TAAKE: cancellato il tour americano, il comunicato della band contro le proteste antifasciste

Pubblicato il 01/03/2018

A seguito delle proteste di gruppi antifascisti, seguite poi da quelle di artisti come il rapper Talib Kweli, i TAAKE hanno annullato tutto il tour americano. Ecco il loro comunicato:

“E’ con grande dispiacere che vi informiamo che il tour statunitense è stato cancellato. Nonostante tutte le persone che ci hanno aiutato, e a cui siamo grati, le tempistiche e la logistica non sono dalla nostra parte. Non era certo nostra volontà cancellare ma siamo stati costretti a causa delle azioni illegali degli Antifa e le loro pressioni su location e promoter che hanno portato all’annullamento delle date. Pressioni che, ricordiamo, sono state spesso accompagnate da minacce di violenza sia contro gli organizzatori, sia contro ai fan che avrebbero dovuto assistere ai concerti (per non parlare delle band). Non capiamo come mai queste minacce non siano state prese in considerazione dalla polizia.
Abbiamo spiegato in molte occasioni la storia che sta dietro a ciò che ha causato questi problemi e ci sono un sacco di articoli dove potete leggere la realtà dei fatti ma per essere chiari ancora una volta, i TAAKE non sono e non sono mai stati una band Nazi.
La cancellazione del tour è un fatto negativo per molti motivi. Non solo per le band che avrebbero dovuto prendere parte, non solo per i lavoratori americani con tanto di famiglie da mantenere, che in questo modo hanno perso il loro introito, non solo per i fan che volevano vedere i concerti, non solo per la musica ma anche, e più importante, per l’America intera.
Perchè? Perchè è la dimostrazione che con la diffusione di bugie, disinformazione, accuse infondate e con le minacce, una piccola minoranza di estremisti di sinistra sono in grado di imporre la propria idea sulla maggioranza e privare i fan della loro libertà di assistere a dei concerti senza la paura di ritorsioni.
Questi estremisti non si fermeranno dopo aver distrutto i bersagli piccoli provenienti dall’Europa o da altre parti del mondo. I loro prossimi bersagli saranno la musica americana, l’arte americana, la letteratura americana, il teatro americano, il cinema americano. In pratica, tutto quello che non è coerente col loro punto di vista. E’ esattamente come la caccia alle streghe di McCarthy.
Sebbene non ci sentiamo di incolpare i locali per aver deciso di annullare i concerti per paura di possibili violenze, critichiamo le scuse tirate fuori da alcuni di essi. Il desiderio di ‘proteggere’ l’audience e lo staff e di creare ‘spazi sicuri’ non è una necessità legata alle band coinvolte o ai loro fan. E’ per via dei teppisti mascherati che si celano dietro agli Antifa e ad altre organizzazioni come questa. Forse dobbiamo anche ricordare a questi locali che molta della musica attuale esiste anche grazie al coraggio di quelle piccole location che osarono resistere alle minacce e diedero spazio a quei musicisti che crearono il Jazz e il Blues, le basi della musica dei giorni nostri.
Vogliamo anche parlare di quelle celebrità come Talib Kweli che è stato così sfortunato da farsi condizionare dalle bugie diffuse dagli Antifa e ha rilasciato dichiarazioni diffamatorie e calunniose. Forse il suo cuore ha agito correttamente ma il suo cervello e i suoi legali no. Si fosse preso la briga di verificare quanto era successo, avrebbe realizzato che il suo punto di vista era quello di uno che non conosce i fatti e il suo pensiero era stato manipolato e indotto a pensare in un certo modo da qualcun altro.
Vogliamo anche menzionare i membri della stampa che non hanno verificato i fatti e che non ci hanno contattato e non hanno voluto conoscere il nostro punto di vista. Hanno semplicemente tirato dritto, pubblicando accuse diffamatorie. Questo è giornalismo irresponsabile e non è semplicemente imputabile all’inesperienza di certi giornalisti. Complici sono anche testate (un tempo) illustri e di lunga storia. Le loro azioni dimostrano il loro disinteresse verso i fatti reali e il poco rispetto che hanno dei loro lettori.
Per concludere con una nota positiva, vogliamo ringraziare quelli che sono stati dalla nostra parte e specialmente quei locali che non hanno ceduto alle minacce e quelli che si sono offerti come alternative alle location che hanno deciso di annullare gli show. Abbiamo ricevuto messaggi da tutto il mondo e da parte di persone di tutte le estrazioni politiche o religiose. Ci hanno offerto non solo supporto ma anche aiuto. Non sono stati solo i nostri fan ma anche persone che hanno ammesso di non averci mai ascoltato prima e che odiano il black metal o i TAAKE ma che hanno voluto esprimere il loro disprezzo per come gli Antifa e i loro simili agiscono nell’imporre le proprie idee e nel come puniscano chi non la pensa come loro, impedendo agli americani di decidere liberamente.
Voi, amici miei, non avete bisogno di scusarvi per le bugie e le azioni di un piccolo gruppo di persone. Voi siete la maggioranza, voi siete quelli che hanno il diritto di non abbassare la testa di fronte a chi vuole comandare le vostre vite e limitare le vostre libertà. Voi siete gli unici che possano fare qualcosa”.
TAAKE

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