Spotify: il CEO Daniel Ek, “Non si possono più fare dischi ogni tre o quattro anni e pensare che basti”

Pubblicato il 04/08/2020

Le principali testate musicali e non solo riportano da alcuni giorni delle dichiarazioni controverse del CEO di Spotify, Daniel Ek. Nel corso di un’intervista rilasciata a Music Ally, infatti, Ek ha espresso il suo parere sui bassi introiti che i musicisti ottengono dallo streaming, sulla crisi del settore causata dal Covid-19 e sullo stato dell’arte nell’industria. Riportiamo di seguito l’intera parte “incriminata”:

“E’ abbastanza interessante che mentre la torta diventa sempre più grande, e più e più persone possono avere la loro fetta, tendiamo a focalizzarci su un numero molto limitato di artisti. Oggi, sul mercato, ci sono milioni e milioni di artisti. Ciò che si tende a riportare è che le persone sono scontente, ma molto raramente vediamo qualcuno che ne parla….da quando esiste Spotify non penso di aver mai visto un artista dire pubblicamente ‘Sono soddisfatto degli introiti che ottengo dallo streaming’. In privato lo hanno fatto molte volte, ma in pubblico non sono incentivati a dirlo. Inequivocabilmente, però, i dati dicono che ci sono sempre più artisti che riescono a vivere dei soli guadagni derivanti dallo streaming.
C’è una fallacia narrativa qui, combinata col fatto che ovviamente alcuni artisti che avevano successo una volta potrebbero non averne altrettanto sugli scenari futuri, dove non si può fare un disco ogni tre o quattro anni e pensare che sia sufficiente. Gli artisti che oggi ce la fanno capiscono che si tratta di coinvolgere i fan. Si tratta di mettersi al lavoro, di creare uno storytelling attorno all’album e intrattenere un dialogo continuo coi fan.

Molti artisti hanno manifestato profondo dissenso rispetto a queste affermazioni. Mike Mills dei R.E.M. ha sintetizzato la loro posizione in un unico, sintetico statement su Twitter:

Mike Portnoy e Dee Snider hanno invece definito Daniel Ek un avaro che sta sottraendo una grossa parte dell’introito che gli artisti dovrebbero ricevere dai diritti d’autore:

 

Tobias Sammet di AVANTASIA ed EDGUY ha criticato il fatto che “Spotify non paga quasi nulla gli artisti”:

‪Spotify owner says musicians should work harder and faster to survive? He's worth 4 billions, doesn't create stuff…

Pubblicato da Avantasia su Martedì 4 agosto 2020

Jack Garratt e Zola Jesus, entrambi rappresentati di una giovane generazione di musicisti, si sono espressi in modo analogo, anche se più articolato:

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