ARCANA OPERA – D’un Noir che splende

Pubblicato il 11/04/2016 da

Abbiamo scoperto gli Arcana Opera quasi un annetto fa, in occasione del Fosch Fest 2015, durante il quale la band si esibì nella giornata d’apertura, interamente dedicata a formazioni italiane. Il loro secondo disco, “De Noir”, all’epoca era da poco uscito e, nonostante un contesto non perfettamente adatto a mettere in evidenza le complesse sfaccettature del loro folk-metal cantautorale e tinteggiato di noir, i Nostri ci incuriosirono parecchio. A distanza di mesi, dunque, e dopo aver apprezzato moltissimo l’album succitato, ottimo compendio di metal cantato in italiano, profondo e divertente allo stesso tempo, così come progressivo e diretto in egual modo, andiamo ora ad approfondire il discorso in sede di intervista, alla quale si è prestato il leader e fondatore del gruppo, il vocalist e paroliere Alexander Wyrd. A voi le sue parole!

 

Arcana Opera - band - 2016

CIAO, ALEXANDER! ARRIVIAMO PURTROPPO UN PO’ IN RITARDO CON QUESTA INTERVISTA, PER CUI INIZIO SUBITO A CHIEDERTI COME E’ STATO ACCOLTO DALLA STAMPA, DAI FAN E ‘IN GIRO’ IL VOSTRO NUOVO DISCO “DE NOIR”, ORMAI USCITO DA GIUGNO DEL 2015…
“Ciao a voi e a tutti i lettori! Per parlare di musica non si è mai in ritardo, significa che questo era il momento adatto a farlo, le condizioni sono propizie. ‘De Noir’ ci sta dando tante soddisfazioni e stimoli sia a livello personale, sia come gruppo, l’accoglienza da parte del pubblico e degli addetti ai lavori è davvero buona e a tratti sorprendente”.

GLI ARCANA OPERA SONO STATI CREATI DA TE, ALEXANDER WYRD, QUASI COME UNA SORTA DI PROGETTO PERSONALE, MA ORA SONO CERTAMENTE UNA BAND FATTA E COMPLETA. COME SI E’ SVOLTO IL PROCESSO DI ‘PLASMAZIONE’ DEL GRUPPO?
“E’ vero, Arcana Opera nasce come progetto personale, ma ho presto avvertito l’esigenza di ricercare qualcosa di più compiuto, coinvolgere musicisti che sapessero interpretare le sfumature impresse nei miei brani, che sono poi molto personali; è stata una naturale conseguenza di una ricerca che volevo fortemente approfondire. La cosa migliore è che i nuovi caratteri che sono entrati in scena, prestati da questi musicisti-attori, non solo sono stati condivisi, ma si sono addirittura fusi. Arcana Opera si è arricchita di tutte le personalità che vi gravitano attorno. ‘De Noir’ è quindi frutto di una coesione ampia, non solo musicale, ma anche artistica”.

IL NUOVO LAVORO PRESENTA UN SOUND AVVINCENTE E PROFONDO, CHE PORTA CON SE’ DIVERSI ANTIPODI: COMPLESSITA’ CONTRO IMMEDIATEZZA, TEMI OSCURI E DRAMMATICI CONTRO SONORITA’ SPESSO FOLKEGGIANTI, DOLCEZZA ACUSTICA CONTRO POTENZA SINFONICA. COME AVETE LAVORATO IN MERITO ALLA CREAZIONE DEL DISCO?
“I brani di ‘De Noir’ nascono fondamentalmente in sala prove: in genere io porto un testo, una linea melodica e delle idee sull’arrangiamento, cercando di incastonare le mie visioni dentro ad una cornice, un’ambientazione; i ragazzi poi pensano a come tradurre in musica tutto questo e il processo creativo di conseguenza è un flusso di idee, di modi e di stili personali che, amalgamandosi, porta a risultati incredibili. Tutto il resto è opera dell’immenso lavoro fatto in studio”.

LA COPERTINA, BELLA ED ORIGINALE, SEMBRA RICHIAMARE, PIU’ CHE UN RIFERIMENTO AL TITOLO VERO E PROPRIO, L’OPENING-TRACK “CAVE CANEM”. QUALE SIGNIFICATO ALLEGORICO AVETE VOLUTO DARE ALL’ARTWORK E, GIA’ CHE CI SIAMO, QUAL E’ QUELLO DELLA CANZONE?
“L’album si apre e si chiude effettivamente con due brani che fanno riferimento alla figura del cane. Il primo, ‘Cave Canem’, ha preso spunto da un sogno notturno, il secondo, ‘Sul Pasubio Prima Dell’Alba’, da una visione diurna e dal conseguente suggerimento di chi ha concepito effettivamente l’illustrazione di chiudere un album così ‘noir’, così onirico, con la luce del mattino. Nella più immediata interpretazione, quindi, è chiaro come questo cane ci guiderà nel viaggio, nell’ascolto di questo album, da un’umida e afosa notte nel Meridione ad una tersa e fresca alba sulle Alpi. Il design è stato pensato per essere semplice e diretto, ma allo stesso tempo elegante, evocativo e soprattutto versatile; il tema doveva essere infatti facilmente convertibile in gadget e locandine”.

DAI VOSTRI CANALI UFFICIALI E DALLE NOTE BIOGRAFICHE, SEMBRA TRASPARIRE UNA CERTA PASSIONE PER RUNE E TAROCCHI. DA DOVE NASCONO QUESTI RICHIAMI? C’E’ SOTTO UNO STUDIO CONCRETO OPPURE QUALCOS’ALTRO? E COME SI COLLEGANO, SE LO FANNO, AL CONCETTO DI MUSICA NOIR CHE SEMBRA STARVI MOLTO A CUORE?
“Ci sono visioni, ci sono percorsi spirituali e ci sono storie che aprono le porte su altri mondi. Noi siamo attratti da queste dimensioni e chi più chi meno si sente attratto da queste prospettive é spinto continuamente verso la ricerca, lo studio e l’approfondimento di una propria spiritualità. Questo aspetto è fondamentale in Arcana Opera, fa parte di noi, della nostra essenza e di conseguenza della nostra musica. Certo una simbologia simile fa l’occhiolino a quella nicchia più votata al folk ed affini, ma non credo la spiritualità debba avere condizionamenti e confini prestabiliti; inoltre, rune e tarocchi ci lasciano la possibilità costante di creare nuovi temi, nuove letture e nuovi percorsi partendo da qualcosa di radicato ed atavico”.

I TESTI DAL MOOD CANTAUTORALE SONO A TUTTI GLI EFFETTI QUALCOSA CHE BEN IDENTIFICA LA PROPOSTA ARCANA OPERA. QUALCOSA CHE POCHE ALTRE METALBAND ITALIANE, PROBABILMENTE, POSSONO VANTARE. DI QUALE BACKGROUND MUSICALE SI NUTRE QUESTA CAPACITA’ LIRICA E, IN GENERALE, DA COSA VIENE STIMOLATA LA SCELTA DI UN ARGOMENTO AL POSTO DI UN ALTRO?
“Apprezzo moltissimo i cantautori, i cantastorie, sono affamato tanto di stornelli ubriachi e di racconti da osterie, quanto di favole e buona letteratura. In particolare mi piace ricercare parole chiave, archetipi, che evochino in me un certo gusto, una certa curiosità. Cerco meraviglia nelle parole, tanto nel loro suono quanto nel loro significato più profondo”.

LA VOSTRA MUSICA E’ PER CERTI VERSI ‘OSTICA’ DA APPREZZARE, IN QUANTO IL CANTATO ITALIANO, OLTRETUTTO COSI’ CURATO E MESSO IN PRIMO PIANO, E’ SEMPRE UN DURO SCOGLIO DA SUPERARE PER LA MAGGIOR PARTE DEGLI ASCOLTATORI. A VOLTE NON SI RIESCE AD APPREZZARE UN BUON TESTO NELLA NOSTRA LINGUA MADRE MENTRE SI SPANDONO ODI PER LA PRIMA ‘PECORONATA’ ASCOLTATA – CHESSO’ – IN SVEDESE. COSA NE PENSI DI QUESTA RIFLESSIONE?
“Credo sia solamente questione di soggettiva. Dipende tutto dal gusto, dalle abitudini e dalle esperienze. Prima di fare musica, siamo noi stessi ascoltatori e fruitori ed in quanto tali non ci sentiamo di definire ‘De Noir’ un lavoro ostico all’ascolto”.

MI PIACEREBBE CHE PRESENTASSI ALMENO TRE DEI BRANI PRESENTI IN TRACKLIST. SCEGLI TU QUELLI CHE SONO I PIU’ RAPPRESENTATIVI, OPPURE QUELLI CHE MEGLIO IDENTIFICANO LE DIVERSE SFUMATURE DEGLI ARCANA OPERA…
“La vera essenza di Arcana Opera sta in brani come ‘Caffè Marco Polo’ ed ‘Ambasciata Noir’, mentre l’ambizione e (permettete) la visione avanguardistica e teatrale stanno in ‘Il Lamento Di Marsia’. ‘Caffè Marco Polo’ è il racconto fantastico dello sbarco del mercante veneziano nel Nuovo Continente, molti anni prima di Cristoforo Colombo. Musicalmente vorrebbe essere un susseguirsi di atmosfere e dinamiche, attingendo da un crossover di matrice progressive italiano fino a sfociare in ritmiche serrate ed incalzanti più moderne ed heavy, a tratti black. ‘Ambasciata Noir’ riteniamo sia il manifesto della nostra idea di noir ed è un brano molto animato e coinvolgente e diretto, che durante i live viviamo con particolare fervore ed energia. Infine, ‘Il Lamento Di Marsia’ racconta la vicenda mitologica del fauno sfidato a tenzone dal dio Apollo. Di certo è il brano dalle caratteristiche più teatrali, dove si è voluto osare qualcosa di più”.

UN’ALTRA DOMANDA PIUTTOSTO STANDARD: FINORA ABBIAMO PARLATO MOLTO DELLE LYRICS, MA PASSANDO RAPIDAMENTE ALLA MUSICA, QUALI SONO LE MAGGIORI FONTI DI ISPIRAZIONE IN MERITO? IL BOOM DEL FOLK-METAL E’ IN LENTO DECRESCENDO, EPPURE VOI GLI SIETE ACCOSTABILI SOLO IN PARTE…
“Non ci poniamo il limite della questione genere, suoniamo quello che per noi è immediato e naturale, arriviamo tutti da esperienze ed ascolti diversi ma sappiamo collaborare per metterci a servizio del brano e della musica, pur ritagliandoci ognuno il proprio spazio con la propria personalità”.

PER CHIUDERE, ALEXANDER…COSA BOLLE IN PENTOLA PER GLI ARCANA OPERA IN FUTURO? OLTRE ALLA PROMOZIONE LIVE, C’E’ QUALCHE IDEA PER UN PROSSIMO DISCO?
“Arcana Opera è un eterno work in progress, siamo sempre in movimento, frullano idee e sopraggiungono stimoli, siamo un piccolo laboratorio dove può esplodere di tutto in qualsiasi momento. Certamente quindi non manca nuovo materiale per future pubblicazioni”.

 

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