TOOL: Maynard James Keenan spiega perché il nuovo album non è ancora pronto

Pubblicato il 13/07/2017

In un’intervista al “The Joe Rogan Experience”, Maynard James Keenan ha spiegato per la prima volta quelli che lui ritiene siano i motivi per cui il nuovo album dei TOOL è ancora in fase di lavorazione e perché la band ci sta impiegando così tanto tempo a scrivere e registrare i nuovi materiali.

Parlando di Adam Jones (chitarra), Danny Carey (batteria) e Justin Chancellor (basso), Keenan dichiara:

 

“Il loro processo di scrittura è così lungo. Sono certo che ci sono molte ragioni per cui il ritardo si è prolungato. Hanno un modo di procedere molto analitico e credo che,  forse perché è passato molto tempo dall’ultimo album, a un certo punto, scatti anche un po’ di paura. [Ti domandi]: ‘Quest’album sarà buono come l’ultimo?’ Ora la pressione è enorme, quindi sono certo che questo gioca il suo ruolo.
Per quanto riguarda il modo in cui Danny e Justin e Adam scrivono è davvero un processo tedioso e lungo. Ritornano sempre sulle cose mettendo in discussione ciò che hanno fatto, facendo passi indietro. Tornano indietro per poi andare avanti e, in qualche modo, è come se stessero mettendo giù le fondamenta. Quindi, io non posso scrivere le melodie fino a quando le basi non sono al loro posto. Non posso scrivere le parole finché anche le melodie non saranno al loro posto. Non posso costruire i muri e poi iniziare a decorare questa casa finché le fondamenta non saranno sistemate. Perché se continuano a cambiare le basi, le fondamenta, cambiano di conseguenza le melodie e la storia, quindi, non può essere scritta. Questo è il punto in cui siamo. Molte basi continuano a spostarsi, tante fondamenta ottime, ma loro continuano a cambiare e a cambiare idea. Non so se sia una cosa buona o cattiva, è proprio il modo di procedere”.

Secondo Maynard, parte dei motivi per cui i membri dei TOOL ci stanno impiegando così tanto tempo a tirare fuori del nuovo materiale sono dovuti al fatto che ormai sono impostati in questo modo:

“Quando hai tante persone così fortemente motivate, testarde e categoriche, che hanno fatto successo, me incluso, quando dai il successo a qualcuno, loro si convincono di avere ragione. Pertanto, è difficile parlare con me ed è difficile parlare con loro. È difficile parlare a gente in questa posizione, perché hanno successo e quindi pensi che il motivo per cui sei arrivato lì è perché qualsiasi sia la tua posizione è quella che stai portando avanti oggi. Che va bene, ma il nostro processo si è evoluto negli anni, e la cocciutaggine, quindi cerchi di fare un passo indietro e non prendere le cose sul personale.

Il mio desiderio e andare avanti – veloce, veloce, veloce – e finire le cose. Ci sbatto sempre la testa con i ragazzi dei TOOL per cercare di portare a termine le cose e non è solo il loro processo. Mi ci vuole un po’ di tempo per andare, ‘Questa non è una cosa personale. Questo è solo il modo in cui loro devono fare e io devo rispettarlo e devo prendermi il mio tempo per permettere a loro di prendersi il proprio’. Ogni tanto faccio un controllo, arrivo e vedo come stanno andando le cose, ‘Ciao Justin, mandami il brano, vediamo a che punto siamo. È finito? Se è finito, finito, finito, posso iniziare a scrivere le parole e la musica, ottimo’. Ci sono, però, esempi in cui ho iniziato a scrivere il materiale e quando avevo finito, la canzone nel mentre aveva preso tutt’altra direzione, quindi tutto ciò che avevo scritto da un punto di vista dei testi o delle melodie diveniva completamente inutile e dovevo iniziare da capo”.

Maynard non ritiene che vivere in un altro stato rispetto agli altri membri sia causa della lentezza del processo di composizione:

“Posso anche stare lì seduto con loro in una stanza, ma il loro procedimento è così noioso e così ‘Rain Man’, che proprio non ce la faccio. Inizio con il collassare. Però è un’ottima cosa, ciò che stanno facendo è meraviglioso. Supporto completamente ciò che fanno. Non c’è altro modo per loro di farlo. Per me, se lasci che ti aiuti posso andare avanti più velocemente, ma credo che questo sia ciò che loro hanno bisogno di fare e mi sta bene. Deve essere presente un po’ di attrito, così poi posso intervenire io sbuffando, un po’ aggressivo, ‘Muoviamoci ragazzi, muoviamoci forza’ e funziona per un minuto e in quel momento decisamente ingraniamo, ma se dovessi fare così ogni giorno finirebbe poi che la spinta diverrebbe essa stessa attrito, quindi ci sarebbero solo più attriti anziché andare a concludere davvero qualcosa”

L’intera intervista può essere ascoltata qui:

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