ARCADIA – Nuoce Gravemente Alla Salute

Pubblicato il 07/11/2010 da
Altra band dell’underground nostrano che merita tutta la visibilità di cui c’è bisogno sono gli Arcadia, autori di un album ancora una volta sorprendentemente fresco e ispirato, oltre che rabbioso e schizofrenico. Probabilmente una band sconosciuta ai più ma che gli amanti delle sonorità più moderne non possono e non devono più ignorare. Di seguito vi riportiamo l’estratto di uno scambio di mail avvenuto con i ragazzi della band.

 

 

CIAO RAGAZZI, BENTORNATI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM. PRIMA DI TUTTO VOGLIO COMPLIMENTARMI CON VOI PER IL VOSTRO ULTIMO ALBUM!
Mike: “Ehi, grazie! E’ stato il frutto di un anno di duro lavoro, di chilometri on the road e di millemila esperienze… in ‘Roy Philip Nohl’ ci senti tutta la durezza di questo ultimo anno, tutto il sudore, l’amarezza… ma anche le soddisfazioni, le nuove amicizie e le sorprese. E’ umanamente Arcadia al 100% e questa cosa mi piace moltissimo”.

COME E’ NATA L’IDEA DI UN CONCEPT ALBUM SU UN TEMA COSI’ PARTICOLARE COME L’USO DELLE SOSTANZE STUPEFACENTI? VI ANDREBBE DI PARLARCI UN PO’ DEI TEMI DA VOI TRATTATI SU “ROY PHILIP NOHL”?
Mike: “Non ci siamo prefissati di fare un concept, diciamo che quando alla fine stavamo tirando determinate somme la cosa ci è parsa spontanea. Ci hanno sempre affascinato certi dualismi dell’essere umano: ad esempio, la nobiltà dei sentimenti e la loro purezza in fondo non sono altro che scariche chimiche che il nostro cervello rilascia. Addirittura tempo fa lessi che uno studioso aveva sintetizzato l’endorfina che crea l’innamoramento… ci rendiamo conto, l’amore che in fondo non è altro che una sostanza? Be’, è di sicuro scarsamente poetico, però… la cosa fa riflettere. E allora in ‘Roy Philip Nohl’ cerchiamo di incanalare queste riflessioni, con un pizzico di ironia e di sincerità, portando tutto un po’ verso l’estremo”.

E IN CHE COSA “ROY PHILIP NOHL” SI DIFFERENZIA RISPETTO AI SUOI PREDECESSORI SECONDO VOI?

Dimitry: “Diciamo che ogni disco fatto fino ad adesso rappresenta l’evoluzione del predecessore. In questo disco abbiamo estremizzato i concetti di Aggressione, Melodia e Tecnica. Il disco dura meno di ‘Cold Cold Bodies’ (il predecessore), ma al tempo stesso risulta più variegato nelle soluzioni stilistiche… ‘Roy Philip Nohl’ rappresenta ciò che la band è nel 2010. Nonostante sia convinto che ‘Cold Cold Bodies’ sia un ottimo disco, penso che sia con ‘Roy Philip Nohl’ che abbiamo raggiunto la maturità come ‘recording band'”.

CHI SI E’ OCCUPATO DELLA COPERTINA DI “ROY PHILIP NOHL”? E CHE COSA VUOLE RAPPRESENTARE?

Cacao: “Un mio amico fumettista e grafico professionista (Davide Tosello) con il quale già da tempo volevamo collaborare. Avevo già pensato a lui qualche anno fa per la cover di ‘Cold Cold Bodies’ ma per una questione di tempo non eravamo riusciti a trovarci e il tutto saltò. Ovviamente per la cover di ‘Roy Philip Nohl’ è stato il primo contatto al quale ho pensato, l’ho proposto ai ragazzi della band che sono stati d’accordo sin da subito; fortunatamente in questa occasione siamo riusciti a trovarci sia come tempi che come idee. Graficamente volevamo semplicemente dare un volto a ‘Roy Philip Nohl’ per renderlo ‘reale’,l’intenzione era quella di dare il via a ‘un qualcosa’… sai, è possibile che in futuro il nostro amico Roy possa tornare… non dico altro… (ride, ndR)”.

COME NASCE UNA CANZONE DEGLI ARCADIA? C’E’ UNA MENTE COMPOSITIVA ALL’INTERNO DELLA BAND, SCRIVETE I VOSTRI BRANI IN SALA PROVE O CHE ALTRO?
Dimitry: “Dipende sempre da disco a disco e da brano a brano. Farò un salto nel passato di due anni. Estate 2008: io e cacao (batterista) abbiamo passato un paio di mesi a jammare su alcune idee che avevo registrato nel mio studio (allora ancora in Italia)… Da queste jam nel febbraio 2009 esce un demo per addetti ai lavori (label/zines) e per i fan. Tre tracce registrate: ‘Because Of You’, ‘I Sold Drugs To Little Red Ridin Hood’ e ‘Slaughterhouse’. Maggio 2009: alle tre tracce ne vengono aggiunte altre: ‘Dead By Six o’ Clock’ e ‘New Skin’ (allora chiamata con qualche nome impronunciabile) e ‘Red Roses And Vermins’. Agosto 2009: registro le parti di chitarra di ‘Vampire’, ’10 Milligrams’ e ‘Nice Pix Of The End Of The World’. Da lì si cominciano le voci e, una volta licenziato il vecchio bassista, si ri-registrano le parti di basso a cura di Alessandro Cacace degli Atomixynergy. Diciamo che è stato un processo di scrittura molto travagliato che, anziché nuocere alla band, ha giovato; grazie alla superframmentazione delle registrazioni abbiamo avuto il tempo di maturare le nostre impressioni sul disco rendendolo cosi sempre più dettagliato e funzionale”.

LA STAMPA NAZIONALE TALVOLTA TENDE AD ESSERE UN PO’ SEVERA CON LE BAND NOSTRANE, COME SONO STATE LE REAZIONI DELLA STAMPA ITALIANA FINO AD OGGI? SI DIFFERENZIANO I PARERI RISPETTO A QUELLA ESTERA?
Dimitry: “Ma guarda, sì, la stampa nazionale è stata molto severa con la nostra band sin dai tempi di ‘Synth’ ma ultimamente ha messo in evidenza il nostro valore con l’ultimo disco ‘Roy Philip Nohl’. All’estero siamo molto spesso stati trattati bene, ma ad esempio in Germania ricordo che ai tempi di ‘Cold Cold Bodies’ parecchi magazine parlarono male sia di noi che del metal italiano… Be’, sappiamo che all’estero non siamo proprio ben visti, ma in Germania sembra abbiano grosse riserve nei confronti dell’Italia e degli italiani… La verità sta nel mezzo – come al solito, direi. Sicuramente penso che in patria non siamo quasi mai stati aiutati dalla stampa neanche ai tempi di ‘Synth’, quando ancora non c’erano in giro così tante band quante ai giorni d’oggi. Ma gli Arcadia sono sempre andati avanti da soli e quando la band numerose volte è caduta si è rimessa in piedi da sola. Ricordo la celebre frase di un mio caro amico: ‘Non ti preoccupare Deme, gli Arcadia cadono sempre in piedi’”.

MENTRE SCRIVEVO LA RECENSIONE DEL VOSTRO DISCO, LA DIFFICOLTA’ PIU’ GROSSA L’HO INCONTRATA NEL CERCARE DI PARAGONARE IL VOSTRO SUONO A QUELLO DI ALTRE BAND. QUESTO E’ SICURAMENTE UNO DEI MAGGIORI ASPETTI POSITIVI DEGLI ARCADIA. MA QUALI SONO REALMENTE LE VOSTRE INFLUENZE?

Cacao: “Sono molto contento che tu abbia incontrato questa difficoltà (ride, ndR), vuol dire che ad oggi gli Arcadia sono un gruppo con il proprio suono e con una propria identità e per qualsiasi band questo rappresenta un gran bel passo. Credo che il processo sia iniziato già ai tempi di ‘Fracture Concrete’ e poi portato avanti con ‘Cold Cold Bodies’… ad oggi con ‘Roy Philip Nohl’ siamo consapevoli di aver consolidato il suono Arcadia, ovviamente questo non ci fermerà nel continuare la nostra ricerca in qualcosa di diverso”.

GLI ARCADIA NON HANNO NESSUNA ETICHETTA CHE LI PROMUOVE. E’ UNA VOSTRA SCELTA VOLONTARIA OPPURE DAVVERO NESSUNA LABEL SI E’ ACCORTA DEL VOSTRO VALORE?
Dimitry: “Be’, dopo ‘Cold Cold Bodies’ abbiamo deciso di non affidarci a nessuna piccola etichetta. Abbiamo sviluppato così tanti contatti e conoscenza del bussiness (quello della musica indipendente) che ci conviene essere indipendenti e senza etichetta. Abbiamo due studi di registrazione professionali e un ufficio stampa. Perché mai avremmo bisogno di un’etichetta? Siamo in tutti i webstore del globo (iTunes, Spotify, Rhapsody, CdBaby, Amazon e altri). Abbiamo tour europei all’attivo e tour in USA sin dal 2006, sempre da indipendenti. Abbiamo cinque endorsement. Pensi ancora che gli Arcadia abbiano bisogno di un’etichetta? Be’, sì, qualora volessimo vendere due milioni di copie concorderei con te che avremmo bisogno della Sony Music… (ride, ndR)”.

A QUESTO PROPOSITO, CHE COSA PENSATE DEL FATTO CHE MOLTI RAGAZZI SCARICANO LA VOSTRA MUSICA?
Dimitry: “Se ti riferisci al download illegale sono decisamente contrario. E’ un vero e proprio furto. E come avere un supermercato e tutta la gente che entra porta via la spesa senza pagare. Nel giro di due giorni sei ‘out of business’ o devi aprire un’altra attività. La stessa cosa succede con la musica. Io compro i dischi, DVD e altro delle band che mi piacciono, lo faccio per rispetto e perché in qualche modo voglio contribuire alla loro crescita artistica, che l’80% delle volte deriva dalla crescita economica (che consente loro di essere musicisti a tempo pieno anziché dover avere un lavoro per mantenersi, il che porta via gran parte del tempo di ogni singola giornata)”.

PARLIAMO DELLE VOSTRE ESIBIZIONI LIVE. VI SENTITE PIU’ A VOSTRO AGIO A SUONARE AD UN FESTIVAL OPPURE AD UN SINGOLO CONCERTO, MAGARI IN UNA PICCOLA LOCATION? E PERCHE’?
Mike: “Personalmente preferisco più la dimensione del festival… abbiamo appena preso parte allo Spring Session Festival, una sorta di festival itinerante in Germania, Polonia, Austria e Repubblica Ceca. Eravamo sette band (fra cui Six Feet Under e Illdisposed), sette band nel backstage, sul bus, sempre in giro insieme, e l’atmosfera era stupenda! Tornare alla vita di tutti i giorni è stato a dir poco frustrante. Il singolo concerto ti dà sensazioni differenti, magari hai più intimità col pubblico, la tua band è l’unica al centro dell’attenzione e guadagna piu’ soldi… Insomma, diciamo che in entrambe le situazioni siamo comunque a nostro agio!”.

E PIU’ IN GENERALE, VI SENTITE MAGGIORMENTE UNA BAND DA STUDIO OPPURE DAL VIVO RIUSCITE A ESPRIMERE QUALCOSA CHE SU DISCO E’ DIFFICLE DA RIPROPORRE?
Mike: “Sono due atmosfere diverse, ovviamente tutte e due mi fanno impazzire, però credo di parlare a nome di tuttI dicendo che siamo una live band; fosse per noi non avremmo nemmeno una casa, ci fermeremmo giusto quei due-tre mesi all’anno per registrare (ride, ndR)”.

LA QUALITA’ MEDIA DELLE BAND ITALIANE, DA UN PO’ DI TEMPO A QUESTA PARTE SPECIALMENTE, STA CRESCENDO. VOI COME VI RAPPORTATE CON LE ALTRE BAND NOSTRANE? AVETE STRETTO RAPPORTI CON QUALCHE GRUPPO IN PARTICOLARE CHE MAGARI SENTITE DI CONSIGLIARE AI NOSTRI LETTORI?
Cacao: “Be’, a dire il vero a nostro avviso in italia c’è sempre stata una bella scena metal underground viva e piena di band molto valide, per citarne alcune: Glaciar Fear, Infection Code, Land of Hate, Zora, Node, Nerve, Slowmotion Apocalypse e diverse altre (la lista sarebbe abbastanza lunga); abbiamo avuto modo di condividere il palco diverse volte con alcune di queste band e devo dire che è sempre stato molto divertente e piacevole. Una cosa molto bella ed utile sarebbe poter riuscire ad organizzare un gran bel tour europeo di band italiane, cosa che ad oggi sembra ancora improponibile per questioni meramente economiche; sicuramente sarebbe un modo per dimostrare al mondo che l’italia in ambito metal ha molte cose da dire!”.

BENE, ABBIAMO FINITO. GRAZIE PER L’INTERVISTA RAGAZZI, IL RESTO DELLO SPAZIO E’ A VOSTRA DISPOSIZIONE PER LASCIARE UN MESSAGGIO AI NOSTRI LETTORI.
Cacao: “Un grazie enorme a voi di Metalitalia.com per lo spazio dedicatoci, ed un altrettanto enorme grazie a voi – metaller e non – per il tempo dedicatoci… Dimenticavo, date un’ascolto (anche veloce) al nostro ultimo disco, lo trovate totalmente in streming su www.reverbnation.com/arcadiabastardcore… Se decideste di acquistarlo, potrete farlo un po’ ovunque sul web, noi vi consigliamo su: arcadiacrew.com – www.cdbaby.com – www.amazon.com . Ciao!”.

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