AMIA VENERA LANDSCAPE – Una Nuova Alba

Pubblicato il 12/02/2011 da

 

Gli Amia Venera Landscape sono l’ennesima formazione italiana ad aver recentemente compiuto il grande salto rilasciando un full-length di ottima qualità. “The Long Procession” è stato interamente prodotto dalla band, che lo ha ufficialmente reso disponibile un paio di mesi fa tra un consenso pressochè generale da parte di pubblico e critica. Vicini al suono “post” hardcore/metal di gruppi come i The Ocean, ma distinguibili per un uso piuttosto particolare di clean vocals e melodie, i ragazzi hanno certamente ancora qualcosa da perfezionare, tuttavia sono già ora una realtà che coloro che seguono con attenzione certi ambienti musicali non dovrebbero ignorare. Per introdurvi meglio ad essa, abbiamo contattato il frontman Alessandro Brun, che ha rapidamente risposto alle domande che gli abbiamo inviato.

 

 

BENVENUTI SU METALITALIA.COM! CHI SONO GLI AMIA VENERA LANDSCAPE? VI VA DI PRESENTARVI AI NOSTRI LETTORI?
“Ciao a tutti! Allora, gli AVL sono Alessandro Brun (voce), Marco Berton (voce/chitarra), Enrico Uliana (chitarra), Giacomo Dell’Orco (chitarra), Michele Dalla Mora (basso) e Simone Pellegrini (batteria). Siamo attivi con questa formazione dal 2007, abbiamo fatto uscire un EP e il 4 dicembre scorso il nostro primo album, ‘The Long Procession’, entrambi autoprodotti. Nel frattempo abbiamo suonato in giro un po per tutta Italia e in qualche data in Austria, dividendo il palco, tra gli altri, con gruppi come Underoath, The Dillinger Escape Plan, Misery Signals… Al momento stiamo organizzando un tour per maggio 2011, che dovrebbe includere Russia e Europa, e siamo già al lavoro per far uscire qualcosa di nuovo nel giro di non molto tempo. Staremo a vedere…”.

“THE LONG PROCESSION” È IL VOSTRO PRIMO FULL-LENGTH, MA PRIMA DI ESSO HA VISTO LA LUCE UN EP. COME DESCRIVERESTE LA VOSTRA EVOLUZIONE MUSICALE DAGLI INIZI A OGGI?
“Diciamo che i pezzi di ‘The Long Procession’ sono stati scritti molto tempo fa, parliamo di più di tre anni per alcuni di essi, quindi potremmo dire che questi pezzi siano in realtà un punto di partenza della nostra proposta. I brani presenti nel nostro EP omonimo erano stati scritti nell’ottica di inserirli nel contesto più grande che sarebbe stato ‘The Long Procession’, ma abbiamo pensato anche che avrebbero potuto avere un proprio senso anche fuori di esso. Inoltre sapevamo che la produzione del disco, avendo seguito noi stessi il suo intero sviluppo, dal mix ad altre registrazioni aggiuntive, avrebbe richiesto un arco di tempo considerevole prima di essere completata, quindi abbiamo preferito avere comunque un uscita che ci permettesse di farci conoscere un po’ in giro nel frattempo. I pezzi che stiamo scrivendo attualmente sono sicuramente un po’ diversi da quelli del disco, direi un po’ più scuri, ma di idee da sviluppare ne nascono in continuazione, anche di decisamente diverse l’una dall’altra”.

QUALI SONO LE BAND CHE PIÙ VI HANNO INFLUENZATO? LA COSIDDETTA SCENA “POST” HC/METAL SEMBRA GIOCARE UN RUOLO IMPORTANTE, MA NEL DISCO SI RINTRACCIANO TANTI SPUNTI DIVERSI. LE PARTI MAGGIORMENTE POST ROCK/AMBIENT, ANCHE PER LA VOCE PULITA, MI HANNO RICORDATO GLI SVEDESI IMMANU EL, AD ESEMPIO… NON SO SE LI CONOSCETE.
“Diciamo che le nostre influenze sono abbastanza varie, sicuramente molti gruppi ‘pesanti’ hanno giocato un ruolo abbastanza importante, per esempio Converge, Shora, Knut, Deftones, Kayo Dot, Cult Of Luna sono band con cui in un certo senso siamo cresciuti. Tuttavia i nostri ascolti spaziano anche a gruppi o artisti che non c’entrano niente con quel tipo di ambiente. Per fare qualche nome, citerei Bjork, Radiohead, Arvo Part, Interpol… anzi, direi che soprattutto dopo l’esplosione del fenomeno metalcore, abbiamo in parte abbandonato gli ascolti in ambito metal/hardcore. Degli Immanu El personalmente ho sentito qualche pezzo, ma niente di più”.

I VOSTRI BRANI POSSONO ESSERE ANCHE MOLTO COMPLICATI. COME SIETE SOLITI SCRIVERLI? VI È UN COMPOSITORE PRINCIPALE IN SENO ALLA BAND O SI TRATTA DI UN LAVORO DI SQUADRA?
“Solitamente la maggior parte dei pezzi sono scritti da Enrico, le cui parti vengono poi completate dagli altri strumenti. É sempre lui che si occupa anche della composizione ed esecuzione di tutto ciò relativo agli strumenti ‘extra lineup’ (pianoforte, violoncello, synth), che registra e utilizza per le basi. Non per questo però si perde l’aspetto compositivo globale: accade abbastanza spesso che le nostre prove diventino suite di improvvisazione, da cui poi cerchiamo di estrarre le parti che ci sembrano più interessanti”.

CERCATE DI CATTURARE I VOSTRI SENTIMENTI DI OGNI GIORNO IN UN BRANO O SIETE SOLITI LASCIARE LA COMPOSIZIONE DI UN RIFF O DI UNA MELODIA A PERIODI IN CUI AVETE UN DETERMINATO STATO D’ANIMO? PER INTENDERCI, HO TROVATO L’ATMOSFERA GENERALE DEL DISCO PIUTTOSTO MALINCONICA, QUINDI MI CHIEDEVO SE CIÒ RIFLETTE IN PIENO LA VOSTRA PERSONALITÀ. VOI VI RITENETE DELLE PERSONE MALINCONICHE?
“Il disco è stato composto in un momento un po’ particolare della nostra esperienza come band… è stato un momento decisamente travagliato, tra cambiamenti continui di lineup e il tempo che non sembra mai darti una mano. Credo che ciò possa in parte trasparire dal disco. In generale non saprei cosa rispondere alla tua ultima domanda… ci sono momenti in cui ci si può sentire malinconici, e magari sono quelli in cui può venire più spontaneo mettersi a comporre musica, ma non per questo direi che siamo persone malinconiche, ecco…”.

IL DISCO È AUTO-PRODOTTO E PUBBLICATO. COME MOTIVATE QUESTA SCELTA? UN TEMPO L’AVREMMO DEFINITA CORAGGIOSA, MA OGGI, CON INTERNET E TECNOLOGIA SEMPRE PIÛ SVILUPPATI, NON SEMBRA UN PASSO COSÌ PROIBITIVO, ANZI…
“Quello dell’autoproduzione è un discorso a cui diamo molta importanza… principalmente abbiamo scelto di autoprodurci il disco perchè vogliamo avere il pieno controllo di ciò che creiamo, senza che nessuno possa dirci cosa o come dobbiamo scrivere i nostri pezzi o far uscire i nostri dischi. Abbiamo seguito la produzione del disco in prima persona, dal mix, al master a parte delle registrazioni, fino al concetto dietro l’aspetto grafico, e ci sembrava naturale continuare a seguirne i vari aspetti anche dopo la sua uscita… ormai sembra che una band per essere considerata, debba essere inquadrata in un determinato contesto, che sia un genere o il roster di una label. Non credo ci sia bisogno che qualcuno debba ‘mettere il proprio nome’ su un disco prima che tutti, dalle agenzie di booking agli ascoltatori stessi, possano farsi un’idea se questo sia valido o meno. Finchè saremo in grado di farlo, cercheremo di seguire sempre noi stessi tutti gli aspetti legati alla nostra musica e al nostro modo di intenderla, poi ovviamente non ci vogliamo escludere nessuna possibilità, ma al momento questa ci è sembrata la più giusta”.

DI COSA PARLANO I VOSTRI TESTI? IL DISCO È UN CONCEPT?
“I nostri testi sono particolarmente legati al periodo in cui l’album è stato scritto, qualche anno fa. Credo rispecchino una buona dose di inquietudine e insoddisfazione; non abbiamo voluto chiudere troppo su un argomento definito, ma abbiamo preferito lasciare degli spazi interpretativi a chi ascolta il disco. Al contrario di quanto alcuni pensano, il disco non è un concept… i pezzi sono legati l’uno all’altro, e credo ci sia un certo flusso, o mood generale che li colleghi, ma non è mai stato visto in quell’ottica”.

L’ARTWORK DEL DISCO È MOLTO BELLO. CHI CI HA MESSO MANO E COME SI RELAZIONA ALL’ASPETTO MUSICALE E LIRICO DELLA VOSTRA PROPOSTA?
“Grazie! L’artwork è stato un elemento a cui abbiamo dato abbastanza importanza, abbiamo cercato delle immagini che potessero, secondo noi, accostarsi bene alla nostra musica, creando come una sorta di percorso. Gran parte delle immagini del booklet sono opera di Midnight Digital, mentre le altre e l’intero lavoro di layout è stato svolto da Brad Clifford (chitarrista dei Poison The Well), che si è dimostrato disponibilissimo e molto attento all’idea che volevamo seguire”.

GLI AMIA VENERA LANDSCAPE SONO UNA LIVE BAND? È DIFFICILE RIPROPORRE DAL VIVO LE VOSTRE TRAME?
“Bè, devo ammettere che c’è molto lavoro dietro i nostri live, non è sempre facile riuscire a rendere i pezzi in ogni contesto in cui si suona, soprattutto considerando i diversi tipi di situazione in cui ci capita di trovarci. Già il fatto di avere tre chitarre molto spesso complica il lavoro di far rendere nel miglior modo possibile il sound generale, tuttavia credo che sia inutile suonare bene su disco e poi non riuscire a riprodurlo dal vivo, quindi, nonostante le difficoltà che si possono incontrare, cerchiamo sempre di fare il possibile per ottenere un sound il più possibile vicino a quello del disco”.

QUALI SONO I VOSTRI PIANI PER IL 2011? SE AVESTE LA POSSIBILITÀ DI ESPRIMERE TRE DESIDERI, QUALI ESPRIMERESTE?

“Al momento stiamo organizzando un tour Euro-Russo per maggio, in cui potremo promuovere meglio il disco anche all’estero. Per ora i riscontri sono stati buoni, ma credo che con un live ci si possa esprimere in modo molto più diretto e ‘vicino’ agli ascoltatori. Nel frattempo abbiamo in programma alcune nuove uscite, che andranno a completare la nostra proposta con pezzi che credo possano suonare abbastanza diversi da quelli fatti finora”.

IL 2010 SI È DA POCO CONCLUSO: DISCHI MIGLIORI E “CAGATE PAZZESCHE” SECONDO GLI AMIA VENERA LANDSCAPE…
“Penso che ognuno di noi risponderebbe cose completamente diverse. Personalmente quest’anno ho apprezzato molto ‘Diamond Eyes’ dei Deftones, l’omonimo degli Interpol, ‘Disambiguation’ degli Underoath (anche se forse mi aspettavo un cambio più radicale, penso sia uno dei loro dischi che preferisco)”.

GRAZIE PER L’INTERVISTA. UN COMMENTO FINALE?

“Grazie a voi per lo spazio che ci avete offerto e a tutti i lettori! A presto!”

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.