STRATOVARIUS – "ELYSIUM" Ear Music/Edel In uscita il 18/01/2011
Darkest Hours 04:11 Under Flaming Skies 03:52 Infernal Maze 05:33 Fairness Justified 04:21 The Game Never Ends 03:54 Lifetime in a Moment 06:39 Move the Mountain 05:34 Event Horizon 04:24 Elysium 18:07
Il nuovo disco degli Stratovarius "Elysium" si presenta come una delle uscite più importanti ed attese di questo nuovo anno per lo meno in ambito metal melodico, Metalitalia.com non si è fatta sfuggire l’occasione di ascoltare in anteprima l’imminente fatica della band finlandese e vi presente un breve track by track con doppio commento alle varie tracce che compongono il disco da parte nostra e del virtuoso tastierista della band Jens Johanson.
DARKEST HOURS – Music Kupiainen, Lyrics Kotipelto.
Jens Johanson “Ecco un mid-tempo diretto, sfacciato vagamente poppeggiante per via di un’accordatura che si utilizza normalmente nella musica pop, ideale come apertura per il viaggio che rappresenta questo album. Il testo non l’ho scritto io ma se dovessi interpretarlo direi che ha a che fare con amari rimpianti e il venirne sopraffatti. L’inizio è subito di presa, poi segue un bel ritornello da canticchiare mentre guidate la vostra auto. Queste influenze Abba sono spazzate via dall’ingresso dell’assolo di chitarra molto tecnico e difficile, condito da acrobazie di tastiera le cui armonie e tonalità scivolano in un modo che Wagner avrebbe apprezzato; dopo questa parte quasi caotica il pezzo come per miracolo approda dolcemente ad una nuova chiave trasposta e si è catturati da quel ritornello ricco di speranza, nel quale ci si può perdere nuovamente. Un viaggio compatto di quattro minuti nella speranza, attraversando le acque della disperazione”.
Mid-tempo dinamico in linea con i precedenti singoli firmati Stratovarius, coronato da linee vocali e scelte melodiche azzeccate. La struttura è classica e semplificata con strofa minimale e crescendo fino all’apertura del ritornello memorizzabile sin dalle prime battute. Efficacia garantita! Ottimo inizio.
UNDER FLAMING SKIES – Music Kupiainen + Kotipelto. Lyrics Kotipelto.
Jens Johanson “Qui abbiamo una pop song un po’ più complessa, incentrata su un argomento serio. Non mi piace interpretare le liriche che non ho scritto personalmente perché non vorrei travisarne il senso, tuttavia mi sembra si parli della piccolezza dell’uomo in rapporto alle maestose forze della natura. Un argomento di grande attualità di questi tempi, e un qualcosa che fa parte della prospettiva degli Stratovarius da molti anni. Musicalmente posso chiaramente distinguere le parti composte da Timo e quelle da Mattias, suppongo infatti che le parti più heavy siano ad opera di quest’ultimo, mentre Timo si è occupato degli elementi melodici. Un’altra pop song con una parte centrale cattiva e vagamente epica, sembra quasi evocare immagini della nostra casa, la terra, che è rigida ma allo stesso tempo ci sostiene e ci nutre”.
Ritmiche da subito accelerate per un’ottima power metal song che, aperta da una strofa minimale con Lauri in evidenza, rallenta nel bridge per poi ripartire a tutta velocità con il ritornello in doppia cassa sparata. Il pezzo mantiene una struttura piuttosto semplice e diretta, ma a garantire la pregevole resa sonora è soprattutto la piacevole linea vocale del refrain portante, sorretta da una prima parte corale dalla quale si erge imperiosa l’ugola di un ritrovato Kotipelto.
INFERNAL MAZE – Music Kupiainen, Lyrics Kotipelto
Jens Johanson “Questa canzone è una delle mie preferite in assoluto dell’album. Qui abbiamo linee melodiche pulite, dinamismo e un buon bilanciamento tra familiarità e novità. La canzone ha una struttura con scale larghe, medie e piccole con un senso ben preciso, almeno per me. Alcune soluzioni come lo sviluppo melodico del brano hanno i piedi piantati nel diciassettesimo secolo e anche nel metal vecchio stampo. C’è anche una lunga sezione strumentale con assoli della durata di più di un minuto nel mezzo che vi terrà sull’attenti. Che Matias sia riuscito a gestire e far star bene tutto questo in soli quattro minuti e mezzo di canzone è quasi un miracolo. Ah, se solo il power metal nel mondo fosse come questa canzone! Matias mi ha detto che originariamente il testo e la canzone stessa erano connessi con il lungo pezzo finale “Elysium”. Ancora, non voglio mal interpretare le liriche ma sembra che trattino di rimpianti su brutte cose vissute in passato e del senso di colpa che puoi sentire come un luogo di tormento senza via di fuga”.
Una delle tracce più belle ed interessanti dell’intero album; diretta nel ritornello velocissimo, giocato sui falsetti di Kotipelto, ma allo stesso tempo progressiva nell’introduzione soffusa e nella parte centrale dedicata agli assoli in cui si mette in luce la coppia Kupiainen-Johanson su scale neoclassiche.
FAIRNESS JUSTIFIED – Music Kupiainen, Lyrics Kotipelto.
Jens Johanson “Una più semplice e lenta canzone, un buono stacco dopo tutto il tumulto armonico che ha aperto l’album. Essa ha una parte aperta e un buon assolo dove Matias può confortevolmente rilassare le gambe dopo la maratona corsa sul terreno misto delle prime tre canzoni. Si tratta di un assolo rilassato che tuttavia sarebbe insanamente difficile da comporre e suonare per chiunque altro. Le liriche invece sembrano quelle di una buona, vecchia canzone d’amore”.
Un mid-tempo atmosferico che presenta nella strofa ben interpretata e nel bellissimo solo firmato Kupiainen le caratteristiche della ballata. Frena gli entusiasmi un ritornello sinfonico con botta-e-risposta tra Kotipelto e il coro, statico e ripetitivo.
THE GAME NEVER ENDS – Music e Lyrics Jens Johanson
Jens Johanson“Questa è una delle due canzoni che ho scritto per questo disco, è un pezzo veramente semplice quasi privo di cambi di tempo che possano romperlo o intasarlo. Ho creato l’insano suono dell’assolo nel mezzo (un flusso ininterrotto delle sedicesime note) quasi casualmente, all’inizio, e poi ha iniziato a piacermi. Sono rimasto estremamente sorpreso quando Matias mi ha mandato una mail dicendomi che aveva raddoppiato le chitarre in quella parte perché quelle partiture di tastiere non è possibile suonarle con una sola chitarra. Si sarà concentrato per una mezz’ora invece di farsi una pausa caffè guardando un film e contemporaneamente vincere una partita di ping-pong. Il ragazzo è solo un folle musicista. Riguardo ai testi ho semplicemente copiato e incollato ciò che avevo scritto a Timo qualche tempo prima riguardo ai titoli delle canzoni. Di seguito le parole: erano in qualche modo solo una raccolta di suoni inglesi che sembravano adattarsi alla melodia che ho estratto da profondi pensieri sulla gioia che la musica porta alle persone, mischiata con un pizzico di tristezza, una sfumatura del ‘Non Omnis Moriar’ che la Szymborska così spesso tocca nei suoi poemi… O forse semplicemente ricordo male o non ricordo tutto… Forse era un testo sulla figa!”.
Pezzo molto semplice, diretto e lineare che si mantiene su ritmiche piuttosto veloci e presenta gradevoli linee vocali ben assestate su un tessuto tipicamente power-neoclassico. Senza strafare né esaltare “The Game Never Ends” rappresenta un piacevole intermezzo tra due canzoni più elaborate in grado di accontentare soprattutto i fan di vecchia data.
LIFETIME IN A MOMENT – Music e Lyrics Lauri Porra.
Jens Johanson “Questo è un pezzo veramente potente che arriva dalla mano di Lauri. Ci sono meno cambi di tempo rispetto alle tracce precedenti e questo rende il tutto piuttosto limpido, coinvolgente e dalla forma pulita. Il testo è perlopiù incentrato su un forte sentimento di sconfitta senza descrivere nulla di concreto. E’ una scrittura in stile haiku e insieme alla musica il tutto diventa ammaliante e abbastanza intenso. Pensandoci qui scriverei solo sei parole su questa canzone: ‘I like it quite a lot!’”.
Roccioso mid-tempo articolato, arioso e rilassato nella bellissima strofa interpretata alla grande da un Kotipelto sempre più espressivo. Il refrain portante invece è impostato su una struttura corale statica, ridondante e volutamente ripetitiva che pare ben inserita nel contesto ma allo stesso tempo rappresenta una sorta di zavorra ad una canzone che avrebbe meritato un miglior ritornello.
MOVE THE MOUNTAIN – Music e Lyrics Jens Johanson
Jens Johanson “Questa è l’altra mia canzone, anch’essa semplice nella forma ma giocata su un tempo inferiore rispetto alla precedente. E’ solo una canzone scritta girando attorno a tre idee melodiche molto semplici. Forse non è abbastanza lenta per essere considerata una ballata, mentre le liriche questa volta parlano di quanto sia breve la vita, della sconfitta e di come andare avanti”.
Ballata semplice ed efficace, sufficientemente arzilla ed ispirata nella strofa e nel refrain principale. La seconda parte di canzone ci regala un pregevole assolo di Johanson che punta tutto sull’atmosfera, e una coda malinconica tipicamente finlandese capace di gettare ulteriore brillantina su un pezzo ben fatto.
EVENT HORIZON – Music Kupiainen, Lyrics Kotipelto
Jens Johanson "Dopo alcune tracce lente e più contemplative qui torniamo a schiacciare il pedale metal con una cavalcata di power speed metal neoclassico di Matias che ci prepara al finale infuocato dell’ultima canzone. Chiunque sia fan dell’heavy metal e abbia ascoltato le pietre miliari del genere (io sono fra questi), si sentirà a suo agio ascoltando questo pezzo e lo capirà, ma rimarrà anche sorpreso dalla freschezza di alcune soluzioni. Ancora Matias ritorna nella parte centrale a giocare su partiture complesse con assoli e giravolte strumentali. I testi sembrano incentrati sull’odioso e misterioso fenomeno fisico dei buchi neri… una singolarità fisica che ha fatto crollare lo spazio e la gravità stessa, che ha una superficie attorno a sé chiamata orizzonte eventuale che divide tutto ciò che è ‘il Mondo’ da ciò che non lo è. Ma secondo la nostra familiare scala umana anche noi abbiamo orizzonti nel senso originale della parola… Orizzonti che semplicemente possono dividerci da altre terre".
Ritorno al power neoclassico con doppia cassa serrata e le velocissime scale neoclassiche della coppia Kupiainen-Johanson. Le scelte melodiche sono per la verità piuttosto abusate, ma chi apprezza questo tipo di sonorità saprà esaltarsi una volta di più sulle ritmiche terremotanti di Jorg Michael e sugli acuti di Kotipelto.
ELYSIUM – Music Kupiainen Lyrics Kupiainen + Kotipelto.
Jens Johanson “Ecco la mostruosa canzone che per me rappresenta il cuore dell’intero album, un pezzo piuttosto difficile da digerire avendo una durata che supera i diciotto minuti. E’ divisa in tre parti, tutte caratterizzate da umori e direzioni stilistiche differenti, dove spicca l’ultima parte lenta che è veramente epica e coronata da bellissime soluzioni melodiche, ascoltandola capirete cosa intendo. Matias finisce questa parte e l’intera canzone con un assolo infuocato ad ampio respiro molto lirico in cui riesce a lanciarvi nella stratosfera con mano ferma. Spero di non interpretare male il testo, ma mi sembra chiaro che un disastro è successo a qualcuno che ancora una volta ritrova la via passando dalla disperazione alla speranza. In effetti ho notato che neppure questa volta sono riuscito a scrivere molte righe, ma non è perché non trovo interessante il pezzo, solo non mi piace scrivere molto sulla musica… Credo che essa parli da sola senza bisogno di troppe spiegazioni, ma i nostri bravi collaboratori dell’etichetta me lo hanno chiesto questo e io, che oggi ho del libero, l’ho fatto. Comunque i diciotto minuti della canzone “Elysium”, sono qualcosa di veramente epico; un’altra delle mie canzoni preferite dell’album”.
Il pezzo più lungo (diciotto minuti circa), articolato e coraggioso dell’intero album, se non dell’intera carriera degli Stratovarius. Un metal melodico e progressivo dalle tinte sinfoniche caratterizza un inizio lento ed atmosferico che cresce fino all’esplosione del primo ipotetico refrain portante, caratterizzato da un’entrata e da scelte melodiche tutt’altro che banali. Dopo una parte centrale strumentale, il pezzo riparte da una strofa di roccioso classic metal cui subentra il secondo ritornello giocato questa volta su gradevoli e più immediate melodie power-neoclassiche. A parte qualche forzatura di troppo nello stacco fra la prima e la seconda parte, l’impressione lasciata da questo mastodontico brano è largamente positiva, lasciando intravedere ulteriore potenziale col crescere degli ascolti. Degno di menzione anche il bellissimo finale, dapprima lento e criptico come un’oscura ballata e infine epico e maestoso come nella migliore tradizione Stratovarius.
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