BEKOR QILISH – L’alba del nulla

Pubblicato il 19/07/2022 da

Il progetto Bekor Qilish è sicuramente una tra le più liete sorprese di questa prima parte di 2022: nato circa un anno fa, è frutto della mente del cantante e polistrumentista milanese Andrea Bruzzone, supportato dalla sempre ottima etichetta nostrana I, Voidhanger Records, instancabile nella ricerca di nuovi talenti. L’esordio “Throes Of Death From The Dreamed Nihilism” stupisce per la capacità di un musicista così giovane di scrivere e suonare brani complessi e coraggiosi, che vanno ad abbracciare vari generi estremi con uno spirito personale e progressivo, ispirato dai mostri sacri del passato, nell’attitudine oltre che nella musica. E, a certificare la qualità della proposta, la presenza proprio di alcuni artisti che ne sono sicuramente tra le influenze: da Colin Marston (Gorguts, Krallice, Dysrhythmia ed altri) a Eugene Ryabchenko (Fleshgod Apocalypse), passando per Romain Goulon (ex Necrophagist ed attualmente nei Sadist ma attivo anche con molte altre formazioni) e per l’italiano Gabriele Gramaglia (Cosmic Putrefaction, Vertebra Atlantis, Turris Eburnea). Ne abbiamo parlato direttamente con il protagonista, scoprendo un personaggio con le idee ben chiare e tutt’altro che banale.

CIAO ANDREA E CONGRATULAZIONI PER L’ALBUM. COME E’ NATO BEKOR QILISH? QUANDO HAI SCRITTO QUESTI PEZZI?
– Ho iniziato a scrivere questi brani circa due anni fa e avevo anche iniziato a produrli, registrando tutte le voci e completando un singolo. Ma presto mi accorsi che il risultato non era ciò che avevo in mente di ottenere, soprattutto a livello di produzione, ma anche relativamente a certe scelte stilistiche all’interno dei singoli brani. A quel punto ho rimaneggiato le composizioni, ho registrato nuovamente tutte le voci e ho iniziato la produzione di quello che sarebbe diventato Bekor Qilish.

IL MONICKER BEKOR QILISH E’ PIUTTOSTO PARTICOLARE. QUAL È IL SUO SIGNIFICATO?
– ‘Bekor Qilish’ è un termine uzbeco che fa riferimento all’eliminazione, all’annullamento. Se dovessimo individuare in un singolo concetto, in un singolo significato, l’essenza dell’uomo inteso come intera civiltà umana (al di là delle infinite diverse credenze che particolari gruppi umani possiedono), questa sarebbe la convinzione che tutte le cose si annientano. Nascono e prima o poi scompaiono, diventano nulla. Una formica, una stella o l’intero universo esistono per un certo tempo, ma prima o poi spariscono nel niente. Questa è l’essenza del nichilismo. Usando le parole del più grande filosofo di tutti i tempi, Emanuele Severino: “L’intero universo è sbilanciato, disorientato, sfigurato, e noi lo abitiamo, sbilanciati, disorientati, sfigurati. Nonostante quanto belle, grandi e potenti possano sembrare le cose che abbiamo fatto e pensato, che senso hanno la salvezza, il piacere e la felicità nell’oscurità?
Ma questa è appunto la credenza di ogni uomo, e forse in realtà le cose non stanno proprio così.

IN “THROES OF DEATH FROM THE DREAMED NIHILISM” CI SONO OSPITI DAVVERO ILLUSTRI. CE NE PUOI PARLARE? COME SEI ENTRATO IN CONTATTO CON CIASCUNO DI LORO?
– Certo, essendo Bekor Qilish un one-man project, tutto era sotto il mio controllo, avendo curato ogni aspetto del progetto: arrangiamenti, linee vocali, testi, ecc. Nonostante fossi soddisfatto del risultato, mi sembrava mancasse qualcosa che potesse stupirmi all’interno dei brani, qualcosa di estraneo al mio modo di concepire questa musica, qualcosa che si sottraesse al mio controllo. Un tocco diverso, insomma. Ecco perché ho contattato gli straordinari musicisti che hanno dato il loro contributo all’album e ai quali ho per l’appunto lasciato totale libertà di espressione.

L’ARTWORK SEMBRA ESSERE IN PERFETTA SINTONIA CON IL CONTENUTO MUSICALE. COSA RAPPRESENTA? CHI L’HA DISEGNATO?
– Sì, l’artwork è grandioso ed è opera di Strx Art. Il dipinto è in perfetta sintonia con il mood dell’intero disco e con il suo gusto surreale, metafisico e oscuro allo stesso tempo.

COS’È, INVECE, IL ‘SOGNATO NICHILISMO’ DEL TITOLO DELL’ALBUM?
– La fede di cui parlavo prima, l’essenza dell’uomo e della civiltà, l’annichilimento di ogni cosa, la certezza che la sorte delle cose è l’oscurità totale…È una verità o è solo una cattiva interpretazione del mondo? Si può far esperienza del nulla se, appunto, è nulla? Mi fermo a tale domanda, sarebbe troppo prolisso e noioso provare a dar risposte. Ma questa essenza dell’uomo, il nichilismo, non è forse solo sognato? Non è forse solo un sogno?

COSA RAPPRESENTA LA TUA MUSICA A LIVELLO TEMATICO? DI COSA PARLANO I TESTI DEI PEZZI DI “THROES OF DEATH FROM THE DREAMED NIHILISM”? DA COSA TRAI ISPIRAZIONE PER SCRIVERE LA TUA MUSICA?
– I temi sono quelli che si sono intuiti dalle risposte precedenti. Se l’essenza dell’uomo è l’oscurità, l’annichilimento, il nulla, l’arte deve raccontare questo, che è ciò di cui di solito si evita di parlare. Ciò a cui, per cercare il quieto vivere, si evita di pensare.

SUONI DIVERSI STRUMENTI. QUALE DI QUESTI CONSIDERI FONDAMENTALE PER LA TUA FORMAZIONE COME MUSICISTA? E QUALE DI QUESTI UTILIZZI COME PUNTO DI PARTENZA NELLA SCRITTURA DEI PEZZI?
– Ho una formazione da batterista, per questo album ho dovuto mettere parecchio sotto pressione le mie corde vocali, essendo la prima volta che canto in un progetto. Per scrivere un pezzo parto sempre da un frammento ritmico o da un riff, oppure da una melodia che mi passa per la testa. Cerco di sviluppare i brani in modo più o meno coerente: ad un tratto posso anche cambiare completamente rotta rispetto allo spunto di partenza, ma in qualche modo cerco sempre di ritornare a quell’intuizione iniziale, magari modificandola, trasfigurandola e cercando di dare al brano un senso generale e compiuto.

INCIDI PER UN’ETICHETTA, LA I, VOIDHANGER RECORDS, CHE HA UN ROSTER RICCO DI REALTA’ CHE, COME VOI, PROPONGONO QUALCOSA DI ORIGINALE E CORAGGIOSO, E MOLTE DI QUESTE SONO ANCHE ITALIANE. PENSI CHE CI SIA ANCORA SPAZIO, NEL METAL, PER PROPORRE MUSICA CHE VADA AL DI LA’ DEI SOLITI SCHEMI? È DIFFICILE EMERGERE QUANDO SI PROPONE MUSICA DI QUESTO TIPO?
– Direi proprio che ascoltando le uscite di questo periodo, comprese quelle di I, Voidhanger Records, sono sbalordito dalla quantità e dalla qualità dei progetti in cui mi imbatto. La creatività e la voglia di cercare nuove sonorità è davvero al massimo, ascolto ogni giorno qualcosa che mi stupisce. E sono anche positivamente colpito dalla quantità di persone interessate a queste proposte. C’è un gran numero di persone là fuori che cerca, ascolta e acquista dischi, vinili e merchandise di progetti di metal estremo. Questo mi può solo rendere felice.

LA TUA MUSICA SEMBRA ISPIRATA IN MODO PARTICOLARE A CERTO DEATH METAL DEL PASSATO, SOPRATTUTTO PER QUANTO RIGUARDA LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE ED IL CORAGGIO NEL COMPORRE. HAI QUALCHE BAND O MUSICISTA DA CITARE COME MODELLO? COSA ASCOLTI, INVECE, TRA I GRUPPI PIU’ RECENTI?
– Ho sempre avuto un debole per il metal estremo pur ascoltando diversi generi musicali, ma da 4/5 anni a questa parte ho iniziato a entrarci davvero dentro. Mi sono appassionato al death metal dei Morbid Angel e al black metal di Mayhem e Emperor. In generale, mi colpiscono le produzioni con un taglio progressive o avant-garde, aperte alla sperimentazione e all’intreccio di generi differenti. Ultimamente, tra le cose che mi hanno colpito di più potrei citare band come Krallice, Haunter, Arificial Brain, Plebeian Grandstand, Cryptic Shift, oltre a band più rodate come Gorguts e Blut Aus Nord.

PENSI DI PORTARE QUESTE CANZONI SU UN PALCO? IN CASO POSITIVO, HAI GIA’ IDEA DI COME FARE?
– Sarebbe praticamente un sogno e devo ammettere che ci sto seriamente pensando. Come fare è un problema, ma farò del mio meglio per portare Bekor Qilish su un vero palco.

HAI GIA’ UN’IDEA DELLA DIREZIONE CHE IL PROGETTO INTRAPRENDERA’ IN FUTURO?
– No, ma non ho intenzione di attendere a lungo per buttare giù quella che potrebbe essere una seconda uscita.

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