I giordani Bilocate sono un’altra interessante e validissima realtà musicale proveniente dall’Asia, continente da sempre avverso allo sviluppo e all’espansione dell’heavy metal, soprattutto nelle zone del Medio Oriente, dove spesso la clausura e il proibizionismo di stampo religioso hanno fatto e fanno sì che la nostra musica preferita venga tacciata quale portatrice di malefici e sventure, tanto da dichiararla fuorilegge. E’ qualche anno, però, che anche in questa regione non particolarmente prolifica di formazioni metal, stanno muovendosi le acque, aperte e divise dagli ormai notissimi israeliani Orphaned Land. I Bilocate, come già scritto originari della Giordania, fanno poco uso di elementi folk all’interno della loro proposta, bensì paiono più affascinati dalle scene doom-gothic e avantgarde dell’Europa dei Nineties. Il nuovo e ultimo “Summoning The Bygones” è un ottimo biglietto da visita per la band, in questa intervista rappresentata da ben tre membri: il bassista Hani Al-Abadi, il tastierista Waseem Essayed ed il chitarrista Rami Haikal; andiamo a scoprirla assieme, dunque!
CIAO, RAGAZZI! BENVENUTI SU METALITALIA.COM. I BILOCATE SONO TORNATI SULLE SCENE CON UN NUOVO, INTENSO E STUPENDO LAVORO, “SUMMONING THE BYGONES”. PRIMA DI PARLARE DEL DISCO, VI VA DI PRESENTARE LA BAND AI LETTORI? PUR INCIDENDO PER UNA LABEL ITALIANA, NON SONO IN MOLTI A CONOSCERVI QUI DA NOI…
Hani: “Ciao, ti ringrazio innanzitutto per l’opportunità di questa intervista, apprezziamo molto. I Bilocate sono una dark oriental metal band composta da sei elementi e originaria della Giordania. Ci siamo formati nel 2003 e subito rilasciammo il nostro demo-EP di debutto. Poi nel 2005 fu la volta di ‘Dysphoria’, esordio sulla lunga distanza, seguito dal masterpiece ‘Sudden Death Syndrome’, da più parti elogiato sulla stampa specializzata con più di ottanta recensioni in tutto il mondo. Quest’anno abbiamo fatto uscire, per i vostri connazionali della Code666 Records, il nuovo ‘Summoning The Bygones’, che finora ha già ricevuto un ottimo feedback. Cercando di descrivere il nostro stile musicale, il dark oriental metal, sembra che tutti abbiano le idee un po’ confuse, quindi mi permetto di riportare qui sotto ciò che dice il nostro tastierista e produttore, Waseem, sul libro Heavy Metal Islam, che ben rispecchia l’idea dietro i Bilocate:
(riportiamo gli stralci più chiarificatori, in quanto il paragrafo è piuttosto lungo, ndR)
‘In generale la musica orientale ha spesso un’atmosfera triste, dovuta, come per tutti gli altri tipi di musica, alla combinazione di note che la vanno a creare, le quali agiscono sui sentimenti di chi ascolta. I Bilocate hanno trovato un nuovo modo per interpretare la musica orientale, inserendo al suo interno delle note che ne modificano in parte l’assorbimento. La vita non è fatta di solo felicità o tristezza o rabbia, ma è piena di sfumature e si deve anche sviluppare la sensazione di ‘errore’, per poi volgerla a proprio favore ma senza farla scadere in risultati che portano a dolore o depressione. Un altro esempio può essere quello del feeling di ‘lotta’: una lotta vista non in negativo, bensì in positivo, in quanto facente parte dell’essere umano e spesso utile a superare situazioni difficili. Così, nei Bilocate, la musica orientale prende connotazioni dark ma senza essere guidata dal tempo, dal riffing di chitarra o dalla prevalenza di un determinato strumento. Si basa tutto sul tono in sé, infatti’”.
POTETE SPIEGARCI IL SIGNIFICATO DI UN TITOLO QUALE “SUMMONING THE BYGONES”? IN CHE MODO SI LEGA ALL’ARTWORK E AI TESTI DEL DISCO?
Rami: “La maggior parte delle canzoni di ‘Summoning The Bygones’ sono ri-registrazioni e riarrangiamenti delle loro versioni originali contenute in ‘Dysphoria’. Tutte tranne ‘Hypia’, che risale al 2003 ma che è rimasta inedita fino ad oggi, sebbene una sua interpretazione è presente sempre in ‘Dysphoria’ con il titolo ‘Days Of Joy’. D’altro canto, ‘Beyond Inner Sleep’ e ‘Dead Emotion’ (cover dei Paradise Lost, ndR) sono completamente nuove. Consapevoli che i pezzi di ‘Dysphoria’ fossero più che validi ma che la registrazione all’epoca non fu all’altezza, abbiamo deciso di ripresentarle in una nuova veste…ed ecco perché il titolo ‘Summoning The Bygones’, che suona un po’ come ‘richiamando il passato’. Lo stesso vale per l’artwork, in cui un uomo anziano viene fatto risorgere ma solo per testimoniare la nuova distruzione che il mondo sta affrontando”.
LE VOSTRE COMPOSIZIONI HANNO UN’AMPIA VARIETA’ DI ATMOSFERE E INFLUENZE, COME IN EFFETTI IL PROGRESSIVE METAL ESTREMO E’ GIUSTO ABBIA. MA COME NASCE UN DISCO DEI BILOCATE? DITECI QUALCOSA IN PIU’ SU COME SI SONO SVOLTE LE RI-REGISTRAZIONI…
Rami: “Be’, come detto prima, l’album è composto da nuove versioni dei brani presenti su ‘Dysphoria’, quindi il songwriting di alcuni pezzi risale praticamente agli inizi del gruppo. L’idea di questa operazione ci venne subito dopo aver realizzato ‘Sudden Death Syndrome’, in special modo dopo aver ascoltato il mixing e il mastering effettuati all’epoca da Jens Bogren. Quello fu il momento in cui decidemmo di dover dare giustizia ai nostri vecchi brani, sia per noi che per i nostri fan. Le sessioni di registrazione sono state effettuate in diversi studi e anche diversi Paesi: le voci a Dubai negli In The Mix Studios; Baha (Farah, chitarra solista, ndR) in Arabia Saudita, dato che al tempo viveva lì; il basso in Giordania agli Horned Helmet Studios; le tastiere, le mie chitarre e la batteria anch’esse in Giordania, sotto la supervisione di Waseem. Ci piacerebbe ringraziare alcune persone che hanno collaborato alla registrazione del disco: Nash Planojevic, Muhammad Bursheh e Sari Abu Al-Adel”.
QUANDO SCRIVETE CANZONI, PARTITE DA UN CONCEPT, DA UN RIFF O DA QUALCOS’ALTRO? DITECI QUALCOSA SUL VOSTRO METODO DI STESURA…
Waseem: “Quando iniziamo a pensare ad un album decidiamo alcune caratteristiche generali, ad esempio l’atmosfera che deve avere e il mood di base; oltre alle principali e basilari idee, chiaramente. Poi passiamo ai testi e tutto si sviluppa in contemporanea, musica e parole. Quando le strutture dei pezzi sono pronte, passiamo all’arrangiamento su tutta la linea, di singola canzone e album in generale”.
COSA MI DITE RIGUARDO LA COLLABORAZIONE CON DAN SWANO? COME SONO ANDATE LE COSE? DEVO DIRE CHE TROVO IL BRANO “HYPIA” VERAMENTE FANTASTICO!
Rami: “Hai ragione! Praticamente tutti noi della band, incluso me, siamo grandissimi fan di Dan. Ricordo che in sala prove ci piaceva suonare ‘Crimson’ e ‘Crimson II’ assieme, divertendoci alla grande! Così, quando stavamo lavorando su ‘Hypia’, abbiamo pensato che la sua voce potesse incastrarsi alla perfezione e, senza esitazione, l’abbiamo contattato e tutto si è messo in moto. Approfittiamo di questo spazio per ringraziarlo di nuovo!”.
CON QUALE MUSICA SIETE CRESCIUTI E VI SIETE FORMATI? E COSA ASCOLTATE PIU’ VOLENTIERI AL GIORNO D’OGGI?
Waseem: “Ti posso dire che io sono cresciuto con Metallica, Nirvana, Pearl Jam, Guns N’ Roses e Pink Floyd. Più avanti ho iniziato ad ascoltare gruppi come Anathema, Katatonia, Opeth, Radiohead, Limbonic Art, Myrkskog, Empyrium, Yearning, My Dying Bride, Edge Of Sanity. Procedendo, ho scoperto i Porcupine Tree e i Grails. Attualmente sto apprezzando molto tutti i lavori di Steven Wilson, soprattutto il suo recente ‘Grace For Drowning’ e gli Storm Corrosion. Ma anche i dischi dei Lilacs e degli Champagne, per non parlare della favolosa arte di Mariusz Duda con i Lunatic Soul.
Hani: “Per quanto mi riguarda, in veste di bassista, potrei aggiungere Jaco Pastorius, Jeff Berlin, Billy Sheehan e Flea dei Red Hot Chili Peppers”.
SEBBENE VOI PROVENIATE DALLA GIORDANIA, UNA DELLE CULLE DELLA CULTURA MEDIO-ORIENTALE, NON FATE LARGO USO DI ELEMENTI ARABI E FOLK NELLA VOSTRA MUSICA, PREFERENDO MAGARI L’ISPIRAZIONE E LE ATMOSFERE DELLE BAND EUROPEE DEI NINETIES. SE LA POSSIAMO CHIAMARE UNA SCELTA, NE POTETE SPIEGARE LE MOTIVAZIONI?
Waseem: “Fin dal primo giorno i Bilocate non hanno mai avuto l’intenzione di essere classificati – chessò – arab metal o oriental metal, per quanto questi termini abbiano un senso. D’altro canto, però, l’idea era anche quella di non ignorare completamente l’etnia, la storia e l’eredità che ci portiamo dietro dalla nostra regione per ‘passare’ semplicemente come band europea. Quindi non abbiamo mai avuto la volontà di prendere la nostra musica tradizionale e suonarla metal. Volevamo invece introdurre qualcosa di nuovo, qualcosa che oggi chiamiamo dark oriental metal e che vi abbiamo spiegato più sopra. Credo che stiamo creando della buona musica, tutto sommato. Dai Bilocate puoi aspettarti di sentire musica tradizionale, storica, folk, new wave, orientale, progressive, ambient, atmospheric, calma, arte, epicità, forza, commozione e…metal. Il tutto incastrato dove più crediamo sia meglio per il nostro stile e per la storia che stiamo raccontando”.
MI PIACEREBBE SAPERE LA VOSTRA OPINIONE SUGLI ORPHANED LAND. VI SENTITE VICINI AL LORO PACIFICO MESSAGGIO DI UNIONE TRA CREDI E CULTURE? PENSATE ANCHE VOI CHE LA MUSICA POSSA ESSERE UN REALE VEICOLO PER ARRIVARE A PACE E SERENITA’, QUALCOSA CHE MAI SI E’ PIENAMENTE RAGGIUNTO NELLA STORIA DELL’UMANITA’?
Rami: “La musica è semplicemente il linguaggio universale del mondo. Credo che la gente possa davvero iniziare ad avere fiducia nel messaggio di pace che parte dalla musica, senz’altro più dei messaggi lanciati dalla propaganda politica o dai media. Sappiamo bene quanto i media distorcano e giochino con la realtà e gli eventi, seguendo i dettami del governo di turno. Gli Orphaned Land stanno facendo un gran lavoro nel diffondere questa speranza e hanno provato che la musica è il veicolo migliore per farlo!”.
NEGLI ULTIMI ANNI, UN MANIPOLO DI BAND ASIATICHE STA IN QUALCHE MODO USCENDO ALLO SCOPERTO, ATTIRANDO LE ATTENZIONI DELL’UNIVERSO METAL. OLTRE AGLI ORPHANED LAND, INTENDO I SALEM, I MELECHESH (SEBBENE ORA SIANO DI BASE IN OLANDA), I NERVECELL, I MALDIVIANI NOTHNEGAL… PENSATE CHE QUALCOSA SI STIA MUOVENDO DA VOI?
Rami: “Come si sa, la gente è sempre alla ricerca di nuovi suoni e varietà nella musica. Probabilmente la musica proveniente dal nostro continente stuzzica per la diversità e per la particolare bellezza, così si inizia a scavare più in profondo nel nostro underground. Penso e spero che sempre più gruppi asiatici verranno alla ribalta e nei prossimi cinque anni partecipino a festival internazionali, facciano tour all’estero e compaiano su magazine di caratura mondiale. E ovviamente spero che in mezzo a ciò ci siano anche i Bilocate!”.
VENENDO ALL’ATTIVITA’ LIVE, COME PENSATE DI PROMUOVERE L’ALBUM? C’E’ SPERANZA DI VEDERVI DAL VIVO IN EUROPA?
Hani: “Stiamo attualmente studiando un paio di opzioni per il 2013, che fra l’altro segnerà il nostro decimo anniversario dalla fondazione. A riguardo non posso dire nulla, ma speriamo di dare qualche news prima possibile!”.
BENE, ULTIMA DOMANDA: SIETE SODDISFATTI DELL’OPERATO DELLA CODE666 RECORDS? E’ INDUBBIO CHE SI TRATTI DI UN’OTTIMA ETICHETTA, FRA LE MIGLIORI IN ITALIA!
Rami: “Come hai detto, la Code666 sta facendo un grande lavoro e certo si merita tutti i migliori complimenti! I ragazzi della label fanno di tutto per promuovere l’album e la band, ci hanno bene impressionato e sono molto attivi per far sì che il disco raggiunga chiunque. Speriamo di proseguire a lungo la collaborazione con loro”.
VI RINGRAZIO MOLTO PER LA DISPONIBILITA’ E A QUESTO PUNTO TOCCA A VOI CHIUDERE LA CHIACCHIERATA…
Rami: “Grazie per averci dato l’opportunità di raggiungere i metallari italiani con questa vostra intervista. Stiamo davvero cercando di venire anche dalle vostre parti e speriamo a breve di poter annunciare per il 2013 un tour europeo. Ci vedremo presto, se tutto va bene!”.

