ACHREN – Birra e metal dalla Scozia!

Pubblicato il 23/04/2004 da

Nella cartina geografica del metal manca clamorosamente una nazione, la fiera Scozia, incapace di regalare grandi band alla scena metal. Qualcosa però si sta muovendo, grazie agli Achren (ex Soulgreed), giovane band che deve ancora sgrezzarsi, ma forse proprio il suo approccio sarà la molla vincente per un futuro. Parola a questi simpaticissimi e ubriachi metaller scozzesi! Autori di un demo assai interessante e metal nel senso più puro, gli scozzesi Achren, dopo aver maturato esperienza sotto il monicker Soulgreed, sembrano davvero pronti per riportare in alto la scena scozzese che sembra ormai sprofondata in un preoccupante letargo.

ACHREN, VOLETE PRESENTARVI AI NOSTRI LETTORI?
Callum: “Gli Achren sono METAL! Veloce, aggressivo, rude, metal ubriaco. Scott ed io abusiamo delle chitarre, Gordon suona la batteria e Scott si occupa anche del cantato. Abbiamo formato il gruppo all’incirca nel febbraio del 2003, quando Scott ed io iniziammo a suonare assieme a Gordon. Conosco Scott da una vita e con lui ho suonato in precedenza in altre due band. Gordon lo conobbi in un pub nel 2002 e subito legai con lui. Come ho detto, la nostra musica è una miscela di tutti i generi metal estremi: black metal screaming, death metal growl, riff thrash e affini al black, batteria martellante, ogni aspetto selvaggio, potente e pesante!”.

TU E SCOTT AVETE AVUTO ANCHE UN’ESPERIENZA CONI SOULGREED. QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA LA VOSTRA VECCHIA BAND E GLI ACHREN?
Callum: “I Soulgreed non erano male, ma finirono per diventare un mix troppo vario, senza la capacità di focalizzarsi e di essere realmente aggressivi. Questa è stata la nostra prima band, c’era tanto entusiasmo, ma non sapevamo davvero dove ci potesse portare. Eravamo troppo giovani senza la capacità di gestire le situazioni e di decidere su come dovesse evolversi la musica che suonavamo”.
Scott: “Negli Achren tutte le idee e l’aggressività sono il risultato di una scelta operata da tutti e tre i suoi membri. La presenza di Gordon assicura aggressività, pesantezza e uno stile di batteria davvero autoritario; abbiamo un batterista che ha la nostra stessa concezione su come dovrebbe suonare la nostra musica e una notevole esperienza. Questa situazione ha creato una versione più accurata dei suoni che sono stati prodotti nel cd. Nei Soulgreed c’erano cinque persone e così le idee erano interpretate in cinque modi diversi. Ciò significa che il suono dei Soulgreed, potente e aggressivo, è stato trasmesso negli Achren. Ora che abbiamo alle spalle l’esperienza dei Soulgreed, siamo in grado di decidere velocemente il tipo di suono che vogliamo avere. Abbiamo deciso che questo deve essere estremamente pesante, veloce e molto, ma molto cattivo. Questi sono gli Achren!”.

QUAL E’ IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA ‘ACHREN’, E PERCHE’ L’AVETE SCELTA COME MONICKER?
Callum: “Achren era l’antico mondo celtico dell’Oltretomba. Abbiamo scelto questo monicker per dimostrare che non solo la Scandinavia è capace di produrre furioso metal nordico, ma anche la Scozia può farlo! Il nome riflette le nostre radici celtiche”.
Scott: “E’ giusto quello che ha detto Callum. Il nome è stato scelto perché anche la Scozia può partorire musica pesante ed oscura!”.

“FUCK IT HARD” HA ALCUNE INFLUENZE DEL DEATH METAL SVEDESE, SIETE D’ACCORDO? QUALI BAND VI HANNO INFLUENZATO?
Callum: “Molte sono le band che ci hanno influenzato: At The Gates, Carcass, ma anche The Haunted e gruppi metal più vecchi come Judas Priest, Motorhead e Venom. Abbiamo anche inziato a prendere qualche ispirazione dal black metal. Non abbiamo deliberatamente deciso di avere uno swedish sound, ma Gordon, il nostro batterista, ha suonato per un certo tempo con alcune band svedesi in passato e forse alcune influenze derivano proprio da questa esperienza”.
Scott: “Sono d’accordo con Callum e concordo sui nomi delle band da lui elencati. Vorrei aggiungere comunque che siamo stati influenzati dalla scena death metal in generale e da alcune band europee black metal”.

E’ MOLTO STRANA LA MANCANZA DI UN BASSISTA PER UNA METAL BAND. PENSATE DI CONTINUARE SENZA UNO STRUMENTO IMPORTANTE COME IL BASSO?
Callum: “Abbiamo iniziato con un bassista in formazione, ma poi quando questo ha lasciato la band non ci siamo preoccupati molto di rimpiazzarlo. Come chitarristi, l’assenza di un bassista ci permette molta più libertà nel creare un massicio songwriting. Molti gruppi che hanno suonato qui avevano dei bassisti che nei concerti coprivano completamente i chitarristi, noi vogliamo evitare problemi come questo, le chitarre devono sempre dominare!”.
Scott: “Gli Achren cercano di migliorarsi di giorno in giorno così se un giorno ci sarà un bassista bravo con una visione della musica simile alla nostra allora saremo felici di accettarlo in gruppo. Ad ogni modo oggi come oggi abbiamo un suono molto pesante e buono pur senza bassista, se ci fosse bisognerebbe proprio fargli avere un suono spaziale. Al momento non stiamo cercando alcun bassista”.

SAPPIAMO POCO DELLA SCENA METAL IN SCOZIA, FORSE POTETE ILLUMINARCI…
Callum: “Non ci sono troppe band veramente metal, ci sono tanti gruppi grindcore, hardcore etc. Ci sono alcuni gruppi death come i Regorge (scioltisi), Man Must Die, Pathogen, ma nessuno di questi è alla ricerca di un suono personale e possono essere etichettati come gruppi di metal puro. Ci sono invece troppi gruppi punk e hardcore che cercano di essere heavy. I gruppi black scozzesi sono così underground che io non ne ho mai sentito parlare e non hanno mai suonato dal vivo, ci sono comunque abbastanza ragazzi che seguono questo genere. Difficilmente qui c’è un concerto con sole band metal, ci sono sempre band nu metal, hardcore etc. La scena sta comunque crescendo ed è migliore rispetto a qualche anno fa. I tour non toccano la Scozia come fanno per Londra, ma spesso vengono a suonare a Glasgow così qui la scena live è vivace. Nel resto della Scozia c’è il nulla, forse uno o due concerti a Edinburgo”.
Scott: “La scena metal qui in Scozia si sta riprendendo dopo un periodo davvero brutto in cui c’era solo un ristretto gruppo di buone band, mentre tutto il resto era nu-metal. Speriamo che questo trend possa migliorare in futuro, ora ci sono molti gruppi che cercano di suonare musica pesante e veloce, ma spesso le chitarre non hanno spessore. Spero queste band possano diventare più brave in futuro contribuendo ad un ritorno in grande stile della scena scozzese!”.

LA VOSTRA TERRA E’ INCANTEVOLE, PRENDETE ISPIRAZIONE DAGLI SCENARI CHE OFFRE UN POSTO COME LA SCOZIA?
Callum: “Ovviamente il paesaggio può incidere sull’umore delle persone, ma la maggior parte degli scozzesi è concentrata della città (specie in Glasgow) così sono i ritmi della città, forse, a creare l’aggressività e l’umore di tutti noi. Di certo la storia e la lingua sono fonti d’ispirazione. Troppi gruppi scozzesi cercano un suono simile a gruppi inglesi o americani, per noi l’importante è far rivivere le nostre radici e mostrarle agli altri!”.
Scott: “Per certi versi la nostra terra ci ha influenzato sotto vari aspetti. Sebbene tutt’intorno a noi ci sia la nostra terra – di cui subiamo le influenze, cosa assai naturale – essa è anche sempre nei nostri cuori, la sua forza è importante per noi e la Scozia può essere una terra davvero strana”.

PER UN GRUPPO SCOZZESE E’ FACILE USCIRE DALL’UNDERGROUND?
Callum: “Non credo ci siano delle barriere, se ci sono gruppi che davvero vogliono ottenere qualcosa allora non credo abbiano problemi a tentare, sebbene forse sia prima indispensabile far parte della scena inglese poiché le etichette più importanti si trovano tutte nei pressi di Londra e tutti i media sono in quella zona. Suonare a Londra è una tappa obbligatoria perché Glasgow è importante ma, per questioni di marketing, non lo è molto per la scena metal come invece lo è Londra. Conosciamo band di Glasgow che hanno avuto un contratto, ma poi non sono andate troppo avanti”.
Scott: “Solitamente i gruppi estremi scozzesi non fanno molta strada. Ciò è dovuto a una mancanza di ambizione, di talento e di visione, forse perché le case discografiche importanti sono lontane, a Londra, o è solo colpa della cattiva sorte. Ad ogni modo conosco buone band e spero vivamente per loro che il vento inizi a cambiare e così pure la loro fortuna”.

VI PIACE TANTO SUONARE DAL VIVO… COME MAI?
Callum: “La sola ragione è la voglia di suonare metal! La cosa più importante è per noi uscire di casa e conoscere nuova gente e gridare con loro alcune canzoni a squarciagola! Sarebbe proprio bello poter girare il mondo”.
Scott: “Molto meglio suonare dal vivo che suonare morti (ride, ndA)! A parte gli scherzi, c’è bisogno d’energia, di sentire la batteria e le chitarre che iniziano a devastare tutto quanto, vedere la tua musica che fa muovere le persone. Tutta questa serie di cose fa il ‘suonare dal vivo’ qualcosa di veramente amabile”.

OK ACHREN, GRAZIE PER LA VOSTRA DISPONIBILITA’. UN ULTIMO MESSAGGIO…
Achren: “Fuck it hard!”.

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