AENAON – Odissea spirituale

Pubblicato il 31/03/2014 da

Anche in un tragico periodo di crisi, la Grecia non smette di partorire artisti interessanti. Ogni anno nuove formazioni vanno a raccogliere l’eredità dei grandi maestri degli anni Novanta come Rotting Christ o Necromantia, arrivando in certi casi anche a sfidarli apertamente sul loro stesso campo. Tra queste sicuramente vanno annoverati gli Aenaon, gruppo sponsorizzato dalla nostrana Code666 Records che, con due album più che riusciti, è andato a imporsi all’attenzione degli ascoltatori maggiormente attratti dalla sonorità estreme più eccentriche e progressive. Se stravedete per Ihsahn, Borknakar e vecchi Opeth, gli autori del nuovo “Extance” potrebbero proprio fare al caso vostro. Andiamo a conoscerli meglio con le parole del chitarrista Achilleas…

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CHI SONO GLI AENAON? AVETE DUE ALBUM ALL’ATTIVO, MA MOLTO PROBABILMENTE SIETE ANCORA UN NOME NUOVO PER MOLTI.
“Gli Aenaon si sono formati nel 2005 a Volos, in Grecia. Abbiamo iniziato come un gruppo black metal influenzato soprattutto da Emperor e Throns. Dopo un demo nel 2007, abbiamo rilasciato il nostro primo EP ufficiale per la canadese Bleak Art Records. ‘Phenomenon’ è stato ben accolto da pubblico e critica, ma presto abbiamo realizzato di voler suonare qualcosa di più personale. Dopo alcuni cambi di lineup e uno split 7″ nel 2010 abbiamo rilascaito il nostro primo full-length album. ‘Cendres et Sang’ è uscito per Code666 e ha rappresentato un grosso passo verso un suono più aperto e personale. Dopo di esso è stata la volta di un altro split 7″ e di altri cambi di formazione. Quindi siamo arrivati al nuovo ‘Extance’, un album creato con l’intento di fare la differenza nel campo del progressive black metal”.

AVETE AVUTO UNA CARRIERE PIUTTOSTO INTENSA SINORA. TI IMMAGINAVI TUTTO QUESTO QUANDO AVETE INIZIATO?
“Sì, perchè no? Gli Aenaon sin dall’inizio hanno visto il contributo di musicisti esperti, che fanno parte della scena underground da anni. Sicuramente non potevo prevedere che avremmo imboccato questa strada a livello musicale, ma è anche vero che siamo sempre stati ambiziosi e sicuri di noi stessi. Spero che questo viaggio ci regali altre soddisfazioni”.

“EXTANCE” SUONA SIA PIÙ VIOLENTO CHE PIÙ AGGRESSIVO RISPETTO AL PRIMO ALBUM. CHE COSA AVEVATE IN MENTE DURANTE IL PROCESSO DI COMPOSIZIONE?
“L’idea alla base di questo nuovo album è stata quella di prendere tutto ciò che avevamo fatto in passato e di portarlo ad un livello superiore. Originalità ed eccentricità sono due concetti importanti per noi. Nel corso del songwriting ci siamo accorti di avere moltissime idee che meritavano di essere concretizzate. Non siamo scesi a compromessi con la mediocrità e abbiamo lasciato campo libero alle nostre emozioni. Ci siamo presi dei rischi e abbiamo curato tutto nei minimi dettagli, senza più lasciare nulla al caso”.

PRESUMO CHE FRA LE VOSTRE INFLUENZE CI SIANO SEMPRE STATI EMPEROR, IHSAHN, BORKNAGAR E SOLEFALD. VI SONO ALTRE BAND CHE CONSIDERATE IMPORTANTI PER LA VOSTRA CRESCITA? SIETE SOLITI SEGUIRE GLI SVILUPPI DELLA SCENA?
“Siamo sempre alla ricerca di nuovi artisti. Nutriamo una grande passione per questa musica e per qiesta cultura, non ci limitiamo a suonare la nostra roba. Tutt’ora siamo in contatto con decine di gruppi da tutto il mondo. Siamo impegnati in scambi di idee e materiale come si faceva una volta, cercando di far crescere la scena dall’interno. Viviamo per questo mondo. Scoprire nuovi talenti è sempre più interessante che adorare i vecchi maestri sino alla nausea. Certo, ogni gruppo ha bisogno di fondamenta e di punti di riferimento quando è agli esordi, ma non vi è ragione per chiudere gli occhi davanti a coloro che oggigiorno propongono musica innovativa e appassionante. Non ha senso suonare senza tener conto del progresso”.

ENTRANDO NELLO SPECIFICO DELLA VOSTRA NUOVA MUSICA, IL BRANO “GRAU DIVA” SEMBRA DECISAMENTE ISPIRATO AI SATYRICON. CHE NE PENSI?
“Certo, mi piacciono i Satyricon, anche se non mi considero esattamente un loro fan. Secondo me quel pezzo non è così influenzato da loro: mi rendo conto che ci sia un certo groove che possa richiamare i Satyricon, ma il resto del pezzo è frutto di altre ispirazioni. Insomma, non abbiamo deliberatamente cercato di omaggiare quella band. La varietà è una grossa componente del sound degli Aenaon, quindi cerchiamo sempre di costruire nuovi brani partendo da idee diverse. Scrivere un pezzo con una base di sporco rock ‘n’ roll attitude è stata l’idea alla base di ‘Grau Diva’”.

IL RESTO DEL DISCO TUTTAVIA MANTIENE MOLTI DEI VOSTRI TRADEMARK, COME APPUNTO L’APPROCCIO SPERIMENTALE E L’AFFLATO JAZZ. È DIFFICILE CREARE QUALCOSA DI VERAMENTE NUOVO IN CAMPO BLACK METAL, SECONDO TE?
“Sicuramente non è facile, anche se può essere una necessità. Non sono contento quando veniamo accostati ad altri gruppi e per questo cerchiamo sempre di scrivere musica che abbracci più generi, ma non sempre ciò dà buoni frutti. Una volta ho provato ad utilizzare degli spunti di musica latina per un pezzo, ma il risultato finale non mi ha convinto. Pur avendo degli arrangiamenti black metal, questo brano trasmetteva delle emozioni troppo lontane dallo spirito della nostra musica. Trovo più o meno semplice utilizzare soluzioni jazz e blues nel black metal, ma altre sonorità non sempre danno buoni risultati. Ci siamo resi conto che, almeno a livello di feeling, il mondo black metal non ci sta stretto. Non vogliamo allontanarci da esso. Per il resto, cercheremo sempre di essere avantgarde, anche se forse per molti non lo siamo abbastanza”.

PENSI CHE LA GRECIA ABBIA INFLUENZATO LA VOSTRA MUSICA? ALCUNI GRUPPI DEL VOSTRO PAESE SI DICONO MOLTO INFLUENZATI DAL PANORAMA E DALLA STORIA CHE LI CIRCONDA.
“Sì, penso che il luogo in cui viviamo giochi un ruolo importante. Ad esempio, non siamo in grado di comporre musica davvero deprimente. Non è nel nostro cuore, o perlomeno non vi è traccia di essa nel mio. Viviamo in Grecia, una nazione piena di problemi, eppure qui ogni estate tutto sembra più bello. Vi è sempre un senso di speranza sotto un sole splendido. E questa speranza può essere trovata anche nella nostra musica. I posti in cui viviamo e che abbiamo visitato sono colmi di emozioni ed esperienze, di persone e di cultura. Dopo tutto, siamo una band antropocentrica. Tutti questi elementi influenzano la nostra musica e il nostro modo di fare arte. Io personalmente ho studiato a Corfu, un’isola piena di musica e di artisti. Come è possibile resistere a certi stimoli?”.

LA SCENA METAL ELLENICA COME VIVE IL FORTE PERIODO DI CRISI? È DIFFICILE MANTENERE LA BAND IN VITA E ORGANIZZARE CONCERTI E ALTRE ATTIVITÀ?
“Purtroppo questa crisi sta facendo a pezzi il nostro sistema educativo e culturale. Tuttavia, è anche vero che questo periodo di difficoltà sta fungendo da fonte di ispirazione per gruppi come il nostro. Si respira grande creatività all’interno delle scena metal greca oggigiorno. Il vero problema è rappresentato dall’impossibilità di allestire tour: la gente stenta ad uscire di casa, soprattutto se si tratta di andare a vedere artisti underground. Questo è un aspetto molto triste. In ogni caso, vi sono parecchi gruppi che meritano la vostra attenzione; tra questi: Hail Spirit Noir, Agnes Vein, Universe 217, Acrimonious, Thy Darkened Shade, Enshadowed… e potrei andare avanti”.

VI È UN CONCEPT ALLA BASE DI “EXTANCE”? DI COSA PARLANO LE CANZONI DEGLI AENAON?
“No, non vi è un tema specifico alla base del disco. Gli argomenti che tocchiamo tuttavia hanno sempre a che fare con la natura umana: il tema del bisogno, dell’abuso, della pazzia… certamente sarebbe meglio se fosse Astrous, il nostro cantante, a rispondere a questa domanda, ma diciamo che questi sono i nostri temi chiave. Di solito vengono affrontati con un approccio filosofico e con parole astratte”.

I VOSTRI ALBUM GODONO SEMPRE DI UNA FORTE COMPONENTE VISIVA. VUOI PARLARCI DELLE VOSTRE COPERTINE?
“Lukasz Wodynski è la guida estetica degli album degli Aenaon. Lui ha in carico la rappresentazione visiva della nostra musica e dei nostri testi. La sua arte è antropocentrica e bilancia spiritualità e carne. Siamo costantemente al lavoro su materiale visivo, ma non abbiamo intenzione di affidarci sempre a Wodynski. Non vogliamo correre il rischio di ripeterci troppo”.

COSA AVETE IN PROGRAMMA PER IL PROSSIMO FUTURO?
“Ci piacerebbe suonare al di fuori della Grecia con i nostri amici Hail Spirit Noir. Non abbiamo ancora piani concreti, ma ci stiamo lavorando anche con l’aiuto della nostra etichetta”.

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