Le principali testate musicali e non solo riportano da alcuni giorni delle dichiarazioni controverse del CEO di Spotify, Daniel Ek. Nel corso di un’intervista rilasciata a Music Ally, infatti, Ek ha espresso il suo parere sui bassi introiti che i musicisti ottengono dallo streaming, sulla crisi del settore causata dal Covid-19 e sullo stato dell’arte nell’industria. Riportiamo di seguito l’intera parte “incriminata”:
“E’ abbastanza interessante che mentre la torta diventa sempre più grande, e più e più persone possono avere la loro fetta, tendiamo a focalizzarci su un numero molto limitato di artisti. Oggi, sul mercato, ci sono milioni e milioni di artisti. Ciò che si tende a riportare è che le persone sono scontente, ma molto raramente vediamo qualcuno che ne parla….da quando esiste Spotify non penso di aver mai visto un artista dire pubblicamente ‘Sono soddisfatto degli introiti che ottengo dallo streaming’. In privato lo hanno fatto molte volte, ma in pubblico non sono incentivati a dirlo. Inequivocabilmente, però, i dati dicono che ci sono sempre più artisti che riescono a vivere dei soli guadagni derivanti dallo streaming.
C’è una fallacia narrativa qui, combinata col fatto che ovviamente alcuni artisti che avevano successo una volta potrebbero non averne altrettanto sugli scenari futuri, dove non si può fare un disco ogni tre o quattro anni e pensare che sia sufficiente. Gli artisti che oggi ce la fanno capiscono che si tratta di coinvolgere i fan. Si tratta di mettersi al lavoro, di creare uno storytelling attorno all’album e intrattenere un dialogo continuo coi fan.“
Molti artisti hanno manifestato profondo dissenso rispetto a queste affermazioni. Mike Mills dei R.E.M. ha sintetizzato la loro posizione in un unico, sintetico statement su Twitter:
Music=product, and must be churned out regularly, says billionaire Daniel Ek.
Go fuck yourself. https://t.co/zJjl3NWjLl
— Mike Mills ? (@m_millsey) July 31, 2020
Mike Portnoy e Dee Snider hanno invece definito Daniel Ek un avaro che sta sottraendo una grossa parte dell’introito che gli artisti dovrebbero ricevere dai diritti d’autore:
(2/2) I have 8 full album releases in 2020 & will make PEANUTS on them (if anything at all…) So his theory of artists needing to make MORE music to succeed is shit! F-@eldsjal & F-@Spotify! Support THE ARTISTS DIRECTLY if you want them to be able to continue to make music…?
— Mike Portnoy ? (@MikePortnoy) August 3, 2020
While you (the listener) benefit & enjoy spotify, it's part of what's killing a major income stream for artist/creators. The amount of artists "rich enough" to withstand this loss are about .0001%. Daniel Ek's solution is for us to write & record more on our dime?! Fuck him! https://t.co/IpPy7QCQWB
— Dee Snider (@deesnider) August 1, 2020
Tobias Sammet di AVANTASIA ed EDGUY ha criticato il fatto che “Spotify non paga quasi nulla gli artisti”:
Jack Garratt e Zola Jesus, entrambi rappresentati di una giovane generazione di musicisti, si sono espressi in modo analogo, anche se più articolato:
You just cannot demand so much of artists and work them to exhaustion and then also tell them they aren’t outputting enough music to suit your business model. I took all the time I needed to make my second album. I’ll do it again and again if I need to.
— Jack Garratt (@JackGarratt) August 1, 2020
it is extremely clear that @Spotify billionaire daniel ek has never made music, or art of any kind for that matter. he refuses to understand there's a difference between commodities and art. the potential for cultural growth will suffer because of it.
— ZOLA JESUS OF TSUSHIMA (@ZOLAJESUS) July 30, 2020
Voi cosa ne pensate?

