ADDICTION – Intervista ad Alex Guadagnoli

Pubblicato il 27/02/2002 da

Tra tutte le bands che circolano nel panorama nu metal italiano ce ne è una che sta facendo molto parlare di se e non solo nel nostro paese, sto parlando ovviamente degli ottimi Addiction, una band che ho avuto modo di seguire sin dagli esordi e che sta seminando consensi un pò ovunque, grazie anche all’originalissimo sound che li contraddistingue, una ben dosata miscela di rock, metal, pop e new wave. Di seguito l’intervista con Alex Guadagnoli, chitarra e seconda voce, nonchè anima, del progetto Addiction.
E’DIFFICILE DARE UNA DEFINIZIONE PER GLI ADDICTION IN TERMINI DI NU METAL BAND, E SICCOME NON AMO ETICHETTARE I GRUPPI É PIU SEMPLICE SE MI PARLI DELLE INFLUENZE MUSICALI PIU IMPORTANTI NEL VOSTRO SONG WRITING.
“Ogni membro degli Addiction ha gusti molto particolari, personalmente essendo mio il lavoro di songwriting potrei nominare dai Depeche Mode agli Arful Dodger passando per un background rock/metal più o meno recente, come i White Zombie ad esempio.”

ASCOLTANDO “DOUBT THE DOSAGE” SI RICAVA SUBITO L’IMPRESSIONE DI UNA SVOLTA COMPOSITIVA MOLTO EVIDENTE RISPETTO AL SUO PREDECESSORE “JUST TO HURT”, IN CHE DIREZIONE SI MUOVERANNO LE PROSSIME COMPOSIZIONI DEGLI ADDICTION?
“Porteremo all’ estremo gli elementi che compongono il nostro sound. I nuovi pezzi a cui stiamo lavorando ora hanno un vibe molto contaminato da sonorità Trip-Hop/R&B e garage, pur restando estremamente aggressivi hanno un impatto emozionale molto più forte.”

COME MAI IL VOSTRO NOME È CAMBIATO DA ADDICTION 96 AD ADDICTION?
“Basically, perchè troppe bands attualmente in circolazione hanno una desinenza numerica nel proprio monicker: Earthtone 9, Linea 77, Blink 182, pensiamo che – Addiction – sia più incisivo.”

HO AVUTO MODO DI SEGUIRE, ANCHE SE INDIRETTAMANTE ATTRAVERSO I MAGAZINE DI MUSICA DEL SETTORE, IL TUO PERSONALE PROCESSO DI EVOLUZIONE MUSICALE, DAGLI ELECTROCUTION IN POI, PARLAMI DI ALEX GUADAGNOLI COME MUSICISTA.
“E’ difficile perchè la mia vita da musicista non è scindibile dalla mia vita privata, voglio dire che ogni mia crescita è stata conseguenza di ciò che mi accadeva intorno, cose non bellissime per la maggior parte ma estremamente formative. Fondamentalmente ho iniziato come fan del Pop 80s con gli Wham, i Talk Talk e ho cominciato a cantare, poi mi sono concentrato sulla chitarra e il death metal degli Electrocution era un’ ottima valvola di sfogo. Il fatto è che non si scappa dalla prorpia natura e infatti già nell’ ultima fase Electrocution la contaminazione era molto presente… E’ stato un periodo molto importante ma anche molto difficile, andai in America proprio per dare una svolta e quando i Sepultura mi chiesero di registrare i miei vocals su un loro pezzo mi resi conto che andavo nella giusta direzione. Comunque gli Addiction del 2002 sono la cosa più vicina a ciò voglio musicalmente.”

DA COSA É STATA DETERNINATA LA SCELTA DELLA COVER “SUCH A SHAME”? FORSE DAL TUO PASSATO DISCO?
“E’ un pezzo a cui noi leghiamo molti ricordi e quando lo abbiamo riarrangiato suonava veramente “Addiction style”.”

PER QUANTO RIGUARDA LA SCENA INTERNAZIONALE COME VI STATE MUOVENDO? PREVEDETE DATE ALL’ESTERO O PREFERITE PRIMA CONSOLIDARE LA “FANBASE” ITALIANA?
“Il tour ci ha già portato in Svizzera per esempio e ci è piaciuto molto, però stiamo attendendo che l’uscita dell’album copra il territorio europeo prima di effettuare un lungo tour, Barley Arts comunque sta già lavorando in tal senso. Forse il prossimo settembre saremo negli States per il Foundations Forum.”

ESISTONO PROGETTI PARALLELI NELLA VITA MUSICALE DEGLI ADDICTION E DEI SUOI COMPONENTI?
“Yuri, Andera e Alex Alberani hanno un progetto chiamato H Lecter ma cosa facciano ancora non si sa… Io sto lavorando molto come producer e samples prog. con varie new-bands, ho anche molto materiale inedito che forse userò per un mio project quando tornerò a New York.”

COSA OFFRE L’ITALIA ALLE BANDS EMERGENTI SECONDO TE?
“Tanta frustrazione e poca professionalità. La situazione può migliorare solo grazie alla promozione che ragazzi come voi fanno alle bands. L’interesse che stiamo suscitando è un buon presupposto per il futuro ma è il pubblico che scgliendo cosa comprare e ascoltare può far cambiare il music business italiano che è più o meno indietro di 10anni rispetto ad altri paesi.”

DI COSA PARLANO I TESTI DELLE VOSTRE CANZONI?
“Esperienze e situazioni in cui ci siamo trovati, Download parla di un periodo in cui la monotonia e la copiosità delle nostre giornate ci stava rendendo apatici e folli tanto da fare… molte cose di cui ci si pente. Dosage ci ricorda che di qualsiasi cosa si faccia abuso, dalle relazioni sentimentali alle droghe, si finisce per rovinare tutto. Cold parla del rapporto tra Yuri e suo padre che purtoppo è tragicamente scomparso quasi due anni fa. Alcune esperienze sono più pesanti e odio parlarne, averle cantate era l’unico modo per parlarne e non restarne oppressi.”

E’STATO UN PIACERE PARLARE CON TE ALEX, SPERO DI VEDERVI PRESTO LIVE!
“Grazie a te per la collaborazione e a presto.”

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