ARACHNES – Scienza o Natura?

Pubblicato il 10/03/2006 da

In occasione dell’uscita del nuovo “In Praise Of Science”, Metalitalia.com non si è lasciata sfuggire la possibilità di intervistare una delle band più valide del panorama metal italiano, gli Arachnes. Da sempre coerenti e fedeli alle loro scelte, i fratelli Caruso non deludono le attese neanche questa volta dando vita, forse, al miglior disco della loro carriera. Ne parliamo con il gruppo quasi al completo.

 
LA COPERTINA E’ DAVVERO STUPENDA. A MIO MODO DI VEDERE I DUE ELEMENTI IN ESSA PRESENTI SONO STATI SCELTI PERCHE’ IN NETTA ANTITESI: LA NATURA CHE SI CONTRAPPONE ALLA SCIENZA. MI SBAGLIO?
Enzo: “Non ti sbagli. La dilagante onnipotenza umana ci fa perdere di vista un concetto fondamentale, e cioè che, volenti o meno, esistono delle leggi naturali, verso le quali la nostra specie non può neppure alzare un dito. La situazione ambientale, con tutte le sue conseguenze, e i mutamenti climatici intesi quale disperato tentativo da parte del pianeta di autoequilibrarsi mi sembrano emblematici”.

LA COVER MI DA’ LA SENSAZIONE CHE SIA LA NATURA A VINCERE SULLA SCIENZA/TECNOLOGIA; E’ QUESTO CIO’ CHE SI EVINCE DAI TESTI DEL VOSTRO DISCO?
Enzo: “Non esattamente, anche se la natura ha sempre l’ultima parola, come dicevo prima. I testi sono più una serie di racconti su piccoli vissuti personali, attraverso i quali emerge la necessità di un miglior approccio verso la conoscenza, intesa come metodica che interpone una mediazione proprio fra le leggi naturali e la sovrastruttura umana. Non dimenticare che il nostro concetto di ‘scienza’ va inteso in modo un po’ più medioevale rispetto al concetto moderno di un metodo di indagine di carattere induttivo e sperimentale, ovvero più come conoscenza in senso lato”.

“IN PRAISE OF SCIENCE” ARRIVA  TRE ANNI DOPO LA VOSTRA ULTIMA FATICA. COME MAI TUTTO QUESTO TEMPO DI ASSENZA DAL MERCATO?
Frank: “In realtà a volte le date fanno brutti scherzi… E’ vero, ‘Primary Fear’ risulta essere pubblicato nel 2003, ma in realtà uscì a novembre, quindi arrivò sul mercato nel 2004, così come ‘In Praise Of Science’ che porterà data 2006 in realtà è pronto dalla fine del 2005, quindi direi che le responsabilità di assenza/presenza forse sono da attribuire più al mercato che non a noi… Inoltre nel 2004/2005 abbiamo prodotto dieci nuovi brani che sono andati a far parte di molti eventi sportivi come Wrestling e Motomondiale sulle reti Mediaset, con cui collaboriamo da diversi anni per la stesura di sigle e spot televisivi, un’esperienza entusiasmante anche perché ci occupiamo proprio del rock, quindi del filone televisivo diciamo d’azione, la nostra musica insomma!”.

A MIO MODO DI VEDERE QUESTO E’ IL DISCO PIU’ PROGRESSIVO DELLA VOSTRA CARRIERA, PROGRESSIVO INTESO PIU’ COME RICERCA SONORA E SPERIMENTAZIONE CHE TECNICA ESASPERATA NELL’ESECUZIONE DEI PEZZI, SEI D’ACCORDO?
Enzo: “Sì, sono d’accordo. Tra l’altro è interessante che ciò che emerge va oltre l’aspetto puramente tecnico, che rischia di essere la magagna del prog, ovvero una sorta di inutile palestra tecnica fine a se stessa. Evidentemente, siamo riusciti ad equilibrare gli aspetti formali con quelli estetici in maniera adeguata e convincente, e questo lo deduco dalla tua osservazione, non lo affermo come dato di fatto a priori”.

COME LAVORATE TU E TUO FRATELLO ALLA STESURA DEI PEZZI?
Frank: “Non ci guardiamo in faccia (ride NdR)! Scherzo ma è quasi vero, nel senso che ognuno di noi scrive dei brani, diciamo il cinquanta per cento dall’album, dopodiché passa nelle mani del fratello.Grazie della domanda comunque, mi spiego nel dettaglio: facciamo un esempio. Io scrivo un brano, poi lo passo a Enzo che ci lavora sopra, come arrangiamenti e altro, lo stesso faccio io con i suoi brani. E’ bellissimo perché abbiamo un’intesa tale da andare sempre nella stessa direzione e poi questo lavorare a due mani conferisce quel tipico sound Arachnes fatto di una miscela di neoclassico e progressive, ovvero le componenti di ciascuno di noi due, ma non svelerò a chi appartiene ciascuna di esse… se si ascolta bene il CD si capisce…potrebbe essere divertente provarci”.

NELLA “MEDITERRANEAN SUITE” SI PUO’ SENTIRE QUALCOSA DI NEW-AGE. E’ FORSE QUESTA UNA VOSTRA PASSIONE MUSICALE? COSA PENSATE DI QUESTO GENERE DI MUSICA?
Enzo: “Mah, in genere utilizziamo ogni tipo di lessico, allo scopo di raggiungere i nostri obiettivi. Le nostre passioni sono più per la musica classica e il jazz, in realtà. Mi pare che nella new age si siano fatte cose meravigliose e altre di dubbio gusto. Quello a cui possiamo aderire è una visione del mondo, libera e rispettosa, della new age, non tanto una pseudoideologia più o meno esoterica che, francamente, non mi pare artisticamente legittimabile. Ma questo, beninteso, è un mio modesto parere”.

NEL DISCO AVETE COVERIZZATO GLI EMERSON LAKE & PALMER ALLA GRANDE, COME MAI AVETE SCELTO UN LORO BRANO?
Enzo: “Perché li amiamo, molto semplicemente. E’ una sorta di omaggio, amiamo le sonorità dell’organo Hammond e dei sintetizzatori, che difatti utilizziamo moltissimo. Ed è anche un omaggio a Mussorgski, dato che il tema principale di ‘Blues Variation’ altro non è che uno dei temi più caratteristici dei suoi ‘Quadri di un’esposizione'”.

IN STUDIO PRODUCETE DISCHI CON UNA CERTA CONTINUITA’, COME VANNO INVECE LE COSE DAL VIVO? RIUSCITE A SUONARE CON LA STESSA CONTINUITA’?
Frank: “Purtroppo no, e questo è sicuramente dovuto anche al nostro essere molto esigenti o forse critici. Personalmente però non ho mai accettato, né tanto meno ho intenzione di farlo in futuro, di esibirmi in condizioni precarie come spesso capita alle band italiane: trovarsi ad esempio su un grande palco con band internazionali e vedersi imporre dall’organizzazione di non poter fare un soundcheck decente o non poter utilizzare i propri tecnici del suono. A questi show gli Arachnes non ci saranno, per dignità personale e per rispetto del proprio pubblico, perché ci troveremmo a proporre un suono che non è il nostro. In studio invece le cose vanno alla grande, e se siamo arrivati al sesto album vuol dire che il mercato e  soprattutto il pubblico ci hanno dato ragione, a prescindere dai live. Conosco molte band che hanno fatto fiumi di live, ma dopo due dischi sono sparite… Preferisco essere dove sono!”.

IN QUESTO SENSO COSA AVETE IN PROGRAMMA PER PROMUOVERE L’ALBUM?
Gabriele: “Ovviamente rimane inteso che se ci saranno buone proposte live noi ci saremo. Abbiamo appena terminato il video clip di ‘Gothic Description’, che sarà presto disponibile anche sul web. Sul nostro sito www.arachnes.it sono inoltre disponibili diverse preview audio e video e – notizia! – un brano inedito mai pubblicato su CD e liberamente scaricabile! Siamo molto attivi sul web, infatti il nome Arachnes è molto diffuso, ora inizieremo anche una serie di presenze radiofoniche”.

COSA FATE TU E TUO FRATELLO OLTRE CHE A SUONARE CON GLI ARACHNES?
Frank: “Io mi occupo di informatica, un settore quanto mai vicino alla musica oramai, e di altre produzioni musicali televisive e radiofoniche, il tutto nel nostro studio di registrazione che ci consente di lavorare quando e come vogliamo, mentre Enzo insegna musica a diversi livelli, oltre a collaborare con me per la maggior parte delle produzioni”.

SIETE MAI STATI TENTATI DI ABBANDONARE LA MUSICA METAL PER PASSARE A QUALCOSA DI PIU’ COMMERCIALE CHE POTREBBE CONSENTIRVI DI VIVERE DELLA SOLA MUSICA DELLA BAND?
Frank: “Mai! Grazie della splendida domanda. Mi spiego, noi già produciamo altra musica che sicuramente ‘rende’ più degli Arachnes, e mi riferisco ad una serie di produzioni anche televisive che però per il momento sono comunque nel nostro genere. Se dovessimo scegliere di fare qualcosa di più commerciale lo faremmo allora in quell’ambito, ma non sicuramente con gli Arachnes. Questa è la nostra parte artistica, e come tale non deve essere subordinata a logiche di interesse economico, sembrerà utopistico ma vi assicuro che è così da dieci anni”.
 
GRAZIE! CONCLUDI COME VUOI!
Enzo: “Notiamo da qualche anno un maggior interesse, da parte del pubblico, verso la musica di qualità. Lo standard del metallaro in stile anni Ottanta è veramente cosa ormai defunta. E meno male! Mi chiedo quando l’industria discografica, la stampa e gli addetti ai lavori in generale ne prenderanno atto, adeguando le proprie strategie di mercato al trend rinnovato. Noi andiamo avanti così, tu e tutti insieme. L’importante è crederci. Noi ci crediamo. Ciao a tutti!”.
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