AKPHAEZYA – Antologie d’altri mondi

Pubblicato il 30/08/2008 da
 
I francesi Akphaezya, editi dalla lungimirante Ascendance Records, si vanno ad accodare agli Unexpect e ai Pin-Up Went Down nell’opera di avanguardistica scoperta messa in atto dalla label britannica: gruppi che non temono affatto la sperimentazione e la contaminazione di generi, né l’utilizzo di formule metalliche in strutture pop, jazz, elettroniche o progressive. Sorretta a livello lirico-grafico da un concept che andrà avanti ancora molto in futuro, la band e la sua bravissima frontgirl Nehl Aëlin ci vengono presentate dal chitarrista e fondatore Stephan H….

 
 
CIAO STEPHAN! INNANZITUTTO COMPLIMENTI PER IL VOSTRO DEBUTTO, DA ME MOLTO APPREZZATO! PER COMINCIARE, TI VA DI RIASSUMERE LA STORIA DEGLI AKPHAEZYA PER L’AUDIENCE ITALIANA?
“Ciao! Ti ringrazio molto per i complimenti: si è trattato di un lungo ed impegnativo lavoro, quindi è sempre davvero piacevole ricevere apprezzamenti per quello che si è fatto! Dunque, ancor prima dell’esistenza degli Akphaezya, noi eravamo prima di tutto amici; la band era un mio progetto solista, ancora a livello demo, e avevo bisogno di musicisti per registrare; naturale che, una volta che i ragazzi ebbero dato il loro contributo alla causa, la one-man-band si è tramutata in un gruppo con tutti i crismi. La prima persona a cui parlai di questo progetto è stata Nehl, a cui feci subito ascoltare anche della musica. Lei decise di provare a cantare per me, quindi chiedemmo a Loïc (Moussaoui, ndR) di suonare la batteria per noi. L’idea di mixare metal ed altri generi gli piacque molto e così iniziammo a jammare assieme: ecco nati gli Akphaezya! Restava da coprire il posto di bassista e poco dopo arrivò Stéphane (l’altro): in verità io lo conoscevo come chitarrista, ma una sera, al bar e dopo diverse birre, mi confessò che suonava anche il basso; gli parlai della band, ovviamente, e poi ricominciammo a bere senza sosta (ride, ndR)!”.

COME SIETE RIUSCITI AD OTTENERE UN CONTRATTO MULTI-ALBUM CON LA ASCENDANCE RECORDS? PARLAMI UN PO’ DEL PERIODO TRA IL DEMO E LA FIRMA…
“E’ stato come vivere un sogno! Stavo controllando la posta sul mio MySpace e vidi quella mail con oggetto ‘Record label for Akphaezya’! Non credetti ai miei occhi…la aprii, la lessi e in pochi secondi già mi trovai a telefonare agli altri! In breve ricevemmo il contratto e così diventammo la prima band a firmare per la Ascendance. La cosa ci ha inorgoglito ancor di più non appena abbiamo scoperto di che valore erano gli altri gruppi dell’etichetta: Stolen Babies, Unexpect e i bravissimi Pin-Up Went Down! Tutti eccezionali. Il periodo tra il demo e l’album è stato piuttosto lungo e ciò a causa di diversi fattori: dopo il demo, partimmo in promozione per Francia e Belgio, dopodiché pensammo fosse giunto il momento di trovare un’etichetta; il problema era che volevamo proporre un prodotto di qualità migliore rispetto al precedente, quindi iniziammo a registrare del nuovo materiale e lo facemmo mixare in fretta da un amico…in quel momento, però, arrivò la mail della Ascendance! E così l’idea del demo professionale venne subito rimpiazzata dalla volontà di scrivere un album intero. Perciò, abbiamo ri-registrato tutte le chitarre, il basso e alcune parti di batteria con Sylvain Biguet (Trepalium, Klone) ed inoltre la label ci ha chiesto di far mixare il disco ai Tower Studios (To-Mera, Freak Kitchen). Infine, una volta terminata la produzione, abbiamo dovuto attendere che i ragazzi della Ascendance scegliessero la release date…”.

GLI AKPHAEZYA SONO CERTAMENTE UN PROGETTO BIZZARRO: UNITE JAZZ, METAL, PROGRESSIVE, ELETTRONICA, RAGTIME, COLONNE SONORE E QUANT’ALTRO IN UNA MISCELA IMPRESSIONANTE! SE FOSSI OBBLIGATO A DESCRIVERE IL VOSTRO SUONO PER UN EVENTUALE NUOVO FAN, COSA DIRESTI?
“A me piace pensare che ciò che suoniamo sia identificabile solamente con la dicitura MUSICA”.

“ANTHOLOGY II” E’ LA PRIMA PARTE DI UN CONCEPT CHE DURERA’ BEN CINQUE ALBUM, I QUALI PERO’ NON SARANNO PUBBLICATI IN ORDINE CRONOLOGICO… COME DIAVOLO HA FATTO A VENIRTI IN MENTE QUESTA IDEA? E DAVVERO HAI GIA’ PROGETTATO TUTTO PER I CINQUE DISCHI?
“Sì, la storia del mondo chiamato Akphaezya verrà narrata in cinque album. ‘Anthology II’ è una parte della storia, esposta attraverso gli undici titoli inclusi. L’ordine dei dischi sarà questo: 2, 4, 1, 3 e 5. L’idea di questa puzzle-story è stata necessaria per tenere viva ed alimentare la suspence. Un amico mi ha detto che questa soluzione gli ha ricordato come è stato costruito ‘Pulp Fiction’. Grande, quel film ha una dinamica fantastica! Tutta la storia dei cinque capitoli è stata già scritta, mi resta solo da mettere in lyrics le varie parti man mano che le comporremo musicalmente, per poi interagire con le sezioni vocali di Nehl. Molto importante sarà mantenere il tutto coerente. Ad esempio, l’unico altro lavoro completamente pronto – comprese le parti di Nehl – è il prossimo, ‘Anthology IV’: sappiamo cosa deve descrivere ogni canzone anche nei dettagli e solamente i testi definitivi sono ancora incompleti. Invece, per l’aspetto grafico-visuale, speriamo di poter lavorare ancora con Wizp (che fra l’altro è italiano da parte di padre), in quanto ha capito perfettamente cosa volevamo da lui. Purtroppo non sappiamo se sarà disponibile per tempo”.

AKPHAEZYA, SE NON VADO ERRATO, E’ UNA TERRA MEDIEVALE DIVISA IN QUATTORDICI REGNI, UNO DEI QUALI SI CHIAMA HUMAN DESERTS. PUOI SPIEGARCI QUALCOSA DI PIU’ RIGUARDO LO SCENARIO IN CUI SI SVOLGE IL CONCEPT?
“Allora, la storia narrata in ‘Anthology II’ si concentra sul personaggio di Khym e si può seguire grazie alla mappa presente nel CD. Oltre a ciò, ci sono altre spiegazioni nascoste nel nostro sito, proprio sotto al logo. Facendo così, siamo riusciti a presentare alcuni dei personaggi, fra cui Shyrya, H. Nafets, Tyro e Jamal, e ad avvicinare l’ascoltatore al contenuto dell’album, sebbene non si riveli niente del resto dei capitoli del progetto Akphaezya. Comunque hai toccato un punto focale del concept: l’interesse nel comprendere l’intero background. Tutto deve essere sviluppato in un certo ordine e quindi, per avere più dettagli, si è obbligati ad aspettare l’uscita di tutti i dischi. In particolare ‘Anthology I’ fornirà parecchie spiegazioni”.

UN’ULTIMA DOMANDA RELATIVA AL CONCEPT: ABBIAMO GIA’ DETTO CHE NON SI SVILUPPA SOLO SUL PIANO LIRICO, MA ANCHE A LIVELLO GRAFICO E MUSICALE. COSA INTENDI ESPRIMERE ESATTAMENTE SOTTO QUESTI PUNTI DI VISTA?
“Vedi, quello che ho voluto fare con questa complessa storia è semplicemente creare e rappresentare ogni aspetto di un mondo sconosciuto, il mondo di Akphaezya. Quando si incontra un’altra cultura, come ad esempio accade per quella araba, indiana o giapponese, spesso ci si trova davanti a modi completamente diversi di vivere, pensare, disegnare e così via. E quindi, potrai ben capire come l’allargare il concept di Akphaezya anche alla grafica e alla connessione musicale, praticamente vuol dire rendere viva la cultura in questione”.

COME NASCE UNA CANZONE DEGLI AKPHAEZYA? E’ PIU’ LAVORO INDIVIDUALE OPPURE COLLABORAZIONE DI GRUPPO?
“Solitamente succede che sono io a comporre la maggior parte dei riff e della struttura del brano. Mi riunisco con gli altri e spiego loro la visione e le idee che ho riguardo a quello specifico pezzo. Poi iniziamo a lavorare tutti assieme: l’obiettivo, a questo punto, è quello di dare alla canzone vita propria e una sua coerenza musicale; stiamo anche attenti a seguire la storia, ovviamente. Il pianoforte di Nehl in questa fase è molto importante, perché con esso riusciamo a richiamare un tema già usato in precedenza oppure un feeling particolare che ricorda precisi momenti del concept. Infine, oltre a terminare l’arrangiamento perfezionando i dettagli, se qualcuno non è soddisfatto di un determinato passaggio, quest’ultimo viene presto eliminato e sostituito”.

LA CANTANTE E PIANISTA NEHL AËLIN E’ DAVVERO UNA GRANDE SORPRESA! PUOI PRESENTARLA MEGLIO AL PUBBLICO METALLARO? A ME PARE DEFINIBILE COME UNA MISCELA IN CHIAVE JAZZ DI TORI AMOS, SABINA CLASSEN, ANNEKE VAN GIERSBERGEN E ADDIRITTURA DEVIN TOWNSEND…
“Oh, alla grande! Mille grazie da parte sua! Dunque, Nehl suona il piano da quando aveva sei anni ed ha iniziato a cantare qualche anno dopo. Io credo che la musica sia la sua seconda lingua madre. La famiglia ha avuto una parte importante nell’accrescere la sua cultura musicale: la sorella, che vive in Italia, ha sempre ammirato Tori Amos, mentre il fratello è orientato sul metal, con Metallica, Anthrax, Suicidal Tendencies; i suoi genitori, invece, ascoltano musica classica. Con questo minestrone di stili e generi, lei è decisamente la persona ultra-versatile che calza perfettamente agli Akphaezya. In ogni caso, consiglio vivamente a chiunque di ascoltare il suo solo project omonimo: è incredibile, io sono il suo primo fan!”.

CERCHEREMO DI PROVVEDERE, STEPHAN, NON TI PREOCCUPARE… INTANTO PUOI DIRMI QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI INFLUENZE, MUSICALI ED EXTRA-MUSICALI?
“Allora, per la musica: Death, Opeth, Machine Head, Pantera, Metallica, Mr. Bungle, Slayer, Arch Enemy, Rage Against The Machine, System Of A Down, Pain Of Salvation, Dream Theater, Carcass, Anathema, Tool, Sepultura, Brutal Truth, Arcturus: in pratica quasi tutte le metalband di base che si dovrebbero ascoltare (ride, ndR)! Sentiamo anche molte altre cose, però: Led Zeppelin, Queen, Jimi Hendrix, Bob Marley, Tori Amos, Björk, jazz, musica classica, world music (Rabih Abou Khalil, Batucada), colonne sonore (Danny Elfman), anche hip-hop (Iam, Cypress Hill). Per il cinema poi, siamo tutti fan di registi quali Jean-Pierre Jeunet, Tim Burton, Tarantino, Albert Dupontel, Fincher, Kitano e Miyazaki. Inoltre, io sono un grandissimo fan di una scrittrice belga di nome Amelie Nothomb, i suoi libri sono ottimi! Infine, mi tocca segnalare l’influenza manga sulla nostra musica e anche l’importanza di un grande artista quale Salvador Dalì. Ed eccoti svelate un bel po’ di nostre influenze!”.

BENE, DIREI UN ELENCO SODDISFACENTE! RIESCI A DARCI UNA PICCOLA ANTEPRIMA SU “ANTHOLOGY IV”? MAGARI QUALCHE ‘INDIZIO SEGRETO’…
“Uhm…un indizio segreto? Oh…forse ho capito! La storia di ‘Anthology IV’ si svolgerà a Nerak, una città che puoi trovare segnata sulla mappa! E’ abbastanza? (insomma…, ndR)”.

IMMAGINO AVRAI SENTITO I LAVORI DI UNEXPECT E PIN-UP WENT DOWN, ENTRAMBI VOSTRI LABELMATE. COME TI SEMBRANO?
“Guarda, da quando facciamo parte della Ascendance, ho scoperto almeno tre gruppi di gran valore: i due da te nominati e gli Stolen Babies. Ottima musica davvero! E’ proprio stupendo essere parte integrante di una squadra che fa dell’originalità il suo pregio migliore, in quanto ci si sente artisticamente liberi al 100%. Siamo orgogliosi di aver firmato per la Ascendance e di star scrivendo questa piccola parte di storia musicale assieme ai nostri compagni di etichetta”.

SIAMO ALLA FINE, STEPHAN! GRAZIE PER LE ACCURATE RISPOSTE E PER LA DISPONIBILITA’. TERMINA PURE COME VUOI…
“Grazie a te per questa intervista, è stato un piacere! Speriamo di venire a suonare in Italia molto presto! Nel frattempo, stiamo preparando alcune date in Francia, come supporto agli Unexpect durante il loro passaggio qui. Sembra ci possano essere anche i Pin-Up Went Down: le chiameremo ‘The Fucked Up Metal Gigs’ (ride, ndR)!! Baci dalla Francia (ma non baci alla francese!)”.

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