Nati nel 2012 a Stoccolma su iniziativa di Leif Edling, bassista dei Candlemass, gli Avatarium si sono guadagnati uno spazio importante all’interno della scena doom metal, grazie ad un suono particolare e riconoscibile, caratterizzato da molta melodia e da frequenti incursioni in territori vintage.
Lo stesso Edling ha abbandonato ormai da anni la band, che si è consolidata attorno alla coppia formata dalla cantante Jennie-Ann Smith e dal chitarrista Marcus Jidell, per pubblicare una serie di album che hanno ricevuto consensi sempre positivi.
L’ultimo di questi, “Between You, God, The Devil And The Dead”, ha visto la luce a gennaio 2025 e, in occasione della sua uscita, ne parliamo in questa intervista proprio con Jidell.
CIAO MARCUS, BENVENUTO SU METALITALIA.COM.
PER DARE FORMA A “BETWEEN YOU, GOD, THE DEVIL AND THE DEAD” CI SONO VOLUTI BEN DICIOTTO MESI. QUALI SONO I MOTIVI DI UNA GESTAZIONE COSI’ LUNGA?
– Scrivere musica richiede tempo e abbiamo anche altro da fare nella vita. Sono un produttore e lavoro con band come i Candlemass, ad esempio. Direi che passiamo in studio due o tre giorni a settimana quando lavoriamo su un album.
L’aspetto positivo è che questa tempistica ci consente di poter riflettere a lungo e prendere decisioni migliori a livello musicale.
L’IMPRESSIONE E’ CHE IL RISULTATO FINALE SIA UN RIFLESSIONE DI QUESTO LUNGO LAVORO, POICHÉ L’ASPETTO PIU’ SORPRENDENTE DELL’ALBUM E’ COME TUTTI I DETTAGLI SIANO PERFETTAMENTE RIFINITI, OLTRE ALL’ATTENZIONE CHE È STATA PRESTATA AGLI ARRANGIAMENTI E ALLA SCELTA DEL SUONO.
– Grazie! Sono molto interessato alla cura dei suoni e agli arrangiamenti e per questo studio tutti i tipi di musica, dai primi Iron Maiden a Beethoven. Mi serve per avere molte idee. Ci sono tanti passaggi dall’avere un frammento di un’idea alla canzone finale registrata e mixata, e noi cerchiamo di essere scrupolosi in ciascuno di questi. Ho anche ricominciato ad ascoltare sempre di più i vinili e questo mi aiuta come produttore, poiché su vinile si sente la musica in modo diverso.
ABBIAMO SCRITTO NELLA NOSTRA RECENSIONE CHE “BETWEEN YOU, GOD, THE DEVIL AND THE DEAD” È MENO IMMEDIATO DEL SUO PREDECESSORE, MA CRESCE CON GLI ASCOLTI. CI SONO PIU’ RIFF DI STAMPO DOOM MA, ALLO STESSO TEMPO, C’È MOLTO ROCK VINTAGE E UNA VARIETÀ DI SOLUZIONI MOLTO AMPIA. SEI D’ACCORDO?
– La musica che cresce con il tempo è la migliore, quindi lo prendo come un grande complimento. Penso che ci sia molto hard rock classico negli Avatarium, dato che tutti amiamo i primi album dei Rainbow, dei Led Zeppelin e dei Deep Purple. Cerchiamo sempre di concentrarci sulle parole chiave ‘dark’, ‘heavy’ e ‘poetico’ e, finché riusciamo a mantenere questo tipo di atmosfera, possiamo permetterci di andare in diverse direzioni musicali.
QUELLO CHE SEMBRA ESSERE UN ELEMENTO DI CONTINUITA’ CON “DEATH, WHERE IS YOUR STING” È IL MOOD DELL’ALBUM; SEMBRA QUASI CHE ENTRAMBI I DISCHI SIANO NATI DALLO STESSO TIPO DI ISPIRAZIONE…
– Credo che abbiamo trovato l’atmosfera giusta in “Death, Where Is Your Sting” e su questo album abbiamo continuato da lì. Questa volta volevamo fare musica che fosse più orientata ai riff e canzoni che fossero divertenti da suonare dal vivo.
Io e Jennie-Ann cerchiamo semplicemente di comporre la migliore musica possibile e abbiamo un accordo sul fatto che le idee devono piacere a entrambi. Se a uno di noi non piace qualcosa, lo buttiamo via e troviamo un’altra strada per arrivare a concludere una canzone.
DI COSA PARLANO I TESTI?
– Vita, morte e amore.
MARCUS, HAI SCRITTO PARTE DELLE CANZONI DELL’ALBUM UTILIZZANDO IL PIANOFORTE. QUESTO PROCESSO COMPOSITIVO HA INFLUENZATO IN QUALCHE MODO IL RISULTATO?
– Scrivere musica al pianoforte fa emergere idee diverse. Mi piace farlo perché posso suonare un riff con una mano e accordi o melodie con l’altra. Anche un tastierista che conosco una volta ha detto che è impossibile scrivere buoni riff di chitarra al piano, e che ovviamente avrei dovuto dimostrare il contrario (ride, ndr)!
ANCHE SE I BRANI SONO STATI COMPOSTI CON IL PIANOFORTE, L’IMPRESSIONE È CHE TU ABBIA LAVORATO ANCOR PIÙ CHE IN PASSATO CON LA CHITARRA, CREANDO UN NUMERO ELEVATO DI ASSOLI E RIFF. PER ESEMPIO CIO’ E’ EVIDENTE IN UNA CANZONE COME “NOTES FROM UNDERGROUND”…
– Non guardo l’orologio quando lavoro con la musica, quindi non so se ho trascorso più tempo del solito alla chitarra, ma ho spostato il DeepWell Sthlm Studio più vicino a dove vivo e questo potrebbe avermi aiutato a trascorrere più tempo in studio. La chitarra è la mia passione nella vita e sono molto grato di poterla portare avanti ogni giorno, ovviamente.
Una cosa che è cambiata dall’ultimo album è che ho iniziato a meditare e pregare due o tre anni fa. Penso davvero che questo mi abbia reso un produttore e musicista migliore.
“LOVERS GIVE A KINGDOM TO EACH OTHERS” E’ UNA CANZONE D’AMORE. COME È NATA?
– Qualcuno lo ha chiamato ‘romantic doom’, in un certo senso mi piace.
E’ un pezzo piuttosto influenzato da Neil Young e Crosby, Stills & Nash. A molti dei miei amici chitarristi non piace suonare la chitarra acustica quanto quella elettrica, ma personalmente ho sempre amato i suoni acustici. In realtà mi esercito più spesso sulla mia Gibson Steel che sulle mie chitarre elettriche. È un buon modo per acquisire forza e comprendere la chitarra come strumento.
QUAL È, INVECE, IL SIGNIFICATO DI “BEING WITH THE DEAD”, UN PEZZO CHE SEMBRA STARE AGLI ANTIPODI?
– Entrambi i miei genitori sono morti, ma passo ancora del tempo con loro nella mia vita quotidiana. Fanno parte di me, così come lo è il mio bambino.
Amo mia madre, ma era una persona piuttosto complicata e, a volte, dico scherzosamente che non ho mai avuto un buon rapporto con lei come adesso.
Penso che non possiamo essere pienamente vivi se non riflettiamo su coloro che hanno vissuto prima di noi e sul fatto che prima o poi moriremo tutti e che ci saranno altre persone dopo di noi.
IL VOSTRO ALBUM DI DEBUTTO HA COMPIUTO GIÀ DODICI ANNI. PENSI CI SIA QUALCOSA DEI VOSTRI PRIMI DISCHI NELLA VOSTRA MUSICA DI OGGI?
– Naturalmente sì: Leif Edling con il nostro primo album ha fissato lo standard. Gli saremo per sempre grati per aver fondato questa band.
È come mio fratello maggiore e senza di lui non sarei lo stesso. Mi ha ispirato in tanti modi.
COME VEDI IL VOSTRO PASSATO IN RETROSPETTIVA?
– Sono orgoglioso dei traguardi musicali che abbiamo raggiunto. Quando guardo indietro è difficile capire che abbiamo già realizzato sei album in studio, più un album live/DVD. A tratti è stato un percorso impegnativo, ma ce l’abbiamo fatta!
PENSI CHE SIATE ANCORA VICINI ALLE VOSTRE RADICI?
– Più vicini che mai direi!
ABBIAMO GIÀ PARLATO DEL PROCESSO DI COMPOSIZIONE DI QUESTO ALBUM. IN GENERALE LA VOSTRA CAPACITÀ DI CONIUGARE ENERGIA E MELODIA È UNO DEI VOSTRI PUNTI DI FORZA. C’È UN SEGRETO DIETRO AL VOSTRO MODO DI SCRIVERE MUSICA?
– Grazie mille! È difficile analizzare me stesso, ma sono estremamente interessato ad ogni aspetto della musica e questo potrebbe aiutare a trovare la risposta.
So anche che Leif Edling ci ha ispirato a dare il meglio di noi stessi. Ma devo dire che alcune delle canzoni che abbiamo realizzato, in particolare quelle che mi piacciono di più, sono come dei regali che ci sono arrivati chissà come. Posso ascoltare una canzone e chiedermi da dove venga. “Chi ha fatto questo? Non posso essere stato io” (ride, ndr).
Il processo creativo è un fenomeno estremamente interessante e mi ha insegnato ad essere onesto con me stesso e a non prendere mai scorciatoie.
ESISTE UNA RICETTA PER SCRIVERE BELLE CANZONI?
– Conosci e fidati del tuo gusto. Non seguire le tendenze, segui il tuo cuore. Il tuo istinto di solito ti dice se la musica che stai scrivendo è al livello che desideri.
TU E JENNIE-ANN SIETE UNA COPPIA ANCHE NELLA VITA QUOTIDIANA, IN UNA LINE-UP CHE RESISTE INTATTA FIN DAL 2019. QUANTO È IMPORTANTE QUESTA STABILITÀ NEL VOSTRO LAVORO?
– Cerco in generale di essere stabile come persona, questo sì. Penso che sia importante, soprattutto quando le cose si fanno difficili. Ma non sono sempre stato così.
PROMUOVERETE L’ALBUM CON UN TOUR? CI SARA’ UNA DATA ANCHE IN ITALIA?
– Probabilmente non sarà un tour lungo, ma spero davvero di poter venire in Italia. Amo l’Italia, per diversi motivi!
Se in molti acquisteranno il nostro album, in formato fisico, CD o vinile, questo ci sarà molto d’aiuto e sarà più probabile poter organizzare il tour.
HAI GIÀ QUALCHE PROGETTO PER IL FUTURO?
– No, adesso vogliamo solo festeggiare per un po’, poi ci penseremo.
