SECTIONING DEATH – Pt. 9

Pubblicato il 07/06/2011

NO SUMMER FOR THE DYING

Introduzione a cura di Luca Pessina

L’estate si avvicina, ma non è nostra intenzione prenderci una pausa o dedicarci a musica più solare! Eccoci perciò a presentarvi un nuovo lotto di interviste a tre interessanti realtà underground death metal (e grindcore!). Partiamo con una band italiana, i Deadlystrain, che di recente ha rilasciato un debut album devastante per Sevared Records, e proseguiamo con i greci Progress Of Inhumanity, autori di un grindcore tanto "vecchio stampo" quanto curato ed efficace. Chiudiamo quindi con un’altra formazione nostrana – gli emiliani Hateful – che, dopo una lunga gavetta, si sono finalmente presentati al "grande" pubblico con il debut "Coils Of A Consumed Paradise", che mescola un sound statunitense tradizionale con diversi altri spunti. Insomma, una "puntata" all’insegna del metal estremo di casa nostra o comunque dell’Europa meridionale. Ennesima conferma che ormai certe sonorità sono tutto fuorchè prerogativa esclusiva di alcune nazioni. Come sempre, vi invitiamo a leggere le interviste e a contattare o supportare le band in questione… la crescita e la conservazione di questa scena musicale dipendono in gran parte dall’atteggiamento di voi fan e ascoltatori.

N.B. Tutte le interviste saranno sempre disponibili anche nel nostro archivio interviste.

DEADLYSTRAIN – UNO SFORZO MORTALE

A cura di Emilio Cortese

Un nome da tenere assolutamente d’occhio tra le realtà emergenti death metal sono i baresi Deadlystrain, autori del notevole "The Moltitude Of Beings": un disco brutale ma che al contempo rimane accessibile, molto piacevole all’ascolto, fresco e ispirato. Abbiamo contattato i ragazzi via mail e con Giorgio, il bassista della band, abbiamo scambiato quattro chiacchere e approfondito alcune curiosità riguardanti i Deadlystrain, un gruppo di cui speriamo di risentire parlare molto presto.

CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM. COMPLIMENTI PER "THE MOLTITUDE OF BEINGS"! CHE NE DITE DI UNA BREVE PRESENTAZIONE DEL VOSTRO GRUPPO AI NOSTRI LETTORI PER INIZIARE?
"Grazie per i complimenti! I Deadlystrain sono 4 ragazzi di Bari e provincia che suonano death metal. La band esiste dal 2003, ma l’attività live è iniziata solo nel 2007 dopo la pubblicazione della prima demo. Questa è la nostra formazione: Gaetano Cavallaro – voce, Nazareno Cosentino – chitarra, Giorgio Cavaliere – basso, Alberto Racanati – batteria".

COME SONO ANDATI FINO AD ORA I PARERI DELLA CRITICA SPECIALIZZATA AL VOSTRO ALBUM? E VOI SIETE SODDISFATTI DEL RISULTATO FINALE OPPURE, POTENDO, CAMBIERESTE QUALCOSA?
"I pareri che stiamo riscontrando sono molto positivi, questo ci fa molto piacere, ‘the Moltitude Of Beings’ è quello che i Deadlystrain sono stati nel recente passato, siamo assolutamente soddisfatti del risultato finale e non vorremmo cambiare niente del nostro album".

VI INTERESSANO LE OPINIONI DELLA STAMPA, E IN GENERALE DELLA GENTE, OPPURE PROSEGUITE DRITTO PER LA VOSTRA STRADA?

"Il parere della gente è sempre molto importante, se non piaci a nessuno sicuramente fai cagare! Quello della stampa secondo me un po’ meno: molto spesso i recensori si lasciano andare troppo a commenti soggettivi, cosa che non aiuta i lettori a capire bene di cosa si stia parlando".

QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE MUSICALI? ASCOLTANDO IL VOSTRO ALBUM MI SEMBRA UN BEL CONNUBIO TRA DEATH METAL MADE IN USA CON QUALCHE ACCENNO A DEATH METAL POLACCO. UN PO’ QUELLO CHE HANNO FATTO ANCHE I NOSTRI CONNAZIONALI HOUR OF PENANCE…
"Le nostre maggiori influenze vanno sicuramente cercate tra le band che hanno fatto la storia del death metal (Suffocation, Morbid Angel e Cannibal Corpse in primis). Se devo essere sincero, non trovo che i Deadlystrain possano essere accostati più di tanto alla scena polacca… Forse un pizzico di Vader…"

ULTIMAMENTE IN ITALIA STANNO EMERGENDO PARECCHIE BAND MOLTO VALIDE, VARIE DELLE QUALI PERALTRO PROVENIENTI PROPRIO DALLA PUGLIA COME VOI. PENSATE CHE SIA UN PO’ PRESTO PER PARLARE DI UNA VERA E PROPRIA "SCENA" OPPURE SECONDO VOI I TEMPI SONO MATURI?

"Credo che ormai i tempi siano maturi per considerare la scena Italiana al pari se non superiore a quella di molti altri paesi, le nostre band sono stimate e considerate specialmente al di fuori dei confini nazionali, anche se in pochi se ne rendono realmente conto".

QUAL E’ LA VOSTRA OPINIONE A RIGUARDO DELLA SCENA ATTUALE DEATH METAL, E VOI DOVE VORRESTE COLLOCARVI IN ESSA?

"Non credo che la scena death metal stia vivendo uno dei suoi momenti migliori, i nuovi dischi dei grandi del passato non soddisfano più come una volta e i nuovi gruppi ‘mainstream’ sono pieni di stronzate -core e roba del genere. Trovo che il death metal sia però ancora vivo nell’underground, dove fortunatamente c’è ancora chi lo fa come deve essere fatto. Mi piacerebbe collocare nel prossimo futuro i Deadlystrain come una di quelle band che ha imparato la lezione del passato e l’ha applicata nel presente senza necessariamente suonare come si faceva 20 anni fa".

UNA LABEL ATTENTA – SOPRATTUTTO PER QUEL CHE RIGUARDA IL DEATH METAL – COME LA SEVARED RECORDS, STA METTENDO SOTTO CONTRATTO MOLTE BAND NOSTRANE. VOI COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON I RAGAZZI DELL’ETICHETTA?

"Dopo la stampa autoprodotta del nostro EP ‘Extinction’ abbiamo deciso di cercare una buona label che potesse aiutarci a far conoscere la nostra musica, la Sevared è stata la migliore tra quelle che ci hanno proposto un contratto".

COME NASCE UN BRANO DEI DEADLYSTRAIN? AVETE UNA MENTE COMPOSITIVA OPPURE COMPONETE TUTTI INSIEME IN SALA PROVE?

"I nostri brani nascono principalmente grazie al nostro chitarrista Nazareno, c’è però da dire che nei Deadlystrain non esiste nessun leader, i nostri pezzi sono la combinazione delle idee di tutti e quattro, niente è riempitivo, la nostra musica è esattamente quello che vogliamo".

COSA CI POTETE DIRE A RIGUARDO DELLA COVER DEL VOSTRO ALBUM? CHI SI NE E’ OCCUPATO E CHE COSA RAPPRESENTA?
"La cover dell’album è stata disegnata da Marco Hasmann (ex chitarrista dei Blasphemer), ed è una nostra rappresentazione del racconto di Lovecraft ‘Le Montagne Della Follia’. I passi nella neve sono quelli degli esploratori Dyer e Danforth".

COSA CI POTETE DIRE INVECE A RIGUARDO DELL’ATTIVITA’ LIVE? AVETE UN TOUR IN PROGRAMMA?
"Per adesso non abbiamo nessun tour in programma, purtroppo ad oggi non è possibile fare un tour a questi livelli senza svuotare il proprio portafogli. Per adesso preferiamo partecipare ad eventi e fest singoli".

QUALI SONO I VOSTRI PROGETTI PER I FUTURO IMMEDIATO E DOVE VORRESTE INVECE VEDERE I DEADLYSTRAIN TRA, DICIAMO, CINQUE ANNI?

"Sicuramente continuare a promuovere la nostra musica in sede live e contemporaneamente lavorare alla stesura dei brani per il prossimo disco, cosa che abbiamo già iniziato a fare… Deadlystrain tra 5 anni? Speriamo di diventare un punto di riferimento per la scena e magari anche per tutti gli appassionati di death metal".

BENE RAGAZZI, ABBIAMO TERMINATO CON L’INTERVISTA, GRAZIE PER IL TEMPO CHE CI AVETE DEDICATO. LE ULTIME PAROLE FAMOSE?
"Ti ringrazio per lo spazio e l’intervista, invito tutti a visitare le nostre pagine su MySpace (www.myspace.com/deadlystrain) e Facebook! Un saluto a tutti i lettori di MetalItalia!".

PROGRESS OF INHUMANITY – FACCIA TOSTA E IDEE CHIARE

A cura di Mariano Somà


Fa estremamente piacere parlare con musicisti consapevoli, orgogliosi, ma anche pronti a mettersi in discussione: è quello che è trasparso dall’intervista coi grinders greci Progress of Inhumanity, il cui esordio "Escalating Decay", sotto The Spew Records, nella sua eccellenza, lascia il segno e riporta l’etichetta lombarda ai "fasti che furono", quelli di fine anni Novanta. Per i Progress of Inhumanity, attitudine, dunque, e coscienza dei propri mezzi: questi i punti cardinali della musica della band greca, dedita ad un grindcore, seppur di vecchia scuola, mai noioso e scontato. Sentiamo cosa i Nostri hanno da dirci…

CIAO RAGAZZI! PER MOLTI DEI NOSTRI LETTORI SIETE UNA BAND PIUTTOSTO RECENTE; PER CUI, QUESTO E’ IL MOMENTO D’UNA DOMANDA TIPICA E RITUALE: QUANDO E DOVE SIETE NATI?
"I Progress of Inhumanity si sono formati nell’inverno del 2006. Tutti noi eravamo amici, anni prima ancora che mettessimo in piedi questa realtà. Il nostro proposito era ed è ancora quello di suonare un grindcore grezzo e selvaggio".

"ESCALATING DECAY" E’ UNO DEI MIGLIORI DEBUT ALBUM CHE IO ABBIA SENTITO NEGLI ULTIMI ANNI! E’ INCREDIBILMENTE SPONTANEO, NONCHE’ ESTREMAMENTE RADICATO IN QUELLO CHE E’ IL PIU’ "TRUE" GRINDCORE DI VECCHIA SCUOLA! SONO PASSATI DIVERSI MESI DALLA RELEASE: SIETE ANCORA SODDISFATTI O VI PIACEREBBE POTER CAMBIARE QUALCOSA?
"Grazie per le belle parole, fa davvero piacere sapere che la gente apprezza quanto facciamo. Al di là dell’album in sè, siamo veramente soddisfatti del risultato ottenuto e, considerando la situazione in cui eravamo coinvolti, ogni cosa è andata alla grande e, per forza di cose, ci siam presi il nostro tempo… Se volessimo cambiare qualcosa, comunque, sarebbe solo nell’ordine della tracklist".

NELLA VOSTRA FORMAZIONE NON C’E’ UN BASSISTA: E’ UNA SCELTA FORZATA O LIBERA E PER MOTIVI ARTISTICI?
"Si potrebbe dire che sia una scelta libera, perchè, agli inizi della band, proprio non riuscivamo a trovare nessuno adeguato alla situazione, abbiam anche fatto diverse ricerche e provini, ma, ogni volta, ci sentivamo come se qualcosa non funzionasse. Non ci interessava se la gente si sarebbe dovuta sorbire una band senza basso, volevamo andare avanti… anche facendo concerti come power trio, mentre componevamo il CD, allo stesso tempo. Ora come ora, abbiamo Bill (il chitarrista dei Vulnus) al basso e, ufficialmente, possiam definirci un quartetto."

I VOSTRI TESTI CONTENGONO UN SACCO DI PROVOCAZIONI CONTRO IL MODERNO SISTEMA SOCIO-CULTURAL-POLITICO: PENSATE DI MANTENERE PER SEMPRE QUEST’APPROCCIO LIRICO? SIETE DELL’IDEA CHE IL GRINDCORE DEBBA NECESSARIAMENTE AVERE QUESTO TIPO DI TESTI?
"Non potremmo scrivere su mutilazioni o Satana o cose così, ci sono elementi nella vita quotidiana che fanno ben più paura. In tempi d’incertezza come quelli d’oggi, tutto questo è qualcosa a cui possiamo ispirarci. Poi, per noi, viene molto più naturale scrivere quel tipo di lyrics, piuttosto che scrivere di cose che non abbiamo mai provato sulla nostra pelle. Probabilmente continueremo in questa direzione, aggiungendo sempre più personalità al tutto. Il grind è una forma d’espressione libera ed ognuno può parlare di qualunque cosa."

LA VOSTRA MUSICA E’ PROFONDAMENTE RADICATA NEGLI ANNI OTTANTA: IN UN MOMENTO IN CUI IL GRINDCORE STA DIVENTANDO SEMPRE PIU’ SPERIMENTALE O SPINTO VERSO IL DEATH METAL, VOI RESTATE ESTREMAMENTE ANCORATI AGLI STILEMI DEL GENERE ED ESEGUITE IL TUTTO EGREGIAMENTE. VI PIACCIONO, COMUNQUE, ANCHE LE BAND DALLE SONORITA’ PIU’ "NUOVE" O VI RITENETE FAN DI ROBA ESCLUSIVAMENTE SULLA LINEA DI NAPALM DEATH, NAUSEA, TERRORIZER, EXTREME NOISE TERROR…?
"Cazzo se ci piace la roba più sperimentale! Ci piacciono le band che hanno la volontà d’osare, d’evolvere il suono e creare qualcosa di unico; come ascoltatori, negli ulimi due-tre anni, abbiam sentito alcuni dischi niente male che ci hanno fatto veramente andare fuori! Per noi ci sono due tipi di musica: buona e cattiva ed i nostri gusti musicali spaziano pressochè su qualunque ambito. Abbiamo deciso di suonare questo genere in questo modo perchè ne avevamo le palle piene di tutte ‘ste menate plasticose che escono oggi come oggi…".

COM’E’ IL VOSTRO PUBBLICO? PIU’ METALLARI O PIU’ PUNK/HARDCORERS? FRA LE DUE CATEGORIE, CHI PREFERITE AVERE DAVANTI AL PALCO?
"Per lo più nel pubblico abbiamo gente proveniente dall’ambito punk ed hardcore, ma non mancano i metallari… Ci piace quest’idea d’incrociare i due ambiti, fare qualcosa che rompa i confini fra d’essi, in modo da poter suonare per entrambi. In verità, non abbiamo preferenze, l’importante è che ci sia un bel macello nel pit. Amiamo quest’idea d’avere più elementi di riferimento in un singolo concerto: in questo modo, ognuno è benvenuto. Dopotutto, la musica è per tutti…".

A CAUSA DELLE ORIGINI MUSICALI ED ATTITUDINALI PROVENIENTI DAL PUNK E DALL’HARDCORE, NON POCHE GRIND BAND HANNO E DIMOSTRANO UN CERTO IMPEGNO IN AMBITO SOCIALE E POLITICO. ANCHE PER VOI E’ COSI’?
"L’unico impegno che abbiamo è quello legato ai nostri lavori che facciamo ogni giorno. I Progress of Inhumanity non fan riferimento a nessun movimento sociale o partito politico, ma non per ignoranza, bensì per scelta: utilizziamo il grindcore come un mezzo per fare rumore e, allo stesso tempo, comunque, avere un certo messaggio è qualcosa d’importante per noi."

AL MOMENTO AVETE UN CONTRATTO CON L’ETICHETTA ITALIANA THE SPEW: CHE COSA VI ASPETTATE DA QUESTO DEAL? DOVE SUONERETE NEL CORSO DI QUESTO 2011? STATE GIA’ SCRIVENDO NUOVI PEZZI?
"Da questo contratto, non aspettiamo altro che un’onesta promozione e distribuzione, insieme alla possibilità di fare il maggior numero di concerti possibile; a parte queste cose, chiediamo enormi quantità di erba italiana, pasta e donne (ride, ndR)! Al momento abbiamo già una decina di nuove canzoni su cui stiamo lavorando, in modo d’avere già una base per il nostro secondo disco. Non abbiamo ancora pianificato alcun concerto, ma presto renderemo note le nostre prossime date per promuovere in giro il nostro disco d’esordio".

HATEFUL – UMILTà E ATTITUDINE

A cura di Mariano Somà

Provenienti dal cuore del Nord-Italia, nell’Emilia Romagna, gli Hateful sono un terzetto dedito al death metal fin dalla fine dello scorso millennio.Grazie ad una distribuzione Sevared ed una co-produzione fra alcune underground label, da qualche tempo è uscito il loro primo disco, "Coils of a Consumed Paradise", un album oscuro e violento, da cui emergono forti le atmosfere di Morbid Angel ed Hate Eternal, in un’ottica made in Italy.Recenti firmatari per la meneghina The Spew Records, i nostri, al momento, possono godere d’una buona distribuzione e nuove ambizioni per il futuro, il tutto alla luce d’una maturità e consapevolezza che traspare dalle parole di Daniele "Danny" Lupidi, cantante, bassista e fondatore della band, qui di seguito intervistato.

PER MOLTI FAN DEL DEATH METAL, GLI HATEFUL SONO UNA BAND PIUTTOSTO "NUOVA": IN VERITA’, IL PROGETTO DEGLI HATEFUL E’ RADICATO GIA’ NELLA FINE DEGLI ANNI NOVANTA. VORRESTI DIRCI QUALCOSA IN PIU’ IN MERITO?
"Sì, in effetti la band ha mosso i suoi primi passi nel 1997, ma posso dire che fino al 2002 circa eravamo dediti ad un death metal molto più semplice e ‘doom’ oriented. Successivamente abbiamo cercato di migliorarci costantemente e di proporre qualcosa di molto più articolato e personale, fino all’uscita di ‘Coils of a Consumed Paradise’".

PROPRIO IL VOSTRO ALBUM D’ESORDIO, "COILS OF A CONSUMED PARADISE", SOTTO THE SPEW, DOPO UNA DISTRIBUZIONE CURATA DALLA STATUNITENSE SEVARED RECORDS, VEDEVA ANCHE LO ZAMPINO DELLA MITICA UNDERGROUND LABEL HORRORS OF YUGGOTH. MOLTI, IN ITALIA, PER I PIU’ SVARIATI MOTIVI, HANNO CONOSCIUTO IL SUO PROPRIETARIO, ANDREA "BABU" MALFATTO, TRAGICAMENTE SCOMPARSO NELL’ESTATE 2010. PERSONALMENTE ERO MOLTO LEGATO A QUESTO RAGAZZO E, CONSIDERANDO LA VOSTRA SITUAZIONE, SIA UMANA, SIA COME BAND, MI SIETE PARSI LE PERSONE MIGLIORI PER INTRODURRE AI LETTORI LA VITA E IL VOSTRO APPROCCIO CON LUI…
"Per noi è stata una perdita gravissima. E’ venuta a mancare una delle persone di cui ci fidavamo maggiormente, sia dal punto di vista umano che musicale. Babu è stato uno dei primi a credere in noi, tengo a precisare infatti che l’album non è uscito per The Spew (con la quale abbiamo firmato per il secondo disco), ma è stato prodotto da noi con il supporto promozionale di Babu e H.O.Y. Vorremmo davvero fosse qui per condividere ancora tanti bei momenti. Personalmente penso che la sua morte sia stato uno shock per moltissima gente, io non mi sarei mai aspettato nulla del genere. Si parlava spesso dei problemi quotidiani, nel suo caso anche pesanti, ma un epilogo del genere….. RIP, Brother".

LA COPERTINA DEL DISCO E’ OPERA TUA, DANIELE: SONO VERAMENTE POCHI GLI ARTISTI CON UN ORIZZONTE CREATIVO COSI’ COMPLETO, O QUASI, IN GRADO DI VARIARE DALLA COMPOSIZIONE GRAFICA, A QUELLA MUSICALE. TU COME TI REPUTI IN QUESTO SCENARIO? A CHI TI SEI ISPIRATO PER PRODURRE L’ARTWORK? HAI DEGLI ARTISTI PARTICOLARI CHE VORRESTI FAR CONOSCERE?

"I miei studi sono sempre stati di tipo artistico, così come il mio lavoro. Per me è stato naturale approcciarmi alla realizzazione della copertina, avendo ben presente le immagini che si susseguivano nella mia testa durante la creazione delle liriche. Ho quindi semplicemete seguito il mio istinto senza cercare ispirazione in altri artisti, anche se personaggi come Fussli, Fuchs, Klinger, Kubin, Dalì ed altri sono stati importanti nella formazione di un mio gusto visivo personale".

GLI HATEFUL PROVENGONO DALL’EMILIA ROMAGNA: DOPO L’AREA BRESCIANA ALL’INIZIO DEL 2000, DOPO IL TORINESE FRA IL 2005 ED IL 2008, PARREBBE CHE IL CENTRO CATALIZZATORE ITALIANO DELLA SCENA DEATH-GRIND NOSTRANA SI SIA SPOSTATO DALLE VOSTRE PARTI. ALCUNI MESI FA, A COMACCHIO, UN PICCOLISSIMO PAESINO EMILIANO, SON PASSATI ADDIRITTURA I MALIGNANCY; DA QUALCHE TEMPO, INOLTRE, CON INIZIATIVE COME IL LOWLANDS DEATHFEST ED IL CHROMIUM, CERTE REALTA’ SEMBRANO SPICCARE FUORI PIUTTOSTO FACILMENTE E COINVOLGERE SEMPRE PIU’ PERSONE. CONSIDERANDO IL FATTO CHE VOI VIVETE DA QUELLE PARTI, RESPIRATE QUELL’ARIA E CONOSCETE LA ZONA CERTAMENTE MEGLIO DI ME, COME GIUSTIFICATE QUESTA PARTICOLARE FLORIDITA’ PER IL DEATH METAL DALLE VOSTRE PARTI (CI SONO ANCHE OTTIME BAND, QUALI LOGIC OF DENIAL, HATRED, MURDER THERAPY…)?
"Le band che hai citato sono validissime, io aggiungerei anche Unbirth, Xipe Totec, Uncreation e Shadowfost! Non saprei rispondere questa volta: di sicuro ci sono molti ragazzi che suonano a buon livello e la situazione locali non è disastrosa come in altre zone. Al di là di questo però, non parlerei di situazione particolarmente florida. Anche qui bisogna sudare sangue per farsi ascoltare, purtroppo."

SUONATE UN DEATH METAL FORTEMENTE RADICATO NEGLI ANNI NOVANTA, DAL QUALE, COMUNQUE, EMERGE FORTEMENTE LA VOSTRA PERSONALITA’. DAL MOMENTO CHE LA VOSTRA STORIA E’ PIUTTOSTO LUNGA, AVETE SEMPRE SUONATO QUESTO GENERE? INOLTRE, A LIVELLO GENERALE, COME CONSIDERATE LE EVOLUZIONI CHE IL DEATH METAL STA PRENDENDO?
"Sono contentissimo della tua descrizione! Infatti il nostro sound è sicuramente radicato negli anni Novanta, ma abbiamo lavorato tanto per renderlo più personale. Non è semplice ‘spiegare’ il nostro stile al pubblico; infatti i recensori hanno citato i nomi più disparati, a dimostrazione delle molteplici influenze, soprattutto ‘inconsce’. Non abbiamo mai preso un gruppo in particolare come riferimento, vogliamo semplicemente seguire la nostra ispirazione! Personalmente faccio fatica a trovare qualcosa di nuovo che mi entusiasmi, gran parte dei gruppi sono semplici fotocopie. Mi sembra che poche giovani leve ragionino con la propria testa."

NEGLI ULTIMI ANNI, MOLTI RAGAZZI S’APPROCCIANO ALLE NOSTRE AMATE SONORITA’ ESTREME PARE ABBIANO MESSO SUL LORO PODIO D’ASCOLTI LE COSIDDETTE OLD SCHOOL DEATH METAL BANDS. DA SEGUACE DEL GENERE DA TEMPO, POSSO DIRE CHE NON HO MAI SENTITO PRONUNCIARE COSI’ TANTO LA PAROLA "OLD SCHOOL" COME NEGLI ULTIMI DUE-TRE ANNI: PER ME, GENTE COME IMMOLATION, INCANTATION, DEAD CONGREGATION ETC. FACEVANO E FANNO DEATH METAL – SENZ’AGGIUNTA ALCUNA!! INEVITABILMENTE, VISTI GLI INGREDIENTI MUSICALI CHE, COME HATEFUL, AVETE, ANCHE VOI SIETE STATI "BOLLATI" COL MARCHIO "OLD SCHOOL" PIU’ D’UNA VOLTA. COSA NE PENSI E QUAL E’ LA TUA/VOSTRA VISIONE IN MERITO?
"Sinceramente, non credo che gli Hateful facciano parte di un movimento ‘old school’. Ultimamente se una band non propone brutal death o roba ipertecnica viene automaticamente etichettata come ‘old school’, ma che credo che le nostre influenze siano ben più vaste. Neanche io capisco bene il bisogno di ‘revival’ a tutti i costi che si intuisce ascoltando alcune nuove band. Spesso si tratta di materiale molto valido che però, purtroppo, non brilla di luce propria e non è in grado di competere con quello di chi quelle sonorità le ha create."

QUALI SOGNI VORRESTE REALIZZARE COME BAND?
Danny: "Cose molto concrete, in realtà: continuare a comporre e registrare la musica che ci piace senza dover seguire nessun trend o corrente, suonare live in misura maggiore (possibilmente anche all’estero)… in definitiva divertirci ancora un po’! In particolare mi piacerebbe aprire un concerto per Morbid Angel o Carcass!".

GRAZIE PER LA CHIACCHIERATA ED IL TUO TEMPO. MICROFONO APERTO: SALUTI, SHOUTS OUT, INSULTI, RINGRAZIAMENTI… SPAZIO LIBERO! IN BOCCA AL LUPO PER OGNI COSA CHE HAI/AVETE A CUORE!
"Grazie per le domande spassose ed originali; di sicuro diverse da quelle delle interviste ‘convenzionali’. Ringraziamo anche Clod e The Spew Records per la fiducia accordataci….. faremo del nostro meglio! Ricordo a tutti che il nostro cd ‘Coils of a Consumed Paradise’ è disponibile, così come le t-shirts, all’indirizzo www.hatefulstore.bigcartel.com. Seguiteci su www.myspace.com/hatefuldeathmetal per news, samples e date! Stay sick!".

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