AVA INFERI – Trame nell’ombra

Pubblicato il 13/05/2006 da


Ava Inferi: sulle orme di Dead Can Dance, The 3rd And The Mortal e Anathema, il quartetto lusitano-norvegese si è affacciato sul mercato con un debutto più che convincente, l’oscuro “Burdens”. Musica pacata, eterea, drammatica e metallica allo stesso tempo, è ciò che aspetta l’ignaro ascoltatore, posto di fronte alle capacità ammalianti di questa nuova band. E se Rune Eriksen, il chitarrista, ne è il principale compositore e leader, non si può certo dire che la vocalist portoghese Carmen Susana Simões non abbia un ruolo importante… A lei il compito di introdurci tra gli archi e le navate della cattedrale Ava Inferi…


ALLORA, CARMEN…SO CHE GLI AVA INFERI ERANO NELLA MENTE DI RUNE GIA’ DAL 1994: TI VA DI RACCONTARMI BENE COME SIETE NATI?
“Certo! In effetti è vero…Rune aveva un progetto già nei Nineties, ma esso non è mai venuto alla luce. Suppongo fosse poco più che un’idea, almeno a quel tempo. Poi, subito dopo che io e Rune ci conoscemmo, il desiderio di formare una band si fece davvero forte…e solo a quel punto ci fu la necessità per lui di trovare un nome al gruppo. Ben dieci anni dopo la sua idea iniziale, pensa! Non appena cominciammo a lavorare insieme, la direzione musicale e lo spirito degli Ava Inferi presero forma. Arrivarono poi gli altri membri (João Samora e Jaime S. Ferreira, rispettivamente batteria e basso, ndA), già nostri amici e da tempo nel nostro ‘giro’. Dopo aver completato i pezzi, abbiamo provato tutti assieme per qualche mese, finché non ci siamo trasferiti in Norvegia per registrare ‘Burdens’. Abbiamo utilizzato il Toproom Studio, occupandolo durante giugno e luglio del 2005. Siamo felici del risultato ottenuto e siamo già impazienti di terminare il lavoro sul secondo disco. Se tutto va bene, dovremmo entrare in studio nel prossimo dicembre! Ed il nuovo materiale sembra promettere molto bene!”.

COME MAI AVETE SCELTO IL NOME AVA INFERI E PAROLE LATINE PER IDENTIFICARVI?
“Ava Inferi è il nostro modo di intendere il comune concetto di Bene/Male, yin/yang e via dicendo. Come Ava rappresenta la purezza e la solennità di un qualcosa di Superiore, così Inferi porta in gioco l’opposto, ovvero i miserabili, i dannati, i morti. E’ l’equilibrio tra luce e oscurità che plasma l’essenza della band. La ragione per cui abbiamo scelto di usare il latino non ha un particolare significato. Ci piaceva molto il suono musicale delle due parole pronunciate…il feeling che si nasconde all’interno di esse…”.

SIETE STRANAMENTE COMPOSTI DA UN NORVEGESE E TRE PORTOGHESI: IL NORD ED IL SUD D’EUROPA, IL FREDDO ED IL CALDO, ANTENATI NORDICI E LATINI. SEMBRA DAVVERO ATTRAENTE! MA COM’E’, DALL’INTERNO, LAVORARE ASSIEME? QUALE DELLE DUE ANIME DEL GRUPPO ESCE FUORI PIU’ PREPOTENTEMENTE?
“Devo ammettere che lavorare assieme a Rune ha risvegliato in me alcuni aspetti caratteriali che stavano tranquillamente dormendo. E non so proprio se questi se ne torneranno buoni buoni a riposare. Ma ora, dopo l’uscita del disco, sono tornata subito fiduciosa, sia per quanto riguarda il futuro del gruppo, sia per quanto riguarda l’apporto che io posso dare ai ragazzi. Ovviamente, credo fortissimamente che la differenza di cultura, approccio musicale e quant’altro sia molto interessante per farci progredire; queste dissonanze rendono il nostro disco praticamente unico. E nel futuro cercheremo di accentuare ancor di più tale nostra peculiarità. La maggior parte della musica composta è opera di Rune, per cui credo che su ‘Burdens’ si senta prevalentemente la sua essenza. Ha lavorato davvero molto per farci comprendere cosa voleva trasmettere con il progetto Ava Inferi, riuscendoci alla fine! Allo stesso modo, credo che l’importanza mia, di Jaime e di João sia stata fondamentale per far sì che tutto riuscisse bene. Ora il songwriting è molto più aperto e comune…tutti siamo concentrati sullo stesso mood e dal prossimo lavoro tutto suonerà più coeso!”.

CREDO CHE LA VOSTRA PRINCIPALE INFLUENZA SIANO I THE 3RD AND THE MORTAL E GLI IN THE WOODS… CONCORDI? QUALE ALTRE FONTI DI ISPIRAZIONE VI DANNO UNA MANO? NON SOLO IN CAMPO MUSICALE, INTENDO…
“Mmm…non sono molto d’accordo con te. Ammetto di non conoscere molto bene le band che hai citato…sì, naturalmente so chi sono i The 3rd And The Mortal, però non mi sono mai addentrata più di tanto nella loro musica. E così credo sia per Rune. Considerando i miei gusti, ti potrei menzionare quali influenze i Dead Can Dance, i Cocteau Twins e i Fields Of The Nephilim, tra gli altri. In campo più prettamente metallico, adoro gli Anathema e i Candlemass. Ma, in effetti, come tu hai chiesto, ciò che mi dà più ispirazione non è la musica in sé, bensì il fatto di abbinarla a sogni e paesaggi naturali, ad esempio…anche la vita quotidiana è spesso fonte d’ispirazione. E, infine, la musica che compone Rune per la mia voce, mi permette di immaginare e creare immediatamente le lyrics che andrò ad interpretare. E se non è pura ispirazione questa!”.

A TUO AVVISO, QUALI SONO I PESI (“BURDENS”) PIU’ OPPRIMENTI CHE DOBBIAMO SOPPORTARE DURANTE LA NOSTRA VITA?
“La parola ‘burdens’ emana soltanto sensazioni e feeling pesanti e negativi. I ‘pesi’ sono i fantasmi che ci trasciniamo dietro dal passato, e con i quali dobbiamo sempre avere a che fare. Mi riferisco ai cattivi ricordi, le tristi memorie…esperienze che non puoi cancellare o ripetere per correggerle. I momenti di depressione, nei quali ti senti fuori posto in questa vita. Il dolore che deriva dalla frustrazione e dalle perdite dei tuoi cari…”.

PARLIAMO DELLA PRODUZIONE: L’HO TROVATA MOLTO DELICATA, QUASI “TIMIDA”. SI E’ TRATTATO DI UNA PRECISA DECISIONE USARE QUESTO TIPO DI SUONI?
“Esattamente, è stata una nostra scelta! Non volevamo assolutamente il tipico metal-sound. Volevamo avere un suono tiepido, caloroso ed intimo, in grado di rappresentare il mood pacato e personale delle song. Siamo davvero contenti del lavoro svolto. Credo siano stupende anche le sezioni acustiche…sentendole, mi danno una sensazione di ‘viaggio’ e di libertà spirituale”.

COME SCRIVETE UNA CANZONE DI SOLITO?
“Come avrai intuito, è Rune a proporre e preparare l’idea base della canzone. Poi tocca a noi esplorarla, arrangiarla e svilupparla in un lavoro d’insieme. Qualche volta, anche io preparo melodie vocali su cui poi iniziamo a studiarci sopra. Le linee principali vengono composte quasi sempre con la chitarra, ma a volte partiamo dal pianoforte. Ti posso anticipare che sul prossimo disco, includeremo un pezzo scritto da me circa 12 anni fa! L’ho fatto sentire a Rune e lui ha fatto suo il fulcro del brano. Ora la stiamo sviluppando come si deve, per attualizzarla al contesto musicale del 2006… Penso che, sempre sul prossimo disco, ci sarà in generale più pianoforte, così come più strumenti tradizionali portoghesi”.

POSSO GIA’ IMMAGINARLO, MA QUAL E’ IL SENTIMENTO PRINCIPALE CHE GLI AVA INFERI VOGLIONO ESPRIMERE NEL COMPORRE MUSICA?
“Mi piace vedere la nostra musica come un viaggio doloroso attraverso un’anima tormentata, riflessa nei nostri toni e nelle nostre parole. Mi sembra giusto sottolineare l’onestà della nostra proposta: il nostro lavoro di ricerca è profondo e richiede uno sforzo energico notevole, nonché la genuina voglia di liberarsi dei sentimenti negativi che ci pervadono. Spero che chi ci ascolta, riesca a percepire questo impegno…sarebbe certo gratificante! Non tutto, però, è drammaticamente oscuro: sebbene i nostri brani siano molto malinconici, oscuri e tristi, hanno sempre un lato positivo al loro interno, la luce che splende al termine del viaggio: la speranza.”.

SCENDENDO NEL DETTAGLIO DELLE LYRICS, SONO OPERA TUA? DI COSA TRATTANO?
“Sì, i testi sono opera mia. Sono molto personali. Di base, pur non essendo un concept, trattano di quando si entra in labirinti spirituali tristi e depressi e della disperazione che si prova al non conoscerne l’uscita. E quindi, che tu lo voglia o no, devi restare intrappolato lì e provare a controllare o a sconfiggere le tue paure. E questo concetto si ricollega con il titolo dell’album. Credo che il filo conduttore che lega i diversi temi lirici sia il fatto di avere fiducia in sé stessi, in modo da risolvere i problemi da soli, o perlomeno affrontarli senza paura”.

MI HAI GIA’ ACCENNATO QUALCOSA IN PRECEDENZA…CREDI CHE AGGIUNGERETE INFLUENZE PORTOGHESI MAGGIORI NEL VOSTRO FUTURO DISCO?
“Sì, credo proprio sia nostra intenzione usare alcuni strumenti tipici portoghesi all’interno del secondo disco. Già in ‘Burdens’, abbiamo ‘Sinisters’ ad avere un piccolo cammeo di chitarra portoghese, mentre in qualcosa del nuovo materiale è udibile qualche influenza proveniente dal fado. Penso sia importante per noi mantenere gli aspetti culturali delle nostre radici, metterli in mostra e cercare di incorporarli ove possibile nelle nostre composizioni”.

IL TUO PAESE, IN AMBITO METAL, E’ CONOSCIUTO QUASI ESCLUSIVAMENTE PER IL SUCCESSO DEI MOONSPELL. MA, GIUSTO PER CONOSCERE MEGLIO LA TUA TERRA, SAI INDICARCI QUALCHE ALTRO GRUPPO INTERESSANTE? E QUAL E’ IL GENERE CHE TUTTORA HA PIU’ SEGUITO?
“Ti dirò la verità: non sono molto aggiornata sulla scena metallica portoghese! Ma una cosa è certa…ovvero che non abbiamo molte band dedite al genere. Penso che una delle ragioni di questo problema sia il fatto che fare il musicista qui da noi è davvero molto difficile (è una problematica diffusa, dunque…, ndA). Lo Stato ti rema contro e non ti dà il minimo supporto. I gruppi si formano ma poi devono rinunciare alla loro esistenza, spesso mutando in qualcosa di completamente diverso, al fine di sopravvivere. Sono convinta che non sia solo il Portogallo ad avere tali difficoltà (appunto, ndA), ma qui è tutto estremizzato! Per quanto riguarda il genere più seguito, suppongo sia ancora il gothic. Essendo spesso triste e malinconico, ben si sposa con le atmosfere tipiche del fado, la musica tradizionale del mio Paese. C’è anche qualche festival prettamente metal che ha dei buoni riscontri, ma il fenomeno è in netta minoranza”.

IL PROGETTO AVA INFERI SARA’ SEGUITO DA ESIBIZIONI LIVE? AVETE IN PROGRAMMA QUALCHE TOUR?
“Sì, penso proprio che in futuro suoneremo dal vivo! Ma non adesso. Non abbiamo in programma niente e non faremo neanche piani per supportare ‘Burdens’. Come avrai capito, siamo già immersi e concentrati nella stesura del prossimo disco, di conseguenza speriamo di fare un bel tour l’anno prossimo, magari di supporto a qualche band importante e che sia un filo diversa da noi in quanto a stile”.

BENE…GRAZIE CARMEN, SEI STATA DAVVERO GENTILE ED ESAURIENTE. A TE IL COMPITO DI CHIUDERE…
“Grazie a te per l’intervista! Spero che i ragazzi italiani si sentano attratti dalla nostra musica e ne traggano buone emozioni. Ti confesso che l’Italia è una delle nazioni che più mi ispira e ogni volta che la visito la mia mente ne esce arricchita. Visitate, se volete, il nostro sito web www.ava-inferi.com. Grazie (in italiano, ndA)!”.

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