Vaccini: locali, strutture e personale dello spettacolo possono fare la loro parte

Pubblicato il 14/01/2021

Articolo a cura di Jacopo Casati e Alessandro Corno

Nella lotta contro la pandemia di Covid-19, la campagna vaccinale è partita a rilento. In un Paese che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di decessi registrati nell’appena concluso 2020, l’urgenza di procedere con l’immunizzazione del più alto numero di persone possibile è una priorità non più rinviabile.
La ripresa tante volte auspicata delle attività produttive, passa anch’essa dalla possibilità di tornare ad autorizzare gli assembramenti, quel fenomeno che abbiamo dato per scontato fino allo scorso marzo. L’assembramento riguarda i concerti, tanto quanto la possibilità di svolgere eventi in presenza, sportivi, istituzionali, di intrattenimento. Riguarda le fiere, i viaggi e tutta un’altra serie infinita di aspetti.

Per quanto non si voglia in alcun modo prevaricare il parere di esperti e la professionalità di chi è stato incaricato dalle Istituzioni di provvedere alla messa in atto della campagna vaccinale, abbiamo accolto con favore la notizia di inizio gennaio del coinvolgimento di Bauli in Piazza da parte del Commissario Domenico Arcuri nella comunicazione e nell’allestimento dei primi siti di somministrazione dei vaccini.
Ci permettiamo però, a questo giro, di provare a fare un passo oltre. La necessità di trovare luoghi adeguati a ospitare un gran numero di persone, che possano a loro volta essere sanificati e igienizzati costantemente e rapidamente, avere personale formato e capace di gestire quantitativi importanti di persone, sono elementi indispensabili per fare in modo che la campagna vaccinale prosegua rapida e permetta, nel medio periodo, una ripresa delle attività produttive e, di conseguenza, anche di quelle che ci stanno più a cuore, ovvero gli eventi dal vivo.

Perché quindi non fare come in altri Paesi quali ad esempio il Regno Unito e considerare spazi come locali per musica dal vivo, discoteche e palazzetti per la gestione di ampi flussi di persone che devono ricevere il vaccino? Perché non impiegare i professionisti del settore ancora più attivamente?

Mentre alcuni locali di Roma stanno avanzando proposte in tal direzione alla Regione Lazio, abbiamo parlato di questo tema con Fulvio De Rosa, consigliere di Assomusica, nonchè direttore del Live Club di Trezzo sull’Adda e di Shining Production, che ci ha confermato le nostre impressioni sull’effettiva possibilità di impiego su questo fronte di strutture e di buona parte degli addetti ai lavori dell’industria del live entertainment.

Che ruolo potrebbe avere una struttura come il live club (e insieme a lui club e palazzetti che ospitavano concerti prima della pandemia) per aiutare la campagna vaccinale promossa dal governo? in cosa queste strutture potrebbero notevolmente aiutare il paese ad accelerare i ritmi della vaccinazione?

“Il contributo potrebbe essere duplice. In primis grazie al contributo del capitale umano, che potrebbe vedere il coinvolgimento degli addetti dello spettacolo specializzati nella organizzazione e gestione dei flussi, nella progettazione, montaggio e smontaggio delle strutture temporanee, nell’interfacciarsi col pubblico e fare comunicazione proattiva, sensibilizzando il pubblico che frequenta le strutture. Strutture che, per le loro caratteristiche, sono già abituate ad accogliere pubblico, con entrate ed uscite differenziate, percorsi e parcheggi, nonché essere allestite, modulate, e rimanere aperte anche in orario esteso rispetto ad altre strutture (fino alle ore 24).
Ritengo inoltre che sia culturalmente pregevole abbinare la campagna a questi luoghi ‘riconoscendogli’ il ruolo di presidio sociale che svolgono e di collegamento col pubblico, nonché di diffusione della cultura, necessaria anche per amplificare la partecipazione attiva alla vaccinazione delle persone.
Credo che, potendo scegliere, un utente che frequenta queste strutture si sentirebbe più motivato e anche sollevato; inoltre credo che potremmo aggiungere un sottofondo musicale e un’ambientazione, che creerebbe un esperienza significativa anche nella memoria delle persone, abbinando la musica a questo importante traguardo medico.”

A che punto sono le consultazioni tra voi operatori del settore e il Governo su questo tema?

“Alcune organizzazioni (Bauli in Piazza) stanno dialogando a livello centrale con Arcuri; ma anche a livello regionale alcuni colleghi riuniti in associazioni territoriali si stanno muovendo, in particolare su Emilia Romagna e Toscana, che sono regioni notoriamente predisposte al dialogo, al sostegno e alla promozione dei luoghi dello spettacolo. In Lombardia, in cui ricopro il ruolo di delegato Regionale per Assomusica, di cui sono consigliere, non siamo riusciti a ricevere nessun tipo di feedback al momento. Speriamo che con l’insediamento della nuova giunta ci venga dato più ascolto e disponibilità di quanto ottenuto finora”.

Ci uniamo al messaggio di De Rosa, consapevoli che anche il ruolo degli operatori di comunicazione del settore sia fondamentale nel far giungere il messaggio alle Istituzioni nel più breve tempo possibile. Metalitalia.com, oltre ad offrire la disponibilità del proprio staff e l’esperienza legata alla gestione ormai decennale del Metalitalia.com Festival, è ovviamente a disposizione degli operatori del settore che volessero partecipare al dibattito e definire meglio le possibilità operative su una questione così importante e delicata per il futuro del Paese.

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