ALL OUT WAR – Eterna vendetta

Pubblicato il 22/02/2016 da

Un pezzo di storia della scena harcore/metal-core. Dopo vari tentativi andati a vuoto, finalmente riusciamo ad ospitare sulle nostre pagine Mike Score e i suoi All Out War, una delle band pioniere della fusione di hardcore e metal estremo. Venticinque anni di carriera non sono bruscolini e il frontman newyorkese giustamente non nasconde il proprio orgoglio e il proprio appagamento. Tra l’altro, il recente EP “Dying Gods” ha dimostrato come il gruppo sia tutto fuorchè pronto per la pensione: era da tempo che non assaporavamo una tale furia e una tale unità di intenti da parte dei cinque, tanto che ora la curiosità per le loro prossime mosse risulta più alta che mai. Ad una band così onesta e genuina, non si può fare altro che augurare almeno un altro anno ricco di esperienze e soddisfazioni, ovviamente sempre e comunque all’insegna di uno dei suoni più truci che siano mai usciti dalla leggendaria scena di New York.

all out war - band - 2015

GLI ALL OUT WAR HANNO INIZIATO NEL 1991, IN UN MOMENTO IN CUI IL CROSSOVER METAL/HARDCORE E IL METAL-CORE TUTTO ERANO ANCORA QUALCOSA DI NUOVO. IMMAGINO CHE MOLTI ASCOLTATORI FOSSERO SOLITI RIMANERE DISORIENTATI DAVANTI AD UN GRUPPO COME IL VOSTRO…
“Sì, sicuramente non era facile collocarci in una determinata scena e per certi versi le cose non sono cambiate. All’epoca non avevano un obiettivo preciso: volevamo soltanto essere veramente pesanti. Ci piacevano Cro-Mags e Leeway, ma allo stesso tempo amavamo Carnivore, Kreator e Destruction. Nessuno sapeva cosa fare con noi. Eravamo troppo metal per i puristi hardcore, ma avevamo un look troppo hardcore per i metallari. Gli All Out War erano una sorta di mosca bianca e, come dicevo, per vari aspetti lo sono ancora oggi. Non abbiamo mai avuto troppo in comune con un genere o una scena specifica”.

NEL 1991 IL THRASH ERA IN FASE CALANTE, MA QUELLO FU UN ANNO SPECIALE PER IL DEATH METAL: BASTA PENSARE A “NECROTICISM” DEI CARCASS, “HUMAN” DEI DEATH, “WARMASTER” DEI BOLT THROWER, “EFFIGY OF THE FORGOTTEN” DEI SUFFOCATION, ECC. L’ESPLOSIONE DEL DEATH METAL VI INFLUENZÒ NELLA VOSTRA RICERCA DELLA PESANTEZZA?
“Sì, senza alcun dubbio Carcass e Bolt Thrower hanno sempre rappresentato delle grandi influenze per noi, ma devo dire che Kreator, Sodom e Destruction sono stati ancora più vitali. La gente ha sempre pensato agli Slayer come nostro punto di riferimento, ma, in tutta onestà, per noi l’influenza thrash è sempre venuta dai gruppi tedeschi. Abbiamo sempre amato quelle band ben più degli Slayer. A conti fatti, il puro hardcore non ci ha mai ispirato granchè a livello musicale: siamo cresciuti in quella scena, ma per scrivere i nostri brani abbiamo sempre guardato al metal”.

NEI PRIMI ANNI 2000 UN ALTRO TIPO DI METAL-CORE È ESPLOSO, GRAZIE A BAND COME I KILLSWITCH ENGAGE. QUELLA MODA VI HA PORTATO A GODERE DI UN PO’ DI POPOLARITÀ RIFLESSA? VI SIETE MAI SENTITI AFFINI A QUELLA CORRENTE?
“No, per noi il metal-core è sempre stato sinonimo di gruppi come Merauder, Darkside NYC, Starkweather e pochi altri. Non ho mai capito e apprezzato la roba uscita nei primi anni 2000. L’ho sempre trovata banale. Non posso parlare dei Killswitch Engage nello specifico perchè, che io sappia, non ho mai ascoltato un loro pezzo, ma ho avuto a che fare con altri gruppi di quel filone e posso dire che non è davvero musica per me”.

PER DIVERSI ANNI AVETE MANTENUTO UN PROFILO MOLTO BASSO, MA SEMBRA CHE NEGLI ULTIMI TEMPI SIATE TORNATI A SUONARE CON DISCRETA REGOLARITÀ, ARRIVANDO ANCHE A VISITARE L’EUROPA IN UN PAIO DI OCCASIONI. SEI SODDISFATTO DELLO STATO DI SALUTE DELLA BAND AL MOMENTO?
“Sì, siamo senz’altro più attivi ora che in qualsiasi altro anno dal 1999 ad oggi. La line-up è affiatatissima e amiamo suonare insieme. Non vi sono più personalità negative in questa band. Nei primi anni 2000 ero stanco di tutta quella mafia che c’era nella scena e non avevo più molta voglia di suonare. Odiavo tutte le nuove band e non sapevo cosa fare della nostra carriera. Oggi per fortuna le cose sono cambiate”.

“DYING GODS”, IL VOSTRO NUOVO EP, È UN RITORNO NOTEVOLE. LE CANZONI PRESENTANO TUTTI I VOSTRI MARCHI DI FABBRICA, MA SEMBRANO BEN PIÙ RIFINITE CHE IN PASSATO. COME AVETE AFFRONTATO LA COMPOSIZIONE QUESTA VOLTA?
“Grazie, anch’io sono molto soddisfatto di ‘Dying Gods’. Il segreto sta nell’avere ritrovato la line-up di ‘For Those Who Were Crucified’. Con questi ragazzi ho composto uno dei classici della nostra storia, ognuno di noi sapeva cosa volevamo ottenere e l’intero processo è stato spontaneo. In passato ho spesso avuto problemi con dei membri perchè non erano al 100% negli All Out War e in ciò che questa band ha sempre rappresentato. Ora siamo di nuovo in forma e la sensazione è fantastica”.

GLI ALL OUT WAR HANNO DA SEMPRE UNO STILE MOLTO RICONOSCIBILE. È DIFFICILE COMPORRE NUOVA MUSICA SENZA RIPETERSI TROPPO?
“No, non lo è, o almeno non lo è più. Come dicevo, oggi siamo più che mai determinati e affiatati e ci divertiamo molto a comporre insieme. Ultimamente le canzoni sono uscite in modo davvero spontaneo e non vediamo l’ora di rientrare in studio per incidere altro materiale”.

PENSI CHE “DYING GODS” SIA IL VOSTRO MIGLIORE LAVORO?
“Sì, effettivamente credo proprio che lo sia!”.

GLI ALL OUT WAR SEMBRANO AVERE UN SEGUITO RISTRETTO MA DAVVERO MOLTO FEDELE. DEVE ESSERE UNA BELLA SENSAZIONE…
“Non siamo mai stati una band enorme, ma ciò non ha mai rappresentato un problema per noi. Come dicevi, i nostri fan sono estremamente fedeli e il poter contare sempre su di loro ci dà grande sicurezza. Non abbiamo mai seguito le mode e non abbiamo interesse ad accattivarci le simpatie di qualcuno in particolare. O ci ami o ci odi, non ci sono mai state mezze misure con noi. E ciò è bellissimo. Ci sentiamo liberi e senza alcun tipo di pressione”.

SE DOVESSI CONSIGLIARE L’ASCOLTO DI UN VOSTRO BRANO A QUALCUNO CHE NON HA MAI SENTITO PARLARE DEGLI ALL OUT WAR, PER QUALE OPTERESTI?
“Direi ‘Claim Your Innocence’ o ‘Soaked in Torment’ perchè entrambi i pezzi catturano alla perfezione ciò che abbiamo sempre cercato di fare. Puoi sentirci tutte le nostre influenze, sia a livello musicale che lirico”.

QUALE CONSIGLIO TI SENTI DI DARE AI GIOVANI CHE DESIDERANO FARE PARTE DI UNA BAND E GIRARE IL MONDO?
“Siate voi stessi e non fate caso alla negatività che vi circonda”.

PENSI CHE VI SIANO ALCUNE GIOVANI BAND CHE SI ISPIRANO A VOI? VI È QUALCHE NUOVA REALTÀ CHE APPREZZI E CHE SECONDO TE POSSIEDE IL VOSTRO STESSO SPIRITO?
“Mi piacciono molto Xibalba, Twitching Tongues e Code Orange e so che quei ragazzi sono dei nostri fan. L’anno scorso mi ha inoltre molto colpito il disco dei Cult Leader: un macigno dall’inizio alla fine”.

SE GLI ALL OUT WAR CESSASSERO DI ESISTERE OGGI, QUALE SAREBBE IL TUO RICORDO PREFERITO DI QUESTA ESPERIENZA?
“Conoscere mia moglie, quando le nostre band suonarono assieme tanti anni fa”.

PIANI PER IL 2016?
“Stiamo completando un nuovo full-length e si sta parlando di un grande tour negli States. Vi terremo informati!”.

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