AGRIMONIA – Un mondo sotterraneo

Pubblicato il 13/03/2018 da

Un afflato melodico che in alcuni casi arriva anche a ricordare la malinconia dei Katatonia e uno spessore muscolare mutuato dal panorama crust-punk e da quello sludge. Su “Awaken”, il nuovo album degli svedesi Agrimonia, troviamo questo e tanto altro, tanto che non risulta difficile definirlo la prova più ricca e completa della formazione di Gothenburg. Dovendo condividere membri con realtà di tutto rispetto come At The Gates, Martyrdöd e Miasmal, gli Agrimonia non sono mai stati un gruppo particolarmente attivo, ma la crescente qualità della loro proposta musicale parla più di dozzine di concerti in tutto il mondo. “Awaken” è uscito in punta di piedi, ma siamo sicuri che finirà per ritagliarsi uno spazio in varie classifiche di fine anno. Nel frattempo, andiamo a scoprirlo meglio con il chitarrista Pontus Redig e la frontwoman Christina Blom.

VI SIETE PRESI UNA PAUSA PIUTTOSTO LUNGA DALL’USCITA DI “RITES OF SEPARATION”: QUASI CINQUE ANNI. CHE COSA AVETE FATTO IN QUESTO PERIODO? LE ALTRE BAND IN CUI SIETE COINVOLTI HANNO AVUTO LA PRIORITA’?
Pontus: – Non è accaduto niente di speciale. Siamo andati avanti con le nostre vite. Inoltre devo ammettere di essermi ritrovato esausto doo avere completato “Rites…” e ho goduto non poco di questa pausa lontano dagli Agrimonia. E’ stata utile per ritrovare la giusta ispirazione.
Christina: – Io ho aperto un ristorante/bar con degli amici e quello è stato un progetto che mi ha tenuta impegnata parecchio negli ultimi anni.

IL NUOVO “AWAKEN” SUONA PIU’ CREATIVO E PROGRESSIVE CHE MAI. INOLTRE TROVO CHE ALCUNI PASSAGGI RICORDINO DEI KATATONIA PIU’ SPORCHI. COSA NE PENSATE? PENSATE CHE SI SIA EFFETTIVAMENTE VERIFICATA UN’EVOLUZIONE NEL VOSTRO SOUND?
Pontus: – Personalmente non conosco benissimo i Katatonia, a parte il loro materiale degli inizi, ma come noi possiedono una vena malinconica, quindi capisco il paragone. Secondo me, l’ultimo album era molto cupo, mentre questa nuova prova è più dinamica a livello emotivo. C’è un barlume di luce fra tutta questa oscurità, come mi hanno anche detto alcune persone. Penso che la musica possa avere un effetto positivo su ogni individuo e che possa fornire la forza per sconfiggere le avversità. Se la musica degli Agrimonia riesce a sortire quell’effetto in qualcuno, allora sono felice.

COME SIETE SOLITI COMPORRE UN NUOVO BRANO? LE VOSTRE COMPOSIZIONI TENDONO AD ESSERE MOLTO LUNGHE E STRUTTURATE. DA DOVE INIZIATE?
Pontus: – Si tratta di un processo decisamente organico e astratto. Tendiamo a non analizzare troppo ciò che componiamo, nè a riscriverlo o rivisitarlo. I brani sono spesso ricchi di cambi di tempo e credo che sia importante che mettano sempre in primo piano atmosfera e feeling, più di ogni altro elemento. Se privo di una certa carica emotiva, un pezzo non può essere considerato Agrimonia.

NON AVETE MAI PROVATO A COMPORRE UN BRANO DI TRE MINUTI? OPPURE PENSI CHE QUEL FORMATO SIA PIU’ ADATTO AD UNA BAND COME I MIASMAL?
Pontus: – Penso che sia giusto che i pezzi siano così lunghi, in modo che possano svelare al meglio il loro apparato atmosferico. Io li vedo come dei cortometraggi, ognuno con il proprio stile e carattere. Faccio spesso fatica a rendermi conto che siano così lunghi! Con i Miasmal compongo in maniera del tutto diversa: al centro dei pezzi vi è spesso energia pura e poco altro.

GLI AGRIMONIA SONO NATI NEL CIRCUITO PUNK/CRUST. OGGI LA VOSTRA MUSICA HA PRESO UNA PIEGA PIUTTOSTO DIVERSA, MA VI SENTITE ANCORA LEGATI A QUELLA SCENA?
Christina: – Certamente. Mi trovo perfettamente a mio agio in quella scena e tutt’ora la frequento abitualmente con i miei amici.La mentalità che ispira quella scena è molto importante per me e personalmente non ho mai smesso di andare a concerti punk.
Pontus: – Sono entrato in contatto con quella scena in giovane età e grazie ad essa ho scoperto tantissima ottima musica. Ho anche formato la mia coscienza politica grazie a quel circuito. Insomma, continua ad essere un punto di riferimento importante per tanti motivi.

ULTIMAMENTE DA QUALI GENERI MUSICALI VI SENTITE PIU’ ATTRATTI?
Christina: – Mescolo parecchio nuovo e vecchio punk, metal e alternative rock. Devo ammettere che non sono particolarmente brava a tenermi aggiornata sulle nuove uscite, devo migliorare! Mi piace cercare band che abbiano almeno una donna in formazione.
Pontus: – Recentemente ho ascoltato diversa musica elettronica. E i Candlemass. Sto poi per approcciarmi al nuovo album dei First Aid Kit. Ho una mentalità molto aperta a livello musicale!

DANDO UNO SGUARDO ALLA VOSTRA DISCOGRAFIA, HO NOTATO CHE NON VI SONO EP O SPLIT, FORMATI MOLTO COMUNI NELL’AMBIENTE DA CUI PROVENITE. PER QUALE MOTIVO NON VI SIETE MAI ESPRESSI CON UN LAVORO DI BREVE DURATA?
Pontus: – Non credo che pubblicheremo mai qualcosa di simile, mi piacciono gli album e gli Agrimonia sono una band da album. Non penso nemmeno che potremmo collaborare con altre realtà. O meglio, se i Bolt Thrower fossero ancora attivi, loro sarebbero la nostra prima scelta per uno split, nel caso potessimo scegliere noi con chi farlo. Loro sono una band per cui tutti noi abbiamo un debole.

TORNIAMO AD “AWAKEN” E ALLA SUA COMPONENTE LIRICA. DI COSA AVETE PARLATO QUESTA VOLTA?
Christina: – Il tema comune è la vita quotidiana e ciò che accade nella nostra comunità e nel mondo in generale. L’argomento principe dei miei testi è l’ingiustizia, cerco sempre di essere una voce per chi non ne ha una.

QUANDO VI SIETE FORMATI, VI ERA UNA PARTICOLARE IDEOLOGIA O ATTITUDINE CHE ANIMAVA LA BAND?
Christina: – E’ sempre stato importante che ognuno di noi fosse contro fenomeni come sessismo, homofobia, razzismo e simili.
Pontus: – Non abbiamo un’agenda politica, ma siamo tutte persone che si oppongono ad ogni tipo di oppressione.

PRESUMO CHE IL VOSTRO SECONDO CHITARRISTA, MARTIN, SARA’ MOLTO IMPEGNATO CON GLI AT THE GATES NEI MESI A VENIRE. RIUSCIRETE A PORTARE “AWAKEN” SUL PALCO?
Pontus: – Non abbiamo programmi al momento. Inoltre sarò impegnato come padre nei prossimi mesi. Speriamo di riuscire a concretizzare qualcosa per l’autunno. Sarebbe il desiderio di tutti.

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