BE’LAKOR – Natura E Sogni

Pubblicato il 20/08/2012 da

Il cosiddetto melodic death metal non possiede più quell’aura magica tipica di un periodo come gli anni Novanta, in cui in ogni momento si veniva sommersi da album di elevatissima caratura, firmati da band che sembravano guardare costantemente avanti. Oggi quella scena appare dormiente, anche se tuttavia esistono realtà di tutto rispetto, che continuano a diffonderne il verbo con notevole forza e convinzione. Gli australiani Be’lakor fanno parte di questa ristretta schiera: artefici di due album pregevoli come “Stone’s Reach” e il nuovo “Of Breath And Bone”, i ragazzi di Melbourne sono entrati di prepotenza nelle playlist di tutti gli amanti di Dark Tranquillity, Insomnium ed Edge Of Sanity, riuscendo in certi casi anche a insidiare lo status di “top artist” di questi grandi nomi. Torniamo a concedere loro spazio sulle nostre pagine proprio in virtù della qualità mostrata sul suddetto “Of Breath And Bone”, augurandoci che voi lettori non vi facciate fuorviare dalla giovane età dei ragazzi e dalla loro insolita provenienza!

COME DESCRIVERESTI IL CONTENUTO DI “OF BREATH AND BONE”? QUALI ERANO I VOSTRI OBIETTIVI QUANDO AVETE INIZIATO A COMPORRE QUESTO NUOVO ALBUM?
“Direi che ‘Of Breath and Bone’ è un disco fortemente basato sulle melodie e su atmosfere cupe.Quando componiamo un disco, il nostro solo obiettivo è quello di creare musica che possa essere interessante per noi e per chi ci ascolta, e che magari riesca a smuovere l’immaginazione della gente. Per fare ciò, puntiamo molto su melodie pronunciate e memorabili, aggiungendo altri fattori come testi ben curati e un mood intenso. Per noi questo disco rappresenta la più spontanea progressione dal precedente ‘Stone’s Reach'”.

È DIFFICILE PER VOI CREARE QUALCOSA DI NUOVO SUONANDO QUESTO TIPO DI MELODIC DEATH METAL, VISTO CHE NEL GENERE E’ GIA’ STATO DETTO MOLTO?
“Amiamo il processo di scrittura di nuove canzoni e riff e non lo troviamo difficile o spiacevole. Tra l’altro, vogliamo essenzialmente comporre musica che piaccia a noi, piuttosto che qualcosa che possa suscitare un responso favorevole da parte della critica. Se riusciamo a sviluppare un nostro sound, allora va benissimo… altrimenti non importa, i paragoni tra un artista e un altro verranno sempre e comunque fatti. Lo devi accettare ogni qual volta la tua musica viene recensita”.

LE VOSTRE COMPOSIZIONI SONO SPESSO MOLTO LUNGHE. DURANTE IL PROCESSO DI SONGWRITING SIETE SOLITI CERCARE DI BILANCIARE CONSCIAMENTE I VARI ASPETTI DELLA VOSTRA MUSICA? VI CAPITA MAI DI PENSARE “QUESTO BRANO È TROPPO AGGRESSIVO” O “TROPPO MALINCONICO?
“Ci piace vedere i nostri brani come dei viaggi, con alti e bassi e tanta varietà. Sarebbe difficile ottenere ciò con composizioni più brevi, quindi tendiamo a scrivere pezzi lunghi, in modo da trovare un bilanciamento agevole tra gli elementi a cui hai accennato. Abbiamo sempre seguito un approccio molto studiato e critico in tema di composizione con i Be’lakor. Questo nuovo album non fa eccezione: accumuliamo riff, li mettiamo in discussione, li cambiamo, li arrangiamo e sovrapponiamo in maniera veramente metodica. Questa volta è stato tutto persino più difficile, perchè le nostre aspettative nei riguardi della musica che vogliamo proporre si sono notevolmente alzate”.

VI VIENE MAI VOGLIA DI COMPORRE UN BRANO DIRETTO E CONCISO, ATTORNO AI TRE MINUTI?
“Abbiamo un paio di pezzi attorno a quelle durata: ‘Husks’ e ‘To Stir the Sea’. In generale, non abbiamo nulla contro i pezzi brevi, ma ci sentiamo più a nostro agio con composizioni più strutturate. Per noi tracce di cinque minuti sono già qualcosa di molto diretto”.

SIETE UNA BAND PIUTTOSTO GIOVANE, MA LA VOSTRA MUSICA NON PARE PRESENTARE INFLUENZE RICONDUCIBILI AI RECENTI TREND. VI È INFATTI SPESSO UN FEELING “NOVANTIANO” NEI VOSTRI BRANI, COME, DEL RESTO, STA ACCADENDO SPESSO PER ALTRE FORMAZIONI VOSTRE COETANEE. PERCHÈ SECONDO TE OGGI CI SONO COSI’ TANTI GRUPPI ATTRATTI DA SONORITÀ DEL PASSATO?
“La musica procede in circoli, prima o poi si torna sempre al punto di partenza. Noi cerchiamo di non pensare troppo a quali generi sono di moda, nè cerchiamo di essere inseriti in qualche filone in particolare”.

VI È UN CONCEPT ALLA BASE DI “OF BREATH AND BONE”? SONO IMPORTANTI I TESTI PER LA BAND?
“‘Of Breath and Bone’ non è un concept album, ma ha sicuramente un suo mood caratteristico, proprio come i nostri vecchi album. Il nuovo lavoro esplora argomenti per noi tipici, come la mortalità, la natura e la mitologia, ma lo fa attraverso metafore legate a sogni e ricordi di infanzia. I testi sono scritti da George e Steve e li riteniamo un aspetto importante della nostra proposta”.

AVETE IDEOLOGIE PERSONALI? SE SI’, QUESTE FANNO MAI DA BASE PER LA MUSICA CHE REALIZZATE?
“Ognuno di noi ha le sue idee e i suoi punti di vista, ma cerchiamo di non riversare queste ideologie nei Be’lakor. La nostra musica non è un mezzo per promuovere un punto di vista o per convincere terzi a essere d’accordo con noi su qualche argomento”.

MAN MANO CHE CREATE NUOVA MUSICA, VI SENTITE PIÙ O MENO INTERESSATI A CERCARE ED ASCOLTARE ALTRI/NUOVI GRUPPI? AVETE ANCORA LA “FAME” DI UN TEMPO?
“Personalmente, devo dire di essere diventato piuttosto critico nei confronti della musica di altre band. Tuttavia, non ho perso l’interesse di scoprire nuovi artisti e le loro proposte. C’è sempre modo di venire ispirati e di trovare nuove idee tramite altra musica”.

DIMMI IL NOME DI UNA BAND O DI UN ARTISTA CHE LETTERALMENTE ADORI E CHE SECONDO TE MERITEREBBE PIÙ SUCCESSO DI QUANTO HA OTTENUTO O STA OTTENENDO…
“Penso che uno dei più grandi album di sempre sia ‘Tubular Bells’ di Mike Oldfield. Trovo che sia un album che chiunque ami musica creativa e progressiva dovrebbe ascoltare. È un peccato che Oldfield non sia mai riuscito a bissare tanta magnificenza. Sicuramente quando lo ha composto si trovava mentalmente su un altro pianeta”.

PER SUPPORTARE IL VOSTRO ALBUM PRECEDENTE, “STONE’S REACH”, AVETE AVUTO L’OPPORTUNITÀ DI SUONARE IN EUROPA PER LA PRIMA VOLTA. RACCONTACI DI QUESTA ESPERIENZA…
“È stata un’esperienza fantastica per ognuno di noi. Si è appunto trattato del nostro primo tour dalle vostre parti e si tratta di qualcosa che ci ricorderemo per sempre. Ci ha aiutato a crescere sia come band che come musicisti, oltre a farci guadagnare nuovi fan. Inoltre, visitare l’Europa è stato bellissimo, non posso che avere bei ricordi a riguardo. Peccato che venire da voi costi parecchio: ogni volta che vorremo venire dovremo programmare attentamente le nostre mosse, in modo che le spese e il tempo trascorso all’estero non interferiscano troppo con i nostri impegni a casa e con la nostra vita familiare”.

CON I VOSTRI ALBUM SIETE RIUSCITI A COSTRUIRVI UNA CERTA REPUTAZIONE, MA OGGIGIORNO LA SCENA METAL È ENORME ED ESTREMAMENTE DISPERSIVA. COSA PENSATE DI FARE PER RIUSCIRE A DISTINGUERVI E A SPICCARE TRA LA MASSA UNA VOLTA PER TUTTE?
“Allo stato attuale delle cose, non possiamo far altro che contare sulla qualità della nostra musica e sperare che questa venga apprezzata per quello che è. D’altro canto, ‘spiccare’ o cercare di essere differenti dal resto ad ogni costo non rientra tra le nostre vere priorità”.

 

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