A.C.T – Sound Of Silence

Pubblicato il 31/10/2006 da


Dopo qualche anno dal bellissimo “Last Epic”, e dopo essere approdati alla corte della sempre più agguerrita InsideOut-Records, gli A.C.T tornano sul mercato con “Silence”, un album che, pur conservando gli aspetti tipici del sound della band svedese, apporta alcune novità in campo strutturale, che si rivelano talvolta controproducenti. La parola al chitarrista Ola Andersson…


PRIMA DI ADDENTRARCI NEL NUOVO ALBUM, MI PREME CHIEDERTI QUALCOSA SUL VOSTRO SPLIT CON LA ATENZIA RECORDS, L’ETICHETTA CHE HA CREDUTO IN VOI SIN DALL’INIZIO…
“La Atenzia Records purtroppo ha cessato di esistere, anche perché era semplicemente una costola di una importante etichetta svedese, che evidentemente ha smesso di credere in questo progetto. Abbiamo quindi cercato un’altra etichetta, ed il nostro manager è entrato in contatto con la InsideOut, che già in passato aveva avanzato qualche proposta alla nostra band. Abbiamo iniziato a discutere su tutte le varie beghe contrattuali, ed ora siamo alla InsideOut”.

ASCOLTANDO IL NUOVO ALBUM, SI NOTANO CHIARAMENTE NUOVI ELEMENTI NEL VOSTRO SOUND, COME SE LA VOSTRA VENA PIU’ ECLETTICA AVESSE LASCIATO SPAZIO AD UNA COSTRUZIONE PIU’ CANONICA DEI PEZZI…
“Hai perfettamente ragione. Abbiamo semplicemente scandagliato il nostro vecchio materiale, e l’abbiamo reso migliore. Le strutture sono più semplici, le armonie vocali hanno ancora più peso, e ogni strumento è stato trattato in modo da essere perfettamente udibile. Il nostro produttore ha davvero fatto un ottimo lavoro, ed era una cosa di cui il nostro nuovo album aveva davvero bisogno”.

LA CANZONE CHE MI HA LETTERALMENTE FATTO INNAMORARE DELL’ALBUM E’ STATA “PUPPETEERS”, DOVE E’ FACILE SCORGERE UN MOOD OSCURO E SERPEGGIANTE SIA NEI TESTI CHE NELLA MUSICA. DI CHE COSA PARLA QUESTA CANZONE?
“La canzone è stata composta dal nostro bassista. Il significato dovrebbe essere: siamo tutti marionette. Stiamo sempre cercando qualcosa che non troveremo mai. Credo che questo sia il senso che la canzone vuole avere”.

E’ DIFFICILISSIMO DARE UNA DEFINIZIONE AL VOSTRO SOUND, ED IMMAGINO CHE VOI ABBIATE SEMPRE RIFUGGITO QUALSIASI TIPO DI ETICHETTA. MA SE TI TROVASSI ALLE STRETTE E SE DOVESSI DESCRIVERE GLI A.C.T A CHI NON NVI CONOSCE, COSA DIRESTI?
“Modern progressive pop. Questo è quello che direi oggi. Ovviamente agli inizi era leggermente diverso. All’epoca le nostre influenze erano più visibili, come è normale che sia per una band agli esordi. Puoi sentire i Dream Theater ed i Saga nei nostri pezzi. Oggi è diverso, e credo che nessuno suoni come noi”.

C’E’ UNA PARTE DELL’ALBUM, PER ESEMPIO UN ASSOLO, DI CUI TI SENTI PARTICOLARMENTE ORGOGLIOSO?
“No, non credo. Io metto tutto il mio impegno ed il mio tempo su tutte le canzoni. Quindi ti dirò che sono fiero di ogni nota su quest’album”.

UNA DELLE PERLE DI “SILENCE” E’ LA SUITE “CONSEQUENCES”, DOVE AVETE MODO DI DARE SFOGO A TUTTA LA VOSTRA CLASSE SENZA LA FRETTA DI ARRIVARE AL DUNQUE NEI SOLITI CINQUE MINUTI. VI TROVATE MEGLIO IN UNA SITUAZIONE SIMILE O NEI CLASSICI PEZZI SINGOLI?
“In entrambi i casi ci troviamo a nostro agio. Ci piace fare canzoni brevi, con un grande impatto, grandi cori e melodie, ma amiamo anche creare lunghe composizioni, con molti cambi e molte sfaccettature”.

NEL VIDEO BONUS PRESENTE SULL’ALBUM, DOVE SUONATE “MR. LANDLORD” DAL VIVO, TRASPARE UNA GRANDE COESIONE TRA TUTTI I MEMBRI DELLA BAND. SI TRATTA DI QUALCOSA A CUI AVETE LAVORATO SODO O E’ IL CLASSICO CASO FORTUNATO DELLA VITA? ED E’ SEMPRE STATO COSI’?
“E’ stato molto naturale per noi. Mi ricordo le prime volte che abbiamo suonato insieme. Eravamo io, Jerry ed il nostro ex batterista, ed è andata subito benissimo fin dall’inizio, anche se eravamo solo tre. Tutti erano shockati, perché suonavamo davvero bene insieme. Poi sono arrivati gli altri componenti, e la magia si è amplificata”.

COME NASCE UN PEZZO DEGLI A.C.T?
“La maggior parte dei pezzi dell’album è scritta da Jerry, ed un paio sono scritte da me. Da casa scriviamo e registriamo gli accordi e le melodie, ed alcuni arrangiamenti. Poi in sala prove tutti portano le loro idee, proviamo le varie soluzioni rivoltando i pezzi sotto-sopra. Jerry è il compositore principale, ma tutti portiamo le nostre influenze”.

FIN DAL PRIMO MOMENTO IN CUI HO ASCOLTATO LA VOSTRA MUSICA, MI E’ SUBITO SALTATA ALL’ORECCHIO LA SOMIGLIANZA CON LO STREPITOSO CANTANTE / COMPOSITORE OLANDESE VALENSIA…
“Hai perfettamente ragione, e non sono stati molti ad accorgersene. Quando abbiamo ascoltato Valensia per la prima volta siamo rimasti esterrefatti dalla sua bravura. I suoi pezzi sono stupendi, quest’uomo viene da un altro pianeta. Le melodie e le armonie vocali sono assolutamente stupende, e suonano molto Queen, altro gruppo che amiamo alla follia”.

ANCHE SE LA COSA E’ IMPOSSIBILE, VISTO IL SUO CARATTERE E LA SUA ATTUALE ‘PAUSA DI RIFLESSIONE’, AVETE MAI PENSATO DI COLLABORARE CON LUI O DI CHIAMARLO COME OSPITE SU UN VOSTRO ALBUM?
“E’ molto che non sento nulla su di lui. Non so cosa stia facendo ora. Sarebbe bello collaborare con lui, ma è un songwriter abbastanza rigido, e lo siamo anche noi, e non credo che una collaborazione potrebbe funzionare. Passeremmo tutto il tempo a litigare probabilmente!”.

HO VISTO SUL VOSTRO SITO UFFICIALE CHE AVETE INTENZIONE DI RI-PUBBLICARE I VOSTRI PRIMI ALBUM CON DEL MATERIALE BONUS. SAI DIRCI DI COSA SI TRATTERA’?
“Sì, sappiamo già cosa sarà contenuto nelle ristampe, ma preferiamo tenerlo segreto (mah, ndR), perché niente è stato deciso fin’ora”.

CREDI CHE UN GIORNO AVREMO LA POSSIBILITA’ DI VEDERVI DAL VIVO IN ITALIA?
“Credo di sì, perché è un posto dove vogliamo andare. Ogni volta che prepariamo un tour ci preoccupiamo di inserire l’Italia tra i posti da visitare. Ma c’è sempre un problema, e alla fine non siamo mai riusciti a venire da voi. Ora il nostro manager e la nostra etichetta stanno preparando un nuovo tour, e sanno che vogliamo venire in Italia. Quindi, aspettateci, arriveremo!”.

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