VEKTOR: la moglie di David DiSanto lo accusa di violenza e posta un video di una aggressione

Pubblicato il 16/06/2019

Katy DiSanto, moglie del cantante e chitarrista dei VEKTOR, David DiSanto, ha accusato il musicista di violenze domestiche e ha ottenuto un ordine di protezione.

Ecco il post che ha pubblicato via social assieme a un video che mostrerebbe uno degli atti di violenza a cui è stata sottoposta:

“Ciao amici, per me non è facile scrivere questa cosa, perchè è difficile ammetterne il contenuto. Per molto tempo mi sono sentita come stupidamente attaccata a un senso del dovere, al posto di prestare attenzione ai miei diritti e alla mia salute. Pochi sanno quanto il mio matrimonio sia stato deteriorante, specialmente negli ultimi due anni. Per quelli che non lo sanno, ecco come stanno le cose.
Iniziamo col dire che mi spiace. Mi spiace per non aver detto queste cose a molti di voi ma credevo che la situazione sarebbe migliorata. Credevo che sarei stata un peso per le persone che mi avrebbero aiutato e penso che alcune si arrabbieranno per il fatto che non le abbia informate prima. Ero così sopraffatta dall’ammirazione per gli aspetti pubblici della mia/nostra vita che non ho mai osato dire come stanno veramente le cose. Potete solo immaginare quanto pesi a livello mentale l’essere stata per otto anni oggetto di abusi e poi da lui manipolata psicologicamente affinchè le cose rimanessero sempre tra di noi. Mi spiace come questa situazione mi abbia portato ad isolarmi dai miei amici, a nascondere queste cose alla mia famiglia e talvolta mi abbia trasformato nella peggior versione di me stessa. Mi spiace di non essere intervenuta quando lui stava mentendo ad altre persone. Mi spiace aver alzato mura. Mi spiace per tutti i fan dei VEKTOR, perchè ho visto quella che è una delle mie band preferite venire rovinata da quelle che sono delle dure verità. Ora sono distrutta dal senso di colpa e sento che se avessi parlato prima, avrei potuto salvare qualcosa. Mi spiace anche per David, perchè nonostante tutto non voglio che la sia vita vada così male. Io voglio solo vivere bene e così non può essere, finchè mi tengo tutto dentro.
Non c’è un modo perfetto per gestire questa situazione. Credo che sia meglio che dica tutto quanto in una volta sola, al posto di lasciare che le indiscreioni trapelino e la verità venga distorta. Indipendentemente da come io decida di fare, aspetto dei commenti negativi, mail con messaggi d’odio e domande invadenti ma farà quello che razionalmente credo sia meglio fare.
I segni d’allarme c’erano sin dagli inizi ma il mio ottimismo e il suo manipolarmi sentimentalmente li offuscavano. Avrei dovuto capire, quando ha rubato i soldi del nostro matrimonio e li ha spesi in alcol, solo perchè era stato licenziato dal lavoro che faceva, per essersi presentato (o a volte non essersi affatto presentato) troppe volte coi postumi della sbornia. Avrei dovuto capire dal suo continuo e compulsivo mentire. Avrei dovuto capire quando mi ha strangolato in quella stanza di hotel a San Antonio, finchè le mie urla di richiesta d’aiuto non hanno indotto quelli della camera vicina a chiamare la polizia. Avrei dovuto capire da tutte quelle volte in cui lui diceva che stava smettendo di bere ma poi trovavo bottiglie di liquori vuote e lattine di birra che nascondeva. Avrei dovuto capire da quella volta in cui mi ha aggredito sessualmente a Salt Lake City e mi ha chiuso in una cantina, dicendomi di non parlarne con nessuno. Avrei dovuto capire quando ha mostrato interesse per un’altra donna, solo per farmi arrabbiare. Avrei dovuto capire da tutte le migliaia di volte in cui ha detto che i suoi comportamenti e i suoi abusi erano in realtà colpa mia. Avrei dovuto capire quando ha cercato di violentarmi. Avrei dovuto capire quando mi ha sbattuto il suo cellulare in faccia. Avrei dovuto capire quando mi ha presa a schiaffi e sbattuta contro un muro perchè ho cercato di spostare la sua birra. Avrei dovuto capire quando mi ha alzata di peso e sbattuta sul nostro letto e mi ha colpito con forza con un cuscino. Avrei dovuto capire quando aveva degli attacchi di rabbia per gelosia, quando inventava situazioni e mi puniva per cose che non avevo mai detto o fatto (cose che esistevano solo nella sua immaginazione ma che avevano conseguenze reali). Avrei dovuto capire quando ha preso a pugni la porta, bucandola, e poi mi ha detto di calmarmi, perchè avrebbe potuto essere la mia faccia. Avrei dovuto capire quando ha chiuso fuori il mio cane con temperature sotto lo zero per più di un’ora. Avrei dovuto capire quando ha vandalizzato casa nostra con una bomboletta di vernice spray e poi mi ha detto di pulire. Avrei dovuto capire quando mi trovavo in una stazione di polizia alle 2 di mattina a compilare moduli mentre tremavo, pregandoli di non arrestarlo, perchè non avevo soldi e avrei perso tutto se fosse finito ancora in cella. Avrei dovuto capire quando per dozzine di volte ha messo in pericolo le nostre vite venendomi a prendere al lavoro completamente ubriaco o quando per centinaia di volte ha messo in pericolo altri guidando ubriaco (a volte al punto di svenire). Avrei dovuto capire da tutte quelle volte che ha usato gli altri come armi per compiere abusi, accusandoli di aver fatto o detto qualcosa solo per umiliarmi. Avrei dovuto capire da tutte le volte che mi ha lasciato sola e confusa a piangere e si è scusato ma poi lo ha rifatto”.

 

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CW. #Abuse #addiction Hello friends. It’s not hard for me to write this, but it is hard for me to admit its content. I’ve felt like a failure for so long, like a bad #feminist hypocrite stubbornly clinging to a sense of misplaced duty instead of paying attention to my own rights and well-being. A few people are aware of how my marriage has been deteriorating, especially over the past two years. For those of that aren’t, here goes. Let me start by saying I’m sorry. I’m sorry for keeping this from so many of you – I really thought it would get better. I thought I would be a burden if I reached out for help – and I’m still afraid people will be angry that I didn’t tell them sooner. I was so inundated with admiration for the public aspects of my/our life, that I dared not let anyone down by telling the #truth. You can only imagine the mental toll it takes when, for 8 years, I was repeatedly abused then gaslit out of my mind, believing him whenever he flew into a rage and told me I needed to keep “our business between us”. I’m sorry for how I’ve let this situation alienate me from my friends, forced myself to hide things from my family, and sometimes caused my personality to warp and distort into the worst version of myself. I’m sorry for not intervening when I knew he was lying to other people in his life. I’m sorry for putting up walls. I’m sorry to any Vektor fans – I’ve experienced some of my favorite music ruined by harsh truths about fallible people, and now I’m wracked with guilt, feeling like I might be taking something away by speaking out. I’m also sorry David – despite it all, I don’t want his life to be bad. I just want my life to be good. And that can’t happen while I’m keeping these secrets. There is no perfect way to handle this. I feel it’s best for me to release this information all at once, instead of letting the rumor mill leak and distort the truth. I expect to get blowblack, hate mail, invasive questions no matter what I do (as has every other abused woman who’s come forward in the 21st century) but for now I feel like I’m doing what’s rational. Instagram limits captions, so please check my Facebook page for the rest of this PUBLIC post. **

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Nel 2016 tutti i membri dei VEKTOR a parte David DiSanto lasciarono la band senza pubblicamente dare spiegazioni del perchè non potessero più lavorare con lui:

“Purtroppo siamo arrivati a un punto in cui non possiamo continuare a lavorare in questo modo, per varie ragioni di cui preferiamo non discutere in pubblico. Non è successo nulla di grave, semplicemente le persone cambiano e si allontanano e noi abbiamo raggiunto il limite. Noi tre siamo musicisti di professione, quindi ci vedrete in altri contesti, con altre band, tour ecc”.

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