AIRBORN – I segreti della lucertola

Pubblicato il 01/09/2018 da

Fa sempre piacere quando una band riesce a immettere sul mercato un album dotato di un’inaspettata carica emotiva, resa in maniera certosina grazie a una qualità delle composizioni in grado di rivaleggiare con numerose altre uscite convincenti, caratterizzate spesso da nomi ben più altisonanti, provenienti da un panorama all’interno del quale la concorrenza diventa spesso spietata. Quando la band in questione è italiana, almeno per noi, l’entusiasmo non può che aumentare ulteriormente, soprattutto tenendo conto che si tratta solo del primo capitolo di una trilogia che promette fuoco e fiamme per tutti gli estimatori dell’heavy/power metal, tricolore e non. Parliamo ovviamente del nuovo lavoro in studio dei piemontesi Airborn, il quale è già stato in grado di ritagliarsi un posto tra le più gradite sorprese di questo succoso 2018, il che ha reso quindi difficile lasciarsi sfuggire l’opportunità di farselo raccontare dai diretti interessati. Nel caso ancora non lo aveste fatto, vi invitiamo ad andare ad ascoltare il disco di cui ci accingiamo nuovamente a parlare e, ovviamente, vi auguriamo buona lettura!

 

COME PENSO SAPRETE, IL VOSTRO NUOVO ALBUM È STATO ACCOLTO MOLTO POSITIVAMENTE SULLE NOSTRE PAGINE, ANCHE PER VIA DELL’ENERGIA E DEL CUORE CHE SI PUÒ PERCEPIRE IN OGNI SINGOLO BRANO. DOPO BEN QUATTRO ANNI DALL’USCITA DEL PREDECESSORE, QUALI ERANO LE VOSTRE PRINCIPALI INTENZIONI PER QUESTO NUOVO LAVORO?
– Innanzitutto, grazie mille per la fantastica recensione! Credo che l’idea di fondo di questo album sia nata dopo i festeggiamenti dei vent’anni della band; è stato un momento interessante per capire quali fossero gli elementi più distintivi e amati della nostra musica e cercare di farne una sintesi e riproporli al meglio: abbiamo scritto i nuovi brani con questo spirito e siamo andati a ripescarne di vecchi che non avevamo completato in passato ed è nato un progetto molto ricco. Il materiale è cresciuto molto spontaneamente ed in grande quantità, così abbiamo capito subito che ci avrebbe tenuti impegnati per più di un disco.

MOLTO PARTICOLARE L’IDEA DI PROPORRE UNA TRILOGIA, PER GIUNTA CON UN TITOLO COSÌ ENIGMATICO A SUO MODO, COM’È SOPRAGGIUNTA QUESTA IDEA?
– In origine pensavamo a un doppio album, ma non era la soluzione giusta, perché ci avrebbe costretti ad affrettare o sacrificare qualcosa. Proporre una trilogia, invece, funziona meglio ed è anche piaciuto alle nostre etichette (la Spiritual Beast per l’Asia e la Fighter Records per il resto del mondo). Siamo contenti di avere un piano per dare nuova musica ai nostri fan con più continuità nel prossimo futuro.

“I SEGRETI DELLA LUCERTOLA”, APPUNTO UN TITOLO CHE STUZZICA NON POCO LA CURIOSITÀ, C’È UN MODO ESATTO IN CUI BISOGNEREBBE INTERPRETARLO?
– Il titolo “Lizard Secrets” ha un’origine meno misteriosa di quello che può sembrare. Le lucertole hanno questa capacità di far ricrescere la coda se la perdono e noi Airborn siamo un po’ così: dopo tanti anni siamo ancora sulla scena. Il brano “Lizard Secret” parla proprio di questo: l’idea che se si lavora sodo e onestamente si riesce ad andare avanti nonostante le avversità che possono capitare, il che non è necessariamente applicato solo all’attività musicale, ma può valere per qualunque mestiere o scelta di vita. Ovviamente sapevamo che un titolo così enigmatico (soprattutto se messo al plurale per descrivere tutte le canzoni come segreti) si sarebbe prestato a molte interpretazioni, ma penso che si debba sempre lasciare un po’ di libertà agli ascoltatori di fantasticare sul significato della musica.

COSA POSSIAMO ASPETTARCI DAL PROSSIMO CAPITOLO, E ANCHE DAL SUCCESSIVO, DI QUESTA TRILOGIA?
– La seconda parte di “Lizard Secrets” è già completa in fase di pre-produzione e, personalmente, ne sono entusiasta. Rispetto alla prima, che puntava sulla compattezza, è ancora più melodica e ci sono alcuni brani più lunghi ed epici. Non è una differenza sostanziale, solo di sfumature. Se avete apprezzato la parte uno, risulterà subito chiaro che l’impronta di fondo è la stessa quando sentirete la seconda. Stesso discorso anche per la terza, che è ancora in fase di arrangiamento.

AVETE IN PROGRAMMA QUALCHE APPARIZIONE, MAGARI IN QUALCHE EVENTO ESTERO IMPORTANTE DOPO L’USCITA DEL NUOVO ALBUM?
– Siamo al lavoro su alcune date all’estero, appena ci saranno novità le condivideremo! Ci piacerebbe molto riuscire a spingerci nuovamente oltre i confini europei e magari arrivare anche in estremo oriente. Le occasioni ci sono, speriamo si concretizzino. Per quel che riguarda l’Italia, invece, abbiamo in programma la nuova edizione del nostro ‘Born to Fly – Power Metal Festival’ a Torino, che nel 2018 sarà davvero sorprendente!

NON ABBIAM POTUTO FARE A MENO DI NOTARE I TESTI PARTICOLARMENTE IMPEGNATI E CRITICI CONTENUTI ALL’INTERNO DEI BRANI; IN LINEA GENERALE, QUALE MESSAGGIO VOLEVATE TRASMETTERE PRINCIPALMENTE?
– In questo album coesistono pacificamente alcune canzoni che sono semplici storie fantascientifiche, come “Wolf Child” e “Defenders Of Planet Earth”, con alcuni brani che hanno un messaggio più profondo e direi quasi politico. Non è un discorso di partiti o ideologie, quanto di valori generali: per esempio, in “We Realize” si parla del tema della disuguaglianza economica, in “Land Of The Living” del freddo individualismo della nostra società e “My Country Is The World” parla di non violenza e c’è una critica al nazionalismo estremista. Non perché non ami la mia patria, sia italiana che europea, ma perché non riesco proprio a capire le distinzione fra “noi e loro” all’interno del genere umano, soprattutto quando prende connotazioni violente, come sempre di più capita oggigiorno.

IL TESTO DI “METAL HATERS” È A DIR POCO EMBLEMATICO DI UNA DELLE PROBLEMATICHE CHE AFFLIGGE LA SCENA METAL ITALIANA (E NON SOLO), OVVERO QUEI METALLARI CHE PREFERISCONO ATTEGGIARSI DA CRITICI, PER NON DIRE ALTRO, NEI CONFRONTI DI ALTRI ESTIMATORI E ARTISTI PER MOTIVI FUTILI, SPESSO IN MANIERA OSTILE. SECONDO VOI QUESTE ABITUDINI DI ALCUNI INFLUENZANO PARTICOLARMENTE L’ANDAMENTO ATTUALE DELLA SCENA?
– “Metal Haters” è un brano molto umoristico, in verità. Fortunatamente ci sono anche un sacco di persone di buon senso e quindi gli ipercritici che citavi probabilmente non possono influenzare la scena più di tanto, però sono onestamente insopportabili. Per me lo sono in particolare quando devono distruggere sistematicamente le nuove uscite dei gruppi storici, anche quando sono inappuntabili; non credo che in questo caso si possa parlare davvero di fan. Fra parentesi, non è una rivalsa personale, perché noi Airborn molto raramente siamo bersaglio di questo tipo di polemiche, anche se forse non siamo abbastanza importanti per questo. Comunque il brano, più che altro, scherza sul fenomeno e su altre fissazioni di alcuni metallari, come le dispute fra sottogeneri, eccetera. Il messaggio è: divertiamoci con la musica che amiamo e smettiamola di essere negativi.

COME MAI, TRA TUTTI I VOSTRI BRANI, AVETE INSERITO PROPRIO “COSMIC REBELS”, RISALENTE ORIGINARIAMENTE A “D-GENERATION”, COME BONUS TRACK?
– Per rispondere completamente a questa domanda dovrei svelare un grosso segreto (della lucertola…), ma ancora non posso. Se seguite la nostra pagina Facebook però lo scoprirete presto! Ho già detto troppo, per ora mettiamola così: “Cosmic Rebels” è un pezzo forte del nostro set live da anni ed è sempre stata amata dal pubblico, quindi ci è sembrata una buona bonus track.

LA VOSTRA COLLABORAZIONE, NONCHÉ LA VOSTRA AMICIZIA, CON PIET SIELCK È COSA NOTA. PENSATE DI RENDERLO NUOVAMENTE PARTECIPE DELLE VOSTRE PRODUZIONI IN FUTURO?
– Siamo molto amici di Piet e degli Iron Savior e in verità avrebbe dovuto essere parte della produzione anche in questo album, ma per problemi di tempo, all’ultimo minuto non è stato possibile. Sicuramente in “Lizard Part 2” o “Part 3” ci sarà spazio per ospitare qualche membro degli Iron Savior. Anzi, qualche “altro” membro, visto che nella parte 1 abbiamo avuto Jan Bertram, che ne è un membro “onorario” in molte date dal vivo, oltre che chitarrista dei Paragon.

RICORDIAMO ANCORA LA VOSTRA PARTECIPAZIONE NEI DUE ALBUM DI TRIBUTO AI SAXON E AI RUNNING WILD, CHE SICURAMENTE ALMENO IN PARTE HANNO RAPPRESENTATO UNA DISCRETA OPPORTUNITÀ PER DIFFONDERE UN PO’ IL VOSTRO NOME A SUO TEMPO. PRENDERESTE NUOVAMENTE PARTE A UN’OPERAZIONE DI QUESTO GENERE SE CE NE FOSSE LA POSSIBILITÀ?
– Assolutamente sì, soprattutto se non si trattasse di band riproposte troppo in passato. Per esempio, mi piacerebbe tantissimo partecipare a un tributo agli Uriah Heep o ai Blue Oyster Cult, ma le possibilità sono infinite e non ci poniamo limiti!

SE DOVESTE, IN BASE ALLA VOSTRA STORIA, METTERE A PARAGONE LE ESPERIENZE IN TERRITORIO ITALIANO CON QUELLE CHE AVETE FATTO ALL’ESTERO NEL CORSO DEGLI ANNI, QUALI SAREBBERO LE PRINCIPALI DIFFERENZE?
– Secondo me in Italia, contrariamente a quanto si pensi, abbiamo un’ottima scena metal e anche un gran bel pubblico. Purtroppo a volte eventi live interessanti hanno poco successo perché non ci sono i fondi o le possibilità di promuoverli bene. All’estero spesso le cose vanno meglio, ma naturalmente è più difficile avere il polso preciso di come vada, perché la maggior parte delle volte che abbiamo avuto modo di suonarci è stata in occasione di festival più o meno grandi, quindi non nella situazione di tutti i giorni. Certo non viviamo più negli anni ’80 o ’90 e questo bisogna accettarlo, ma lavorando con pazienza e impegno ci sono ancora molte possibilità sia in Italia che all’estero.

PER CHIUDERE, VOLETE DIRE QUALCOSA AGLI ASCOLTATORI DEGLI AIRBORN?
– Grazie a tutti per aver passato un po’ del vostro tempo a leggere questa intervista, se volete seguirci il modo migliore è cercare la nostra pagina Facebook o il nostro gruppo ‘Lizard’s Lounge’; se invece vi interessasse comprare i nostri album, potete trovarli al nostro shop online in formato sia fisico che digitale, oltre che naturalmente sui principali rivenditori di musica online o sul sito della nostra etichetta Fighter Records. Grazie ancora e speriamo di vederci in giro dal vivo: siamo sempre disponibili per due chiacchiere e una birra! A presto.

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