WATAIN: Erik Danielsson sulle proteste contro i gruppi black metal, “Tanto il diavolo vince sempre”

Pubblicato il 26/03/2018

Erik Danielsson, leader dei WATAIN, è stato recentemente intervistato per la serie Jimmy Cabbs 5150 Interview Series a proposito del tour americano della band e del nuovo album “Trident Wolf Eclipse“. In questa occasione, è stato chiesto al cantante se pensa al movimento militante antifascista Antifa, che recentemente ha portato alla cancellazione del tour dei TAAKE in Nord America a causa di una foto che ritraeva il leader della band Hoest con una svastica disegnata sul petto. In merito, Danielsson ha dichiarato:

Ovviamente devo pensarci, visto cosa è successo di recente, ma che posso dire? Penso che tutto questo dipenda dal fatto che il black metal è diventato oggetto di attenzioni da parte di gente che non ha alcun legame con questa cultura ormai quarantennale, per cui queste persone e questo movimento troveranno molto difficile moralizzare una forma d’arte in cui la regola numero uno è sempre stata che non c’è alcuna morale di cui tener conto. Se iniziassimo a discutere con queste persone non se ne verrebbe più fuori […], è estremamente complicato. Chi si interessa molto di politica, ad esempio, penserà di aver trovato qualcosa che osteggia la sua visione del mondo – e sono certo che lo farà. Perché, ad esempio, nei WATAIN non c’è politica, ma in qualche modo la gente trova sempre qualcosa qua e là da cui si sente offesa. In un certo senso, va bene. Se come band black metal non trovi opposizione da parte di chi si fa in quattro per tenere alti gli standard morali ed etici dell’occidente, allora stai sbagliando qualcosa. Deve esserci questo genere di opposizione. Io lotto ogni giorno contro ciò che non mi piace e a favore di opinioni e punti di vista per i quali parteggio, ma sono davvero annoiato da tutto questo parlare di parlare di politica, o quando le persone non hanno idea di cosa significhi tutto questo. Nei WATAIN non c’è politica. Se le persone ce la vedono, è perché li guardano dal lato sbagliato. E sta diventando davvero pesante. Posso difendermi in qualsiasi momento se la gente ha problemi col fatto che siamo una band satanista, ogni giorno, e mi imbarcherò senz’altro in questo genere di discussione. Ma se ci accusano di essere altro da questo, allora si sbagliano.”

Alla domanda se quest’epoca di corsa al politically correct sia, secondo lui, un buon momento per far uscire dei dischi black metal, Danielsson ha risposto:

Certo. Voglio dire, dischi come questi verranno fuori sempre, non importa cosa accadrà. Non importa se negli Antifa c’è la nuova Tipper Gore [moglie dell’ex candidato alla Casa Bianca Al, è stata tra i fondatori del Parents Music Resource Centre, che ha portato all’applicazione dell’etichetta “Parental Advisory: Explicit Content” sui dischi che contengano testi con riferimenti espliciti a sesso, violenza, droga, ecc]. Le persone hanno paura di ciò che è diabolico. Ma il diavolo vince sempre. E’ una vecchia lezione. Se volete provare a combatterlo, accomodatevi pure, ma è una battaglia persa prima ancora di cominciarla.”

 

 

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