BATTLE DAGORATH – Misticismo dallo spazio

Pubblicato il 17/01/2021 da

Spazio (è proprio il caso di dirlo) a questo progetto black metal intriso di atmosfere portato avanti sin dal 2002 da tale Black Sorcerer Battle, musicista californiano. Per chi ha voglia di sognare mondi lontani o di perdersi guardando il firmamento notturno allora consigliamo di dare un ascolto a tutta la discografia di questa band, iniziando dal misterioso “Eternal Throne”, per poter apprezzare tutte le sfumature di un sound che sembra minimale, ma che riserva in realtà molte sorprese. Dopo cinque album tutti interessanti, abbiamo colto l’occasione del nuovo ed emozionante “Abyss Horizons” per cercare di addentrarci maggiormente all’interno di questo progetto nebuloso e underground denominato Battle Dagorath, ennesimo monicker ispirato al mondo magico inventato da Tolkien, ma in grado di riservare interessanti sorprese anche nelle risposte, volutamente criptiche ed ermetiche.

BENVENUTO SU METALITALIA.COM, BLACK SORCERER BATTLE. ABBIAMO DAVVERO APPREZZATO IL TUO ALBUM “ABYSS HORIZONS”. LO CONSIDERI IL MIGLIORE DELLA DISCOGRAFIA?
– Ciao, grazie per il tuo tempo! Sono contento che ti sia piaciuto il recente album. Sì, direi che dal punto di vista dell’esecuzione è il miglior album di Battle Dagorath fino ad oggi.

L’ALBUM E’ RADICATO NEL BLACK METAL, MA HO TROVATO IL SUO MOOD PIUTTOSTO PARTICOLARE, DEFINIREI LA SUA ATMOSFERA ‘SIDERALE’. SEI D’ACCORDO?
– La musica è una seduzione, una dimensione magica in cui risiede la tua anima. Battle Dagorath è musica da una dimensione onirica, è formata dall’essenza magica primordiale a cui siamo legati. Abbiamo a che fare con i Misteri del piano astrale, il portale, il terzo occhio e lo sblocco di questo continuum: l’antico sogno inconscio viene risvegliato attraverso il portale del cielo notturno, dove il serpente nero risiede sopra di noi. Pensa a vaste sale, spazi in fiamme con fuochi rotanti ed il dispiegarsi nel profondo del tempo. Attraverso il vuoto, attraverso la porta della notte, invocare i percorsi infestati per rivelare regni non evidenti ai cinque sensi, invisibili e mai esauriti, ripristinare l’illuminazione della grande oscurità: tutto questo è Battle Dagorath.

COME CREI SOLITAMENTE UNA CANZONE? INIZI DAI RIFF DI CHITARRA E POI AGGIUNGI I SINTETIZZATORI OPPURE IL CONTRARIO? POSSIAMO CONSIDERARE LA TUA BAND COME UN DUO OPPURE VINTERRIKET E’ SOLO UN SESSION PER LE PARTI DI TASTIERA?
-Battle Dagorath è sempre stato una combinazione delle mie canzoni e delle mie idee con alcuni contributi di altri. Di solito comincio con la chitarra. Per quanto riguarda le tastiere descriverò qui alcuni dei meccanismi interni degli album passati. Fin dal primo album ho avuto il contributo di Vinterriket. Nel primo album ha scritto sia intro che outro. C’è stato anche un lavoro di synth, di cui mi sono occupato io, sulla traccia “Carn Dum”. Con il secondo album “Ancient Wraith” Vinterriket si è unito al gruppo. L’album era grezzo e non aveva così tante linee di synth all’interno delle canzoni. La prima intro era in realtà una linea di synth che Vinterriket aveva scritto per la canzone “Nocturnal Elegy” (successivamente pubblicata nello split “Enshroudment of Astral Destiny”); ho remixato la linea di synth con un po’ di vento e questo è diventato il brano “Spirits of Winter Darkness”. L’outro intitolato “Ancient Spectre of Oblivion” era una vecchia registrazione dal vivo che ho fatto e consisteva in alcuni sintetizzatori e sequencer analogici. Tutte le altre linee di synth all’interno delle canzoni sono state eseguite da Vinterriket. Nello split, “Enshroudment of Astral Destiny”, tutte le parti synth sono di Vinterriket. Con il successivo album “Cursed Storm of Ages” abbiamo iniziato a costruire più synth all’interno delle tracce. La traccia introduttiva “The Tomb Lies Deep Beyond at the End of Time” è stata fatta da me. “Processional Across Dreamed Landscapes” ha una linea di synth che è stata fatta anche da me. “Macrocosmic Haunting Vision” conteneva una linea di synth fatta da ShadowVoid. Tutti gli altri momenti con i sintetizzatori su questo album sono stati fatti da Vinterriket. Poi è arrivato l’album “Dark Dragons of the Cosmos”, ho fatto il pezzo conclusivo “Psychic Abduction” e le varie sequenze/intermezzi ambient ad inizio e fine delle canzoni. Vinterriket ha eseguito l’intro di “From the Black Sun’s Fire” e tutte le altre linee di synth all’interno delle canzoni. Poi c’è “Frozen Light of Eternal Darkness”, questa è stata la prima volta che ho curato completamente il lavoro dei synth. Come spiegato sopra, sono sempre stato coinvolto in quest’area di songwriting in tutti gli album, incluso anche tutto il campionamento. Direi che con “Frozen Light of Eternal Darkness” ho gestito il 75% dei synth. Vinterriket è responsabile della traccia finale “Ignis Fatuus”. Per quanto riguarda “Abyss Horizons”, tutto su questo album è stato fatto da me.

QUALI SONO LE BAND BLACK METAL CHE TI HANNO MAGGIORMENTE ISPIRATO NEL TUO VIAGGIO? QUANDO MESCOLI LE PARTI ATMOSFERICHE A QUELLE BLACK METAL GUARDI A GRUPPI COME EMPEROR O LIMBONIC ART?
– Direi che sono influenzato dalla totalità del movimento black metal, che per me include pionieri come Bathory e Celtic Frost, che hanno sempre avuto un lato oscuro e sperimentale molto più del death metal classico. I gruppi norvegesi lo hanno capito e noi siamo diventati maestri nell’incalanare questo spirito. Gli Emperor spinsero ulteriormente verso questa visione. Ma, per rispondere alla tua domanda, è stato Burzum che ha effettivamente iniziato a incorporare musica ambient all’interno della musica black metal, senza limitarsi a degli intro. Ha cambiato il gioco. Da lì è arrivata un’altra ondata, con dischi dall’impronta cosmica come Abigor – “Opus IV” e Manes – “Under Ein Blodraud Maane ”. Poi ovviamente altri gruppi come Arckanum, Odium, Limbonic Art, questi sono quelli che mi vengono in mente. Ero in contatto con Samoth degli Emperor quando gestiva la sua etichetta Nocturnal Art Productions e mi aveva mandato i demo di Limbonic Art e Myrkskog. Questi erano ottimi demo che ho ancora, ma non direi che abbiano influenzato troppo il mio stile. Le principali influenze di Battle Dagorath si sono sviluppate alcuni anni dopo, in primo luogo sono stati i Lunar Aurora dalla Germania. Poi Paysage d’Hiver, che mi hanno spinto più in là, dove si trova oggi il mio sound.

POSSIAMO DIRE CHE TOLKIEN GIOCHI UN RUOLO IMPORTANTE NELLA TUA MUSICA? DOVE POSSIAMO TROVARE LA SUA INFLUENZA OLTRE AL MONICKER E ALLA BELLA COPERTINA DELL’ALBUM “ABYSS HORIZONS”?
– Tolkien era un genio pieno di così tanta profondità, la sua ispirazione è infinita. Attraverso la musica degli Ainur, l’Uno ha creato la visione del mondo. Concependo gli Ainur dal suo pensiero e affidando loro la Fiamma Imperitura, essi hanno avuto modo di creare il potere della creatività. La grande musica riempì le sale senza tempo e le oltrepassò, arrivando anche nel vuoto. E da questo potere abbiamo dissolto i confini attraverso la stregoneria di paesaggi lontani. Offuscando la coscienza con movimenti che trasformarono i cicli interiori dell’anima.

COSA TI HA SPINTO AD ABBRACCIARE QUESTE ATMOSFERE COSMICHE CON IL TUO SOUND?
– Direi che è sempre stato qualcosa a cui ero connesso. I primi album erano freddi e misantropi. Ma riguardavano anche i vari regni e ciò che c’è oltre. Guarda la copertina di “Eternal Throne”, il messaggio che trasmette è di andare oltre. Poiché il progetto si è evoluto musicalmente, anche concettualmente parlando è diventato più forte nella sua portata: onnicomprensivo, globale e spingendosi fuori nelle distese desolate. Attraversando non solo i regni esterni, ma anche quelli interni e gli orizzonti incontaminati. Il quinto elemento è il vuoto etereo del misticismo astrale che ci collega con la natura esoterica dell’anima. Le sale senza tempo sono esistite prima e al di fuori dei confini dell’universo, sono senza limiti e si dice che si estendano dall’abisso al firmamento. Cosmologicamente, il vuoto senza tempo è la regione disabitata di non esistenza fuori dal tempo e dalla creazione. Perché le cose che non sapremo mai, il nostro destino che è nelle stelle, sono sempre stati l’essenza di Battle Dagorath.

L’UNIVERSO E’ SEMPRE STATO UN ARGOMENTO PIENO DI FASCINO PER IL GENERE UMANO ED E’ FONTE DI ISPIRAZIONE PER MOLTE DISCIPLINE ARTISTICHE? DA DOVE NASCE IL TUO INTERESSE? SEGUI QUALCHE IDEOLOGIA IN PARTICOLARE? TUTTO CIO’ INFLUENZA IL TUO APPROCCIO ALLA MUSICA O COSTITUISCONO LE BASI DEL CONTESTO DELLA TUA MUSICA?
– Nel mondo ideato da Tolkien, l’Unico creò gli spiriti divini prima dell’inizio del mondo nelle sale senza tempo. Gli Ainur sono stati plasmati attraverso la musica e quindi sono stati riuniti per creare la grande canzone che ha avuto luogo prima della creazione del tempo, da cui proveniva l’Universo creato. La musica è ciò che ha plasmato il mondo, compresa la Terra. La musica credo sia l’unica cosa abbia senso in questo mondo. È la coscienza dell’anima. È tutto tessuto assieme così com’è, in modo tutto sommato astratto ed è così che voglio che la musica venga percepita. Credo nelle scuole del mistero, nelle ombre della trasformazione e nella ricerca della divinità interiore. Creazione, trascendenza attraverso tutti i mezzi necessari.

QUANDO LEGGI LE RECENSIONI AI TUOI ALBUM O LEGGI I COMMENTI ALLA TUA MUSICA DA PARTE DEI TUOI FAN, CREDI CHE LA TUA MUSICA SIA STATA DAVVERO COMPRESA APPIENO? TI INTERESSA DELLA LORO OPINIONE?
– In primo luogo mi interessano le mie motivazioni e devo essere personalmente soddisfatto prima di pensare agli altri. Ma in effetti, negli anni vedo che il supporto dall’esterno è qualcosa che si è sviluppato costantemente in modo positivo. Sì, ci sono sostenitori che afferrano la totalità del messaggio. Ho perseverato così a lungo senza ascoltare gli scettici, quindi perché dovrei iniziare ora? Ho imparato che ci saranno sempre quei recensori incapaci o quei cinici che mostrano la loro ignoranza di volta in volta. Ciò che faccio non è comunque per loro, non è per la massa stolta.

HAI UNA VISIONE MUSICALE CHE ANCORA NON SEI RIUSCITO A REALIZZARE PER MOTIVI ECONOMICI O TECNOLOGICI, OPPURE HAI UN’IDEA DI QUALE FORMA POTREBBE ASSUMERE LA TUA MUSICA OLTRE A QUELLA ATTUALE?
– Sono contento di dove mi trovo ora. Non ho ambizioni di arrivare a un’audience più ampia. Non ci sono motivi per cercare di allargare il pubblico o assecondare le masse. Preferisco il minimalismo ed evitare tutti gli eccessi della cultura odierna. Ad esempio, non farei mai uno di quei pacchiani video musicali o qualsiasi altra forma di contenuti senza valore solo per i social media. Tutto questo è inaccettabile per me e puzza di disperazione. Non sono qui per ragioni finanziarie, quindi la risposta è no.

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