AGGRESSIVE PERFECTOR – Nel segno della vecchia scuola

Pubblicato il 15/08/2026 da

Dannatamente devoti alla NWOBHM, gli Aggressive Perfector hanno mostrato con fierezza tutta la propria passione nei confronti della vecchia scuola, dando vita, lo scorso marzo, al secondo lavoro sulla lunga distanza.
“Come Creeping Fiends”, pubblicato ancora una volta dalla Dying Victims Productions manifesta la genuina e grezza volontà di questo terzetto di Manchester di omaggiare quelle band che, seppur inconsapevolmente, avrebbero cambiato le sorti della musica pesante, donandole ulteriore tasso epico, aumentandone la ferocia. Ancorati  sì nel passato, ma senza tuttavia dimenticare di avere a disposizione gli elementi tecnici del presente, così da poterli sfruttare nella personale visione e riproposizione di quel sound così magico e trascinante.
Ne abbiamo parlato direttamente, lo scorso aprile, con il chitarrista e cantante Dan Holocausto. Buona lettura!

CIAO RAGAZZI E BENVENUTI SU METALITALIA. QUANDO HO LETTO IL NOME DELLA VOSTRA BAND, IL RIFERIMENTO AGLI SLAYER E’ STATO IMMEDIATO. E’ STATA PROPRIO LA BAND DI ARAYA E SOCI A DARVI LA GIUSTA ISPIRAZIONE?
– Sì, hai indovinato. Tuttavia, per quanto siamo grandi fan degli Slayer, la band non influenza il nostro sound tanto quanto il nome potrebbe suggerire.

DA DOVE E’ NATA L’IDEA DI RENDERE OMAGGIO ALLA NWOBHM NELLE SUE FORME PIU’ SELVAGGE E MELODICHE?
– È semplicemente quello che facciamo: amiamo la NWOBHM, ed è radicata nel nostro modo di suonare. È stato un movimento in cui molte band suonavano in modo molto diverso l’una dall’altra, fondendo tanti stili differenti. Negli Aggressive Perfector si può sentire un mix di heavy metal, doom e thrash. Alcuni definiscono il nostro sound ‘black thrash’, ma per me è heavy metal.

NELLA RECENSIONE DEL VOSTRO “COME CREEPING FIENDS” ABBIAMO INFATTI CITATO NOMI COME IRON MAIDEN, VENOM, THIN LIZZY E, ECCOLI DI NUOVO, GLI SLAYER. C’E’ UNA BAND TRA QUESTE CHE VI HA COLPITO PIU’ DI ALTRE?
– Sicuramente i Venom e subito dietro gli Iron Maiden, se parliamo specificatamente dei primi due dischi. Gli Iron Maiden dell’era Di’Anno sono stati una grande fonte d’ispirazione per il nostro sound, con quella impronta grezza e melodica. Ma tutte le band che hai menzionato spaccano.

IL VOSTRO PRIMO ALBUM “HAVOK AT THE MIDNIGHT HOUR” AVEVA UN’ANIMA QUASI CINEMATOGRAFICA. QUALI SONO INVECE TEMI AFFRONTATI DAL NUOVO DISCO?
– È la stessa follia mortifera: questa volta tocchiamo temi come l’imminente apocalisse degli zombie, demoni e vampiri che strisciano nella notte, senza dimenticare il buon vecchio maniaco armato d’ascia evaso dal manicomio.

A PROPOSITO DI OLD-SCHOOL E – SI, SIAMO FISSATI – DI SLAYER, PUNTIAMO I RIFLETTORI SULLA COPERTINA DI “COME CREEPING FIELDS”: ANCHE QUI SI POSSONO COGLIERE RIMANDI ALLE PRIME COVER DEGLI ALBUM DELLA THRASH BAND AMERICANA, GIUSTO? NON SOLO, ALL’INTERNO DEL LIBRETTO DELLA VERSIONE IN CD SI VEDE L’IMMAGINE COMPLETA E UNA SCRITTA IN ALTO A DESTRA, “POWERS”. COSA PUOI DIRCI CIRCA L’AUTORE DI QUESTO ARTWORK?
– Si tratta di un’opera realizzata da Richard M. Powers, un artista americano in attività negli anni Cinquanta e Sessanta. Realizzò illustrazioni per molti libri pulp di fantascienza e horror di quell’epoca. Molta arte strana e astratta. La copertina in questione apparve originariamente su una raccolta di racconti intitolata “The Fiend in You”: è un libro che possiedo e quella immagine mi è sempre piaciuta; ecco perchè ho voluto utilizzarla per il nostro disco.

ANCHE “COME CREEPING FIELDS” E’ USCITO PER LA DYING VICTIMS PRODUCTIONS. COM’E’ LAVORARE CON L’ETICHETTA TEDESCA, DIVENUTA ORMAI SINONIMO DI GARANZIA?
– Davvero fantastico! Florian (Florian Gril, titolare del label, ndr) è una persona eccellente con cui lavorare, oltre che un buon amico. Siamo felici di far parte dell’etichetta, pubblicano grandi dischi. Inoltre i fan del metal nell’Europa continentale sono davvero ricettivi verso l’underground e hanno sostenuto gli Aggressive Perfector.

ABBIAMO CITATO I MAIDEN: “FIEND IN YOU” SEMBRA UN MIX TRA “PROWLER” E “MURDERS IN THE RUE MORGUE”; COSI’ COME “HARLOT’S SPELL” HA QUEL SAPORE EPICO, UN TEMPO SPRIGIONATO DA HARRIS E SOCI. COSA SAREBBE STATO IL METAL SENZA GLI IRON?
– Sarebbe stata tutta un’altra storia. Non credo che un’altra band di quell’epoca, o del movimento NWOBHM, avrebbe potuto prendere le redini. Non c’è nessuno come i Maiden, e il metal non sarebbe lo stesso senza di loro. È la musica, l’immaginario, lo show dal vivo, Eddie e il senso di appartenenza che le persone provano andando a un loro concerto.

QUAL E’ STATO IL SEGRETO, SECONDO TE, SE DI SEGRETO SI PUO’ PARLARE, CHE HA PORTATO ALL’ESPLOSIONE DI QUEL GENERE, CON LA SUCCESSIVA NASCITA DI MOLTISSIME BAND?
– Direi che l’ambiente da cui provenivano quelle band ebbe un ruolo importante nei suoni che crearono: città e paesi operai, ruvidi e concreti. Si facevano le ossa nei pub, nei bar e nei circoli dei lavoratori. Gli anni Settanta e i primi Ottanta non furono un periodo semplice, e la musica divenne una valvola di sfogo, una via di fuga per molte persone. Lo stesso si può dire di molta musica britannica di quel periodo, non solo del metal.

DA OLTRE QUINDICI ANNI, INSIEME AGLI ALTRI DUE COMPAGNI DI AVVENTURA, PORTI AVANTI IL PROGETTO PARALLEO DEI WODE, DEDICATO AD UN METAL PIU’ ESTREMO. QUESTO DOPPIO PERCORSO MUSICALE E’ UN MODO PER EVIDENZIARE LA VOSTRA DOPPIA IDENTITA’?
– I Wode sono nati prima degli Aggressive Perfector e quando abbiamo iniziato a suonare con la nuova band, non volevamo chitarre ribassate, blast-beat o voci estreme, tutto qui. Sono semplicemente due gruppi diversi; parlando poi di me stesso, sono entrato nei Wode solamente qualche anno fa per ricoprire il ruolo di seconda chitarra.

ED ANCHE CON I WODE PRIVILEGIATE IL SOUND DELLA VECCHIA SCUOLA: TRATTASI DI DEVOZIONE? NON VI PIACCIONO I GENERI PIU’ MODERNI?
– Siamo ispirati dalla vecchia scuola, ce l’abbiamo nel sangue, ma non siamo contrari al moderno. Per quanto mi riguarda, la parola ‘moderno’ non deve per forza essere associata a qualcosa di patinato o artificiale. Per quanto siamo fan dei Venom, una produzione come quella di “Welcome to Hell” non avrebbe mai funzionato per gli Aggressive Perfector.
Con entrambe le band abbiamo registrato album in ottimi studi. Catturiamo quel gran sound old-school di Marshall JCM 900, di una testata basso vintage Ampeg e di batterie martellanti usando microfoni e casse di qualità in un contesto di studio moderno; cerchiamo quindi di combinare passato e presente nel miglior modo possibile.

A PROPOSITO, COSA ASCOLTI SOLITAMENTE?
– Vado a periodi con le band, ma al momento, per quanto riguarda il metal e la musica pesante, nelle ultime settimane ho ascoltato tantissimo Black Sabbath, Candlemass, Trouble, Holocaust, Acid Bath, i Manowar del periodo Ross the Boss, i Cannibal Corpse dell’era Chris Barnes oltre a “Vile” e “Gallery of Suicide”: sono dischi piuttosto buoni. Ascolto sempre anche colonne sonore di film horror e musica elettronica, come Depeche Mode e Kraftwerk, cose di questo tipo.

ULTIMAMENTE I NUMERI DIMOSTRANO CHE, MENTRE MOLTE PERSONE AFFOLLANO LE ARENE PER ASSISTERE, O SEMPLICEMENTE PRENDERE PARTE AI GRANDI EVENTI O FESTIVAL, LA SCENA UNDERGROUND STA UGUALMENTE RACCOGLIENDO MOLTO SOSTEGNO. COSA NE PENSI? I CONCERTI DI MINORE DIMENSIONE, PIU’ INTIMI, SONO MIGLIORI RISPETTO AGLI APPUNTAMENTI IN CUI SUNANO DECINE DI BAND?
– Sì, forse. Penso che molte persone si sentano derubate e tagliate fuori dai prezzi di molti di questi grandi concerti, e che l’esperienza non sia più buona come un tempo. Detto questo, gli Iron Maiden sono stati davvero fenomenali alla Co-op Live di Manchester lo scorso anno; tuttavia, per quanto detto prima, per principio non ho comprato nemmeno una bevanda all’interno dell’arena.
I festival in cui suoniamo in Europa tendono a essere piuttosto underground, con un pubblico davvero carico, e non hanno nulla a che fare con il mainstream. Mi piace suonare nei locali più piccoli e intimi, quando sono pieni e il pubblico è pronto al massacro. E il più delle volte preferisco di gran lunga vedere le band in venue piccole o medie o comunque in festival meno commerciali.

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