Speciale: ANDRE MATOS – The music carries on

Pubblicato il 14/09/2019

Lo scorso 8 giugno, giunge come un fulmine a ciel sereno la notizia dell’improvvisa scomparsa di Andre Matos, cantante brasiliano che nell’arco della sua carriera ha saputo conquistare tanti appassionati di metal grazie principalmente ad una serie di capolavori pubblicati con gli Angra, il gruppo insieme al quale è diventato celebre nel mondo, ma che lo ha portato a realizzare poi diversi progetti, specialmente dopo la separazione dalla band. Nonostante questa prematura scomparsa, Andre ci ha lasciato dunque una discografia di assoluto rispetto, oltre ad un numero consistente di partecipazioni per cui, ricorrendo quello che sarebbe stato il suo quarantottesimo compleanno, abbiamo pensato di ripercorrerla tutta, constatando, ancora una volta, l’enorme vuoto che ha lasciato.
Questo speciale, che abbiamo scelto di far uscire il giorno del compleanno di Matos, raccoglie dunque recensioni scritte nel corso degli anni da larga parte della redazione passata e presente di Metalitalia.com, oltre ad alcune altre inedite, scritte per l’occasione da Andrea Raffaldini, Carlo Paleari, Elio Ferrara, Federico Orano e Roberto Guerra.

Gli esordi con i Viper
Nato a San Paolo, in Brasile, nel 1971, Andre Matos comincia ad interessarsi di musica sin da bambino, studiando principalmente il pianoforte, ma cominciando a dedicarsi anche al canto. A circa tredici anni lo troviamo già nella sua prima band, i Viper, con i quali registra prima un paio di demo nel 1985 e poi un full-length, “Soldiers Of Sunrise” nel 1987.

“Che Andre Matos fosse un talento fuori dal comune lo si poteva intuire fin da subito” (CONTINUA)

Nel 1988 collabora all’album “Seeds Of Destruction” dei Vodu, cantando nel brano “Nothing To Lose” e occupandosi delle backing vocals. Intanto l’attività dei Viper prosegue e nel 1989 è già pronto un demo, al quale seguirà l’album “Theater Of Fate”.

“A distanza di due anni dal buon debutto “Soldiers Of Sunrise”, il 10 Ottobre del 1989 i brasiliani Viper riescono a dare alle stampe “Theater Of Fate” (CONTINUA)

Gli Angra
Dopo la pubblicazione dell’album, Matos decide di lasciare la band e di concentrarsi sugli studi: consegue dunque il diploma di direzione d’orchestra e di composizione, studiando altresì canto lirico e pianoforte. Tuttavia, il metal non è stato dimenticato, così nel 1991 fonda gli Angra. In quel periodo si registra una collaborazione con gli Skyscraper nel 1992, in un demo intitolato “Captain Frog”, nel quale canta i cori in due tracce e suona le tastiere nella titletrack.
La priorità adesso sono però gli Angra, con i quali realizza un demo in cassetta nel 1993, intitolato “Reaching Horizons”, al quale segue lo stesso anno l’album di debutto, “Angels Cry”.

““Angels Cry” è un disco che segna in maniera indelebile la storia del power metal e della musica dura in generale”  (CONTINUA)

Gli ottimi riscontri di questo capolavoro lanciano gli Angra, la cui discografia di quegli anni è fitta e copiosa: ricordiamo l’EP “Evil Warning”, uno split con gli Eldritch, il “Live Acoustic at FNAC” (originariamente pubblicato solo in Francia) e varie uscite più ufficiose che ufficiali, fino al secondo full-length, “Holy Land”.

“È il 1996, gli Angra sono degli eroi all’interno del genere che spopola maggiormente tra i defender, il power metal, e sono attesi al varco” (CONTINUA)

 

“Un noto detto recita: ‘Bisogna battere il ferro finchè è caldo’. Ecco quindi che, dopo l’immediato successo ottenuto con “Angels Cry” e ancora freschi del lancio di “Holy Land”, i brasiliani Angra decidono di pubblicare anche un EP, intitolato ‘Freedom Call’CONTINUA

“Registrato il 15 novembre del 1996 a Parigi, “Holy Live” rappresenta una perfetta istantanea di una band in assoluto stato di grazia”  CONTINUA

“Nella seconda metà degli anni Novanta gli Angra erano al massimo del loro successo, ma qualcosa stava iniziando ad incrinarsi” CONTINUA

Diverse sono le collaborazioni cui Matos prende parte in quegli anni. Ricordiamo la partecipazione ai cori in “The Last Day”, un demo degli Henceforth di Hugo Mariutti; nel 1997, canta in “Perfil Siniestro” e suona le tastiere in “La Saga”, due tracce incluse in “Manifiesto”, ultimo album dei Nepal di Beto Vazquez (nello stesso album suona un assolo anche Kiko Loureiro); canta i cori nell’album “Younique” dei Superior; collabora anche con gli italiani Time Machine, per i quali canta in “I Believe Again”, nell’EP “Secret Oceans Part 2”, traccia poi inclusa nel successivo album “Eternity Ends”.

Lo split dagli Angra, gli Shaman e nuove collaborazioni
Negli Angra tuttavia le cose non funzionano più e la band si spacca praticamente in due: da una parte, stanno i due chitarristi Kiko Loureiro e Rafael Bittencourt insieme al manager; dall’altra Andre Matos, Ricardo Confessori e Luis Mariutti, che decidono di lasciare la band e formano gli Shaman. Intanto Matos, sempre più ricercato, trova il tempo per altre collaborazioni. Realizza nel 2000 un demo intitolato Equinox sotto il moniker Looking-glass-self, in pratica con i Sieges Even; nello stesso anno canta nel brano “The Speech”, incluso nell’album “Inside The Eyes” dei Karma (dove tra l’altro suonava pure Felipe Andreoli che poi, di lì a breve, entrerà negli Angra); inoltre, canta nei brani “Bem-Aventurados” e “Terra” nell’album “A Leste Do Sol, Oeste Da Lua” dei Sagrado Coraçao Da Terra.
Nel 2001 esce il suo progetto con Sascha Paeth, chiamato Virgo, segno zodiacale comune ad entrambi.

“La nostra musica non ha niente a che fare con l’Heavy Metal, ma è Rock puro e semplice, arricchito con influenze che variano dal Pop al Soul, da elementi Mediterranei a loop elettronici contemporanei”  CONTINUA

Nel frattempo, esce un demo degli Shaman, band formata con gli altri due ex compagni negli Angra, Ricardo Confessori e Luis Mariutti, assieme al fratello di quest’ultimo, Hugo e subito viene avviato un tour che anticipa l’album. Intanto, Matos partecipa al nuovo progetto di Tobias Sammet, una metal opera destinata ad un grande successo, nella quale interpreta l’elfo Elderane.

“In un periodo in cui il power metal sembra in costante calo di popolarità e idee…” CONTINUA

 

““The Metal Opera II”, uno dei come-back più attesi dell’anno nella scena del power melodico europeo, a nome Avantasia, vede finalmente la luce, e segue ancora il trademark tipico del debutto” CONTINUA

Nel 2002 esce finalmente l’album di debutto degli Shaman, intitolato “Ritual”,   a cui fa seguito un live.

“Sono passati solo pochi mesi dalla pubblicazione di “Rebirth”, ultimo album dei rinnovatissimi Angra, ed ecco che i transfughi Andre Matos, Luis Mariutti e Ricardo Confessori fanno il loro ritorno sulla scena con questo “Ritual” CONTINUA

“Un solo disco in studio alle spalle per gli ex Angra Matos, Mariutti e Confessori può sembrare veramente poco per giustificare l’uscita di un live album” CONTINUA

Non mancano neanche in questo periodo tante collaborazioni: nell’album “Planetude” degli Holy Sagga, Matos canta nel brano “Fight For Survival”; lo ritroviamo anche con Luca Turilli nell’album “Prophet Of The Last Eclipse”, nel brano “Demonheart” (bonus track della versione digibook). Nel 2003 interpreta il personaggio di Tyran nella metal opera “Aina”; canta poi in due brani nell’album “Los Poetas Han Muerto” degli spagnoli Avalanch, ovvero nella titletrack e in “Madre Tierra”; compare inoltre in un live dei Dr.Sin, “10 Aňos Ao Vivo”. L’anno successivo canta in un brano di “Ties Of Blood” dei Korzus, intitolato “Evil Sight”; con i Thalion incide “Follow The Way”, inclusa tuttavia come bonus track solo per la versione giapponese del loro album “Another Sun”. Nel 2005 tornano gli Shaman con l’album “Reason”.

“Cambio di nome per i brasiliani Shaman, la band di Andre Matos nata dallo split con gli Angra, che a causa dell’esistenza di una omonima formazione ha dovuto cedere il moniker e modificarlo leggermente in Shaaman” CONTINUA

Sempre nel 2005, esce la versione in inglese dell’album degli Avalanch, adesso intitolato “Mother Earth”; partecipa ai cori in “Consign To Oblivion” degli Epica e collabora ancora una volta con gli Henceforth, cantando nel brano “IQU”. L’anno successivo canta in “Kamisama”, traccia inclusa nell’album “Deep” degli Eyes Of Shiva.

Il periodo solista
Intanto, decide di lasciare anche gli Shaman e di intraprendere una carriera solista. Il primo lavoro di questo nuovo corso s’intitola “Time To Be Free”.

“Dopo lo split con gli Shaman, Andre Matos ritorna sulle scene in veste solista sbattendo in copertina faccia e nome” CONTINUA

Nel 2007 c’è un primo riavvicinamento ai Viper, con i quali registra “Love Is All”, brano incluso nell’album “All My Life” e compare anche nel dvd pubblicato l’anno successivo “Live At Manifesto”, un DVD realizzato per l’Official Fan Club. Con gli argentini Tren Loco registra due canzoni per l’album “Venas De Acero”, ovvero la title-track e “Acorazado Blegrano” e compare anche in un dvd di Irmandade Do Blues.
Nel 2009 è la volta del secondo album solista, “Mentalize”.

“Archiviati gli Shaaman Andre Matos sembra ormai dedicare i propri sforzi principalmente al suo progetto solista” CONTINUA

La sua partecipazione, anche per dare prestigio ai propri ospiti, è sempre più richiesta: ricordiamo quelle con i Clairvoyants nell’album “Word To The Wise”, dove ha cantato una cover di “Hallowed Be Thy Name” degli Iron Maiden; con gli HDK di Amanda Somerville, nell’album “System Overload”, nel quale canta in “Request” e in “Fight Or Flight”; con i Krusader nell’album “Angus”, dove canta in “The First Warrior”; con il compositore brasiliano Corciolli, ospite nel dvd (pubblicato nel 2010) “Lightwalk Live At Auditorio Ibirapuera”.
Nel 2010 torna anche il progetto Avantasia, che vede coinvolto ancora una volta Andre Matos.

“Sono passati solo due anni dall’ultimo capitolo targato Avantasia…” CONTINUA

Oltre all’album, Matos partecipa anche all’intero tour che ne segue, dal quale viene tratto il DVD “The Flying Opera – Around The World In 20 Days Live”.

“Che Tobias Sammet fosse un uomo delle sorprese lo si sapeva” CONTINUA

Intanto, il musicista brasiliano viene coinvolto in un nuovo progetto, messo in piedi da Timo Tolkki, i Symfonia.

“Cosa si sarà inventato Timo Tolkki questa volta? Dopo i vari tentativi (più o meno riusciti) che ha fatto di restare sulle scene, anche il fan più accanito ha perso la bussola” CONTINUA

Nel 2012 esce quello che di fatto rimarrà il suo ultimo album solista, “The Turn Of The Lights”.

“L’impressione, ascoltando il nuovo album di Andre Matos “The Turn Of The Lights”, è che si sia rotto qualcosa, che si sia ‘spenta la luce’” CONTINUA

Il singer brasiliano non manca di fare qualche ospitata qua e là: lo ritroviamo con i Trick Or Treat nell’album “Rabbits’ Hill Part 1”, dove canta in “Prince With A 1000 Enemies” e l’anno dopo nell’album “Cyclings” degli Empurios, dove compare nella canzone “Ove The Fire”.

Gli anni più recenti
Nel 2015 c’è un ulteriore, deciso, riavvicinamento ai Viper, tanto che lo ritroviamo nel DVD “To Live Again – Live In Sao Paulo”.

“La band può fare sfoggio di una grinta e di una ritrovata passione che difficilmente ci si sarebbe aspettati, abbinate ovviamente a delle doti esecutive indiscutibili”  CONTINUA

Nel 2016 collabora ancora una volta ad un progetto italiano, ovvero gli Art X di Gabriele Bernasconi.

“Sotto il neonato monicker di Art X si cela un lussuoso progetto solista capitanato da Gabriele Bernasconi” CONTINUA

Nel 2017, invece partecipa all’album “The Second Big Bang” dei Soulspell, nel quale canta in ben quattro brani.
L’anno dopo si riformano gli Shaaman, che si ripresentano per una serie di concerti e, a quanto pare, di recente, si comincia anche a parlare di un tour di reunion con gli Angra. Lo scorso 2 giugno, in occasione della data a San Paolo dell’Avantasia Moonglow tour, torna a duettare sul palco con Tobias Sammet: quella sarà la sua ultima esibizione dal vivo.
Non potremo mai sapere cos’altro sarebbe stato capace di fare se non fosse scomparso così prematuramente. Quello che possiamo dire, a fronte di una già così vasta discografia, è che se Matos come artista ha saputo imporsi e farsi apprezzare in tutto il mondo pur provenendo dal Brasile (perchè spesso risulta ancora più difficile ai gruppi provenienti dal Sud America di riuscire ad emergere al di là del proprio continente), questo è stato frutto anche di un talento sopraffino e di una preparazione musicale a 360°, che lo ha portato a mescolare nel metal musica latina, ritmi amazzonici, musica classica, che lo ha portato a confrontarsi con musicisti prog, blues, di musica brasiliana e così via. Lo abbiamo visto coinvolto in tantissimi progetti, sia come ospite, sia come protagonista e anche lasciando le sue band principali per inseguire nuove idee, alla fine si è riavvicinato a tutte, ai Viper, agli Shaaman, poi, come è stato rivelato dai suoi ex compagni, perfino agli Angra, dove la separazione era stato davvero traumatica e dolorosa. Impossibile dunque prevedere in quale direzione lo avrebbero portato il suo estro e il suo talento. Una cosa sola è certa: ci manchi, Andre. R.I.P.

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