AVA INFERI – Vento di Passioni

Pubblicato il 22/04/2011 da


L’improbabile sodalizio tra il norvegese Rune Eriksen e tre musicisti portoghesi ha dato vita agli Ava Inferi, un gruppo che nel corso della propria carriera, iniziata nel 2006 col debutto “Burdens”, ha saputo farsi largo in ambito gothic doom metal con personalità. La volontà della band bi-etnica di non cedere alle facili tentazioni melodiche del mercato ha rallentato la via verso il successo ma ora, dopo qualche anno di gavetta, i conti iniziano a tornare grazie anche all’ottimo songwriting dell’ultimo “Onyx”. Abbiamo sentito proprio il sorprendentemente loquace leader e chitarrista Rune (al secolo Blasphemer), per rivivere il percorso creativo dell’ultimo disco e non solo.

 

 

INIZIAMO SUBITO CHIAMANDO IN CAUSA IL VOSTRO NUOVO DISCO “ONYX”, POTRESTI RACCONTARCI QUALCOSA IN PIU’ SULLA SUA NASCITA?
“Certo, ho iniziato a scrivere il materiale per ‘Onyx’ immediatamente dopo il ritorno a casa dal tour europeo in compagnia di 69 Eyes e Tiamat nel febbraio del 2008. La settimana successiva, per la precisione, mi sono letteralmente incollato al PC per comporre il materiale, pensa che non era ancora ultimato il mastering del precedente ‘Blood Of Bacchus’; è stato un salto rapido nel nuovo lavoro, nessun tempo morto in mezzo. Immaginavo e volevo una band ancora più grande, il tour mi ha insegnato un sacco di cose sotto vari punti di vista riguardo gli Ava Inferi. Penso di aver voluto cambiare un poco gli inputs progressivi e la forma estesa di ‘Blood Of Bacchus’. Questa volta volevo delle canzoni un po’ più dirette, focalizzate su riff in minore e da lì elaborare il tutto. Inoltre ho cercato una forma canzone più rock in termini di songwriting, d’altronde quando sei in tour ti rendi conto che quello che vuoi veramente alla fine è spaccare. ‘Onyx’ rappresenta fedelmente gli Ava Inferi del 2011, mi sento rinvigorito, quasi rinato, guardo solo avanti in questo momento”. 

POTRESTI PRESENTARCI I NUOVI INNESTI ANDRE’ SOBRAL E JOANA MESSIAS? HANNO PRESO PARTE ANCHE LORO AL PROCESSO DI SONGWRITING?
“Sono due persone motivate, con grande talento e passione per quello che stanno facendo, esattamente ciò di cui avevo bisogno per alimentare ancor più la fiamma degli Ava Inferi. Joana ha un approccio molto doom metal allo strumento e tra l’altro suona anche in un’altra band di nome Morning Lenore che ha pubblicato l’esordio non molto tempo fa. Andrè invece è più orientato sul death metal e viene da una band della zona chiamata BlackSunRise. Joana è entrata nella band ad album ultimato, mentre Andrè ha fatto in tempo a partecipare in qualche modo alla scrittura. Per iniziare ha portato la melodia portante di ‘((Ghostlights))’ nella parte acustica e ha eseguito un solo melodico nella sezione semi-acustica di ‘The Heathen Island’, un giovane molto promettente, direi”.

DAN SWANO HA CURATO IL MIXAGGIO E IL MASTERING DI “ONYX”. COME L’HAI CONTATTATO? INOLTRE, SEI COMPLETAMENTE SODDISFATTO DEL SUO LAVORO?
“Dan l’ho contattato per la prima volta all’epoca di ‘Blood Of Bacchus’. Se ci fai caso, la promo-version di quell’album ha un suono differente dall’originale. Io non ero molto contento del sound di quel promo e veramente ho trovato la sua mail per puro caso online. Così gli ho scritto chiedendogli se poteva dare una lustrata al sound di ‘Blood Of Bacchus’. Il risultato, lo puoi ascoltare sulla versione originale del disco, è stato pazzesco! A quel punto mi sono detto che in futuro sarei tornato da Dan senza esitazioni, e infatti… Il sound di ‘Onyx’ suona proprio come dovrebbe secondo me. Un misto di vintage gothic rock anni ’80 e hard rock in armonia con un doom devastante, il tutto mixato in maniera diretta ed enorme”.

SINCERAMENTE MI SONO INNAMORATO DEL PEZZO “MAJESTY”: BELLISSIME MELODIE, VOCALS E CAMBI DI RITMO, POTRESTI DIRCI QUALCOSA IN PIU’ SU QUESTO PEZZO?
“E’ stata una delle ultime canzoni che abbiamo scritto e anche una delle canzoni connesse con le nostre chiare visioni pagane assieme a ‘The Heathen Island’. Una canzone adatta per ogni sorta di celebrazione della Natura; avverto anche un retrogusto black metal nella progressione, proprio come facevo ai vecchi tempi. Credo che questo incantesimo terreno sia per Carmen il preferito dell’intero album in assoluto”.

IN “THE HEATHEN ISLAND” HO NATATO INVECE INFLUENZE DI TIPO PROGRESSIVE. TI PIACE QUESTO APPROCCIO MUSICALE?
“Sì, mi piace, ma tutto deve essere all’interno del suo contesto. E dunque questo tipo di influenza deve adattarsi all’idea iniziale della canzone. Non ho inserito le influenze progressive solo per mostrarmi come musicista, non vedo nulla di positivo in questo. Ho una vasta gamma di diversi tipi di metal nella mia musica e questo deriva da 30 anni di ascolto di heavy metal e hard rock in tutte le sue gloriose forme, credo che questa passione trovi il suo sfogo attraverso le canzoni degli Ava Inferi”.

L’ULTIMO PEZZO DEL DISCO E’ INTITOLATO “VENICE IN FOG”. IMMAGINO SIA ISPIRATO ALLA NOSTRA BELLISSIMA CITTA’. L’AVETE COMPOSTO IN LOCO PER CASO?
“No, la canzone non è stata composta a Venezia, ma mi sarebbe piaciuto! Amo l’Italia e mio padre mi ha sempre raccontato del sangue italiano che scorre nelle nostre vene, forse ho ancora la famosa passione intatta. Il brano è venuto fuori mentre stavo facendo degli stupidi giri di chitarra come sempre, ho creato il riff semi-acustico in apertura e ho subito sentito delle influenze classic ’80 che me lo hanno fatto registrare al volo. Fatto ciò ho iniziato ad aggiungere strati di chitarre veloci e improvvisamente ho avuto questa visione delle gondole, della nebbia e delle maschere veneziane che ben conosci e che mi hanno reso facile trovare il titolo. Originariamente era un po’ diverso il pezzo, suonava più alternative con degli strani cambi di tempo, ma alla fine ho voluto semplificare le cose, cercando di farne l’inno gothic-doom della decade, grazie alle gloriosamente tristi e romantiche liriche e alle melodie passionali. E’ quello che si definisce un serio candidato, non credi?”.

POTRESTI DIRCI QUALCOSA IN PIU’ SUI TESTI DEL NUOVO ALBUM, POSSIAMO CONSIDERARLO UN CONCEPT?
“Non proprio un concept, tuttavia c’è un fil rouge che collega gran parte delle canzoni. Questa linea riguarda le cattive e negative influenze, cose che possono capitare durante la vita di tutti i giorni, ma anche visioni o prodotti della nostra mente. Sto parlando di sfortuna, incubi, cattive sensazioni, il malocchio, la magia nera e così via… Altri temi che seguono questa trama in qualche modo trattano la credenza di fantasmi e spettri intrappolati nel tempo e incapaci di muoversi dal suo corso nel quale sono inspiegabilmente incappati. La terza parte delle liriche riguarda invece le origini pagane che ho già menzionato in precedenza, con canzoni quali ‘Majesty’ e ‘The Heathen Island’, che riprendono l’ormai lunga linea guida tracciata precedentemente da pezzi come ‘Pulse Of The Earth’ in ‘The Silhouette’ o la titletrack del più recente ‘Blood Of Bacchus’”.

NON E’ DIFFICILE COMBINARE DUE DIFFERENTI CULTURE COME QUELLA NORVEGESE E PORTOGHESE ALL’INTERNO DELLA BAND?
“No, veramente, ma era ovvio nella band sin dall’inizio che c’erano metodi differenti in termini di lavoro effettivo. Io son già passato attraverso molti alti e bassi nella vita e so che non bisogna dare niente per scontato. Devi lavorare e quando ottieni qualcosa che questo non diventi la scusa per posare le chiappe credendoti una rockstar. Qualche volta sento che questo è il problema con il Portogallo, un po’ troppe parole e un po’ poco lavoro. Io sono un costante stimolatore di me stesso, facendo leva sulle mie passioni e cercando delle opportunità in questo pazzo mondo. Il Portogallo ha una scena musicale davvero piccola, ma penso ci sia di mezzo la repressione e il fatto che qui nasci con un’idea che la musica non è un lavoro vero e non potrai mai riuscire. Poi ovviamente la cattiva economia del paese in tutto questo contesto non aiuta di certo”.

CREDO CHE “ONYX” SIA UN PASSO IMPORTANTE PER GLI AVA INFERI, IL DISCO PIU’ FLUIDO SIN QUI PUBBLICATO, QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFERENZE COI SUOI PREDECESSORI SECONDO TE?
“Messa a fuoco, dedizione, entusiasmo e forza di volontà. Tenendo presente la depressione del periodo 2005-2008, dico che queste quattro parole innanzitutto mostrano la differenza principale”.

IL VOSTRO SOUND E’ SPESSO ETICHETTATO COME GOTHIC METAL MA SIETE MOLTO DIFFERENTI DA BAND QUALI WITHIN TEMPTATION, LACUNA COIL O DELAIN, AD ESEMPIO, CHE VENGONO DEFINITE ALLO STESSO MODO. TI PIACE IL LORO APPROCCIO PIU’ ROCK  E IMMEDIATO ALLA MUSICA? QUALI SONO I TUOI ASCOLTI ULTIMAMENTE?
“Si, in effetti per me è molto strano essere accostato a queste band dalle quali secondo me siamo piuttosto distanti. Ovviamente è una questione di orecchio, d’accordo, noi abbiamo una cantante femmina, ma onestamente le similitudini finiscono qua. Lasciami fare questo paragone: c’è una distanza immensa tra band come Incantation o Autopsy da una parte e Meshuggah o Fear Factory dall’altra, eppure sono state tutte etichettate come death metal per anni. Io penso che noi siamo gli Autopsy della scena gothic metal! No, scherzi a parte credo che noi siamo più vicini al gothic rock mistico degli ’80 rispetto alle cose recenti. Detto questo, le band che hai menzionato sono ottime, le rispetto e meritano tutta la fama conquistata, semplicemente non trovo similitudini con loro. Lo penso veramente, infatti mi piacerebbe tantissimo andare in tour con i Lacuna Coil, credo sarebbe un abbinamento perfetto e vario. Cosa sto ascoltando? In questi giorni tanto vecchio e vintage metal, condito con del doom anni ’90, Uriah Heep ’70, alcuni Dead Can Dance e Lycia. Anche AUN è un progetto molto interessante, ascolto ogni cosa che cattura la mia attenzione, sono di mentalità molto aperta. Non ascolto molto metal estremo, a parte qualche pezzo a tarda ora!”.

AVETE PIANIFICATO UN TOUR DI SUPPORTO AL NUOVO ALBUM CON MAGARI QUALCHE DATA ITALIANA?
“Ci piacerebbe moltissimo venire in concerto in Italia, è una delle nostre mete più ambite, anche perché i feedback dal vostro paese sono sempre stati molto positivi. Per il momento nulla purtroppo, stiamo pianificando degli spettacoli in Europa con l’aiuto di alcuni agenti, ma sembra sempre che succeda qualcosa all’ultimo. Se siete interessati a contattarci per questo discorso sentitevi liberi di scrivere all’indirizzo avainferi.booking@gmail.com”.

GRAZIE DI TUTTO, VUOI LASCIARE IN CHIUSURA UN MESSAGGIO AI LETTORI DI METALITALIA.COM?
“Siate autentici e supportate la vera musica! Sperando di vedere qualcuno di voi on the road in un futuro prossimo… Grazie mille (in italiano, ndR)!”.

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