AMARAN – A Future Without Stains

Pubblicato il 13/04/2004 da

Vengono da una delle nazioni eccellenti nel metal e hanno molta voglia di fare conquiste in Europa. Forti delle buone recensioni ottenute con il secondo full-length “Pristine In Bondage”, gli Amaran si presentano ai microfoni di Metalitalia.com per voce della simpatica frontgirl Johanna DePierre. Con partecipazione ed entusiasmo, l’energica cantante si lascia coinvolgere in una chiacchierata fiume sugli obiettivi raggiunti e futuri degli Amaran, coinvolgendoci alla scoperta del loro mondo musicale. Con la fiducia che distingue chi crede moltissimo in quello che suona, Johanna è certa che la proposta degli Amaran saprà fare centro in tutti i cuori dei kid dediti al buon heavy sound. Leggete qui di seguito se volete seperne di più…


OK JOHANNA, DIREI DI INIZIARE LA NOSTRA INTERVISTA PARLANDO UN PO’ AI LETTORI DI METALITALIA.COM DEGLI ESORDI DEGLI AMARAN…
“Più che giusto, dopo tutto teniamo molto a farci conoscere bene dal pubblico italiano. Tutto è nato dall’incontro tra i due chitarristi Ronnie e Kari, avvenuto nel 2000, a cui è seguita un’immediata collaborazione compositiva. Kari in particolare sognava di formare una band con una donna al microfono, e fu così che venni reclutata io, insieme al bassista Mikael Andersson. Di lì a poco abbiamo cominciato a registrare il primo promo degli Amaran, senza avere ancora trovato un batterista fisso. Fortunatamente Robin Bergh era la persona che faceva al caso nostro ed è stato ben felice di ricoprire stabilmente questo ruolo. In seguito è arrivato il prezioso contratto con la Listenable. Devo dire che tutti questi avvenimenti sono successi gli uni agli altri molto in fretta, tutti noi abbiamo faticato a realizzare che ormai avevamo possibilità finalmente professionistiche, non ci sembrava vero”.

MI HA ABBASTANZA INCURIOSITO L’ORIGINE DEL VOSTRO MONICKER, POTRESTI SPIEGARMI COSA SIGNIFICA?   
“Non è una cosa molto complicata, Amaran è una parola hindi che significa ‘qualcosa che vive per sempre’. Ci piaceva il suono, e ovviamente speriamo possa essere di buon augurio alla nostra musica. Abbiamo ripiegato sull’hindi perché tutti i nomi migliori, in inglese, se li sono già accaparrati altre band…(ride n.d.a.)”.

EH SI’, PENSO ANCH’IO CHE AL GIORNO D’OGGI SIA DIFFICILE PER UN GRUPPO TROVARE UN NOME ORIGINALE. ORA TI ANDREBBE DI DESCRIVERCI I CAMBIAMENTI DELLA MUSICA DEGLI AMARAN ? AVETE AVUTO UNA PARABOLA CHE VI HA PORTATO PROGRESSIVAMENTE A RENDERE SEMPRE PIU’ HEAVY IL VOSTRO SOUND… 
“Be’, dato che abbiamo firmato il nostro primo contratto quando eravamo ancora molto giovani, penso sia logico che sia avvenuta una spontanea evoluzione nella nostra musica. Sono convinta che dal debut siamo migliorati tutti moltissimo come musicisti, ognuno ha trovato la propria stabilità di ruolo nella band, siamo maturati. Di sicuro ‘Pristine In Bondage’ è più articolato e maturo del debut. La maggiorazione progressiva della componente heavy è una scelta che mira a creare un maggior contrasto dinamico tra la mia voce e le parti strumentali, una scelta d’impatto”.

PARLIAMO DEI VOSTRI DIVERSI BACKGROUND E DELLE VOSTRE INFLUENZE COME MUSICISTI…
“A livello musicale, com’è comune a molte band, siamo stati tutti influenzati da generi differenti. Per esempio, Kari è un onnivoro folle che non ha preferenze e si basa su ciò che più lo ispira nel periodo in cui sta componendo. Io invece, soprattutto quando scrivo i testi, mi lascio trasportare dall’ammirazione per cantanti come Ani DiFranco e Anneke dei The Gathering. Però non abbiamo nessun gruppo di cui speriamo di essere l’imitazione, ci teniamo ad essere personali, pur con le nostre molteplici influenze”.

PENSO CHE NON VEDRAI L’ORA DI RACCONTARE LA GENESI E IL MAKING OF DI “PRISTINE IN BONDAGE”, L’ULTIMA CREATURA DI CUI ANDATE COSI’ FIERI…
“Hai ragione! Quando promuovi un lavoro in cui credi molto, il desiderio di parlarne diffusamente al pubblico è fortissimo! Cominciamo dallo Studio Underground e dall’ingegnere del suono Pelle Säther…in un parola: grandiosi! Abbiamo lavorato duramente, in studio per tre settimane giorno e notte, non volevamo sprecare nemmeno un minuto del tempo concessoci. La differenza con le recording-session del primo album è stata lampante, questa volta siamo riusciti (per il tempo e per le possibilità degli studi) ad ottenere tutto esattamente come lo immaginavamo (anche se poi non ci si accontenta mai davvero, si dice sempre che alcune cose avrebbero potuto essere migliori!). Pelle Säther ha dato un contributo determinante nel tirare fuori il meglio da noi, ha ascoltato pazientemente le nostre idee e le ha rese una splendida realtà. Siamo davvero soddisfatti di come è stato concretizzato il lavoro di ‘Pristine In Bondage’, non potrebbe essere altrimenti!”.

A TUO AVVISO, ANDANDO PIU’ NEL DETTAGLIO, CHE COSA E’ CAMBIATO NELLA MUSICA DI “PRISTINE IN BONDAGE”, OLTRE ALL’ULTERIORE APPESANTIMENTO?
“Indubbiamente le qualità migliori del nuovo materiale sono la superiorità e la maturità lirico-stilistica rispetto al debut. E’ un lavoro omogeneo, più vario e strutturalmente più compatto. Oltretutto, per quanto mi riguarda, ‘Pristine In Bondage’ è un disco che mi sento più addosso, che percepisco più mio, anche grazie al fatto che sono stata io sola a scrivere i testi e, si sa, per un singer cantare le proprie canzoni è un’immedesimazione drammatica in più”.

COME DEFINIRESTI IN POCHE PAROLE LA MUSICA DEGLI ODIERNI AMARAN?
“Se dovessi definirla userei l’espressione ‘heavy melodic metal with clear female vocals’, è una frase generale che può racchiudere i nostri elementi costitutivi senza ingabbiarci in paragoni scomodi e spesso insensati con altre band della scena. Teniamo molto al fatto che la gente ci ascolti solo per quello che siamo, già troppe volte hanno tentato di liquidarci riferendosi a band che poco hanno a che spartire con la nostra proposta”.

COME ORGANIZZATE IL SONGWRITING (A PARTE LE LYRICS, CHE IN LARGA PARTA SONO SCRITTE DA TE)?
“Kari scrive tutta la musica a casa sua, poi mi manda tutte le idee via computer, così io posso scrivere i testi adatti per le song. In seguito ci vediamo di persona per definire meglio i singoli brani e fare i cambiamenti necessari perché diventino canzoni complete a tutti gli effetti. In questa fase facciamo un gran lavoro di sintesi delle idee e di espunzione, vogliamo strutture molto fluide. Diciamo che il lavoro è quasi tutto sulle spalle mie e di Kari, ma è un metodo che sembra funzionare bene fin’ora”.

DOMANDA A CUI SOLO TU PUOI RISPONDERE ESAURIENTEMENTE: TI VA DI SPIEGARE AI NOSTRI LETTORI LE TEMATICHE DEI TUOI TESTI? E SOPRATTUTTO, QUANTA PARTE HANNO NELLA COMPRENSIONE DELL’ATTITUDINE GENERALE DEGLI AMARAN?
“Diciamo che, più che rappresentare l’attitudine generale della band, rispecchiano me stessa e le mie emozioni. Ti sarai accorta che le lyrics non suonano molto metal, per come si intende classicamente il termine. La musica sono gli Amaran, i testi sono Johanna dentro la realtà Amaran…per me sono importantissimi, scrivo continuamente e le mie lyrics sono frammenti di quello che scrivo…mi piace indagare i problemi e le sensazioni che muovono gli esseri umani. Se sono felice non ho ispirazione, proprio come i ragazzini. Alcune composizioni hanno storie compiute o toni di critica politica, ‘Wraith’ per esempio è ispirata al modo in cui il sistema giudiziario svedese tratta i casi di stupro”.

CI SONO CANZONI DI “PRISTINE IN BONDAGE” A CUI SEI PARTICOLARMENTE LEGATA?   
“No, non penso di essere affezionata a nessuna in particolare… e poi le ho ascoltate così tanto (ride n.d.a.). Sembra un cliché, ma la canzone che preferisco è sempre quella a cui sto lavorando al momento. Diciamo che ‘Atropine’, ‘Crow Me’ e ‘Katharsis’ sono quelle che mi suscitano emozioni maggiori, non saprei dire perché!”.

COSA PENSI DEL TREND ATTUALE DI GRUPPI CHE MESCOLANO ELEMENTI GOTHIC-SINFONICI E VOCE FEMMINILE DI STAMPO LIRICO?
“Sinceramente non mi piace molto quel tipo di metal, ultimamente lo trovo molto ripetitivo. A me come cantante piace molto di più essere energica, avere attitudine da palco. A Kari si deve il fatto che negli Amaran ci sia una voce femminile ma, venendo lui dal death come esperienza precedente, mai e poi mai avrebbe messo in piedi un progetto del genere”.

SECONDO TE GLI AMARAN POSSONO AMBIRE A CONQUISTARE UN VASTO PUBBLICO?
“Sarei ipocrita se ti dicessi di no…noi tutti speriamo di raggiungere una audience più ampia possibile, magari anche di ascoltatori che siano al di fuori del circuito propriamente metal. Penso che le mie vocals contribuiscano a dare maggiore accessibilità alla nostra musica, di sicuro più di una pioggia di growl! Speriamo di conquistare tutti con il solo linguaggio delle nostre note, con il fascino cupo che sanno emanare certe nostre composizioni”.

COME PROCEDE L’ACCORDO CON LA LISTENABLE? SIETE SODDISFATTI DEL LAVORO CHE SVOLGONO PER VOI?
“Va tutto a gonfie vele, siamo felicissimi! Abbiamo appena terminato un tour di tre settimane in Francia, Spagna, Belgio e Finlandia! Sentiamo che la Listenable ha fiducia nel nostro potenziale, crede in ‘Pristine In Bondage’ ed è disposta a promuoverci e a farci conoscere il meglio possibile. Non potevamo desiderare di meglio!”.

SO CHE AVETE GIRATO UN VIDEO PER IL LANCIO DI “INFLICT”. COM’E’ STATA L’ESPERIENZA?
“E’ stata un’esperienza surreale…faceva freddo e pioveva, eravamo in un grosso campo, con gente che camminava e ci fissava, mentre noi facevamo headbanging e fingevamo di suonare senza musica (ride n.d.a.)! Però è stato divertente, siamo contenti del risultato, soprattutto considerando che il budget era scarsissimo”. 

COSA MI DICI A PROPOSITO DEL CAMBIO DI BASSISTA? COME SI E’ ADATTATO IL NUOVO ARRIVATO?
“L’avvicendamento è avvenuto senza traumi tutto sommato, Ronnie si è adattato perfettamente al mondo degli Amaran, con simpatia, entusiasmo e dedizione. E’ un grande!”.

CI PARLI UN PO’ DELLE VOSTRE ESPERIENZE LIVE? CI SONO PROGETTI DI ESIBIZIONI FUTURE?
“Il nostro ultimo tour è stato in compagnia di ottime band: gli After Forever, i Dark Moor, i Nightmare e i grandiosi Katatonia. E’ stato fantastico per noi condividere il palco e le giornate con musicisti così bravi e alla mano. Ci siamo migliorati considerevolmente come attitudine live. Poi abbiamo fatto due date in Svezia e due in Norvegia. Per i prossimi mesi abbiamo già dei progetti, speriamo di suonare il più possibile per promuovere il disco e di divertirci tanto”.  

QUALI SONO LE METE DA RAGGIUNGERE NEL FUTURO DEGLI AMARAN?
“Indubbiamente far conoscere il nostro nome, far circolare la nostra musica, andare in tour il più possibile. Nel prossimo futuro ci dedicheremo a comporre i nuovi brani, per ora abbiamo già parecchio lavoro!”.

CONCLUDIAMO CLASSICAMENTE LA NOSTRA PIACEVOLE CONVERSAZIONE: JOHANNA, FAI UN SALUTO AI LETTORI DI METALITALIA.COM…
“Grazie infinite a tutti i ragazzi che ci supportano, è davvero tutto per noi! Per chi ancora non ci avesse ascoltato, consiglio i download sul nostro sito ufficiale http://www.amaran.net. Troverete anche il video di ‘Inflict’. Speriamo di esibirci nei vostri club al più presto, un abbraccio a tutti i metallari italiani!”.

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