SYSTEM OF A DOWN: Serj Tankian risponde a Daron Malakian, “La pausa della band è colpa mia, ma vi racconto com’è andata”

Pubblicato il 14/07/2018

In seguito all’intervista rilasciata a Kerrang! con cui Daron Malakian imputava all’atteggiamento poco conciliante di Serj Tankian l’attuale stato dei SYSTEM OF A DOWN, il cantante della band ha voluto rispondere con un suo comunicato significativamente intitolato “Confessions about SOAD by Serj Tankian“.

Eccone il contenuto:

Siamo degli stronzi estremamente fortunati ad avere dei fan che vogliono che la nostra raffazzonata cricca di disadattati pubblichi un disco dopo tutti questi anni, visto che i tempi lo richiederebbero. Questo ha naturalmente generato numerosi pettegolezzi attorno alla band e alla nostra incapacità di fare un nuovo album, insieme a tutto il chiacchiericcio di cose dette da tizio e caio prese dalle nostre interviste passate e presenti e a quei media sempre a caccia di sensazionalismo che non stanno – diciamocelo – cambiando il mondo in meglio.
Quindi proverò a mettere in chiaro le cose per il bene di tutti noi una volta per tutti, sperando di non calunniare nessuno.

E’ vero: sono l’unico e solo responsabile della pausa che i SOAD si sono presi nel 2006. Tutti gli altri volevano andare avanti e fare dischi e tour allo stesso ritmo. Io no. Perché? Per molte ragioni:

1. Artistiche: ho sempre sentito che continuare a fare sempre la stessa cosa con le stesse persone diventa ridondante, nel tempo, anche per formazioni dinamiche come la nostra. Al tempo sentivo che avevo bisogno di tempo per lavorare alle mie cose. Non escludevo di riprendere le cose con la band più avanti.

2. Egalitarie: quando abbiamo iniziato, il nostro contributo creativo e la suddivisione dei proventi erano praticamente uguali all’interno della band. Ma quando uscì “Mezmerize/Hypnotize” le cose erano ormai stravolte fino all’opposto, con Daron che voleva controllare sia il processo creativo che prendersi il grosso nella suddivisione delle entrate, per non parlare della sua volontà di essere il solo a rilasciare interviste.

3. Volevo andarmene dalla band prima di “Mezmerize/Hypnotize” per queste ragioni. Perché personalmente non mi sento così vicino alla musica contenuta in quei dischi. C’erano brani che volevo includervi, ma sono stati tagliati fuori con promesse non mantenute, oltre che a causa della mia passività di quel momento.

Poi è passato il tempo, ognuno ha fatto le sue cose. La mia carriera solista mi ha dato la sicurezza necessaria come songwriter e poi anche come compositore per poter tornare guardare ai SOAD da una posizione di forza, solo per tornare in tour e godermi la compagnia degli altri, cosa che abbiamo fatto e che continua ad essere.

Sapevo che volevano fare un nuovo disco, ma visto cos’era successo in passato ero dubbioso. All’epoca ci sono stati scatti d’ira dall’uno o dall’altro membro della band, per lo più rivolti contro di me, in cui mi si dava la colpa per l’inattività della band.

Dopo molto tempo passato a pensare e metabolizzare, circa due anni fa sono andato dai ragazzi con alcune proposte per andare avanti come band.

Volevo raddrizzare le storture del passato e stabilire un modo per essere tutti felici di andare avanti, quindi ho posto le seguenti raccomandazioni:

1. Pari contributo creativo: ad oggi ho pubblicato cinque album solisti ed ero migliorato come songrwiter da un punto di vista musicale, come Daron stava migliorando come autore di testi, quindi ho proposto che ognuno portasse sei brani e che tutti i membri della band approvassero totalmente e di lavorare su di essi con brani e riff anche di Shavo (Odadjian, basso).

2. Pari divisione dei diritti: personalmente, sentivo che la band è una società paritaria e che questo debba riflettersi anche sul piano finanziario.

3. “Director’s cut”: chiunque abbia scritto il brano prende le decisioni finali dopo che tutti nel gruppo hanno detto la loro, esaurendo ogni tipo di proposta. Ho voluto questo perché in passato mi è capitato di portare brani che sono stati trasformati in modi indesiderati e che, fosse stato per me, non avrei mai preso in considerazione.

4. Sviluppare un concept nuovo o un tema, in modo che non fosse solo un disco ma un’esperienza completa.

(Ovviamente sto tralasciando molti altri dettagli, come il fatto di mettersi d’accordo sul “sound” di un nuovo disco, che non potevamo sicuramente fare nemmeno andando avanti e indietro con brani scritti da Daron e me. Ricordo che ho mandato un sacco di note sui brani di Daron, soprattutto sul suo ultimo disco con gli SCARS ON BROADWAY, la maggior parte delle quali non erano per me applicabili ad un nuovo album dei SOAD ecc., giravano attorno a certi miei brani – basta per dire che penso che ci abbiamo provato).

Infine ho dovuto tracciare una linea perché sapevo che non avrei mai potuto essere felice tornando a come le cose stavano prima nella band. 

E siccome non abbiamo potuto incontrarci su tutti questi punti, abbiamo deciso di mettere da parte l’idea di un disco, per ora.

Il mio solo rimpianto è che siamo stati incapaci, come gruppo, di darvi un nuovo album dei SOAD e per questo mi scuso.

Grazie per aver letto.
Peace
Serj.”

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