36 CRAZYFISTS – Ghiacci, pesca, escursionismo… e metal!

Pubblicato il 14/08/2010 da

I 36 Crazyfists sono ‘quelli dell’Alaska’. Come se la loro connotazione geografica sia più importante del loro loro personale mix di hardcore, metalcore, nu-metal e melodia, che resiste inossidabile dopo 10 anni di carriera e cinque album in studio, e che ha fatto guadagnare alla formazione una base di fan fedelissimi e scalmanati – la principale ragione per cui il colosso Roadrunner Records li ha presi di nuovo sotto la sua ala protettrice. Ne parliamo, nel backstage del Gods Of Metal, col frontman Brock Lindow, ragazzotto di stazza imponente che potrebbe incutere un certo timore, ma che risulterà da subito simpatico e amichevole come se parlasse ad amici di vecchia data, seduto bancone di un pub…

LA TUA VOCE SEMBRA QUASI CAMBIARE DI ALBUM IN ALBUM: E’ UNA SCELTA TUA O SONO LE TUE CORDE VOCALI CHE SI STANNO DANNEGGIANDO?
“Aspetta, aspetta, stai dicendo che la mia voce sta peggiorando di album in album o cosa?”.

STO SEMPLICEMENTE DICENDO CHE E’ DIVERSA, SOPRATTUTTO NEI MELODICI, DOVE ERI SOLITO UTILIZZARE IL TUO PARTICOLARE STILE ‘VIBRATO’…
“Capisco, hai ragione… non c’è dubbio che le mie corde vocali si stiano gradualmente rovinando in ogni caso! Anche il mio screaming è diverso da quello che era in passato, non so dirti quale sia la ragione effettiva… eccetto l’alcool e il fumo e tutti i miei vizi (ride, ndR). Tutti questi anni ad urlare hanno reso la mia voce più roca, più bassa, tanto che è abbastanza distante dalla mia prima esperienza in studio, nella quale ero molto più giovane e la mia voce era più acuta. Il ‘vibrato’ a cui hai accennato l’ho eliminato naturalmente col tempo, è semplicemente una scelta da parte mia di non calcare la mano in tal senso, perché risulterebbe davvero noioso riproporlo dopo tutti questi anni di carriera. Se mi chiedi come e perché ho iniziato a cantare in quel modo… non saprei assolutamente come risponderti. Forse è perché amo Layne Stanley, il mio cantante preferito in assoluto, e ho tentato di imitarlo a mio modo. Potrei cantare ancora così, ma non mi sembra il caso”.

COME TIENI IN FORMA LA TUA PERSONA E LA TUA VOCE IN TOUR?

“Chi ha detto che siamo in salute?! (sonore risate, ndR). Per quanto riguarda la voce faccio degli esercizi per scaldarla prima di salire sul palco, ma niente di complicatissimo anche perché non ho mai approfondito troppo l’argomento. Cerco di stare attento a quello che bevo e a quanto fumo solo quando sono in studio, mi è quasi impossibile invece quando siamo in tour, con bevute, orari impossibili, party degenerati, sporcizia, il contatto con un’infinità di persone… molti miei colleghi sono attentissimi a tenersi in forma, altri non lo fanno per niente, credo di collocarmi nel mezzo”.

PERCHE’ CHI LEGGE QUESTA INTERVISTA DOVREBBE COMPRARE ‘COLLISIONS AND CASTAWAYS’?
“Perché devo mantenermi in qualche modo! E’ una nuova collezione di canzoni che piaceranno a chi apprezza il suono dei 36 Crazyfists, un lavoro di cui siamo particolarmente fieri”.

QUALI SONO LE DIFFERENZE SOSTANZIALI RISPETTO A ‘THE TIDE AND ITS TAKERS’?
“Una cosa che lo differenzia dal suo predecessore e da tutti gli album della nostra discografia è che ci siamo sentiti particolarmente liberi di fare tutto quello che volevamo, dare sfogo ai nostri desideri in ogni canzone – alcuni brani sono un perfetto esempio del nostro lato metal e altre del nostro lato rock/emotivo, è un lavoro con diverse sfumature e sfaccettature”.

SEI STANCO DI DOVER RISPONDERE, OGNI DANNATA INTERVISTA, A DOMANDE SULLA TUA TERRA NATALE?
“Si… non ne possiamo più di domande sull’Alaska… anche se in realtà amo la mia terra natale, è il posto che preferisco più al mondo. Tutti sanno che proveniamo da lì quindi ci aspettiamo anche domande del genere, e cerchiamo di ‘esportare’ tramite le nostre parole la bellezza e l’amore per il nostro paese”.

VI DA FASTIDIO SUONARE COSI’ PRESTO SUL PALCO DEL GODS OF METAL?
“Assolutamente no, la giornata di oggi ha un gran bel cartellone, siamo felicissimi di farne parte”.

DEZ CI HA ANTICIPATO CHE TORNERETE IN ITALIA COI DEVILDRIVER TRA QUALCHE MESE…
“E’ vero, non vediamo l’ora di poter suonare nei club ed essere più vicini ai nostri fans. Appena ho scoperto che i nostri compagni sarebbero stati i Devildriver ho pensato ‘Oddio, sarà un massacro’. Li adoro”.

PERCHE’ MICK HA LASCIATO LA BAND?
“La famiglia. Nessuno scazzo, è una decisione sacrosanta”.

E’ STATO DIFFICILE TROVARE UN RIMPIAZZO?
“Non troppo. Brett era già nel nostro team, è stato il tecnico delle chitarre per tre anni… non sa suonare tanto bene il basso ma è un bravo ragazzo, e ha una gran bella barba!”.

…SEMBRA L’ABBIATE SCIPPATO AGLI AMON AMARTH.
“E’ un vero metallaro! Lo prendiamo in giro spesso per il suo aspetto un po’ vichingo”.

STAMANE AVEVATE GIA’ MOLTI FAN AD ASPETTARVI, NONOSTANTE IL CALDO TORRIDO E L’ORARIO SVANTAGGIOSO. TROVATE SIA IMPORTANTE DEDICARE PARTE DEL VOSTRO TEMPO A LORO?
“Ovviamente si, anche se non si tratta di una sessione di autografi programmata cerchiamo di mischiarci alla gente il più possibile, adoro il contatto con le persone, trovo sia uno dei lati migliori dell’essere musicista. I nostri fan poi, che dire, sono incredibili”.

CHIUDI PURE L’INTERVISTA CON PAROLE TUE…
“Le ultime parole sono: VIVA ITALIAAAA!!! (urlando) E comprate il nuovo disco (sottovoce, ndR)”.

 




  

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