fatta, dando alle stampe un nuovo pulsante album di death metal che sposa numerose finezze tecniche con l’impatto dei primi anni ’90. Purtroppo queste domande sono state inviate via email a Yusuke ben prima che lo tsunami colpisse il Giappone, altrimenti sarebbe stata nostra premura chiedere al diretto interessato qualcosa in merito. Dovrete quindi accontentarvi di un’intervista prettamente "musicale", basata sul nuovo disco e su quanto i Defiled hanno sulla rampa di lancio per i prossimi tempi.

SONO TRASCORSI BEN OTTO ANNI FRA LA PUBBLICAZIONE DI "DIVINATION" E QUELLA DEL NUOVO "IN CRISIS". COME SPIEGHI QUESTA LUNGA PAUSA? IMPIEGATE MOLTO TEMPO A COMPORRE?
"No, a dire il vero, dopo la pubblicazione di ‘Divination’ il songwriting stava procedendo a gonfie vele. Purtroppo però dopo il 2004 abbiamo dovuto far fronte a dei cambi di lineup che hanno seriamente minato la stabilità della band. Ci è voluto del tempo per riorganizzarci e per trovare il giusto affiatamento".

PRESENTACI ALLORA IL NUOVO "IN CRISIS"…
"Il disco è stato registrato in Giappone e mixato e masterizzato a Los Angeles con la leggenda vivente Bill Metoyer. Le registrazioni vere e proprie sono iniziate addirittura nel 2008, ma purtroppo abbiamo commesso vari errori e fatto degli esperimenti che non sono andati a buon fine. Comunque, tutta la musica è stata composta da me. Ho anche curato i testi e l’idea dell’artwork".

COME PENSI CHE VI SIATE EVOLUTI RISPETTO A "DIVINATION"?
"Siamo sempre i Defiled, anche se ovviamente i nuovi membri hanno portato il loro stile all’interno delle composizioni. Tutto sommato, penso che il nuovo album suoni un po’ più old school rispetto ai precedenti, anche se non mancano i cambi di tempo e quelle soluzioni molto tecniche che sono da sempre uno dei nostri marchi di fabbrica".

HAI ACCENNATO ALLA PRODUZIONE DI BILL METOYER. PER QUALE MOTIVO VI SIETE RIVOLTI A LUI? È NOTO PER ESSERE UN PRODUTTORE DELLA VECCHIA SCUOLA…
"Sì, assolutamente, ed è proprio per questo motivo che lo abbiamo scelto. Come dicevo, questo disco è un po’ più tradizionale, quindi abbiamo pensato che sarebbe stato fantastico affidarlo a colui che ha lavorato su album come ‘Show No Mercy’ o ‘Hell Awaits’. È comunque una persona che si tiene costantemente aggiornata e che conosce il mondo del metal estremo".

IL VOSTRO SOUND È DA SEMPRE INFLUENZATO DALLA SCUOLA DEATH METAL STATUNITENSE, SEI D’ACCORDO? QUALI ALTRE INFLUENZE TI SENTIRESTI DI CITARE?
"All’inizio eravamo sicuramente influenzati da quella scena, ma oggi non più di tanto. Credo che i Defiled abbiano un loro stile… tutto sommato, i gruppi americani sono più catchy di noi, mentre quelli europei molto più melodici. Generalmente, cerchiamo di utilizzare riff death e thrash su strutture e progressioni ritmiche tipiche del progressive rock. I cambi di tempo sono frequenti e il lavoro di chitarra è spesso tutto fuorchè armonico, quindi non è semplice entrare subito in sintonia con la nostra musica. Non è raro leggere brutte critiche nei nostri confronti, ma la cosa non ci importa. Comunque, tornando alla tua domanda, le nostre influenze sono molto classiche. Citerei Slayer, Possessed, Nasty Savage, Revenant, Acrophet, Vital Remains, Incantation, Immolation, Cannibal Corpse, Deicide, Solstice, Monstrosity e Morbid Angel".

SIETE SPESSO ANDATI IN TOUR IN ASIA. COME È STATO SUONARE IN PAESI COME TAIWAN, LE FILIPPINE, SINGAPORE O IL VIETNAM?
"Si è trattato di esperienze fantastiche. La scena metal asiatica è in ottima forma… il problema è che spesso queste band fanno fatica a farsi notare nel mondo occidentale. In particolare, ci è piaciuto molto suonare in Vietnam. È stato molto difficile ottenere i permessi, ma siamo stati ricompensati… i fan da quelle parti sono caldissimi".

COSA PUOI DIRCI INVECE DELLA SCENA DEATH METAL GIAPPONESE?
"Anche questa sta vivendo un buon momento di salute. Credo che parecchie giovani band si faranno strada in Europa nel giro di un paio d’anni. Non mi sento di citarne qualcuna in particolare perchè non voglio fare un torto a nessuno, ma provate a dare uno sguardo al sito Metal Archives per farvi un’idea. Ad alcune di queste mancano ancora un po’ di costanza e un pizzico di professionalità, ma il livello si sta alzando in maniera esponenziale".

PENSI CHE IL GIAPPONE ABBIA INFLUENZATO IN QUALCHE MODO LA VOSTRA MUSICA?
"Non saprei… forse la tipica vita stressante giapponese ci porta a suonare questa musica strana (ride, ndR)!".

DOPO QUASI VENTI’ANNI DI CARRIERA, COME VEDETE LO SVILUPPO DELLA SCENA DEATH METAL INTERNAZIONALE?
"Penso che basti dare un ascolto al nostro nuovo album per capire come la pensiamo. Siamo un gruppo legato alla vecchia scuola… non ci ritroviamo tanto nelle sonorità attuali. Tuttavia, abbiamo rispetto per tutti: ognuno ha i propri gusti e finchè suona con passione e onestà non può che fare bene".

QUALI SONO I PIANI PER IL FUTURO DEI DEFILED? COSA POSSIAMO ASPETTARCI DA VOI?
"Saremo in tour in Europa assieme a Hate Eternal, Obscura e Beneath The Massacre nella tarda primavera. Vi invitiamo a venire a vederci quando saremo in Italia! Inoltre stiamo già pensando al prossimo album: le registrazioni sono già iniziate e di certo non dovrete attendere altri otto anni per ascoltare qualcosa di nuovo da parte nostra!".

CONOSCI QUALCHE BAND ITALIANA? HAI FAMILIARITÀ CON LA SCENA MUSICALE DEL NOSTRO PAESE?
"Certo, amo in particolare Bulldozer, Sadist, Natron e Hour of Penance… avete parecchie ottime band in Italia! E non va dimenticata la mitica scena progressive rock! Sono sicuro che sappiate di cosa sto parlando (ride, ndR)!".

WARMBLOOD – ISTINTO ANIMALE

A cura di Emilio Cortese

Tra le varie realtà interessanti nostrane sarebbe un peccato ignorare i lombardi Warmblood, usciti con il loro secondo album "Timor Mortis" già da qualche mese. Autori di un death metal brutale e "ignorante", che però risente anche dell’influenza di certo thrash metal – facente parte del background musicale dei ragazzi – abbiamo contattato i Wormblood via mail e di seguito vi riportiamo lo scambio di pareri avuto con loro sulla scena musicale e non solo.

CIAO RAGAZZI, E BENVENUTI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM. VISTO CHE E’ LA VOSTRA PRIMA INTERVISTA PER IL NOSTRO PORTALE, CHE NE DITE DI UNA BREVE PRESENTAZIONE DELLA VOSTRA BAND PER I NOSTRI LETTORI CHE NON VI CONOSCONO ANCORA?
"I Warmblood nascono nel 2002 dalle ceneri dei Lato Oscuro, band nata nel 1997 e dedita ad un death melodico di chiara influenza svedese. In principio la formazione comprendeva un bassista, un batterista e un chitarrista cantante, in seguito il bassista è stato sostituito da una seconda chitarra, questa operazione ha dato vita ad un nuovo modo di comporre e l’assenza del basso è diventata pian piano un nostro punto di forza, una delle nostre principali caratteristiche. Anche il genere si è modificato, da un death di matrice svedese siamo passati con il tempo ad un death molto più ‘americano’, non abbiamo tralasciato del tutto le parti melodiche ma le abbiamo sviluppate in maniera più personale inserendole in un contesto sicuramente più aggressivo e violento".

ORA CHE "TIMOR MORTIS" E’ SUL MERCATO, SIETE SODDISFATTI DI COME E’ VENUTO O, POTENDO, CAMBIERESTE QUALCHE PARTICOLARE?
"Siamo soddisfatti, credo che il prodotto suoni molto bene, non abbiamo ripensamenti per il momento".

LE LIRICHE DI "TIMOR MORTIS" SI BASANO SUI FILM DI LUCIO FULCI. VI ANDREBBE DI PARLARCI UN PO’ PIU’ NELLO SPECIFICO DI QUESTA COSA E I MOTIVI CHE VI HANNO SPINTO A PRENDERE QUESTA SCELTA, SICURAMENTE PARTICOLARE?
"Giancarlo, il chitarrista e cantante, è un ‘superfan’ di Lucio Fulci, conosce tutti i suoi film, che colleziona e conserva gelosamente. Quando ha fondato i Warmblood ha deciso di comporre le liriche ispirandosi ai film di Lucio, trovandoli veramente adatti per il sound che voleva ricreare. Sinceramente non siamo stati i primi a fare una cosa del genere, altre band in passato hanno dedicato alcune loro composizioni al grande regista purtroppo scomparso".

UNA COSA CHE HO APPREZZATO MOLTO NEL VOSTRO ALBUM SONO LE PARTI SOLISTICHE DI CHITARRA: OLTRE AD ESSERE CURATE E PRECISE DAL PUNTO DI VISTA TECNICO, TROVO CHE ABBIANO UNA CERTA INDOLE THRASH… E’ SOLO UNA MIA IMPRESSIONE O E’ QUALCOSA CHE AVETE CERCATO DI RIPRODURRE IN MANIERA VOLONTARIA?
"Nessuna scelta a tavolino, noi non siamo giovanissimi, attualmente ascoltiamo molto il brutal death tecnico di band come Decrepith birth o Necrophagist ma in passato eravamo grandissimi fan di gruppi come Megadeth, Testament e Coroner, ecco che nei nostri assoli certe influenze del passato tornano a farsi sentire e noi non vogliamo certo nasconderle".

A QUESTO PROPOSITO, SIETE AUTODIDATTI OPPURE AVETE STUDIATO MUSICA? CREDETE CHE PER SUONARE A CERTI LIVELLI SIA INDISPENSABILE UNA BUONA CONOSCENZA DI TEORIA MUSICALE?
"Studiare fa sempre bene, ma può essere un’arma a doppio taglio. Si deve stare attenti a non finire in un vicolo cieco, intendiamo dire che troppo spesso chi si dedica allo studio della teoria in maniera morbosa rischia poi di creare della musica preconfezionata, senza ‘anima’, preoccupandosi solo di mettere tutto al posto giusto: su questo accordo va quella scala, su quest’altro questo arpeggio e così via, rischiando di perdere istintività, creatività e impatto. In ogni caso tutti noi abbiamo studiato per un po’ di anni, Davide non solo continua a studiare in un’ottima scuola di Milano ma insegna a sua volta".

COME NASCE UN BRANO DEI WARMBLOOD? VI E’ UNA SOLA MENTE COMPOSITIVA O ESSENDO SOLTANTO IN TRE RIUSCITE A COMPORRE I VOSTRI BRANI TUTTI INSIEME?
"Giancarlo compone la parte strumentale, dopo di che viene arrangiata e ‘plasmata’ da tutta la band e in seguito, quando la parte musicale funziona, cioè quando tecnica, violenza e melodia trovano la loro giusta collocazione, e il tutto suona naturale e Warmblood al 100%, Giancarlo aggiunge le liriche".

UN PAIO DI DOMANDE PER ELENA: TU SEI UNA DELLE POCHISSIME DONNE CHE SUONANO DEATH METAL. INOLTRE SUONI UNO STRUMENTO, LA BATTERIA, CHE QUASI NESSUNA DONNA SUONA. SECONDO TE COME MAI? TU QUANDO HAI INIZIATO A SUONARE QUESTO STRUMENTO?
"La batteria è uno strumento molto fisico e fare death metal richiede molta energia. Non è ritenuto uno strumento ‘femminile’, ma non potrei suonare altro. La batteria è il cuore della band e io sono orgogliosissima di poterlo far battere. Ho iniziato a suonare a diciassette anni di nascosto dai miei genitori come se fosse una cosa di cui vergognarsi. Ho iniziato quasi per sfida ma poi ho capito che non sarei più riuscita a smettere".

TI CAPITA MAI DI NON SENTIRTI A TUO AGIO, MAGARI DURANTE QUALCHE CONCERTO, DOVE VI E’ QUASI SEMPRE UNA PREVALENZA DI PUBBLICO MASCHILE? C’E’ QUALCHE EPISODIO PARTICOLARE, O SIMPATICO, CHE TI ANDREBBE DI RACCONTARCI A QUESTO PROPOSITO?
"Ogni volta che suono dal vivo attiro l’attenzione sia dei colleghi che del pubblico e questo mi fa piacere e mi agita allo stesso tempo. Mi sento sempre messa alla prova. Quando chiamano ‘il batterista dei Warmblood’ per il soundcheck e mi presento io, scateno spesso qualche strano sguardo ma poi quando inizio a suonare tutto si sistema, il mio posto tra i batteristi è conquistato. Il pubblico è sempre stupendo con me e ogni volta mi dà la carica e mi sprona ad essere più potente ed energica, non mi vede solo come una donna ma come una musicista".

IN ITALIA, NEGLI ULTIMI ANNI, LA SCENA METAL (E IN PARTICOLAR MODO QUELLA DEATH METAL) E’ CRESCIUTA PARECCHIO. C’E’ QUALCHE GRUPPO CON CUI AVETE CONDIVISO QUALCHE ESPERIENZA O CHE IN GENERALE VI SENTIRESTE DI CONSIGLIARE AI NOSTRI LETTORI?
"Ascoltate tutto il metal italiano, ci sono band favolose. Se possiamo consigliarvi delle band in particolare non possiamo non citare Hour Of Penance, Septycal gorge, Vomit The Soul e Blasphemer".

RESTANDO IN ARGOMENTO DEATH METAL IN ITALIA, PUR ESSENDO LA QUALITA’ MEDIA DEI GRUPPI NOTEVOLE, NON CREDO SI POSSA PARLARE ANCORA DI UNA VERA E PROPRIA "SCENA", COME POTREBBE ESSERE, AD ESEMPIO, QUELLA POLACCA O QUELLA CANADESE. VOI COSA NE PENSATE?
"Di sicuro hai nominato delle scene che hanno dato e fatto molto per il nostro genere, e non si possono paragonare a realtà come la nostra, ma credo si possa iniziare a parlare di scena vera e propria anche da noi. Label molto importanti osservano con occhio attento quello che succede in Italia, Unique Leader ad esempio ha messo sotto contratto due delle band che abbiamo citato prima, questo denota che qualcosa si sta muovendo nella giusta direzione".

UNA LABEL COME LA PUNISHMENT 18 CREDO SIA MOLTO UTILE PER DARE VISIBILITA’ A TANTE REALTA’ ITALIANE COME LA VOSTRA. VOI COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON I RAGAZZI DELL’ETICHETTA?
"Conosciamo Corrado della Punishment da parecchi anni, tra l’altro ci aveva già aiutati con la distribuzione del nostro primo album. Siamo molto contenti di lavorare con lui, la Punishment 18 è un’ottima etichetta e sta facendo un gran lavoro promozionale".

BENE RAGAZZI, GRAZIE PER L’INTERVISTA, IL RESTO DELLO SPAZIO E’ A VOSTRA DISPOSIZIONE PER UN SALUTO AI NOSTRI LETTORI.
"Ciao ragazzi, grazie al supporto che date a noi e a tutto il panorama italiano, è molto importante, senza di voi il metal muore!".

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1 commento
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