5RAND – Prescrizioni paradossali

Pubblicato il 17/12/2025 da

Dopo una lunga assenza, acuita dalla pausa pandemica, fa piacere ritrovare più in forma che mai i 5Rand, sorta di versione nostrana degli Arch Enemy, vista la loro proposta che prende spunto da un melodic death metal riletto in chiave moderna, aggiungendo all’equazione un pizzico di Fear Factory ed In Flames.
L’impressione è che, con il supporto di una label specializzata tipo la Napalm Records, sarebbero già pubblicizzati sulle principali testate di settore, ma al quartetto romano piace far parlare la musica più che il marketing, e da questo punto di vista il nuovo “Ordhalia” ha tutte le carte in regola per farsi apprezzare dagli amanti del genere.
A raccontarci la genesi dell’album, a partire dai testi mai banali ispirati dai suoi studi in psicologia, è la frontwoman Julia Elenoir, portavoce della band che ha risposto collettivamente a molte delle domande nello scambio epistolare riportato di seguito…

 

IL VOSTRO ULTIMO DISCO È DEL 2019: COME AVETE PASSATO QUESTI ULTIMI SEI ANNI, PANDEMIA A PARTE?
– Il nostro disco è uscito pochissimo prima della pandemia. Stavamo letteralmente partendo per il tour di marzo 2020 quando ci hanno fermati all’aeroporto. Da lì è stato tutto un arrancare: molti di noi hanno dovuto stringere i denti, perché avevamo investito tantissimo in un progetto (l’album, il tour, tutto…) che purtroppo non ha avuto modo di sbocciare nel modo giusto.
Io ho vissuto un periodo davvero pesante. Avevo investito tutto nella musica, avevo scelto di lavorare in questo settore, di immergermi completamente in ciò che amavo, mettendo momentaneamente da parte la mia laurea in psicologia. E da un giorno all’altro mi sono ritrovata senza lavoro, senza prospettive, e totalmente bloccata.
Sono caduta in una depressione profonda. A quel punto ho iniziato un percorso di psicoterapia e uno psicoterapeuta straordinario mi ha letteralmente salvata.
Avendo già una laurea in psicologia, ho sentito il bisogno di riprendere in mano quella parte della mia vita: ho passato i successivi quattro anni a conseguire la specializzazione in psicoterapia e ho iniziato a lavorare nei centri clinici, aiutando gli altri.

JULIA, A COSA FA RIFERIMENTO L’ORDALIA DEL TITOLO, È UNA METAFORA DEL GIUDIZIO DIVINO?
– In realtà “Ordhalia” fa riferimento a una prescrizione usata in psicoterapia: l’ordalia appunto.
Ho deciso di dedicare questo album all’intero percorso che ho fatto in terapia. Anche se i brani sembrano affrontare temi diversi, tutti sono legati da un unico filo: raccontano, in modi diversi, il viaggio che ho fatto dentro me stessa.
Quando ho iniziato a scrivere stavo affrontando un cammino molto profondo. Ho dovuto guardare in faccia i miei demoni, riaprire ferite sepolte da anni. È stato doloroso, a tratti devastante… come attraversare un inferno personale. Ma proprio lì dentro è iniziata la risalita. Ogni brano nasce da quell’esigenza di trasformare il buio, di guardarlo senza paura e di ricavarne qualcosa di vivo. “Ordhalia” è il racconto della mia rinascita.

NEGLI ULTIMI ANNI SI VEDONO SEMPRE PIÙ BAND A GUIDA FEMMINILE NEL MODERN METAL (SPIRITBOX, JINJIER, INFECTED RAIN, EMPLOYED TO SERVE, GLI STESSI LINKIN PARK CON EMILIE): È UN FENOMENO CHE HA AVUTO BENEFICI INDIRETTI ANCHE SU DI VOI?
– È sicuramente bello vedere questa crescita. Per noi non è mai stato un tema: quando un gruppo ci piace, ci piace, indipendentemente dal genere. Ora sembra che questo approccio si stia diffondendo e lo troviamo davvero positivo.

DA QUANDO HAI INIZIATO A SUONARE HAI VISTO PASSI AVANTI SULLA PARITÀ DI GENERE NEL METAL?
– Sì, assolutamente. Sempre più donne fanno metal senza farsi troppe domande e senza dover dimostrare nulla. Mi piacerebbe che un giorno non fosse neanche più motivo di discussione… semplicemente normalità.

È APPENA STATA UFFICIALIZZATO L’USCITA DI ALISSA DAGLI ARCH ENEMY: NON VI CHIEDO UN PARERE SU QUESTO, MA TRA LLIVA, ANGELA ED ALISSA CHI PREFERITE? E CHI PRONOSTICATE COME NUOVO CANTANTE?
– Angela e…sempre Angela (risate, ndr).

NEL NUOVO DISCO CI SONO DIVERSE PARTI ORCHESTRALI E/O PIÙ ATMOSFERICHE: AVETE AVUTO MODO DI COLLABORARE ANCHE STAVOLTA CON I VOSTRI AMICI FLESHGOD APOCALYPSE?
– Questa volta no, ma restano uno dei nostri punti di riferimento. Sono una band che ascoltiamo molto e stimiamo tantissimo.

LA COLLABORAZIONE CON MILO È UNO DEGLI HIGHLIGHT DEL DISCO: VI CONOSCEVATE GIÀ, OPPURE LO AVETE CONTATTATO DOPO IL SUO INGRESSO NEI FF?
– Ci conoscevamo già. È della nostra zona e quando è tornato dagli Stati Uniti una sera siamo usciti a mangiare una pizza. Noi stavamo registrando, lui era in Italia per un periodo, e l’idea è nata in modo totalmente naturale. Nel giro di pochi giorni avevamo già il brano pronto.

L’ASPETTO DELLA DEPRESSIONE E DEI DISTURBI MENTALI È SEMPRE PIÙ ATTUALE NELLA SOCIETÀ MODERNA: LO TRATTATE NEI VOSTRI GESTI, PENSO AD ESEMPIO A “THE NIHILIST”, SOLO COME FORMA METAFORICA, OPPURE I VOSTRI STUDI IN PSICOLOGIA VI DANNO QUALCHE ELEMENTO PIÙ CONCRETO PER L’ISPIRAZIONE?
– Sì, assolutamente, i miei studi entrano spesso nei testi. Nel caso di “The Nihilist” sono stata molto influenzata dalla filosofia, in particolare da Nietzsche. Lui distingue tra nichilismo passivo e attivo: quest’ultimo è un modo per smascherare i falsi valori della nostra cultura e creare le basi per una rinascita. In questa canzone ho voluto esprimere proprio quel concetto.

AVETE SUONATO CON TANTE BAND IN QUESTI ANNI: CHI VI HA ‘INSEGNATO’ DI PIÙ, ANCHE SOLO GUARDANDOLI IN AZIONE?
– Sicuramente i Dark Tranquillity. Vivere una band del loro livello, entrarci in confidenza, osservarli da vicino ti fa capire tantissime cose su come funziona davvero questo mondo.

TRA RICAVI INESISTENTI DALLO STREAMING, COSTI SEMPRE PIÙ ELEVATI PER I TOUR ED UN’OFFERTA MAI COSI VARIEGATA IMMAGINO FAR QUADRARE A FINE ANNO IL BILANCIO PER UNA BAND UNDERGROUND NON SIA FACILE: QUANTI SACRIFICI CI VOGLIONO PER GENERE IN VITA QUELLA CHE IMMAGINO SIA PRIMA DI TUTTO UNA GRANDE PASSIONE?
– Tantissimi. È davvero dura. Devi trattarlo come un’azienda: investimenti continui, calcoli di ritorno sull’investimento, marketing, pianificazione. Ma con un’azienda che spesso non genera ricavi sostenibili e che si muove in un mercato sempre più competitivo. Però, parliamoci chiaro: questo percorso ti mette alla prova in tutto. Se resisti… forse è perché ci credi davvero.

UNO DEGLI ASPETTI POSITIVI DEI SOCIAL È IL CONTATTO DIRETTO CON I FAN: AVETE AVUTO QUALCHE PARTICOLARE DIMOSTRAZIONE DI AFFETTO IN QUESTI ANNI?
– La cosa più bella è avere fan in tutto il mondo che ci vogliono bene che credono in noi e ci supportano. Questo è tutto. Il metal unisce, crea famiglia. E noi lo sentiamo ogni giorno.

È CAPITATO DI VEDERE IN PASSATO BAND ROCK / METAL CIMENTARSI CON TALENT SHOW TIPO X FACTOR, FINO AL CASO RECENTE DELLA CANDIDATA CILENA A MISS MONDO CHE CANTA DEATH METAL: AVETE MAI VENTILATO QUESTA POSSIBILITÀ?
– In realtà no, non è qualcosa che rientra nei nostri piani.

 

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