Il fondatore di Victory Records: se Spotify non ripristina il catalogo “sarò fottuto”

Pubblicato il 05/11/2015

International Business Times ha pubblicato un articolo che approfondisce la disputa Victory Records/Spotify, andando a chiarire i punti oscuri riguardanti i ricavi dai sistemi di streaming. Emergono molti dettagli interessanti.

Victory minaccia tagli al personale se Spotify non ripristina il catalogo dell’etichetta: il fondatore Tony Brummel ha dichiarato che sarà costretto a fare tagli allo staff e rilasciare artisti perchè Spotify vale più del 70% dei ricavi digitali di Victory. Nel giro di qualche mese sarò fottuto” dice una mail circolata venerdì.

La mail di Brummel è l’ultimo episodio di una guerra iniziata ad ottobre, quando Spotify ha rimosso il catalogo Victory a seguito di una disputa su ‘unpaid mechanical publishing royalties’. Secondo i conti fatti da Billboard si tratta di 23.000$ dovuti a Victory e Another Victory (società collegata), ma la somma rappresenta solo una delle quattro tipologie di royalities che Spotify deve pagare a un’etichetta come Victory, che controlla i copyrights di artisti e composizioni degli stessi.

Non basta un assegno comunque: Victory vuole che i suoi artisti tornino su Spotify con le loro statistiche di streaming invariate. Se queste si resettassero verrebbe compromessa la possibilità di finire negli album raccomandati agli utenti.

 

Ciò che sta accadendo tra VictorySpotify è la punta dell’iceberg che butta luce sul problema più grande che al momento ha il mondo dello streaming on demand, che include metadata scadenti e mancanza di trasparenza che avrebbero portato editori e autori a perdere cifre attorno al 25% di quanto loro dovuto da servizi come SpotifyYouTube.

Molti servizi danno in outsourcing a terze parti il pagamento delle royalities e dichiarano che il problema è fuori dal loro controllo. Jonathan Prince, portavoce di Spotify, ha dichiarato: “Stiamo lavorando per risolvere la questione a livello strutturale, ci aspettiamo di risolvere la disputa in fretta. Vogliamo che ogni autore sia pagato“.

Il tema ha rilevanza sempre maggiore perchè lo streaming sta diventando una fetta sempre più grande dei ricavi delle etichette, soprattutto per quanto riguarda le indipendenti. Nel corso dell’anno il CEO di Merlin, agenzia dei diritti digitali per le etichette indipendenti, ha dichiarato che la metà dei membri dell’agenzia riceve dal 25 al 50% dei loro ricavi digitali dai servizi in streaming.

 

victory records - label logo - 2011

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