ALLHELLUJA – Brutti, sporchi e cattivi…

Pubblicato il 01/08/2005 da

Il rock and roll più sporco e rozzo ha trovato anche in Italia i suoi prodi alfieri: gli Allhelluja hanno stupito più di una persona con la loro musica da bassifondi che richiama Entombed, Motorhead e Kyuss. Ingaggiato Jacob Bredahl, singer degli Hatesphere, i nostri hanno dato alla luce “Inferno Museum”, concept album basato su una storia di un serial killer vista dal punto di vista dell’assassino. Sentiamo cos’hanno da dire Stefano e Massimo…



Come è nata l’idea del progetto Allhelluja?

“E’ nata un paio di anni fa in una sala-prove marcia e decisamente ‘accaldata’…. Era estate, c’erano 40 gradi e non si respirava. Abbiamo reagito alla situazione ‘critica’ suonando come degli indemoniati e abbiamo tirato fuori delle idee niente male. Ci siamo guardati e ci siamo detti che forse era il caso di continuare a fare i ‘disgraziati’… L’idea era quella di combinare varie influenze rock e metal, mantenendo un’attitudine sporca e grezza al 100%! Entombed, Slayer, Motorhead, Kyuss, Black Sabbath… abbiamo cercato di creare qualcosa di diverso del solito miscelando un po’ i nostri ascolti. Speriamo di esserci riusciti! Abbiamo lavorato su una dozzina di pezzi, ne abbiamo scelti 10 ed abbiamo registrato il nostro album d’esordio ‘Inferno Museum’. Siamo soddisfatti al 100%!”

Jacob come ha preso l’idea di interpretare pezzi al di fuori del classico schema death o hardcore?
“Molto bene! Si è esaltato subito, sin dal primo ascolto. Gli abbiamo mandato delle cassette con delle registrazioni molto ‘primitive’ e lui si Ë detto subito disponibile a cantare e a far parte della band. Per noi Jacob è semplicemente perfetto, il miglior cantante che gli Allhelluja potrebbero desiderare! Jacob inoltre non è una persona che ascolta solo death metal o hardcore, ha una visione musicale molto ampia e a volte sorprendente! Inoltre ha iniziato a lavorare come produttore e credo che questa avventura con gli Allhelluja gli sia servita anche in questo ambito, proprio per migliorare le sue conoscenze e fare esperienza”.

Puoi dirci come è stato composto l’album?
“E’ stato composto in saletta, chitarra e batteria. E’ stata fatta un preproduzione per capire cosa funzionava e cosa non funzionava e poi ci siamo proiettati in una dimensione studio. Abbiamo trovato un bassista ed abbiamo spedito dei demo a Jacob per le voci. Su questi demo c’erano anche delle prove di cantato inascoltabili che onestamente speriamo Jacob abbia avuto il buon senso di buttare insieme alle centinaia di lattine di birra che si sarà scolato durante la registrazione delle vocals”.

Riesci già a trarre un primo bilancio su “Inferno Museum”? Come stanno andando le vendite?
“Bilancio ottimo, addirittura sorprendente! In ogni concerto ci sono decine di persone che ci fermano e ci fanno i complimenti, un sacco di ragazzi girano con la nostra T-shirt e questo è davvero splendido. Riceviamo un sacco di e-mail da ogni paese di gente che ha ascoltato i nostri pezzi e vuole avere notizie sulla band, c’è gente che ci scrive solo per avere un’adesivo! Il disco è piaciuto davvero tanto, abbiamo ottenuto delle recensioni splendide da molti magazine tedeschi, olandesi, francesi e soprattutto da una delle bibbie del settore, Terrorizer! Il disco sarà stampato anche in Russia ed in Brasile, con una versione diversa dalla nostra! In America l’album sarà distribuito dalla Caroline (Nuclear Blast, Century Media), e anche lì i feedback sono assurdi! Davvero, è tutto incredibile! E non possiamo far altro ringraziare tutti colori che ci stanno supportando così tanto!”

Parlaci del concept che sta dietro ai testi dell’album.
“Il concept è stato liberamente tratto dal libro di Derek Raymond ‘Il Museo Dell’Inferno’, superfluo invitare tutti a leggere questo libero, è un capolavoro. Un serial killer apre le porte della sua mente, del suo inferno e invita tutti ad entrarci. Sorprendente il fatto che, pagina dopo pagina, ci si possa trovare comodamente a proprio agio… Ebbene sì, è una lucida analisi di ciò che funziona e non funziona, di ciò che sembra e di ciò che è, di quello che si vorrebbe e di quello che si ha, di chi siamo e chi non saremo mai… Le liriche del nostro album prendono spunto da queste pagine ‘maledette’…. o ‘benedette’… fate voi!”

Quanto vi ha aiutato il fatto di avere avuto un grosso supporto dalla Scarlet?
“Penso che la Scarlet ci stia dando una grossa mano e ne siamo contentissimi… però abbiamo rifiutato anche un’offerta dalla Roadrunner Germania. A volte pensiamo a come sarebbero potute andare le cose se avessimo firmato per loro”.

Ci sarà la possibilità di vedervi dal vivo?
“Speriamo, tutto dipende dagli impegni di Jacob e sono moltissimi”.

Il vostro suond è parecchio debitore dello stoner, dei Motorhead e degli Entombed: è questo un background comune a tutti voi?
“Oltre ai gruppi sopra citati anche Black Sabbath, Unsane, Slayer hanno fatto la loro parte per dar vita al nostro sound. Crediamo che comunque sia una questione di attitudine, ci piacciono i gruppi sporchi, essenziali e che fanno della ‘sostanza’ il loro punto di forza!”

Dati gli impegni di Jacob, vi considerate un side project o una vera e propria band?
“Una band al 100%. Stiamo già lavorando al nuovo disco che verrà registrato intorno a novembre”.

Visto che Stefano lavora nell’industria discografica, come vedete la scena italiana in questo momento?
“Boh… Ognuno di noi ha la propria opinione. Onestamente non ci sentiamo di esprimere grosse critiche sulla scena italiana. Ci sono forse troppe band poco originali… Però è anche importante vedere che rispetto a dieci anni fa ci sia un seguito decisamente più corposo e fedele”.

Quali sono le vostre aspettative riguardo il futuro?
“Non poniamo limiti! Noi andiamo avanti per la nostra strada e poi vedremo i risultati. Non viviamo con ambiziosa angoscia questo nostro viaggio musicale. Innanzitutto ci divertiamo ed è con questo approccio che vogliamo che gli Allhelluja continuino a fare musica. Se poi un giorno ci vedrete suonare di supporto agli Slayer vorrà dire che ci siamo divertiti davvero tanto!”

Ok, grazie per il tempo concessoci, concludi tu come meglio credi l’intervista.
“Grazie a tutti coloro che stanno aiutando gli Allhelluja a crescere! Visitate il nostri sito www.allhelluja.com. E poi… leggetevi il libro ‘Il Museo Dell’Inferno’, fatelo vostro! Apprezzerete il nostro disco ancora di più e capirete tante altre cose. Dietro ogni luce c’è sempre un’ombra. Se volete venirci a trovare ora sapete dove cercarci!”

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