STIGMA: “Concerto For The Undead” traccia per traccia!

Pubblicato il 15/03/2010

STIGMA

"Concerto For The Undead"

1.Chop His Head Off!
2.Prove You Are a Man!
3.…And They Died Happily Ever After!
4.A Monstrous Feeling
5.The Undertaker
6.What About a Terror Ride
7.3000 Years and Still Keeping it Real
8.A Grave Situation
9.Beat Me Maestro, Eight to the Dead!
10.Doctor Skeleton

Registrato e mixato presso i Fear Studio da Jona Weinhofen
Mixato da Scott Atkins (Behemoth, Sylosis, Cradle Of Filth)
Artwork a cura di Andrea Berton di Corefolio Design (Black Dahlia Murder, Winds Of Plague)

Stefano "Glad" Ghersi – Voce
Andrea Bailo – Chitarra
Flavio Magnaldi – Basso
Stefano Ghigliano – Batteria

"Concerto For The Undead" verrà pubblicato il 30 Aprile 2010 dalla Pivotal Rockordings.

A cura di Riccardo Plata

Dopo un esordio coi fiocchi, c’erano grandi aspettative per il comeback dei piemontesi Stigma, i quali erano chiamati a confermare quanto di buono fatto sentire con "When Midnight Strikes!". Ad aumentare l’attesa, una produzione di rilievo internazionale firmata da Jona Weinhofen (chitarrista dei Bring Me The Horizon), un paio di ospiti a sorpresa quali Jamie Hope (ex-The Rod Shore) e Jon Hunt (Dead To Fall) ed un concept d’effetto ispirato ai fumetti Tales From The Crypt, per un disco che, fin dal primo ascolto, potremmo tranquillamente definire…"da paura"!

Chop His Head Off!

E’ una risata da tunnel dell’orrore ad aprire la prima traccia, ma tempo pochi secondi ed è già ora di fare sul serio: rullante e piatti a dettare i tempi, un riffing death doppiato da armonizzazioni di heavy classico e la consueta alternanza tra screaming e growl ci catapultano nel migliore dei modi nelle atmosfere di "Concert For The Undead", prima di un break centrale assassino in cui anche il basso si ritaglia la sua parte tra uno stacco core e l’altro. Ottima partenza e scapocciamento assicurato già dal primo ascolto, con un coro da cantare a squarciagola anche in sede live.

Prove You Are a Man!

Un riff dilatato che sembra suonato direttamente dal violinista in copertina apre in maniera sinistra ma accattivante il primo singolo, che poi esplode all’improvviso come una scheggia impazzita in tempi dispari, con un assolo dissonante ed un tentacolare pattern di batteria; nello stacco centrale fanno la loro comparsa i classici breakdown ed un breve assolo di stampo classico, ulteriore preludio ad una coda nuovamente sghemba, in cui l’unico appiglio è rappresentato dalla linea melodica posta in apertura e dal cantato di stampo hardcore. Non facile al primo ascolto, ma la melodia portante entra lentamente nel cervello per non uscirne più, così come l’ottimo lavoro alla sei corde e alle pelli.

…And they Died Happily Ever After!

Partenza lanciata anche per la terza traccia, song abbastanza lineare rispetto alle precedenti in cui la batteria detta tempi veloci e le chitarre si trovano ad inseguire macinando riff e assoli senza sosta, mentre lo screaming acido non concede tregua alle orecchie dell’ascoltatore. Meno brillante rispetto al duo di canzoni posto in apertura, ma headbanging comunque assicurato per tutta la durata del pezzo.

A Monstorous Feeling

Riffoni stoppati e ritmiche squisitamente metalcore introducono il quarto episodio, un roccioso mid-tempo in cui a dominare la scena è la sezione ritmica, mentre la chitarra alterna stop and go di stampo core ad assoli swedish death fulminanti. L’utilizzo epico dei cori risolleva un po’ le sorti del pezzo, che ad un primo ascolto risulta tuttavia uno dei più anonimi.

The Undertaker

Giunti a metà tracklist si riparte a tutta velocità con la canzone del becchino, perfetta anche come theme dell’omonimo wrestler dela WWE. Un riff incendiario apre il pezzo, sorretto anche stavolta da un’impalcatura ritmica mostruosa e da hook melodici assassini, in grado di esaltare a dovere i fan dei vark Unearth, As I Lay Dying e Darkest Hour.

What About a Terror Ride

Partenza lenta per la corsa del terrore, un mid-tempo maligno in cui breakdown e stop ‘n go sfociano poi in un coro semplice ma efficace; altro episodio un po’ amonimo, ma utile per tirare il fiato tra una corsa e l’altra.

3000 Years and Still Keeping it Real

Si torna a viaggiare a velocità Mach 3 con la settima traccia, in cui ritroviamo mitragliate di doppia cassa e rullante, riff death metal e assoli fulminanti a profusione, accompagnati da una prestazione maiuscola dietro il microfono, con un’alternanza lancinante di growling e screaming vocals; ottimo pezzo, paragonabile per intensità ai migliori Neaera!

A Grave Situation

Partiture intricatissime caratterizzano la traccia numero otto, in cui le chitarre, ben supportate da una sezione ritmica sempre sopra la righe, inanellano una serie infinità di riff e assoli che trovano naturale sbocco in una coda più melodica; se il prog-core esiste come genere, di sicuro canzoni come queste meritano di diritto di farne parte!

Beat Me Maestro, Eight to the Dead!

Altro giro altro regalo, e che regalo! La batteria non finisce mai di stupire, dispensando pattern poliritmici da urlo, mentre le chitarre inanellano giri melodici perfetti per accompagnare chorus catchy ed esaltanti come vuole la tradizione swedish core. Qualche breakdown al punto giusto per spezzare la tensione (e qualche braccino) prima delle fulmine ripartenze e voilà, ecco servito un altro pezzo destinato a non fare prigioneri sotto palco.

Doctor Skeleton

Niente adagi né allegro ma non troppo: per chiudere il loro concerto dell’orrore i nostri conoscono solo un andamento, quello della mazzata nei denti puntualmente recitata nella traccia che chiude l’album, forse un po’ meno ispirata rispetto alle precedenti ma comunque dotata di un buon assolo e del solito, devastante, impatto. 

1 commento
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.