BATHORY – Faccia a faccia con la leggenda Quorthon!

Pubblicato il 22/10/2001 da

E’ scontato affermare che larghissima parte della scena estrema odierna deve una fetta del proprio retaggio musical-immaginifico ai Bathory. La band di Quorthon ha aperto la strada, ormai più di quindici anni fa, all’inaspettatamente fruttuosa contaminazione fra metal estremo ed elementi epico-battaglieri associata ad una robusta dose di immaginario mitologico, prevalentemente vichingo. Quello che oggi è un trend piuttosto noioso e ripetitivo fu, ai tempi di “The Return” o “Hammerheart”, tempi ai quali risale la foto che vedete qui a fianco, una scelta difficilmente comprensibile se non a posteriori. Il nuovo “Destroyer Of Worlds”, pur soffrendo di una matrice fin troppo eterogenea e non rinverdendo certo i fasti del passato, presenta in apertura una manciata di canzoni che emanano come un sentore dei Bathory che furono. Ne ho parlato con Quorthon, leader ed ora unico membro della band, che si è rivelato un interlocutore acuto e decisamente ironico…
ALLORA QUORTHON, COME VA LA PROMOZIONE DEL DISCO?
“Ti posso dire che questa è la diciottesima intervista che faccio oggi…”

PENSO CHE L’ALBUM SIA UN BUON PRODOTTO, SEPPURE UN PO’ FRETTOLOSO NELLA REALIZZAZIONE, TU CHE NE PENSI?
“Penso che suoni come un demo! Ci ho lavorato poco più di cento ore, non c’è stato molto tempo per farlo; ogni giorno i ragazzi dell’etichetta mi chiamavano e mi dicevano: “Hey, è pronto il disco?”, e io dicevo: “Ragazzi, voglio fare qualche arrangiamento”, ma loro mi pressavano ed il risultato è “Destroyer…”.”

QUINDI NON SEI MOLTO SODDISFATTO…
“No, no, in realtà ne sono piuttosto soddisfatto, ma penso che stia ai fans decidere se questo è un buon album. Ciò che intendo dire è semplicemente che avremmo potuto fare un disco del tutto differente, prima di registrare il nuovo lavoro stavamo provando della roba assolutamente progressiva, lontanissima dal suono di “Destroyer…”, ma poi la gente ha cominciato a mandarmi delle e-mail in cui si diceva “Vogliamo un suono tipo quello dei vostri primi dischi”, e allora abbiamo dovuto cambiare radicalmente direzione. Abbiamo semplicemente messo da parte il materiale su cui stavamo lavorando e abbiamo cominciato a scrivere quello che puoi sentire. E’ prostituzione, lo so, ma questo album è un regalo ai fans. Volevo che i Bathory registrassero qualcosa nel nuovo millennio, e dopo una pausa di cinque anni io volevo fare un album diverso, sperimentale, ma quando hai migliaia di persone che scrivono lettere in cui dicono il contrario, devi per forza mediare.”

PENSO CHE L’ALBUM ABBIA DUE ANIME, UNA PRETTAMENTE EPICA E L’ALTRA BEN PIU’ SPORCA, VICINA ANCHE A CERTE COSE DEI MOTORHEAD, COME MAI?
“Semplicemente perché siamo schizofrenici e abbiamo fatto tanti di quegli album totalmente diversi fra loro che a questo punto era il momento di fare una specie di “summa”. Se avessimo fatto un album come “Requiem”, avremmo scontentato la parte dei nostri fans che è interessata al lato epico-vichingo della nostra musica; d’altra parte se avessimo fatto “Hammerheart part II” molta gente sarebbe rimasta con l’amaro in bocca. Ogni album che è uscito con il nome di Bathory ha scontentato il cinquanta percento di quelli che avevano amato il disco prima, il che è del tutto assurdo! In questo lavoro ci sono pezzi di tutti i generi e forse è un bene, mancano solo le “Quattro Stagioni” di Vivaldi! (ride).”

QUINDI TU LAVORI PER I FANS?
“Ovviamente. Devo, perché, vedi, ogni gruppo metal che sia scomparso dalla scena per cinque anni è morto. Noi no! In questi cinque anni ho ricevuto settecentocinquanta lettere al mese! Non posso permettermi di prendere in giro i fans.”

SENTI LA RESPONSABILITA’ DI ESSERE UNA SPECIE DI LEGGENDA?
“I nostri album negli anni ottanta erano semplicemente dei buoni album, sono diventati “leggendari” solo nei novanta, perché è in questa decade che i fans dei Bathory hanno formato le loro bands e ora c’è una grande scena fatta di gente che è stata fan dei Bathory e che ci considera una leggenda. Non è qualcosa che abbia creato io, è qualcosa che è avvenuto nel cuore della gente. Il vero problema è che la leggenda dei Bathory è più grande dei Bathory stessi ed è un demone che non si può uccidere. Io ci ho provato a distruggere la leggenda di Quorthon facendo dei dischi solisti veramente stupidi, ma non ci sono riuscito E’ molto divertente avere ragazze che ti mandano loro foto in cui appaiono nude, ma non lo è altrettanto avere dei fans che ti mandano dei gatti morti perché pensano che io me li mangi o ci faccia qualcosa di strano. La leggenda è come un mostro e spesso è difficile per la gente capire che sono solo un musicista non una specie di padreterno del black metal o un demone che sputa fuoco e mangia bambini.”

E’ INNEGABILE CHE I BATHORY SIANO STATI UN’ENORME ISPIRAZIONE PER LA SCENA BLACK METAL ODIERNA, COSA NE PENSI DEI GRUPPI GIOVANI CHE SI ISPIRANO A VOI?
“Una volta sono andato negli uffici della Black Mark e ho cominciato a leggere le biografie che arrivavano con i demo dei gruppi debuttanti e tutti dicevano “Siamo un gruppo metal con le palle”, poi quando sentivo i CD sentivo solo voci e femminili e violini; allora mi sono chiesto: “Ma sto rincoglionendo? Questo sarebbe black metal?”. Poi qualcuno mi ha spiegato che la scena black metal di oggi si è ispirata ai Bathory; com’è possibile? I Bathory non fanno black metal, i Bathory sono un gruppo che ha suonato death metal, poi epic metal e viking metal, ma non mi ricordo di aver mai fatto un disco black! Sono contento di essere un’influenza per qualcuno, ma continuo a non capire come!”

IL DISCO SI CHIAMA “DESTROYER OF WORLDS” E CONTIENE PEZZI COME “DEATH FROM ABOVE” O “JUSTICE AND PEACE”, PER CASO HAI PREDETTO LA GUERRA TRA USA E AFGHANISTAN?
“E’ una guerra che va avanti da duemila anni e non è una grossa sorpresa. Penso che l’America si debba fare un esame di coscienza e capire che in molti paesi del mondo non è vista in maniera così simpatica. Si sono ammazzati per duemila anni e nessuno se ne è accorto. La cosa divertente è che tutti parlano del World Trade Center e dei seimila morti, ma nessuno si commuove per i cinquemila Filippini che sono morti per un tornado cinque mesi fa. C’è forse una differenza fra vita e vita? Se dei bianchi in giacca e cravatta muoiono nelle torri è una perdita maggiore per il mondo rispetto a cinquemila filippini o due milioni di africani che muoiono di stenti. E’ un mondo razzista.”

NON HAI UNA BUONA OPINIONE DELLA RAZZA UMANA…
“Gli uomini sono coglioni. Siamo l’unica razza che uccide per divertimento. Non farti troppi amici se vuoi rimanere vivo. Non metterti in politica, non essere religioso, non ascoltare chi ti dice cosa fare. E’ pazzesco come qualche deficiente si sia ispirato ai Bathory per bruciare chiese o uccidere omosessuali.”

VISTO CHE PARLI DI TESTI, PERCHE’ NON MI DESCRIVI L’ASPETTO LIRICO DI QUESTO NUOVO ALBUM…
“I nostri dischi precedenti erano per lo più incentrati su un solo tema per album: “Requiem”, per esempio, riguardava solo la morte o “Hammerheart” parlava di mitologia vichinga. Questo nuovo lavoro ha tredici storie diverse, una per ogni canzone. Ovviamente i temi sono piuttosto coerenti fra loro, non penso che scriveremmo una canzone sull’hockey! (ride).”

I PRIMI DUE PEZZI DEL DISCO SEMBRANO MOLTO INFLUENZATI DAL METAL CLASSICO…
“Non compro dischi metal e non leggo riviste metal, l’unica musica realmente pesante da cui sono influenzato sono i primi album dei Motorhead, e comunque non li ascolto da dieci anni. Quando ho cominciato a scrivere “Destroyer…” quest’estate l’ho fatto sotto l’influenza dei vecchi dischi dei Bathory, perché questo era quello che volevano i fans. In realtà non mi ricordavo come suonassero quei dischi, allora mi sono fatto spedire qualche disco vecchio dei Bathory dalla Black Mark e l’unica cosa che sono stato capace di dire è stato “Oddio, cos’è questa merda?!”. In realtà la cosa interessante di quei dischi è l’atmosfera che sprigionano.”

PENSI CHE L’ALBUM SAREBBE STATO PIU’ OMOGENEO SE AVESTE AVUTO PIU’ TEMPO PER COMPLETARLO?
“Ovviamente, senza nessun dubbio.”

CON I BATHORY HAI POTUTO SUONARE UN PO’ TUTTE LE SFUMATURE DEL METAL ESTREMO, PENSI CHE TUTTO CIO’ CHE HAI FATTO TI ABBIA FATTO CRESCERE COME MUSICISTA O HAI DEI RIMORSI?
“Penso che uno dovrebbe provare tutto nella vita, beh, oddio, magari non l’eroina o l’AIDS, ma in un certo senso tutto mi fa crescere come musicista. Pensa che ho una cinquantina di canzoni ispirate dai Beatles, tipico sixties-pop, ma le ho registrate solo per piacere personale, non le metterei mai su un disco. Così come i solo albums li ho fatti solo per divertirmi. Ma tutto mi ha fatto crescere come musicista.”

GRAZIE PER LA BELLA CHIACCHIERATA QUORTHON!
“Grazie a te! Magari ti vedrò un giorno in uno di quei programmi della polizia in cui vengono inseguiti dei giovanotti ubriachi che rubano le macchine! (ride)”

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