ABEL IS DYING – Abissi di follia

Pubblicato il 02/01/2007 da
 
Tra i gruppi di punta della giovane scena metal-core italiana, figurano senza dubbio i milanesi Abel Is Dying, band nata poco più di due anni fa, ma con già all’attivo una serie di concerti da far invidia a formazioni ben più celebri ed affermate. Il mini-CD di debutto del sestetto, “Gazing From The Abyss”, è arrivato nei negozi da poche settimane su Still Life Records, mettendo in mostra una band dalle idee chiare e che può già rivaleggiare apertamente con formazioni come Darkest Hour o Dead To Fall. Andiamo a conoscerla meglio…
 
 

 
ESSENDO QUESTA LA PRIMA INTERVISTA DEGLI ABEL IS DYING PER METALITALIA.COM, DIREI DI INIZIARE PRESENTANDO LA BAND AI LETTORI E RIASSUMENDO BREVEMENTE LA SUA STORIA!
“Ciao, qui Gigio (chitarra) e Andrea (basso). Innanzitutto, grazie mille dell’intervista e del supporto che da sempre ci date. Ci siamo formati alla fine del 2004 e, come tanti altri gruppi, abbiamo iniziato a provare cercando un suono che ci rappresentasse. Dopo aver composto i primi pezzi e aver registrato un promo di 3 tracce nel 2005, abbiamo cominciato una intensa attività live che ci ha portato a suonare in giro per l’Italia e all’estero. Nel Marzo 2006 siamo rientrati in studio insieme a Gianluca Amendolara (The Miracle, No More Fear, Steam) nei suoi Cellar Door Studios per incidere le sette canzoni che sono presenti nel nostro debutto ‘Gazing From The Abyss’, uscito su Still Life Records a Novembre”.
 
PARLIAMO ALLORA DEL VOSTRO PRIMO MINI-CD UFFICIALE… VI ANDREBBE DI PRESENTARCELO?
“Certo! Siamo molto contenti di come è uscito fuori, grazie soprattutto al lavoro svolto da Gianluca Amendolara nei Cellar Door Studios, dove abbiamo avuto modo di registrare con tutta tranquillità senza alcun tipo di incertezza e distrazione. E’ stato davvero tutto molto veloce. Abbiamo iniziato a registrare nei primi giorni di Marzo, fermandoci solo ad Aprile, quando siamo partiti per il tour europeo. Al nostro ritorno, abbiamo completato le sette tracce, fatto un mix provvisorio e a Settembre Francesco della Still Life Records ci ha preso nel suo roster con nostra immensa gioia e così ‘Gazing From The Abyss’ è stato completato in tutti i suoi aspetti”.
 
RISPETTO AL DEMO HO NOTATO UN NETTO MIGLIORAMENTO SIA A LIVELLO TECNICO CHE DI SONGWRITING… MERITO DELLA VOSTRA GROSSA ATTIVITÀ LIVE?
“Sì, crediamo che il fattore live abbia influito parecchio sul nostro modo di comporre musica e sicuramente ci ha permesso di migliorare molto dal punto di vista tecnico e non. Avere la possibilità di suonare tanto anche con gruppi più grossi ti fa davvero venire voglia di creare pezzi che ti soddisfino di più. Questa è stata una nostra esigenza da quando ci siamo formati… cercare di fare cose che ci piacessero fino in fondo, cercando di dare il massimo sia in sala prove che dal vivo. Inoltre, come dicevamo prima, suonare con gruppi che hanno una grossa esperienza alla spalle ti aiuta molto a crescere e a imparare nuove cose sotto tutti i punti di vista”.
 
IL SOUND SI È INDURITO NOTEVOLMENTE RISPETTO AD UN ANNO E MEZZO FA. SCELTA FATTA A TAVOLINO O NATURALE PROGRESSIONE? SONO FORSE ENTRATE NUOVE INFLUENZE IN SENO ALLA BAND?
“No, non è stata propriamente una scelta fatta a tavolino, ma in quel periodo non avevamo una nostra vera identità… stavamo ancora cercando il nostro suono e con il tempo credo che siamo riusciti a creare quello che volevamo. Sicuramente ci siamo orientati molto sul metal/death metal, che è il genere che più ascoltiamo, non dimenticando però l’attitudine hardcore che contraddistingue i nostri live show”.
 
LA BAND HA SEMPRE AVUTO DUE CANTANTI… COME SPIEGHI QUESTA SCELTA? DIREI CHE IN “GAZING…” IL LORO OPERATO SIA DAVVERO EFFICACE, MOLTO PIÙ VARIO E INCISIVO CHE IN PASSATO…
“La scelta di avere due cantanti deriva fondamentalmente dal fatto che ci piacevano molto sia lo stile di Tommy che di Paul, i due cantanti, e così abbiamo provato a farli cantare insieme; il risultato ci è subito piaciuto molto e così siamo rimasti a due voci. Sicuramente rispetto al passato sono migliorati moltissimo sia individualmente che nella coppia, riuscendo così a raggiungere il giusto affiatamento e a mescolare le loro voci come un unico strumento, omogeneo ma vario allo stesso tempo”.
 
CHI SCRIVE E DI COSA PARLANO I TESTI DEGLI ABEL IS DYING? CI SONO ARGOMENTI CHE VI STANNO PIÙ A CUORE DI ALTRI?
“Nessuno ha il monopolio delle liriche negli AID, chiunque può proporre un suo testo ed usarlo in una canzone anche se alla fine sono i cantanti a metterci sopra le mani per ultimi, per rendere i testi più famigliari da cantare; così non ci sono argomenti prediletti in quanto ognuno butta giù le sue personali emozioni di quel momento. Questo sono i nostri testi: emozioni”.
 
IL MINI-CD VIENE PUBBLICATO DALLA STILL LIFE RECORDS: COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON QUESTA ETICHETTA? SIETE SODDISFATTI DEL LAVORO SVOLTA SINO AD ORA?
“Conosciamo Francesco della Still Life da quando abbiamo iniziato a suonare e ci ha sempre consigliati e supportati. Inoltre, abbiamo sempre adorato i gruppi del suo rooster e così quando abbiamo saputo che era interessato a noi non abbiamo avuto dubbi sulla risposta. La Still Life è come una grande famiglia dove si è tutti uniti, quindi non possiamo che esserne molto fieri di farne parte insieme a gruppi che amiamo e rispettiamo come As Hope Dies, Embrace The End, To Kill, The Miracle e The End Of 6000 Years. Francesco poi si è davvero dato molto da fare per promuovere e distribuire il nostro mini-CD sia in Italia che all’estero e non possiamo che essere soddisfatti del suo lavoro!”.
 
COME DICEVAMO, IL GRUPPO È MOLTO ATTIVO SUL FRONTE LIVE: QUALI SONO I PROSSIMI IMPEGNI CHE VI VEDRANNO PROTAGONISTI?
“Da Gennaio si riprende con l’intensa attività live che a noi piace tanto! Abbiamo molti concerti davvero entusiasmanti tra cui il concerto del 24 Gennaio al Covo Club di Bologna di supporto ai The Chariot e ai Becoming The Archetype; in seguito, cercheremo di suonare il più possibile nei mesi di Febbraio e Marzo in attesa poi di partire ad Aprile per il tour in Gran Bretagna, che sarà sicuramente un’esperienza indimenticabile!”.
 
PENSATE CHE SIA DIFFICILE RIUSCIRE AD EMERGERE IN ITALIA SUONANDO QUESTO GENERE DI MUSICA? COME VEDETE LA SCENA METAL E HARDCORE ITALIANA, SIA SOTTO IL PROFILO DELLA QUALITÀ DELLE BAND CHE SOTTO QUELLO DEL SUPPORTO DEI MEDIA, DEI LOCALI PER TENERE CONCERTI, ETC?
“Beh, sicuramente non è facile riuscire ad emergere qui da noi, anche se comunque stanno nascendo tanti nuovi gruppi. Ma a volte quello che vedo è gente che non ha voglia di sbattersi o comunque che crede che le cose piovano dal cielo. Questo è un tipo di comportamento che non approvo molto. Credo che per costruire una base solida ci voglia molta dedizione e tanta voglia di sbattersi: se mancano queste cose è davvero dura pensare di creare qualcosa musicalmente. Ti parliamo sotto il nostro punto di vista e per come l’abbiamo vissuta noi direttamente. Per quel che riguarda le band italiane, ti posso dire che siamo sempre stati ‘ossessionati’ da molti gruppi che ci hanno influenzato sia dal punto di vista musicale che umano. Vedere gruppi come Memories Of Apocalypse, To Kill, The Phoenix, The Secret o The End Of 6000 Years e The Miracle e dividere il palco con loro in più di un occasione è stato davvero fonte di ispirazione per noi. Per il discorso concerti, penso che in Italia sia ‘dura’ organizzare concerti in locali grossi, soprattutto perché molto spesso i gestori, pur avendo grandi entrate, si rifiutano di pagare i gruppi… questa è una cosa molto spiacevole ma che è capitata molte volte. Per quel che ti possiamo dire noi della nostra esperienza, è che preferiamo suonare in posti molto piccoli, organizzati da ragazzi  che si sbattono e hanno voglia solo di divertirsi e non di pensare a quanti soldi faranno a fine serata”.
 
QUALI SONO I PIANI DEGLI ABEL IS DYING PER IL PROSSIMO FUTURO? C’È FORSE UN FULL-LENGTH IN LAVORAZIONE?
“Andremo sicuramente avanti a promuovere ‘Gazing From The Abyss’ cercando di suonare il più possibile, ma nel frattempo stiamo lavorando sodo per comporre nuove canzoni che andranno a creare il nostro futuro full-length! Ci sarà da lavorare duro ma finchè si tratta di ciò che amiamo di più sarà solo un piacere”.
 
POSSIAMO ASPETTARCI DELLE NOVITÀ IN SEDE DI SONGWRITING O PENSATE CHE GLI ABEL IS DYING ABBIANO ORMAI TROVATO IL LORO STILE?
“Fondamentalmente si può dire che abbiamo trovato il nostro stile, ma questo non significa che non cercheremo di migliorarci o creare qualcosa di nuovo: il percorso di ricerca di un proprio stile non deve mai essere interrotto, anche quando hai creato qualcosa che ti soddisfa al massimo. Quindi continueremo sicuramente a sperimentare, senza però allontanarci dalle sonorità che siamo riusciti a creare e che ormai ci contraddistinguono”.
 
SIAMO ALLA FINE… GRAZIE PER L’INTERVISTA! A VOI LA CONCLUSIONE…
“Innanzitutto vogliamo ringraziare te, Luca, e i ragazzi di Metalitalia.com per il supporto che sempre ci avete dato. Poi Francesco (Still Life Rec), Gianluca Amendolara (Cellar Door Studios) e tutte le persone che ci supportano e ci fanno divertire ad ogni concerto! Grazie di cuore”.
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