BLACK FLAME – Il fuoco del black metal!

Pubblicato il 08/11/2003 da

Che il Piemonte fosse la regione d’Italia con una lunga tradizione occulta alle spalle lo si sapeva già da tempo. Non stupisce così l’arrivo di numerose band devote al black metal provenienti da quella terra. Seguendo i passi di altre celebri band piemontesi, i Black Flame hanno dato vita ad una musica piena di odio, oscurità ed inquietudine, con l’aggiunta di un tocco emotivo di gran classe. Una fiamma nera in cui violenza e cupa atmosfera bruciano regalando una luce spettrale: ecco il dono contenuto in “The Third Revelation”, già Top Demo sul nostro sito. I Black Flame sono senza dubbio una delle più gradite rivelazioni dell’anno, un gruppo che sembra destinato a un grande futuro sotto la luce di una luna funerea…

ALLORA RAGAZZI, COM’E’ NATO IL DISCORSO BLACK FLAME?
Cardinale Italo Martire: “I Black Flame sono nati nell’ anno 1999 con l’attuale formazione. Il motivo della nascita dei Black Flame è molto semplice: io e Serpentrax, avvicinandoci a sonorità più estreme del metal che suonavamo con il primo giovane gruppo, contattammo Fog per creare un nostro piccolo personale inferno. Da allora le cose sono andate sempre meglio, ed ora ci stiamo preparando per una quarta uscita dei Black Flame”.

LA REGISTRAZIONE DEL VOSTRO “THE THIRD REVELATION” E’ MOLTO BUONA, GREZZA E PROFONDA. CE NE VOLETE PARLARE?
Serpentrax: “L’album ‘The Third Revelation’ è stato registrato e remixato in soli tre giorni nello studio One Voice di Chivasso (TO) e ci tengo molto a precisare che è stato registrato in presa diretta … penso che il risultato finale sia ottimo per il metodo di registrazione scelto. Noi non vogliamo assolutamente comporre song che dal vivo perdano la potenza sonora creata sull’album, per questo evitiamo di adoperare effetti, sovraincisioni e tutt’altro che non sia riproducibile dal vivo e che possa rovinare un elemento importante della song composta. L’atmosfera in studio in questi tre giorni è stata un’esperienza assolutamente utile, ammetto che all’inizio c’è stata un po’ di tensione per paura di non dare la giusta calibratura ai suoni che volevamo ottenere … ma per il resto è stato molto divertente, dopo tutto per prima cosa noi lo facciamo per soddisfazione personale. Inoltre vorrei dire che il fonico Daniele Giordana, oltre ad essere bravo nel suo lavoro, è anche una persona disponibile e divertente”.

QUAL E’ LA “TERZA RIVELAZIONE”?
Cardinale Italo Martire: “La Terza Rivelazione, che è anche il titolo dell’ album, nasconde un significato molto personale di tipo religioso. Si tratta di una particolare interpretazione di tutte le dottrine cristiane: molti sottovalutano il potere delle Sacre Scritture e dei misteriosi significati che esse nascondono. E se per duemila e più anni qualcosa fosse stato confuso o male interpretato? Rido nel vedere qualsiasi comunità cristiana, ordini religiosi minori o sette, pregare qualcosa che non conoscono e che molto probabilmente dovrebbero temere. Di più non posso dire: credo che sia molto difficile e limitativo spiegarne il significato in questo contesto … sul prossimo cd molte cose saranno più chiare”.

LE VOSTRE INFLUENZE MUSICALI…
Fog: “Ardua domanda … ascoltiamo tantissimi gruppi e credo che questo lo si possa notare nel nostro sound, che ha mille sfaccettature. Infatti, nelle recensioni dell’ultimo cd ‘The Third Revelation’ abbiamo ricevuto dei paragoni molto distanti fra di loro… Rotting Christ, Mortuary Drape, Gorgoroth, MayheM e tanti altri. Addirittura per il precedente cd ‘Orgiastic Funeral’ vennero tirati in ballo nomi come Venom e Possessed. Questo significa che tutte le nostre influenze musicali sono vive all’ interno dellla nostra musica … e soggettivamente l’ascoltatore trova i suoi punti di contatto. Quello che più ci interessa e che, fortunatamente, abbiamo ottenuto è il nostro suono. Il nostro stile… il nostro modo di concepire la musica. Sono sempre stato dell’ opinione che le influenze musicali sono molto importanti per la ‘formazione’ di un musicista … è come se dessero una sorta di ‘via’ da intraprendere. Allo stesso tempo le influenze musicali non devono annientare la creatività del musicista, trasformandolo in un patetico clone. A livello personale posso dirti di essere molto legato a gruppi come Gorgoroth, Burzum, Enslaved, Emperor, Aeternus, Trelldom, Satyricon, Dissection, Abigor e tanti altri. Ma questi sono solo una piccola parte di tutta la musica che ascolto quotidianamente e quindi possono rappresentare poco di più che una piccola influenza…”.

AVETE UN ‘TOCCO EPICO’ IN ALCUNE VOSTRE CANZONI, COME MAI?
Fog: “‘Tocco epico’… non so fino a che punto questa descrizione possa essere corretta. Sicuramente uno dei tanti ‘volti’ del nostro sound è la parte più evocativa e riflessiva… o ‘epica’ come la intendi Tu. Rispondere a questa domanda non mi è molto facile, perché non siamo un gruppo ‘pianificatore’. Mi spiego: quando componiamo una canzone non decidiamo se deve essere veloce o lenta o strumentale e così via… si parte da un semplice riff di chitarra e si lavora tutti insieme per il risultato finale. Cercando di trovare una spiegazione ai nostri pezzi più ‘epici’ potrei dirti che senz’altro l’uso di melodia che non sia pacchiana o melensa può dare un significato diverso ad un pezzo e magari creare un momento di ‘pausa’ tra una sfuriata ed un’altra. Sono fermamente convinto che è molto più potente un bel mid-tempo suonato con potenza e rabbia che una parte velocissima con riff di chitarra confusi e poco incisivi. Magari qualche ragazzino invasato di gruppi come Marduk e Dark Funeral potrebbe darmi del coglione… io sono dell’opinione opposta. La velocità fine a se stessa e forzata crea soltanto confusione… è meglio concentrarsi sul significato del pezzo, senza preoccuparsi che esso sia lento o veloce”.

ALCUNI STACCHI SONO DAVVERO OTTIMI, STATE MOLTO ATTENTI ALLA STRUTTURA DEI BRANI?
Fog: “Come ti dicevo prima, in fase di composizione non ci prefiggiamo nulla e soprattutto non pianifichiamo le varie strutture dei pezzi, quello che vogliamo trasmettere sono emozioni negative come odio, disperazione, rabbia e follia. Consideriamo una canzone finita esclusivamente quando ci coinvolge emotivamente e mentalmente… quindi è importante che la struttura di un pezzo sia al servizio di quello che si vuole esprimere. Spesso capita di ascoltare gruppi dotati di tecniche individuali ineccepibili… ma spesso si tratta di musica vuota, senz’anima. Puro esibizionismo. Un mio personale obbiettivo come musicista è quello di mettere la mia anima al 100% al servizio della musica, senza badare troppo a tecnica, struttura o lunghezza dei pezzi. L’importante è che trasudi quanto di più negativo si possa umanamente provare”.
 
DI COSA TRATTANO LE VOSTRE TEMATICHE?
Cardinale Italo Martire: “Sono testi molto diversi tra loro e lontani dai canoni del genere. Alcuni sono intimi e descrittivi mentre altri sono in linea con quelli del precendente cd ‘Orgiastic Funeral’ e quindi improntati sulle nostre solite ideologie. Hanno anche una funzione terapeutica: spesso scrivere un testo come anche il semplice suonare in una band come la nostra, può evitare di commettere azioni che potrebbero portare a conseguenze non troppo simpatiche”.
Fog: “I nostri testi, così come la nostra musica, compiono un’evoluzione continua dal nostro primo lavoro ‘Welcome’… e può capitare che ad ogni uscita vengano approfonditi argomenti trattati nei precedenti lavori, questo per creare un filo logico tra tutte le nostre uscite. E’ per questo che il Cardinale, ad una domanda precedente, ha risposto che nel prossimo cd le cose saranno più chiare. Ah, e ricorda che ognuno è libero di dare un suo significato ai nostri testi”.

COSA PENSATE DEL PANORAMA ITALIANO BLACK METAL?
Serpentrax: “Qui non voglio dilungarmi in troppe parole… credo che la scena Black Metal italiana odierna, e mi riferisco in particolare in zona di Torino, sia veramente un vomito… quante risate mi faccio di fronte alle persone che ne fanno parte… e ri risparmio tutte le cazzate che sono capaci di dire in giro per sembrare cattivi e le loro vanterie… dovresti vedere come si vestono da autentici ‘cattivoni’ (ride, nda)! Chi conosce la zona e odia i vestiti che sembrano sacchi d’immondizia, le lenti a contatto bianche o rosse da vero cattivone e il loro trucco da gay ridicolo, capisce tutto ciò. Per fortuna ultimamente ho conosciuto persone che nutrono tutto il mio rispetto e colgo l’occasione di salutare i The Tombers”.
Fog: “Non vogliamo passare come gli ennesimi disfattisti che sputano nel piatto dove mangiano… personalmente non ho mai compreso il vero significato di ‘scena’. Perché devo essere accomunato con gente odiosa che, soprattutto, cerca di recare del danno al lavoro del mio gruppo? Gli AMICI e le PERSONE ONESTE sono da rispettare! Ci sono tanti gruppi in Italia, molti con tanta buona volontà… e vederli soffocare in un mare di idioti è terribile. La ‘nostra scena’ sono tutte le persone che ci seguono dal 1999, sono tutte le persone che dedicano tempo a denaro alla nostra band… questa è la mia visione di ‘scena’”.

QUANTO E’ DIFFICILE SUONARE DAL VIVO NEL NOSTRO PAESE?
Serpentrax: “Purtroppo alcune date live importanti che pensavamo di fare sono saltate all’ultimo per problemi organizzativi dei locali, ora ne abbiamo attualmente una importante in programma con i Carpathian Forest e spero anche con gli ottimi Gorgoroth, con cui dovevamo suonare a settembre. Non voglio anticipare la data di questo live finché non ho la certezza che vada come tutto debba andare e come è già previsto, chi fosse interessato sicuramente la troverà pubblicata sul nostro sito… Comunque è molto difficile suonare nel nostro paese… molto”.

GRAZIE RAGAZZI, I VOSTRI SALUTI FINALI…
Fog: “Grazie a te e MetalItalia.com per lo spazio concesso. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che ci supportano dal 1999. Tutte le informazioni relative ai Black Flame le potete trovare attraverso il nostro sito www.black-flame.net o mandando un mail ad info@black-flame.net . Per gli affezionati della posta tradizionale, sono ben accette lettere a BLACK FLAME, Via Piovano 10, 10020 Andezeno (TO). Mantenete ardente la nera fiamma dell’ odio. Ave”.

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