BLACK STAR RIDERS – The boys are back in town!

Pubblicato il 08/06/2013 da

Dietro al monicker Black Star Riders si nasconde l’ultima reincarnazione dei Thin Lizzy, capitanata dal sempreverde Scott Gorham alla chitarra e da Ricky Warwick (The Almighty) alla voce. Dopo anni di date live in tributo alla musica del gruppo di Dublino, Gorham e compagnia capiscono che è giunto il momento di scrivere nuove canzoni, ma sotto un altro nome per rispetto al leggendario Phil Lynott.  Il nuovo “All Hell Breaks Loose” possiede tutte le carte in regola per portare avanti il sound dei Thin Lizzy e, grazie alla calata in suolo italico di Gorham e Warwick per promuovere il disco, non ci lasciamo scappare l’opportunità di intervistare il cantante della band.

 

black Star Riders - band - 2013b


RICKY, LA NASCITA DEI BLACK STAR RIDERS SIGNIFICA LA MORTE EFFETTIVA DEI THIN LIZZY?

“No, ma almeno per il futuro prossimo tutte le nostre attenzioni ed energie verranno spese nei Black Star Riders. Abbiamo intenzione di farci conoscere con questo nome, ma non vogliamo scrivere la parola fine per quanto riguarda i Thin Lizzy. Credo proprio che come Thin Lizzy ci limiteremo a partecipare a qualche festival o evento particolare, ma, come ti dicevo, i nostri piani al momento sono tutti concentrati sull’attività promozionale e live dei Black Star Riders”.

QUANDO AVETE REALIZZATO CHE, DOPO TANTI ANNI DI SOLI LIVE SHOW, ERA GIUNTO IL MOMENTO DI SCRIVERE UN NUOVO DISCO?
“Tutto è nato lo scorso anno. Dopo tanto tempo on the road, avevamo tutti molta voglia di incidere musica nuova, così io, Scott e gli altri siamo entrati in studio. Durante i lavori però, abbiamo capito che non sarebbe stato giusto e corretto far uscire nuovi brani e pubblicare un disco con il nome Thin Lizzy, è una questione di rispetto per Phyl Lynott e per tutto ciò che ha fatto con la band. Non aveva davvero senso pubblicare un disco a nome Thin Lizzy, tutti eravamo d’accordo nel scegliere un altro modo di presentarci”.

SI DICE CHE SIA STATO TU A SCEGLIERE IL NOME BLACK STAR RIDERS PER LA BAND, CONFERMI?
“Sì, l’ispirazione mi è stata data da una band di fuorilegge presente nel film western ‘Tombstone’. Ritengo questo nome molto epico, una specie di anthem se vogliamo, per la band era perfetto. Quando ho proposto Black Star Riders come nome, Scott e gli altri si sono dimostrati entusiasti, così l’abbiamo usato”.

IL BATTERISTA BRIAN DOWNEY E IL TASTIERISTA DARREN WHARTON, CON VOI NEI THIN LIZZY, HANNO SCELTO DI NON PRENDERE PARTE NEI NUOVI BLACK STAR RIDERS. QUALI SONO STATE LE LORO MOTIVAZIONI?
“Vedi, quando abbiamo deciso di mettere in pausa i Thin Lizzy e di dar vita ai Black Star Riders è stato chiaro sin da subito che il lavoro da fare sarebbe stato molto estenuante. La nostra intenzione, oltre alla pubblicazione del disco, è quella di suonare moltissimo on the road, andremo ovunque ci chiameranno. Mentre con i Thin Lizzy le date erano più centellinate e gestibili, ora le cose cambieranno. Fondamentalmente Brian e Darren non avevano intenzione di imbarcarsi in lunghi tour, che li avrebbero impegnati per molti mesi all’anno. Lo split è stato dettato soltanto da questo, siamo rimasti in ottimi rapporti, tanto che Brian e Darren ci hanno fatto tantissimi auguri per il futuro e per il successo dei Black Star Riders”.

COME NASCE “ALL HELL BREAKS LOOSE”?
“Il processo si è svolto in modo molto veloce, praticamente abbiamo registrato dodici canzoni in dodici giorni. Anche il nostro produttore, Kevin Shirley, è stato un fulmine ad ultimare i lavori e la realizzazione del prodotto finito. Ciò che più adoro di ‘All Hell Breaks Loose’ è la sua atmosfera live, in studio abbiamo suonato proprio come se fossimo ad un concerto, eravamo sempre tutti insieme. Su disco sono presenti pochissimi overdub, i brani sono stati scritti per fare scintille dal vivo, proprio come dovrebbe suonare un vero disco rock”.

TU E DAMON JOHNSON SIETE I DUE COMPOSITORI MAGGIORI DEI BLACK STAR RIDERS. SCOTT GORHAM INVECE CHE CONTRIBUTO HA DATO ALLA STESURA DEI NUOVI PEZZI?
“Scott ha dato un grandissimo contributo, portando un sacco di riff grandiosi che hanno dato vita a brani fantastici. Io e Damon abbiamo scritto gran parte del materiale presente su ‘All Hell Breaks Loose’, ma il tipico sound dei pezzi che hai ascoltato è anche merito di Scott, assolutamente!”.

PARLIAMO PROPRIO DI SOUND. ANCHE SE AVETE DICHIARATO DI VOLERVI IN PARTE SLEGARE DAL NOME THIN LIZZY, DIVERSI BRANI, AD ESEMPIO “BOUND FOR GLORY” O “KINGDOM OF THE LOST”, OGGETTIVAMENTE CONTINUANO A PORTARE AVANTI UN CERTO TIPO DI SONORITA’ TIPICHE DELLA BAND.
“Non abbiamo scelto nulla a tavolino, semplicemente questo tipo di sonorità ormai è entrata nelle nostre vene. Scott è con i Thin Lizzy dal 1974, io da tre anni, Damon da due e Marco Mendoza da dieci, per cui a forza di suonare i grandi brani dei Thin Lizzy tutti insieme, abbiamo fatto nostro un certo tipo di sonorità. Abbiamo voluto mantenere intatto il nostro DNA musicale, tanto che inizialmente siamo entrati in studio per registrare un nuovo disco dei Thin Lizzy; solo in un secondo momento abbiamo capito che sarebbe stato meglio darci un nuovo monicker. La musica però non cambia, l’abbiamo scritta in modo naturale e spontaneo”.

DI COSA PARLI NEI NUOVI BRANI?
“Racconto semplicemente storie di vita. Parlo delle esperienze di tutti i giorni, dell’amicizia, di persone care e di situazioni che ogni uomo deve affrontare ogni giorno per andare avanti”.

DAL VIVO PROPORRETE ANCHE I GRANDI CLASSICI DEI THIN LIZZY?
“I grandi brani dei Thin Lizzy non potranno mancare durante i concerti, perché fanno parte della nostra storia. Una buona parte della scaletta sarà però costruita con le canzoni dei Black Star Riders, perché a noi piacciono molto e perché non vogliamo che i fan pensino a noi come ad un side-project. Siamo una vera band che continuerà a suonare e a fare dischi”.

RICKY, DA GIOVANE ASCOLTAVI I THIN LIZZY?
“Ovviamente sì, ho sentito il loro nome per la prima volta quando avevo sei o sette anni. I loro classici erano molto famosi e io sono diventato subito un loro grande fan”.

CON I THE ALMIGHTY TU SUONAVI UN GENERE MUSICALE SICURAMENTE DIVERSO DA THIN LIZZY E BLACK STAR RIDERS. QUANDO HAI INIZIATO QUESTA AVVENTURA CON SCOTT GORHAM, E’ STATO DIFFICILE PER TE ADATTARTI?
“No, per nulla, anche perché alcune canzoni che ho scritto da solista non erano così distanti da ciò che suono in questo momento. Inoltre io ho sempre amato i Thin Lizzy, sono sempre stato un loro fan, per cui non ho trovato particolari difficoltà ad adattarmi. Come musicista mi piace sperimentare e adoro imparare sempre qualcosa di nuovo, ogni esperienza mi fa crescere e mi dona nuovi stimoli”.

COSA HAI IMPARATO DAL SUONARE INSIEME AD UNA LEGGENDA COME SCOTT GORHAM?
“Scott è un grandissimo musicista, che incarna la filosofia del rock’n’roll! Lui mi ha trasmesso tanta passione e dedizione per la musica, inoltre il suo stile nel suonare la chitarra è davvero unico. Come hai detto tu, Scott è una vera leggenda!”.

PRIMA DI TE, I THIN LIZZY ERANO CAPITANATI DA JOHN SYKES ALLA VOCE E CHITARRA. CHE NE PENSI DELLA PRECEDENTE VERSIONE DELLA BAND?
“Ritengo John un grandissimo chitarrista, uno dei migliori di tutti i tempi, e inoltre è molto bravo anche a cantare. I Thin Lizzy con lui avevano probabilmente un sound più heavy, io li adoravo, mi piacevano molto”.

IL 2013 SEGNA IL VENTICINQUESIMO ANNIVERSARIO DEI THE ALMIGHTY. PENSATE DI FESTEGGIARE IN QUALCHE MODO PARTICOLARE?
“Sì. Innanzitutto la Universal pubblicherà delle ristampe dei nostri dischi e per questa occasione registreremo in studio alcune nuove canzoni da includere. Non terremo concerti, per il momento gli unici piani sono di incidere quattro o cinque brani inediti da inserire nelle ristampe in uscita”.

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