WHITE SKULL – Studio Report

Pubblicato il 12/04/2004

UNA BREVE INTRODUZIONE…

Sabato 20/03, la data fissata per lo studio report con i White Skull, inizia in un modo abbastanza particolare. Dopo il viaggio per un’immancabile autostrada dissestata, arriviamo sul luogo dell’appunatmento con Tony “Mad” Fontò, chitarrista e leader della band. Mentre aspettiamo l’arrivo dei ragazzi, per il parcheggio in cui sostiamo transita un sacco di gente losca che compie operazioni ancora più losche, addirittura un paio di volanti della polizia fanno un paio di ispezioni e giri sul luogo…iniziamo bene! Tempo pochi minuti e incontriamo, insieme ad altri addetti ai lavori, Tony ed il simpaticissimo batterista Alex Maniero (con cui sin dai primi minuti ci intratteniamo parlando delle ultime uscite discografiche che riteniamo più valide), e veniamo immediatamente condotti agli studi di registrazione. Consumate le presentazioni di rito, una volta rotto il ghiaccio, si procede subito all’ascolto del nuovo “The XIII Skull”, album in uscita ad inizio Maggio, mentre l’ambiente pian piano ma inesorabilmente comincia a riempirsi di amici della band.

“THE XIII SKULL” – L’ASCOLTO

SPACE INVADERS: La classica intro epica sorretta dalle tastiere con il compito di far crescere la suspance e di preannunciare l’esplosione dell’opening track

THE UNION: Brano tirato e violento in tipico stile White Skull! Riffs al fulmicotone affiancano il potente cantato di Gus Navarrò. L’iniziare delle strofe rallentano i tempi d’esecuzione, massicci e vigorosi riffs imperversano tutto il  brano per poi aprirsi con l’inizio del ritornello epico, corale e diretto, di scuola prettamente teutonica.

TOP SECRET: Mid upper tempo graffiante e straight to face. Come per il precedente brano, il refrain è veloce e melodico, molto distante dall’oscurità e introspezione del precedente album firmato White Skull. Tra ritornello e strofa, un intermezzo acustico blocca per un attimo l’incedere del brano, ma tempo di un respiro ed ecco i White Skull tornare  a suonare alla velocità della luce.

LAST NAVIGATOR: Il pezzo inizia con arpeggi di chitarra e linee vocali molto soft che esplodono in un anthem “a la tedesca” influenzato dai Grave Digger del periodo Uwe Lulis. Il ritornello è sicuramente meno melodico rispetto alla precedenti canzoni, ma calza alla perfezione con lo spirito del disco.

THE SKULLS: Ancora una volta riffs cadenzati e rabbia allo stato puro, Gus è autore di una prestazione sopra le righe, chi ancora lo paragona all’ex singer Federica non potrà fare a meno di constatare che due ugole tanto diverse non possono essere messe sui piatti di una stessa bilancia. Il refrain “helloweeniano” qui più che mai evidenzia la scelta della band di ritornare ad un sound più immediato ed “orecchiabile”.

MISSING LINK: Per chi scrive, “Missing Link” è uno degli episodi meno brillanti dell’intero album, le linee vocali sulle strofe segnano un calo di tono, ma in fase di refrain le cose fortunatamente cambiano.

CREATURE OF THE ABYSS: Canzone dalle influenze arabeggianti (la melodia iniziale ricorda “Samarcanda”), ma allo stesso tempo dal chiaro trademark White Skull. Il cantato è violentissimo ed ancora una volta non mancano i cori per conferire un tono più epico e maestoso alla composizione.

POWER AND BLOOD: Altra velocissima killer track che ricorda le prime composizioni della band (pur dilungandosi per più di sette minuti). Come successe per “Asgard”, “Power And Blood” è pensato per coinvolgere il pubblico in sede live, e siamo sicuri i responsi non mancheranno! L’intermezzo crea tensione, e l’assolo di Danilo diviene una sorta di accumulatore di energia che esploderà con lo scatto finale.

PERFECT DESIGN: Sorpresa, una melodia fischiettata diviene il preludio per una delle canzoni più melodiche del disco in cui approda l’influenza di un guru come Kai Hansen ed i suoi Gamma Ray. “Perfect Design” ha tutte le caratteristiche per divenire l’hit del full length, la struttura è vincente e le melodie rimangono impresse sin dal primo ascolto.

THE OBSERVERS: Ritorniamo ai tempi solenni e graffianti di “Top Secret” ed a ritornelli corali ed orecchiabili! Nulla di nuovo, ma sicuramente un altro episodio intrigante.

MOTHMAN PROPHECIES: Non si riesce a respirare, “Mothman Prophecies” mantiene l’ascolto su tempi veloci e diretti dai riffs di Tony e Danilo. Un assolo “neoclassicheggiante” spezza il potente muro sonoro creato dalla componente ritmica, ma tutto si riduce ad un battito di ciglia, in questo frangente i White Skull premono l’acceleratore senza guardare in faccia a nessuno.

I WANNA FLY AWAY: Una ballad semplicemente entusiasmante! Il sapore e la nostalgia verso gli anni ottanta pervadono il brano, un gusto sopraffino per le melodie e soprattutto una performance vocale da infarto sono la firma per una delle più belle canzoni mai scritte dai White Skull (e dire che Tony era indeciso sull’includerla o meno nel disco…sacrilegio, nda!!!). Dopo un’ora ininterrotta di metal allo stato puro, un finale dolce e pieno di feeling  non potrebbe essere migliore!


Ad un primo ascolto non c’è dubbio che “The XIII Skull” segni un ritorno della band a sonorità più dirette e melodiche che mancavano sul precedente “The Dark Age”. La nuova formazione finalmente ha trovato il giusto affiatamento, da oggi ogni paragone col passato diventa improponibile, i conservatori non cambieranno certo idea, ma non possiamo certo nascondere che i White Skull oggi hanno di nuovo tutte le carte i regola per raggiungere nuove ed ambite soddisfazioni! Nell’attendere un ascolto più approfondito ed una recensione “ufficiale”, non lesiniamo comunque i più vivi complimenti ad altro importante tassello del metal italiano!

Andrea Raffaldini

INTERVISTA A TONY FONTò


di Andrea Raffaldini

Ad ascolto finito, un sano rinfresco e fiumi di birra rallegrano l’ambiente brulicante di persone. Insieme a Tony, Alex e i presenti si inizia a parlare di musica, ma non solo…
Prima che il clima goliardico prendesse le redini della situazione, abbiamo giusto il tempo di scambiare due chiacchiere in privato con tony Fontò.

MI PARLI DELLA NASCITA DI “THE XIII SKULL”?
“La composizione dei brani che è iniziata subito dopo l’arrivo di Danilo nella band, da lì si è via via concretizzato un modo di lavorare assieme che ha fatto di me e Danilo un vero team… Si scrivevano riff a casa mia, si registravano e si cercavano soluzioni melodiche, ritmiche e armoniche, si pensava già agli arrangiamenti, poi in sala prove si perfezionavano le soluzioni ritmiche con Alex, purtroppo il nostro ex bassista non partecipava a queste sessioni. Poi il tutto veniva spedito a Gus che studiava altre soluzioni a quelle già da noi proposte e ci rispediva tutto indietro… Di tanto in tanto ci si trovava tutti per fare il punto della situazione e si registravano dei demo, giusto per capire bene come avrebbe suonato… Poi ultimati i brani ci siamo riuniti a studiarli facendo una pre-produzione che consiste in una pre registrazione, da qui abbiamo visto quali erano i punti che non funzionavano bene. Abbiamo risistemato i pezzi, ognuno si è ristudiato le sue parti, mentre nel frattempo ho terminato la stesura dei testi. Poi il grande giorno l’inizio delle registrazioni… Da questo giorno si sono susseguiti una serie di problemi che mi hanno fatto pensare. Sai con questo disco abbiamo sfidato tutte le leggi della scaramanzia, il titolo ha il numero 13 inserito, abbiamo iniziato a registrare di venerdi 17 i pezzi in totale da registrare erano 13 e che dire poi… raccontare tutto non basterebbe una pagina, in studio ne sono successe che basta… “

COME TI TROVI NEL RUOLO DI COMPOSITORE, MUSICISTA E PRODUTTORE? DOVER TENER CONTO DI TUTTE LE FASI DELLA CREAZIONE DI UN DISCO DEVE ESSERE STRESSANTE…
“Mi sono trovato bene direi. Ho già fatto in precedenza tutti e tre i ruoli contemporaneamente, ma stavolta ce n’era uno in più, dovevo fare anche il tecnico del suono, questa è stata la cosa che più mi è pesata, sai è difficile essere tecnico di te stesso, specie nel mix. Anche qui ,parlando di sfighe, noi avremmo dovuto registrare nel mio studio (Remaster studio che ho in società con BB nick ex White Skull n.d.a.) e mixare a Loria ai New Sin, questo non perchè non avevo fiducia in me o altro ma solo per il semplice fatto che per me sarebbe stato meglio stare seduto dietro e ascoltare il lavoro di un bravo tecnico… ma ahimè 2 giorni prima del mix ricevo una telefonata secondo cui lo studio non era più disponibile in quel momento ma a Gennaio! Allora ho preso la decisione di mixare nel mio studio, cancellando band che avevano prenotato (con le quali mi scuso) e iniziando così un’odissea, ma ne sono uscito…”

COSA E’ SUCCESSO AL VOSTRO STORICO BASSISTA FABIO?
“Da tempo Fabio non era più a 100% nella Band, un periodo strano, forse stanchezza o semplicemente si era stancato di ciò che era la vita di gruppo. Il lavoro (fonte ufficiale di sostentamento) lo impegnava parecchio, da qui la sua decisione di far carriera e investimenti nel lavoro, quindi si è visto obbligato ad abbandonare.”

IL VOSTRO EX CHITARRISTA NICK (socio e co-proprietario con Tony dei Remasters Studios) VI HA DATO UNA MANO IN FASE DI PRODUZIONE?
“No, Nick era impegnato in altre cose, quindi mi sono arrangiato. Se avevo bisogno lo chiamavo, ma magari era solo per ricevere delle certezze su delle scelte fatte, sai 4 orecchie meglio di due… L’abbiamo invitato a fare un solo in un pezzo, ‘Perfect Design’.”

IL SOUND DI “THE XIII SKULL” SEGNA UN RITORNO AL VOSTRO STILE DIRETTO, MA A MIO AVVISO CONTIENE UNA MAGGIORE ATTENZIONE PER LE MELODIE…
“Si, questo è stato il frutto di lavoro con Danilo… Nick in passato (‘The Dark Age’) si era un po’ stancato di usare le cosiddette melodie happy, cosa che a me piace molto! ‘The Dark Age’ è stato un disco diverso, questo è 100% White Skull, Danilo è entrato subito nella sintonia della composizione…”

DI COSA PARLI SUL NUOVO DISCO?
“Sostanzialmente sono tutti legati ad un unico filo conduttore, ma non è un concept. Tutti parlano dei misteri della nostra madre Terra, della terra come colonia di Alieni, ecc… Tutto preso da vicende o teorie fondate…”

PERSONALMENTE SONO RIMASTO IMPRESSIONATO DALLA BALLAD “I WANNA FLY AWAY”. CREDO CHE GUS CI ABBIA REGALATO UNA DELLE SUE MIGLIORI PERFORMANCE…
“Beh è bella… sai inizialmente non volevo inserire la Ballad, sei il primo che elogia ciò… l’interpretazione è indubbiamente riuscita, Gus ci ha messo molto di suo dentro.”

STATE GIA’ LAVORANDO PER SUONARE IN GIRO?
“Proveremo a fare un tour vero e proprio, ma tutto dipenderà come al solito dalle vendite… Look on the Web…. www.whiteskull.it

COME MI HAI ANTICIPATO, FESTEGGI IL VENTENNALE DI ATTIVITA’ CON LA BAND! MI FARESTI UN BILANCIO DI QUESTA BELLA AVVENTURA?
“Beh diciamo che il nome è nato nel 1994, io sono sempre rimasto da quel giorno ed ho portato avanti ciò che credevo. Purtroppo tanti si sonO persi per strada, vuol dire che quello che facevano non era quello in cui credevano veramente… Rifarei l’avventura in tutto e per tutto, momenti belli e brutti. Tutto mi è servito per imparare molto…”

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